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Europa, il DMA obbliga Google ad aprire Android e i dati di Search ai rivali dell'AI

Google dovrà consentire a OpenAI e agli altri concorrenti nel settore dell’intelligenza artificiale di accedere ad alcune funzioni di Android e a una parte dei dati utilizzati per migliorare il motore di ricerca. La Commissione europea ha definito nel dettaglio gli obblighi previsti dal Digital Markets Act, dopo una procedura avviata sei mesi fa. Bruxelles vuole ridurre il vantaggio di cui Google dispone sia nella ricerca online sia nei servizi AI, favorendo la crescita di alternative a Search e Gemini e ampliando le possibilità di scelta per gli utenti europei.

PIÙ ACCESSO AD ANDROID

Google dovrà aprire agli assistenti AI concorrenti undici funzioni di Android. Questo permetterà ai servizi rivali di interagire più direttamente con lo smartphone e di svolgere operazioni che oggi sono più facilmente accessibili a Gemini. Un assistente diverso da quello di Google potrà essere richiamato con un comando vocale, in maniera simile a “Hey Google”, e utilizzare alcune funzioni del telefono per cercare informazioni su luoghi, avviare attività o prenotare un taxi.

Le novità dovrebbero arrivare da luglio del 2027 con la prossima versione di Android.
Google potrà comunque controllare che i servizi interessati rispettino i requisiti previsti per la sicurezza informatica e la protezione dei dati prima di concedere l’accesso. La Commissione ritiene che le garanzie introdotte siano sufficienti a proteggere utenti e dispositivi. Le undici funzioni non saranno quindi aperte indistintamente a tutte le aziende, ma solo a quelle che supereranno le verifiche richieste.

DATI RICERCA ANCHE A OPENAI E ALTRI CONCORRENTI

Dal prossimo gennaio, Google dovrà rendere disponibile anche una parte dei dati utilizzati per migliorare i propri servizi di ricerca. Potranno accedervi OpenAI e gli altri servizi AI che integrano funzioni di ricerca sul web. Le informazioni dovranno essere anonimizzate e serviranno ai concorrenti per migliorare la qualità dei risultati. Per la Commissione, l’accesso a questi dati può ridurre almeno in parte la distanza da Google, che può contare sulle informazioni raccolte in anni di utilizzo del proprio motore di ricerca.

Google potrà esaminare le richieste e bloccare l’accesso qualora rilevi rischi per la cybersicurezza o la protezione dei dati. Bruxelles ha previsto anche una formula per stabilire il prezzo che le aziende interessate dovranno pagare.

“Grazie a queste misure speriamo di vedere emergere alternative a Google Search e ai servizi AI di Google, come Gemini, e che gli utenti nell’Unione europea possano beneficiare di una scelta più ampia”, ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega alla sovranità tecnologica.


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L'ultimo aggiornamento di Windows risolve il bug dei file con nomi errati nel Cestino

Microsoft mette fine ad un piccolo problema di Windows che ha causato qualche grattacapo agli utenti, e che nello specifico riguardava il Cestino ed i file in esso contenuti.

Provando ad eliminare definitivamente un file, la finestra di conferma su Windows non mostrava il nome reale dell'elemento selezionato. Al suo posto compariva una sigla poco comprensibile composta da lettere e numeri, qualcosa che ricordava un codice interno del sistema piuttosto che il documento scelto dall'utente.

Il file però risultava identificato correttamente in tutte le altre schermate di Windows. Aprendo il Cestino, il nome era quello giusto. Anche nel caso di un ripristino non c'erano anomalie. L'errore compariva soltanto in quel passaggio preciso, subito prima della cancellazione. I dubbi e le segnalazioni, ovviamente, non hanno tardato a palesarsi.


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TSMC investe altri 100 miliardi di dollari nelle fonderie statunitensi

TSMC ha annunciato nelle scorse ore di aver stanziato altri 100 miliardi per ampliare la sua capacità produttiva di chip negli Stati Uniti; secondo l'amministratore delegato C.C. Wei, il denaro verrà probabilmente usato per ampliare il complesso dell'Arizona, passando dalle 8 fabbriche attualmente pianificate o già in cantiere a 12. Al momento non ci sono tempistiche precise ma è chiaro che si tratta di un progetto nel medio / lungo termine; la fonderia ha confermato che i dettagli più precisi saranno decisi anche in base alle condizioni del mercato e delle esigenze dei suoi principali clienti.

È una delle operazioni più grandi e importanti di sempre per l’intero settore dei semiconduttori, e ovviamente posiziona molto bene gli Stati Uniti in quello che oggi è considerato uno dei mercati più importanti in assoluto a livello globale. Nel complesso, l’impegno finanziario del colosso taiwanese negli USA sale quindi a 265 miliardi di dollari. La corsa globale all’intelligenza artificiale è stata citata come una delle ragioni del nuovo investimento, che peraltro arriva in un momento particolarmente positivo per TSMC: nel solo Q2 2026 ha registrato un utile netto di ben 22 miliardi di dollari, il 77% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, soprattutto grazie alla fortissima domanda di GPU, i chip fondamentali per addestrare i modelli AI.

Possiamo dire che ormai da qualche anno TSMC non ha rivali dal punto di vista di raffinatezza, efficienza e sofisticazione dei nodi produttivi; in poche parole è il punto di riferimento per tutti i grandi protagonisti del settore. Questa posizione di leadership assoluta l'ha resa inevitabilmente molto forte in borsa, tanto da aver recentemente superato la soglia dei 2.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.


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Il leak di Suno conferma che l'AI è stata addestrata con musica protetta

C'è stato un tempo in cui, inserendo il nome di un cantante o di una band nel campo Styles di Suno, la piattaforma generava canzoni AI con la stessa voce e con lo stesso stile di chi veniva indicato. Non è più così, ora si rifiuta di portare a termine il compito. Ciò non significa che i suoi modelli non siano stati istruiti partendo da un dataset con materiale protetto da diritto d'autore.

L'AI DI SUNO ADDESTRATA CON LA MUSICA PROTETTA

L'ennesima conferma è arrivata da un hack, una violazione. Chi l'ha compiuta si fa chiamare ellie.191 e ha raccontato cosa ha trovato sui server attraverso la redazione del sito 404 Media. Ha avuto accesso alle informazioni appartenenti a centinaia di migliaia di utenti (ci torneremo più avanti), ma non solo, anche al codice sorgente del software impiegato dal servizio per recuperare i brani da dare in pasto ai propri sistemi per istruirli.

Tra il 2023 e il 2024, Suno ha eseguito lo scraping di contenuti audio da YouTube Music, Deezer, Genius, Pond5, Jamendo, Freesound e IMSLP (International Music Score Library Project). In altre parole, ha raccolto un enorme archivio di registrazioni sulla base delle quali imparare a generare nuove canzoni. Lo ha fatto con tool interni e affidandosi a uno strumento esterno chiamato Bright Data. Altri dettagli rivelano la ricerca specifica per le versioni a cappella, così da avere riferimenti migliori per creare le tracce vocali, e per i podcast tramite PodcastIndex.


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Loewe Antares: il TV OLED 'Made in Germany'

Loewe ha una strategia chiara: provare a differenziarsi all'interno del panorama dei televisori offrendo prodotti di fascia premium, che puntano su materiali pregiati e su una produzione europea. Lo conferma anche il più recente lancio del nuovo Antares, il TV OLED con il bollino 'Made in Germany'.

I TV ESCONO DALLA FABBRICA DI KRONACH

Quando si parla di TV OLED è facile pensare che siano semplicemente dei pannelli completi LG attorno ai quali viene 'costruito' un televisore da parte dei vari marchi. In questo caso siamo però di fronte a un approccio diverso: Loewe infatti acquista le matrici OLED open cell 'spoglie' e si occupa di assemblare ogni modulo nella sua fabbrica di Kronach, in Germania, nella Baviera settentrionale.


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Volvo ci ripensa, clamoroso ritorno delle station wagon in salsa elettrica?

La decisione di pensionare la <strong>V60 Cross Country</strong> a fine 2026 sembrava aver chiuso definitivamente la storia delle station wagon in casa <strong>Volvo</strong>. Con una gamma ormai concentrata sui SUV, l'addio alle carrozzerie tradizionali pareva scontato. Eppure, <a href="https://www.hdmotori.it/volvo-station-wagon-ritorno-origini/"><strong>lo stop </strong></a>potrebbe essere<strong> solo temporaneo</strong>.<h2>Il piano di riscossa per l'Europa</h2>Secondo quanto riportato da <em>Automotive News</em>, nei piani europei di Volvo ci sono due nuove elettriche: una <strong>berlina</strong> e una <strong>wagon</strong>. La base sarà la <strong>piattaforma SPA3</strong>, già destinata al futuro SUV compatto EX60.Parliamo di un sistema a 800 Volt predisposto per ricariche rapide fino a 370 kW. Sul <a href="https://www.hdmotori.it/volvo-ex60-design-interni-prezzi-specifiche-cross-country/"><strong>SUV EX60</strong></a> (noto come progetto P12), questa tecnologia assicura circa <strong>640 km di autonomia</strong>, un dato record per la categoria.<h2>I "compromessi fisici"</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278569" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/2019-volvo-v60-first-drive-1.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Se venissero confermati i motori della EX60, i due modelli viaggeranno tra i <strong>369 </strong>e i<strong> 612 cavalli</strong>. Il vero nodo resta l'autonomia. Un passo più corto rispetto a quello del SUV significa <strong>meno spazio sotto il pianale</strong>, costringendo a usare pacchi batteria più piccoli e riducendo, inevitabilmente, i chilometri percorribili con un pieno di energia.Le indiscrezioni suggeriscono inoltre che entrambi i modelli adotteranno badge storici legati alle <strong>serie "-60" o "-70"</strong>. Sul fronte delle berline, seguendo la scia della più grande <a href="https://www.hdmotori.it/prove/volvo-es90-ammiraglia-scandinava-berlina-rialzata-video/"><strong>ES90</strong></a> già presente su altri mercati globali, il nuovo modello compatto potrebbe chiamarsi <strong>ES60</strong>. Per la wagon, invece, il nome naturale sarebbe <strong>EV60</strong>, la quale potrebbe in seguito sdoppiarsi in una variante <em>Cross Country</em> con assetto rialzato, replicando la filosofia della EX60.<h2>Prezzi e dinamiche di un mercato di nicchia</h2>Il listino di partenza stimato dovrebbe aggirarsi nella fascia medio-alta,<strong> intorno ai 46.000 euro</strong>. Un posizionamento in linea rispetto a concorrenti dirette come la Tesla Model 3 Premium a trazione integrale o la neonata Lexus ES 350e. Resta ancora da capire se Volvo deciderà di proporre anche varianti d'accesso a trazione posteriore (RWD) o se punterà esclusivamente su versioni a trazione integrale (AWD) con doppio motore..<h2>La scommessa di Volvo</h2>Eppure le carrozzerie classiche funzionano ancora bene tra i marchi di lusso. <strong>BMW</strong>, per dire, vende la M5 dividendola esattamente a metà tra berlina e la <a href="https://www.hdmotori.it/bmw-m5-touring-bovensiepen/"><strong>familiare Touring</strong></a>.Anche senza annunci ufficiali sulla piattaforma SPA3, i messaggi del management Volvo vanno in questa direzione. Qualche mese fa l'ex AD <strong>Håkan Samuelsson</strong> ha ammesso che forse si è esagerato con la "monocoltura dei SUV": "<em>Non credo che tra dieci anni la gamma Volvo sarà fatta solo di SUV</em>". Un'apertura netta al ritorno di <strong>berline</strong> e <strong>wagon</strong>, solo convertite all'elettrico.

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iPhone Ultra e iPhone 20: Apple accelera sul nuovo sistema di raffreddamento

A scaldare i motori della linea produttiva di iPhone Ultra è il sistema di raffreddamento. Il primo melafonino pieghevole, che nonostante qualche complicazione resta comunque atteso entro la fine dell'anno, sarà equipaggiato a quanto pare con una camera di vapore, soluzione adottata per la prima volta da Apple su iPhone 17 Pro e iPhone 17 Pro Max. E lo stesso dovrebbe valere anche per l'atteso iPhone del ventennale, quello in arrivo nel 2027 che promette di introdurre una rivoluzione nel design.

PIÙ IPHONE ULTRA DEL PREVISTO?

Secondo quanto riportato dal noto leaker cinese Fixed Focus Digital, Cupertino avrebbe incrementato in modo significativo le richieste ai fornitori proprio per i componenti relativi al sistema di raffreddamento. E questa mossa avrebbe due spiegazioni: anzitutto, come già emerso in questi giorni, l'azienda avrebbe rivisto al rialzo i volumi produttivi del suo primo pieghevole. Se inizialmente si stimava una produzione compresa tra i 7 e gli 8 milioni di unità nel 2026, ora l'obiettivo sarebbe salito a circa 10 milioni, segno che stando agli ultimi riscontri Apple si aspetta un'accoglienza favorevole del pubblico a livello globale per questa nuova tipologia di prodotto.

Chiaramente, il formato pieghevole rappresenta una sfida ulteriore: la struttura particolarmente sottile e la presenza della cerniera riducono infatti lo spazio interno disponibile per dissipare il calore prodotto dal processore, rendendo necessario un sistema di raffreddamento più efficiente rispetto a quello adottato finora.


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LEGO Art, in arrivo un enorme set dedicato al quadro più famoso di Klimt

L’iniziativa LEGO Art si sta rivelando l’ennesimo successo schiacciante per la società danese nella sua iniziativa di massacrare senza pietà i conti in banca ottenere i favori degli utenti più grandicelli, e si fa sempre più ambiziosa: il 1° agosto arriverà infatti la riproduzione di uno dei quadri più famosi del pittore simbolista austriaco Gustav Klimt, ovvero Il Bacio. Il set (codice 31221) sarà il secondo più grande di sempre del filone, sia per numero di pezzi (ben 4.000 pezzi) sia per dimensioni effettive (circa 60 centimetri di altezza per 54 di larghezza). Unica eccezione è la mastodontica Mappa del mondo, da addirittura 11.695 pezzi!

Il set è stato realizzato in collaborazione con il Belvedere Palace di Vienna, il museo che ospita permanentemente l’opera originale. LEGO ha lavorato per riprodurre lo stile distintivo di Klimt attraverso superfici stratificate, texture complesse e numerosi dettagli decorativi che richiamano gli elementi più riconoscibili del quadro. Come già visto per altri quadri della serie, il set sarà tridimensionale. L’originale fu dipinto tra il 1907 e il 1908, e rappresenta il punto più alto della cosiddetta “fase aurea” del pittore, fortemente influenzata dai mosaici bizantini osservati durante i suoi viaggi a Ravenna.

Il modello LEGO impiega una grande quantità di elementi dorati, pezzi decorati, forme circolari, spirali e dettagli floreali per ricreare l’atmosfera brillante dell’originale. Secondo Milan Madge, Master Model Designer del colosso danese, la sfida principale è stata catturare le tonalità, le texture e la ricchezza visiva del dipinto mantenendo l’identità e il feeling “da set LEGO”, per così dire.


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Smart TV 85'' con 12 mesi DAZN, robot, accessori smart e altro: le top offerte del 16 luglio

Giovedì 16 luglio porta in homepage un nuovo appuntamento con le migliori offerte tech del giorno, questa volta concentrate soprattutto su Amazon. La selezione è piuttosto varia: si passa dai maxi TV 4K ai robot aspirapolvere di nuova generazione, fino a videocamere smart, accessori per iPhone, cuffie gaming e speaker Bluetooth.

Tra i prodotti più interessanti spicca l’Haier QLED 4K da 85 pollici, proposto a 683,28€ invece di 769,09€ e con 12 mesi di DAZN inclusi. Sul fronte pulizia domestica, invece, la giornata è dominata dai robot: il Mova P70 Pro Ultra scende a 549€, lo Xiaomi H50 arriva a 349,99€, mentre il Dyson Spot+Scrub AI resta una proposta di fascia alta, ma oggi più vicina al prezzo reale d’acquisto grazie allo sconto a 926,90€.

Non mancano le offerte più “pratiche”, quelle che magari non fanno scena come un TV da 85 pollici ma finiscono spesso per essere le più utili. È il caso della Tapo C250 4K, videocamera Wi-Fi da interno con tracking AI per persone e animali, proposta a 46,99€ invece di 59,99€, oppure del case ORICO magnetico M.2 NVMe per iPhone 15/16/17 Pro, pensato anche per registrazione ProRes e archiviazione esterna, che scende a 14,28€ invece di 25,99€.


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L'Europa vuole ridurre la dipendenza su AI e cloud, ma nell'immediato bisogna scegliere

L’Europa vuole diventare più autonoma sul digitale, ma l’indipendenza totale da Stati Uniti e Cina, oggi, è ancora difficile da immaginare e ancor più da realizzare. La direzione più concreta nell’immediato è un’altra: scegliere dove la dipendenza è troppo rischiosa e intervenire lì.

Francia e Germania si stanno muovendo, riporta il Wall Street Journal. Parigi vuole sostituire Zoom e altri software americani con alternative nazionali, mentre il governo francese punta ad acquistare strumenti digitali da aziende locali. Berlino sta lavorando con Deutsche Telekom e SAP a una piattaforma AI governativa che possa funzionare senza appoggiarsi a tecnologie americane o cinesi. Il tema è ormai strategico. Cloud, AI, dati sensibili, cybersecurity e chip non sono solo settori industriali, ma potenzialmente delle “leve di potere”. Se l’accesso a un modello AI o a un’infrastruttura in cloud infatti può dipendere da una decisione presa a Washington o Pechino, il problema è serio e riguarda direttamente sia i governi che le imprese europee.

L’Europa qualche carta da giocare ce l’ha, per arrivare all’obiettivo. Ha ricerca, competenze industriali e aziende promettenti come Mistral AI. Il limite resta la capacità di finanziare e far crescere startup tecnologiche su scala globale. Troppo spesso infatti i capitali europei restano in investimenti gestiti con eccessiva prudenza, oppure le aziende più ambiziose finiscono per cercare crescita negli Stati Uniti. Per questo la sovranità digitale europea sarà selettiva, almeno per ora. Non sostituire tutto perché nell’immediato semplicemente non si può, ma costruire alternative credibili almeno nei settori più sensibili: dati pubblici, AI strategica, cloud, sicurezza, chip e infrastrutture critiche.


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I chatbot AI applicano la censura politica "al contrario"?

Qualche anno fa Meta, allora Facebook, aveva fondato l’Oversight Board, un organismo indipendente pensato soprattutto per supervisionare le politiche di moderazione delle piattaforme di Mark Zuckerberg, ma è chiaro che ormai questo scopo gli sta stretto, ed è sempre più esplicito nelle sue iniziative per estendere la propria influenza oltre i social network. Il grosso bersaglio è prevedibilmente l’intelligenza artificiale, come evidenzia un report pubblicato nelle scorse ore che studia l’impatto della tecnologia sulla libertà di espressione.

Lo studio ha esaminato dieci dei modelli linguistici più famosi e diffusi al giorno d’oggi, sviluppati da aziende come Google, Anthropic, xAI, OpenAI e sì, anche Meta. I ricercatori hanno sottoposto alle piattaforme una serie di richieste legate a temi politici, tra cui la creazione di materiali di protesta, contenuti satirici e messaggi critici nei confronti di governi e leader nazionali. E si è osservato che i chatbot variano molto il loro comportamento in base al contesto politico e normativo dei Paesi di cui è oggetto (ma NON da cui proviene) la richiesta.

In soldoni le AI tendono a essere più permissive quando si tratta di governi appartenenti a Paesi con una forte tutela della libertà di espressione, mentre sono più restrittive nei confronti di contenuti critici rivolti a governi caratterizzati da legislazioni più severe e propense alla censura. Il fatto è che le richieste sono state inviate tutte dall’Australia, che ha pochissime restrizioni in vigore sui chatbot, almeno quando si parla di politica, satira e critica del governo. Molto banalmente, un utente australiano potrebbe vedere realizzato un banner di protesta contro il governo francese, e rifiutato uno contro il governo iraniano.


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Un altro pilastro dell&#039;industria tedesca chiude una fabbrica: 216 dipendenti a casa

Non c'è pace per il settore dell'industria automobilistica tedesca, per anni la locomotiva dell'Europa intera e non soltanto della Germania. Oggi, però, i tempi d'oro sono un ricordo agrodolce perché adesso bisogna fronteggiare una crisi quasi senza precedenti. Il terremoto che sta sconquassando il Gruppo Volkswagen e l'intera automotive teutonica non fa sconti neppure alle <strong>aziende di componentistica.</strong> L'ultima "vittima" di questo momento buio è <strong>Magna</strong>, uno dei più grandi fornitori automobilistici a livello mondiale, che ha annunciato la chiusura definitiva e in anticipo sui tempi dello stabilimento situato a Dorfprozelten, nella Bassa Franconia. Purtroppo, ben <strong>216 dipendenti</strong> perdono il proprio impiego.<h2>Una chiusura non senza polemiche</h2>La notizia della dismissione anticipata della fabbrica di Magna ha destato scalpore perché giunge in aperta violazione di un percorso di salvataggio che sembrava aver dato i suoi frutti appena pochi anni fa. Nel 2023, infatti, l'azienda e il sindacato<a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-articoli-n603489-volkswagen-accordo-sindacati-ig-metall-dettagli/"> <strong>IG Metall</strong></a> avevano raggiunto un’intesa per garantire la continuità dell'impianto fino alla fine del 2028.Quell'accordo, che aveva già richiesto il sacrificio di circa 200 posti di lavoro, era stato accettato dai dipendenti proprio con la speranza di proteggere il futuro della fabbrica. Invece, la produzione di <strong>specchietti retrovisori esterni </strong>e<strong> interni</strong> cesserà definitivamente a metà del <strong>2027</strong>, con circa un anno e mezzo di anticipo rispetto a quanto pattuito.<h2>Le ragioni della resa</h2>Secondo quanto dichiarato dai vertici di Magna, lo stabilimento <strong>non è più sostenibile</strong> dal punto di vista economico nonostante i passati investimenti e le misure di riduzione dei costi messe in campo. La dirigenza punta il dito contro uno scenario di mercato estremamente negativo e una gestione operativa che non offre più margini di manovra.La crisi di Dorfprozelten si inserisce in un contesto più variegato che vede l’intero comparto della componentistica auto alle prese con <strong>volumi di produzione in calo</strong>, la necessità di investimenti massicci nelle nuove tecnologie di propulsione e una pressione sui costi diventata insostenibile.<h2>Lo scontro con i sindacati e la politica</h2>La reazione della IG Metall è stata ovviamente pesantissima, dicendo esplicitamente che il comportamento di Magna equivale a un <strong>"tradimento"</strong> degli accordi presi. Secondo il sindacato, l'azienda di componentistica non avrebbe rispettato gli impegni di localizzare nuovi prodotti nel sito o di trasferire commesse da altri impianti per saturare la capacità produttiva di Dorfprozelten.Un punto critico riguarda la tecnologia dei <strong>cristalli liquidi per specchietti (LC)</strong>: considerata una soluzione del futuro, non sarebbe mai stata portata alla maturità per la produzione in serie, nonostante i <strong>finanziamenti pubblici</strong> ricevuti dal Land della Baviera per il suo sviluppo.<h2>L'impatto sul territorio e sul settore</h2>Per la comunità di Dorfprozelten, questa chiusura rappresenta una sconfitta e, soprattutto, la scomparsa di uno dei più importanti datori di lavoro industriali della zona. Il colosso Magna, che conta oltre <strong>170.000 dipendenti</strong> in tutto il mondo e si occupa persino dell'assemblaggio completo di vetture per marchi come <a href="https://www.hdmotori.it/robot-umanoidi-fabbriche-auto/">BMW</a> e <a href="https://www.hdmotori.it/nuova-mercedes-benz-classe-c-elettrica-produzione-ungheria/">Mercedes </a>nel suo sito austriaco di Graz, sembra dunque aver deciso di riorganizzare le proprie capacità produttive sacrificando i siti meno efficienti. Un campanello d'allarme molto preoccupante, non solo per la Germania, ma per tutta l'Europa delle quattro ruote.FOTO: <span class="ippd7e">RONNY HARTMANN</span>

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Meta avviserà i genitori se un adolescente parla di autolesionismo con Meta AI

Meta avviserà i genitori quando dalle conversazioni di un adolescente con Meta AI emergeranno riferimenti al suicidio o all’autolesionismo. Gli avvisi sono già attivi negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Canada per gli account collegati agli strumenti di supervisione di Instagram. Meta prevede di estendere gli avvisi al resto del mondo entro la fine del 2026.

Quando un ragazzo affronta questi argomenti con Meta AI, il sistema gli mostra già i contatti dei servizi di assistenza e lo invita a rivolgersi a un genitore, a un consulente o a un altro adulto di fiducia. Il nuovo sistema permetterà a Meta di avvisare anche il genitore che supervisiona l’account, fornendogli alcune indicazioni preparate con il supporto di esperti per affrontare la situazione. L’avviso potrà partire anche quando i riferimenti non sono del tutto espliciti. Per riconoscere queste conversazioni, Meta ha sviluppato un sistema AI specifico con il contributo di genitori e specialisti della salute mentale.

Prima di essere inviato, ogni avviso generato dal sistema sarà verificato da una persona. Se le intenzioni dell’adolescente non saranno del tutto chiare, Meta preferirà comunque informare il genitore, mettendo in conto anche la possibilità di qualche segnalazione non necessaria. Instagram informa già i genitori quando un adolescente effettua, a breve distanza, diverse ricerche su suicidio e autolesionismo. I genitori possono anche visualizzare gli argomenti affrontati dall’adolescente con Meta AI nell’ultima settimana.

Meta sta lavorando anche a un sistema per contattare i servizi di emergenza quando una conversazione con Meta AI fa pensare a un rischio imminente di suicidio, sia nel caso di adulti sia di minorenni. Una procedura simile viene già utilizzata su Facebook e Instagram per i post considerati credibili. Nel 2025, secondo i dati diffusi dall’azienda, le segnalazioni ai soccorritori sono state più di 19.000 in tutto il mondo.

L’azienda ha coinvolto oltre 75 professionisti della salute mentale specializzati negli adolescenti per rivedere il modo in cui Meta AI risponde a questo tipo di richieste. Gli esperti hanno esaminato centinaia di conversazioni, valutando le singole risposte, il contesto e le domande successive. Meta vuole evitare che il chatbot risponda in modo troppo freddo o chiuda il dialogo in maniera brusca. Meta AI dovrà riconoscere lo stato d’animo del ragazzo e indirizzarlo verso un aiuto esterno, senza limitarsi a mostrare un numero di emergenza.

Le stesse regole riguarderanno anche gli Account per teenager. Di default, le conversazioni con Meta AI seguiranno il livello di contenuti previsto per gli utenti dai 13 anni in su. Il chatbot non dovrà quindi partecipare a conversazioni sessuali o romantiche con gli adolescenti, né fornire, per esempio, ricette per bevande alcoliche. L’impostazione “Contenuti limitati” sarà applicata anche alle chat con Meta AI. Attivandola, i genitori potranno bloccare un numero maggiore di richieste e restringere ancora di più gli argomenti affrontabili dal chatbot.


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Apple Mappe apre alle pubblicità, ma con regole più rigide di Google Maps

Apple Mappe si prepara ad accogliere la pubblicità ma con regole più rigide rispetto a Google Maps. Apple ha pubblicato i termini del servizio pubblicitario, entrati in vigore il 14 luglio, chiarendo quali attività potranno comparire tra gli annunci e quali invece dovranno restar fuori.

Il punto più interessante riguarda i divieti specifici per Mappe. Apple non consentirà annunci per servizi domestici come idraulici, elettricisti, fabbri, tecnici HVAC, disinfestatori e imprese generali. Restano fuori anche i servizi di cauzione e gli ATM per le criptovalute. Gli annunci legati a servizi medici invece saranno valutati caso per caso. La scelta è indicativa, Google Maps al contrario ha costruito una quota importante della sua pubblicità locale proprio sui servizi per la casa. Su Google, infatti, idraulici, fabbri e tecnici possono comparire tra gli annunci locali, mentre Apple, almeno all’inizio, sembra voler evitare categorie che richiedono verifiche più complesse e più rischi lato affidabilità.

Gli annunci su Apple Mappe dovrebbero quindi partire da attività con sede fisica, cioè negozi, ristoranti e servizi che l’utente può raggiungere direttamente. In iOS 26.5 è già comparsa la nuova sezione Luoghi suggeriti nella quale dovrebbero finire i risultati sponsorizzati. Apple precisa che nei risultati di ricerca di Maps comparirà un solo annuncio sponsorizzato, identificato dall’etichetta “Ad” e da un alone blu attorno al pin sulla mappa. L’azienda, come sempre, insiste anche sul fronte privacy: posizione dell’utente e interazioni con gli annunci non saranno associate all’account Apple, e le informazioni sugli annunci visualizzati o toccati rimarranno sul dispositivo senza “partire” verso qualche server.


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NVIDIA, Sony e Honda assieme per l'AI Factory più potente del Giappone

NVIDIA si appresta a realizzare uno dei datacenter AI, o meglio una “AI Factory” come è stata definita ufficialmente, più avanzati di tutto il Giappone: sarò dedicato allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale multimodali e applicazioni di physical AI, ovvero sistemi capaci di interagire con il mondo reale attraverso robot, macchine autonome e dispositivi intelligenti. Il progetto è imponente: il datacenter dovrebbe essere costituito da qualcosa come 13.750 CPU Vera e 27.500 GPU Rubin, entrambe di Nvidia naturalmente, per una potenza assorbita totale di circa 140 MW a pieno carico.

Il centro sarà realizzato in partnership con Noetra, una società formata di recente con la partecipazione dei principali colossi tech del Paese, tra cui SoftBank, NEC, Honda e Sony, e che opera con il sostegno diretto del governo giapponese, che lo scorso marzo aveva presentato un più ampio piano di espansione tecnologica con l’obiettivo di raggiungere almeno il 30% di quote nel mercato globale della robotica basata sull’AI entro il 2040.

Japan is laying the foundation for the future of physical AI.

Partnering with Noetra and supported by METI, the NVIDIA Vera Rubin AI factory built on the NVIDIA DSX platform will bring world-class AI infrastructure to manufacturing, robotics, healthcare, and beyond.

✅ 27,500…


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WindTre spegne l’ADSL, nuova migrazione a settembre: cosa cambia e costi nascosti

WindTre prosegue lo spegnimento progressivo dell’ADSL. Dal 24 settembre 2026 partirà per un nuovo gruppo di clienti di rete fissa che utilizzano ancora vecchie linee in rame un quinto piano di migrazione verso la tecnologia FTTC, cioè Fiber to the Cabinet, la fibra ottica mista rame.

L’intervento sarà graduale e dovrebbe concludersi il 27 novembre 2026, i clienti coinvolti riceveranno una comunicazione personalizzata nel conto telefonico WindTre emesso a luglio. L’operatore evolve la rete e dismette i vecchi impianti in rame, accompagnando altri clienti ADSL verso tecnologie più recenti.

Il passaggio non richiederà l’accesso all’abitazione da parte di tecnici, con WindTre che invierà gratuitamente tramite corriere un router compatibile, da installare per usare subito la nuova linea. Il numero telefonico resterà invariato e anche il canone mensile dell’offerta non cambierà.


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OnePlus dice addio a Europa e Nord America, è ufficiale

È ufficiale, dopo lo statement condiviso nelle scorse ore da Realme, Oppo conferma un altro tassello piuttosto drastico della sua strategia di razionalizzazione nel settore smartphone (e non solo): OnePlus ha appena annunciato che non rilascerà più nuovi smartphone né in Europa né in Nord America. Il post sul sito ufficiale della community lascia intendere che lo stop è esteso anche a qualsiasi altra categoria di prodotto - tablet, cuffiette, accessori e così via. A tutti gli effetti, è la fine (per i nostri mercati, quantomeno) di uno dei brand più amati da noi smanettoni e appassionati di tecnologia.

Il cambiamento era nell’aria già da diverso tempo. Negli ultimi anni i confini tra i due brand si sono progressivamente assottigliati, con una crescente condivisione di hardware, software e catene di fornitura. Un segnale importante era arrivato anche dal ritorno del cofondatore di OnePlus, Pete Lau, in un ruolo chiave in Oppo come Chief Product Officer, e forse ancora di più dall’abbandono di Carl Pei del gruppo, per fondare Nothing. In questi mesi passati, poi, si erano susseguiti indizi, avvistamenti, indiscrezioni e mezze ammissioni in questo senso, anche se bisogna dire che la comunicazione della dirigenza era rimasta finora molto vaga e confusa.

OnePlus ci tiene a precisare che gli attuali proprietari di dispositivi OnePlus non subiranno conseguenze immediate. Assistenza, aggiornamenti software, supporto tecnico e servizi di riparazione saranno garantiti in base alle promesse fatte in fase di lancio dei vari dispositivi e/o agli obblighi legali del Paese o mercato di riferimento. Per quanto riguarda il software, anche OnePlus passerà alla ColorOS; la società, però, lascerà agli utenti la facoltà di scegliere se fare l’upgrade o se rimanere fedeli alla storica OxygenOS. Sembra comunque di capire che questa non sarà più sviluppata, quindi la scelta è tra rimanere fermi all’attuale Android 16 o andare avanti con la personalizzazione di Oppo. C’è da dire che dall’acquisizione i due software sono diventati sempre più simili l’uno con l’altro.


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Honda WN7 è arrivata, la prima elettrica è già nei concessionari

Togliete il rumore dello scarico, cancellate le vibrazioni sotto la sella e dimenticate il classico feeling meccanico. Per chiunque ami le due ruote, l'idea di una elettrica parte decisamente in salita. In Honda lo sanno bene. Progettare la <strong>nuova WN7</strong> (Wind Naked 7) non significava semplicemente infilare una batteria nel telaio, ma evitare di produrre un mezzo senz'anima dopo settant'anni di motori termici.E la <a href="https://www.hdmotori.it/honda-wn7-2026-moto-elettrica-motore-batteria-autonomia-prezzo/"><strong>Honda WN7 </strong></a>(aveva fatto il suo debutto a Eicma 2025) è finalmente disponibile nei concessionari europei. Non si tratta di un mezzo economico, ma di una proposta premium che punta tutto sulla qualità costruttiva e sulla tecnologia d'avanguardia. Il prezzo di listino <strong>parte da 15.190 euro</strong>.<h2>La filosofia "Be the Wind"</h2><img class="size-full wp-image-278556" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/6a53a10312bc6.jpeg" alt="" width="1349" height="900" />Sia chiaro. I primi a essere scettici erano gli stessi tecnici della Casa giapponese.<blockquote><em>"Il timore di perdere il legame fisico con la moto era forte anche nel nostro reparto"</em>, racconta Masatsugu Tanaka, Large Project Leader della WN7. <em>"Da qui è nata l'idea del 'Be the Wind': non vogliamo che il pilota subisca il vento, vogliamo che ne diventi parte"</em>.</blockquote>Evidente. Senza il<strong> "baccano" del motore termico</strong>, cambia la percezione della guida. Si avvertono rumori prima coperti dallo scarico, come il rotolamento delle gomme sull'asfalto e i suoni dell'ambiente circostante. La spinta del motore è immediata e fluida, controllata da quattro mappature (<strong>Standard, Sport, Rain ed Econ</strong>) che regolano l'accelerazione, il freno motore e l'intervento del controllo di trazione. Il vantaggio pratico, secondo Tanaka, è però la costanza. La risposta del gas è sempre identica e prevedibile, lasciando al pilota solo il compito di concentrarsi sulla traiettoria.<h2>Meccanica senza compromessi</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278557" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/6a53a16adbce3.jpeg" alt="" width="1349" height="900" />La <strong>WN7</strong> rompe con il passato anche nella ciclistica. Non c'è un telaio tradizionale: la batteria agli ioni di litio da <strong>9,3 kWh</strong> (raffreddata ad aria) funge da elemento portante, a cui si collegano direttamente il cannotto di sterzo e il telaietto posteriore in alluminio con forcellone monobraccio. Altra novità per Honda è la trasmissione finale a cinghia.Il motore elettrico, raffreddato a liquido, è disponibile in due versioni:<ul> <li><strong>da 18 kW (patente A2):</strong> tocca i 129 km/h con un'autonomia WMTC di <strong>140 km;</strong></li> <li><strong>da 11 kW (patente A1, dai 16 anni):</strong> arriva a 120 km/h e allunga l'autonomia a <strong>153 km</strong>.</li></ul>Per fare il pieno c'è lo standard automobilistico <strong>CCS2</strong>. Oltre alla normale ricarica da casa (circa 5 ore e mezza), la ricarica rapida permette di passare dal 20% all'80% in <strong>30 minuti</strong>, recuperando all'incirca 93 km di autonomia.

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Android 17 QPR1 Beta 7 è disponibile per i Pixel: ecco cosa cambia

A quindici giorni dalla precedente release, Google avvia il rilascio di Android 17 QPR1 Beta 7 per i Pixel. La build con la sigla CP31.260623.005 è disponibile per tutti i dispositivi che hanno ricevuto la release precedente e ha un changelog piuttosto corto, composto esclusivamente da fix. Ecco l’elenco dei cambiamenti distribuito da Google:

  • La funzione "Condivisione batteria" dei Quick settings non riusciva ad avviare la ricarica o visualizzava ripetutamente (in loop, ndr) l'animazione di ricarica. ( Problema n. 476443126 , Problema n. 477627747 , Problema n. 480701245, Problema n . 484322291 , Problema n. 488473799 , Problema n. 501729379 , Problema n. 500638463 )
  • Disattivando il Wi-Fi si creava uno spazio vuoto tra le icone della batteria e dei dati mobili nella barra di stato dei Quick settings. ( Problema n. 517178332 )
  • Un arresto anomalo nel controller delle dimensioni del carattere dei Quick settings impediva agli utenti di regolare le dimensioni del testo tramite il pannello di accesso rapido. ( Problema n. 531915405 , Problema n. 530312544 ).

Le uniche novità, quindi, a giudicare dal changelog, sono quelle sopra. Al rilascio di Beta 6, con il raggiungimento della Platform Stability, spiegavamo come lo sviluppo dell’aggiornamento fosse ormai in fase avanzata, e con il rollout delle scorse ore che aggiunge un ulteriore tassello questo è ancor più vero. La release definitiva, stabile, di Android 17 QPR1, insomma, è ancora più vicina, malgrado il rollout, va detto, non dovrebbe essere questione di giorni.

La beta è disponibile tramite Android Beta Program per Pixel 6 e modelli più recenti. Per quanto più stabile che in passato, rimane una versione di test, quindi meglio evitare l’installazione sullo smartphone principale a meno che non si accetti il rischio di bug o instabilità. Google non ha ancora indicato una data per il rilascio pubblico di Android 17 QPR1, ma con la Platform Stability e un’ulteriore release - questa - la distribuzione non dovrebbe essere troppo lontana. Secondo le ipotesi circolate finora, il periodo più probabile resta settembre.


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Vasta campagna per diffondere malware tramite GitHub: quasi 300 repo fraudolenti

Una vasta campagna malware basata su GitHub ha sfruttato centinaia di repository falsi per distribuire software malevolo mascherato da applicazioni legittime. È stata scoperta dai ricercatori di sicurezza di Arctic Wolf: il bersaglio erano utenti alla ricerca di strumenti di sicurezza, servizi per criptovalute, utility per sviluppatori, software finanziari, applicazioni per macOS e programmi dedicati al gaming. Arctic Wolf ha individuato almeno 292 repository fraudolenti che imitavano progetti autentici e marchi conosciuti.

Ogni pagina includeva documentazione apparentemente legittima e collegamenti al download che reindirizzavano verso siti esterni progettati per apparire affidabili. Le pagine includevano elementi grafici, badge di sicurezza e pulsanti con diciture rassicuranti per convincere le vittime a scaricare il software. L’infrastruttura della campagna era altamente standardizzata: tutti i siti malevoli erano basati sullo stesso modello HTML e JavaScript, modificando soltanto il branding visualizzato in base al software imitato. Una volta avviato il download, gli utenti ricevevano un archivio ZIP contenente file apparentemente legittimi ma in realtà infettati.

Il malware distribuito appartiene a una variante della famiglia BoryptGrab, specializzata nel furto di informazioni sensibili. Tra i dati presi di mira figurano password, cookie, informazioni di pagamento e credenziali memorizzate in oltre 19 browser web. Il virus è inoltre in grado di raccogliere dati da 32 diversi wallet per criptovalute, token di accesso di Telegram, Discord e Steam, oltre a informazioni archiviate nel Windows Credential Manager.


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