❌

Normal view

WhatsApp, torna la catena su Meta AI che spia le chat: cosa c’è di vero

17 September 2026 at 08:45

La storia è ciclica e... anche le catene WhatsApp. Sta tornando a circolare sull’app di messaggistica una catena che invita gli amministratori dei gruppi ad attivare urgentemente la “Privacy avanzata della chat”, sostenendo che in caso contrario Meta AI potrebbe leggere i messaggi, vedere i numeri di telefono e perfino accedere ai dati personali presenti sul dispositivo.

Se siete amministratori di qualche gruppo WhatsApp – e nel caso non lo sapeste – a partire da sabato l'IA sarà disponibile su WhatsApp e avrà accesso a tutte le chat. Pertanto, tutti gli amministratori dei gruppi dovrebbero attivare l'opzione 'Privacy avanzata'. In caso contrario, l'IA potrà aprire i messaggi del gruppo, visualizzare i numeri di telefono e persino accedere ai dati personali presenti sul telefono, incluse le chat private.

Falso. Meta AI non ottiene automaticamente accesso alle conversazioni private di WhatsApp e l’attivazione della Privacy avanzata non serve a impedire una presunta lettura indiscriminata delle chat da parte dell’intelligenza artificiale. WhatsApp infatti continua a proteggere messaggi e chiamate personali con la crittografia end-to-end: secondo i documenti ufficiali, né WhatsApp né Meta possono leggere il contenuto delle conversazioni tra utenti.


Top gamma a prezzo da medio gamma? Poco F8 Ultra, compralo al miglior prezzo da Aliexpress.com a 575 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Microsoft e il codice di condotta per l'AI, un buon esempio che nessuno vuol seguire

16 September 2026 at 11:40

Da quando Jacob Coxon ha lasciato Anthropic, sbattendo la porta e affermando che l'AI potrebbe portare all'estinzione del genere umano entro pochi anni, molti sembrano essersi improvvisamente destati da un profondo torpore, rendendosi conto dei rischi associati a uno sviluppo incontrollato dell'intelligenza artificiale. Tra le realtà che fino a oggi hanno spinto sull'acceleratore e che ora propongono l'introduzione di linee guida c'è anche Microsoft, che ha appena pubblicato la bozza di un codice di condotta da applicare ai modelli MAI addestrati internamente. E che, idealmente, potrebbe diventare un punto di riferimento e una fonte di ispirazione per l'industria.

MICROSOFT E IL SUO CODICE DI CONDOTTA PER L'AI

È un documento da una quarantina di pagine che per le prossime settimane sarà sottoposto a una consultazione pubblica, con l'obiettivo di raccogliere i feedback necessari a intervenire con correzioni mirate. Fa riferimento al concetto di una superintelligenza umanista che per il gruppo di Redmond e per il suo CEO, Satya Nadella, sta diventando una sorta di mantra. La volontà è quella di arrivare a implementare accorgimenti che permetteranno alle persone di sospendere o interrompere il funzionamento dei sistemi autonomi in caso di emergenza, così da scongiurare il pericolo di scenari apocalittici.

La linea adottata da Microsoft è sintetizzata in dieci principi chiave. Li riportiamo di seguito, rappresentano una sintesi efficace per capire quali sono i potenziali problemi con i quali potremmo doverci confrontare a breve.


Il miglior smartphone pieghevole del momento? Samsung Galaxy Z Flip 7, compralo al miglior prezzo da Rimediashop.it a 691 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Malpensa, 146 persone evacuate per il fumo a bordo causato da un power bank

11 September 2026 at 10:05

Un principio d’incendio ha costretto un volo easyJet diretto a Praga a interrompere le operazioni di decollo da Milano Malpensa. Il personale che dovrà condurre le indagini un’idea ce l’ha già: il fumo che ha invaso rapidamente la cabina passeggeri avrebbe avuto origine nel surriscaldamento di un power bank che era all’interno di un bagaglio a mano nella cappelliera.

L’Airbus A320 del volo U23905 aveva lasciato il piazzale del terminal 2 in vista del decollo nel pomeriggio di ieri, alle 17:24. Pochi minuti dopo però, alle 17:31, invece di lasciare la pista, i piloti dichiaravano l’emergenza per via del fumo a bordo e l’aereo fermava nei pressi della stazione dei vigili del fuoco. Non si poteva proseguire con il decollo. Sono stati mandati giù quindi gli scivoli gonfiabili di salvataggio e tutti i passeggeri dell’aereo, 146, sono stati così evacuati. Due persone hanno riportato lievi contusioni durante la discesa.

La dinamica esatta deve ancora essere chiarita. L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha avviato un’inchiesta che accerterà ciò che è avvenuto, ma le prime evidenze indicano un power bank come probabile innesco dell’emergenza. Emergenza che ha avuto conseguenze anche sulle operazioni aeroportuali. Malpensa è rimasto chiuso per un’ora circa, per poi riaprire inizialmente attraverso la pista 35 sinistra. La 35 destra ha richiesto più tempo per via della rimozione dell’A320 e la pulizia dell’area. La piena operatività dello scalo è stata ripristinata attorno alle 19.30. Durante lo stop Eurocontrol ha chiesto ai vettori con voli già diretti verso Malpensa di utilizzare altri aeroporti.


Piccolo prezzo per un ottimo smartphone? Honor 400 Lite, compralo al miglior prezzo da Amazon Marketplace a 130 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Truffe, attenti alla falsa notifica del rimborso TARI

9 September 2026 at 18:05

CERT-AGID, ovvero il team di sicurezza informatica di Agenzia per l'Italia Digitale, ha segnalato una nuova truffa di phishing che riguarda un presunto rimborso TARI. La vittima riceve una comunicazione apparentemente istituzionale e viene indirizzata a un sito che imita PagoPA, dove prima inserisce i dati personali e poi quelli della carta di credito, CVV incluso, con la promessa di ottenere un rimborso di 95 euro. Naturalmente non vedrà mai tale accredito, ma piuttosto rischia addebiti per pagamenti non autorizzati e persino di vedersi prosciugare il conto. Non solo: l'ulteriore rischio è la vendita e lo sfruttamento dei dati personali a fini illeciti, come organizzare nuove frodi con identità e riferimenti reali.

Il CERT-AGID ha individuato siti malevoli che utilizzano nome, logo e grafica di PagoPA per sottrarre dati personali e informazioni relative alle carte di pagamento delle vittime.

Anche in questo caso, la truffa punta su una leva credibile per abbassare le difese della vittima. Grafica professionale, comunicazione rassicurante e anzi invogliante: si parla di un errore nel conteggio del tributo e – sempre apparentemente – basta poco per "regolarizzarlo".


Il TOP più piccolo e completo del mercato? Samsung Galaxy S25, compralo al miglior prezzo da Rimediashop.it a 444 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Claude sotto attacco: così i malware consumano i token degli utenti

9 September 2026 at 17:20

Oggi siamo abituati a pagare un abbonamento, a volte più d'uno, quando si parla di godere di un servizio di intelligenza artificiale. questo equivale ad acquistare accesso a una certa capacità di calcolo in cloud, ma cosa succede se quella capacità viene consumata da qualcun altro al posto nostro? Che siamo stati fregati, direte voi, e in effetti è così.

È il problema emerso tra alcuni utenti di Claude, dove il furto non riguarda soltanto password o dati personali, ma direttamente i token disponibili.

Il caso più emblematico è quello del consulente britannico Grant De Swardt. Il suo account Claude Max 20x continuava a consumare risorse anche con attività, automazioni e Claude Code disattivati. In un intervallo controllato, l'utilizzo è passato dal 45% al 55% senza alcuna operazione da parte sua.


Il TOP più piccolo e completo del mercato? Samsung Galaxy S25, compralo al miglior prezzo da Rimediashop.it a 444 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Vasta campagna per diffondere malware tramite GitHub: quasi 300 repo fraudolenti

16 July 2026 at 11:45

Una vasta campagna malware basata su GitHub ha sfruttato centinaia di repository falsi per distribuire software malevolo mascherato da applicazioni legittime. È stata scoperta dai ricercatori di sicurezza di Arctic Wolf: il bersaglio erano utenti alla ricerca di strumenti di sicurezza, servizi per criptovalute, utility per sviluppatori, software finanziari, applicazioni per macOS e programmi dedicati al gaming. Arctic Wolf ha individuato almeno 292 repository fraudolenti che imitavano progetti autentici e marchi conosciuti.

Ogni pagina includeva documentazione apparentemente legittima e collegamenti al download che reindirizzavano verso siti esterni progettati per apparire affidabili. Le pagine includevano elementi grafici, badge di sicurezza e pulsanti con diciture rassicuranti per convincere le vittime a scaricare il software. L’infrastruttura della campagna era altamente standardizzata: tutti i siti malevoli erano basati sullo stesso modello HTML e JavaScript, modificando soltanto il branding visualizzato in base al software imitato. Una volta avviato il download, gli utenti ricevevano un archivio ZIP contenente file apparentemente legittimi ma in realtà infettati.

Il malware distribuito appartiene a una variante della famiglia BoryptGrab, specializzata nel furto di informazioni sensibili. Tra i dati presi di mira figurano password, cookie, informazioni di pagamento e credenziali memorizzate in oltre 19 browser web. Il virus è inoltre in grado di raccogliere dati da 32 diversi wallet per criptovalute, token di accesso di Telegram, Discord e Steam, oltre a informazioni archiviate nel Windows Credential Manager.


Il miglior iPhone di sempre? Apple iPhone 17 Pro, compralo al miglior prezzo da Digitalparadise.it a 1,073 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Alibaba fa causa al Pentagono: vuole uscire dalla blacklist militare USA

24 June 2026 at 14:15

Alibaba ha fatto causa al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per ottenere la rimozione dalla lista 1260H, l'elenco del Pentagono che identifica le aziende cinesi considerate vicine o di supporto all'Esercito popolare di liberazione. La società di Hangzhou contesta la decisione davanti a un tribunale federale di San Jose, in California, definendola arbitraria, priva di basi sufficienti e adottata senza un adeguato contraddittorio.

Nel ricorso, Alibaba sostiene che il governo statunitense non avrebbe fornito prove sostanziali né una spiegazione adeguata per giustificare l'inserimento nella blacklist. L'azienda parla di violazione del giusto processo costituzionale e del proprio diritto alla libertà di espressione, spiegando di aver appreso formalmente della designazione attraverso il Federal Register. La società afferma inoltre di aver dialogato per mesi con il Pentagono, almeno da febbraio, inviando documenti, risposte scritte e informazioni a supporto della propria posizione, senza ricevere un confronto effettivo.

La lista 1260H non comporta un blocco finanziario immediato, ma produce conseguenze operative rilevanti. Dal 30 giugno, il Dipartimento della Difesa non potrà stipulare contratti con le aziende presenti nell'elenco. La restrizione riguarda anche soggetti che fanno lobbying o attività di rappresentanza per le società inserite nella lista, un passaggio che, secondo Alibaba, rischia di impedirle di mantenere alcuni consulenti e legali statunitensi che la assistono da anni.

La posizione del Pentagono rientra in una nuova estensione della blacklist che ha coinvolto anche Baidu, BYD, Nio, ChangXin Memory Technologies, Yangtze Memory Technologies e Unitree Robotics, indicata con la denominazione Hangzhou Yushu Technology. Tencent era stata aggiunta all'elenco lo scorso anno.

Alibaba respinge l'accusa di essere collegata alla strategia cinese di fusione militare-civile. La società sostiene che le proprie piattaforme siano dedicate a e-commerce, cloud computing e servizi digitali, non ad attività militari, di intelligence o legate agli armamenti. Ha inoltre ricordato che le aziende straniere attive in Cina, comprese quelle statunitensi, sono tenute a rispettare le normative locali e che nessun membro del proprio consiglio indipendente avrebbe affiliazioni militari.

La causa arriva in una fase in cui Alibaba sta cercando di rafforzare il proprio ruolo tecnologico oltre l'e-commerce, soprattutto nel cloud e nell'AI, con i modelli Qwen tra i più rilevanti sviluppati in Cina. Altre aziende cinesi hanno già contestato con successo designazioni simili del Pentagono: Xiaomi e Advanced Micro-Fabrication Equipment sono riuscite a ottenere la rimozione dalla lista dopo aver citato in giudizio il Dipartimento della Difesa. Anche Baidu e BYD hanno respinto le accuse statunitensi e hanno lasciato intendere di poter ricorrere a strumenti amministrativi o legali per difendere la propria posizione.


Top gamma a prezzo da medio gamma? Poco F8 Ultra, compralo al miglior prezzo da Aliexpress.com a 594 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Prime Day 2026, i falsi siti Amazon sono già pronti per truffare: attenti a link e SMS

19 June 2026 at 11:55

Il Prime Day 2026 si terrà tra il 23 e il 26 giugno e coinvolgerà oltre 25 Paesi, con milioni di prodotti in offerta e un volume di acquisti concentrato in appena 96 ore. In giornate del genere, la fretta diventa una leva perfetta per le truffe online: l’utente vede un prezzo basso, teme di perdere l’occasione e clicca più rapidamente del solito. Check Point Research ha rilevato una preparazione già avviata da mesi, fatta di domini simili a quelli di Amazon, pagine clone, SMS fraudolenti e tentativi di furto degli account.

Tra dicembre 2025 e maggio 2026 sono stati registrati nel mondo 6.843 nuovi domini legati ad Amazon. Il picco è arrivato ad aprile, con 1.446 nuovi indirizzi in un solo mese, circa due mesi prima del Prime Day. Creare un sito falso con anticipo può aiutare i criminali a farlo apparire meno recente e quindi meno sospetto per alcuni sistemi di controllo basati sulla reputazione. A maggio si sono aggiunti altri 1.267 domini e il 9,2%, cioè circa uno su undici, era già stato classificato da Check Point Research come malevolo o sospetto. Nella prima settimana di giugno ne sono comparsi altri 241 e circa uno su tredici risultava già segnalato.

A maggio, i servizi finanziari hanno registrato in media 1.939 attacchi a settimana per organizzazione, l’8% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel comparto dei beni e servizi di consumo, che comprende anche rivenditori online e negozi su Internet, la media è stata di 1.809 attacchi settimanali, con una crescita del 4%. Sono due settori direttamente esposti nei giorni del Prime Day, tra pagamenti, ordini, account, consegne e assistenza clienti.

Check Point Research ha individuato campagne basate su indirizzi costruiti per sembrare legati ad Amazon. Una utilizza il modello amazon-prime seguito da diverse estensioni, tra cui .help, .cam, .cc, .club, .app e .buzz. Cinque dei sei domini erano già stati classificati come malevoli, mentre la variante .buzz è stata registrata a giugno. Un’altra campagna, più estesa, ruota attorno al nome "amazoncredito" e sembra pensata per attirare utenti latinoamericani e spagnoli con un falso credito promozionale. In questo caso sono stati registrati 46 domini a maggio e una variante con accento, visualizzata nei browser come "amazoncrédito", pensata per rendere la contraffazione più credibile.

Alcuni siti ricostruiscono un’intera esperienza di acquisto, con logo, menu, categorie, banner e schede prodotto simili a quelli di Amazon. Tra gli esempi citati c’è amzn-buono[.]click, registrato a gennaio e rivolto anche ai membri Prime italiani con una falsa pagina di buoni promozionali. Un altro caso è amazonashop[.]shop, registrato a maggio, che riproduce l’aspetto generale del marketplace per intercettare utenti arrivati da annunci, post o errori di digitazione.

Altri domini imitano direttamente le pagine dei prodotti e puntano al momento del pagamento. Check Point Research cita amazon-express[.]click, con messaggi di urgenza come offerte limitate e pulsanti pensati per spingere al clic immediato, e amazon-club[.]click, che riproduce una scheda prodotto con valutazioni a stelle, recensioni, riferimenti alla consegna Prime e badge simili a quelli usati sul sito ufficiale. In questi casi, il rischio non è soltanto consegnare email e password a una pagina falsa, ma inserire direttamente i dati della carta in un sito controllato dai truffatori.


Il medio gamma che accontenta tutti? Nothing Phone (3a), compralo al miglior prezzo da Euronics a 269 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Deepfake ai Mondiali: tifoso tedesco trasformato in Hitler dall'AI

19 June 2026 at 09:25

Canada, Stati Uniti e Messico ospitano la prima Coppa del Mondo di calcio dell'era dell'intelligenza artificiale. Che questo sia un bene o un male ce lo può raccontare Jan Weitzel, tifoso tedesco trasformato suo malgrado in una star virale. Una popolarità indesiderata, figlia (e vittima) dell'AI.

Il 43enne supporter della Germania ha denunciato alle autorità la diffusione sui social di una sua fotografia, scattata durante la partita vinta 7-1 contro Curaçao a Houston. L'immagine, estratta dalle immagini televisive, è stata manipolata con l'intelligenza artificiale per fargli assumere le sembianze di Adolf Hitler, corredata dalla didascalia: "I tifosi tedeschi festeggiano il rigore di Kai Havertz". In pochissimo tempo il post ha superato un milione di visualizzazioni.

Il tifoso, allo stadio assieme al figlio, mai avrebbe pensato di finire vittima di un deepfake che lo ha trasformato nel dittatore nazista. A fare chiarezza è stato il fact-check dell'agenzia tedesca DPA, che è riuscita a risalire all'immagine originale mostrata solo per pochi istanti in diretta TV. Inizialmente il supporter tedesco non aveva dato troppo peso alla vicenda, quando però si è reso conto di quanto il post fosse circolato in rete ha deciso di presentare denuncia sia negli Stati Uniti che in Germania. Anche l'FBI sta indagando sul caso.


La perfetta esperienza Android ad un piccolo prezzo? Google Pixel 9a, compralo al miglior prezzo da Smarterstore.it a 339 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

IT-alert, nuovi test in arrivo: dove e quando suoneranno gli smartphone a giugno

19 June 2026 at 08:35

Riprendono le attività di IT-alert per testare il corretto funzionamento del sistema di allarme pubblico e delle celle telefoniche, ufficialmente entrato in funzione nel febbraio di due anni fa. A distanza di quasi un anno domani 20 giugno si tornerà nelle Marche, in questo caso per simulare uno scenario di collasso delle diga di Castreccioni tra le province di Ancona e Macerata. Seguiranno il 25 e il 26 giugno altre due prove analoghe che coinvolgeranno Lombardia, Piemonte e Veneto.

Le persone presenti nelle zone geografiche interessate dai test riceveranno un messaggio sullo smartphone con il seguente testo:

TEST TEST Questo è un MESSAGGIO DI TEST IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE del collasso di una diga nella zona in cui ti trovi. Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST


Il piu elegante di tutti? Motorola Signature, in offerta oggi da eBay a 699 euro oppure da Amazon Marketplace a 804 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Foto sui social dei figli minori di 14 anni, un genitore non può decidere da solo

19 June 2026 at 08:20

Pubblicare sui social le foto dei figli sotto i 14 anni non è una scelta che può fare un genitore da solo, anche quando parliamo di immagini normalissime, magari una ricorrenza, un momento in famiglia, una giornata qualsiasi. Serve prima il consenso di entrambi i genitori. Vale anche se le foto sono poche, se vengono pubblicate senza cattive intenzioni o se il profilo è chiuso. Il Garante per la protezione dei dati personali lo ha ribadito esaminando il caso di una madre che aveva caricato sui social immagini dei figli minori senza l'autorizzazione dell'altro genitore: per l'Autorità, quel trattamento è illecito.

La vicenda è partita dalla denuncia di un padre, che aveva segnalato la pubblicazione sui social, soprattutto su Facebook, di fotografie dei figli sotto i 14 anni da parte dell'ex moglie. La madre aveva spiegato che si trattava di poche immagini, legate alla vita di tutti i giorni e prive di contenuti dannosi, condivise solo per mostrare momenti familiari a una cerchia ristretta. Secondo il Garante, invece, mettere online le immagini di un minore resta un trattamento di dati personali e, sotto i 14 anni, richiede il consenso di entrambi i genitori. Anche il profilo privato non basta a chiudere la questione, perché le impostazioni possono cambiare e chi vede una foto può salvarla, inoltrarla o ricondividerla.

Nel provvedimento torna anche il tema dello sharenting, cioè l'abitudine di pubblicare online immagini e informazioni sui figli. Secondo il padre, la diffusione ripetuta delle fotografie poteva esporre i minori a rischi di abuso e incidere sulla loro futura possibilità di decidere come essere presenti online. Una foto caricata con leggerezza, magari dentro un profilo privato e senza nessuna intenzione dannosa, può uscire dal controllo della famiglia molto più in fretta di quanto si pensi quando si preme "pubblica".

L'Autorità ha ricordato che i minori meritano una tutela rafforzata sui propri dati personali, anche perché possono essere meno consapevoli dei rischi e delle conseguenze legate alla circolazione online delle immagini. La pubblicazione di foto di minori sui social, inoltre, viene considerata un atto che eccede l'ordinaria amministrazione e richiede quindi il consenso preventivo di entrambi i genitori, anche quando è previsto l'affidamento condiviso.

Per il Garante, non fanno venire meno questa esigenza né la finalità affettiva della pubblicazione né il numero limitato di fotografie né l'assenza di contenuti apparentemente pregiudizievoli. La liceità del trattamento non può dipendere solo dal fatto che le immagini mostrino momenti di vita quotidiana o situazioni familiari serene. Conta la diffusione online di dati personali riferiti a minori e, in assenza dell'accordo tra i genitori, manca la base giuridica necessaria.

Nel caso esaminato, accertata l'assenza del consenso del padre, il Garante ha vietato alla madre di pubblicare sui social network immagini dei figli minori senza l'autorizzazione del padre. Nei suoi confronti è stato disposto anche un ammonimento per violazione della normativa privacy. La donna dovrà inoltre comunicare entro 30 giorni quali iniziative ha adottato per dare piena attuazione al provvedimento.


Il piu elegante di tutti? Motorola Signature, in offerta oggi da eBay a 699 euro oppure da Amazon Marketplace a 804 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Telecamere di sicurezza urbana: niente multe senza una base di legge

18 June 2026 at 12:40

I filmati raccolti dalle telecamere installate dai Comuni sulla pubblica via per finalità di sicurezza urbana non possono essere riutilizzati automaticamente per ricostruire incidenti stradali, accertare responsabilità e contestare violazioni del Codice della strada. Se manca una norma che autorizzi espressamente quel trattamento, le immagini usate per prevenire e contrastare fenomeni di criminalità diffusa e predatoria non possono essere recuperate dopo, magari perché tornano utili, per elevare una sanzione o avviare passaggi collegati alla patente.

Il caso arriva dal Garante per la protezione dei dati personali, che ha ammonito il Comune di Reggio Calabria dopo l'uso di un filmato di videosorveglianza per ricostruire la dinamica di un incidente stradale, chiarire le responsabilità dei soggetti coinvolti e contestare a un'automobilista una violazione del Codice della strada. Per l'Autorità, quelle immagini non possono essere trattate come materiale sempre disponibile per ogni esigenza successiva dell'ente. Le telecamere che riprendono ad ampio raggio e in modo continuativo la pubblica via hanno un vincolo di finalità preciso: servono alla sicurezza urbana, quindi alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, non a fornire un riscontro video ogni volta che il Comune deve gestire una pratica amministrativa.

Il riutilizzo per altre finalità è possibile solo quando esiste una base giuridica idonea, cioè una disposizione che preveda e disciplini in modo espresso quel trattamento. In questo caso, secondo il Garante, quella base non c'era. L'utilizzo dei filmati per accertare una violazione stradale è stato quindi ritenuto incompatibile con la finalità per cui le immagini erano state raccolte, in violazione dei principi di liceità, correttezza, trasparenza e limitazione della finalità.

Cambia scenario se, in un incidente stradale, emergono condotte rilevanti sotto il profilo penale. In quel caso, i filmati di videosorveglianza possono essere conservati e utilizzati. Diverso è l'impiego delle stesse immagini per finalità soltanto amministrative, come la contestazione di una violazione del Codice della strada, quando questa possibilità non è prevista dalla disciplina applicabile.

Il Garante ha ritenuto illecito anche l'invio del filmato alla Motorizzazione civile per l'eventuale procedimento di revisione della patente dell'interessata. Anche per questo passaggio, infatti, non risultava una previsione nel Codice della strada o in altre disposizioni di settore. Considerate le circostanze del caso e la collaborazione fornita dal Comune durante l'istruttoria, l'Autorità ha ritenuto sufficiente l'ammonimento.


Il medio gamma che accontenta tutti? Nothing Phone (3a), compralo al miglior prezzo da Euronics a 269 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Adieu Palantir, la Francia sceglie l'alternativa nazionale ChapsVision

18 June 2026 at 11:05

La partita della sovranità digitale passa anche dalla scelta dei provider ai quali affidarsi per i servizi di intelligence. E così, la Francia ha deciso di dire addio a Palantir in favore dell'alternativa nazionale ChapsVision che fornirà la tecnologia Argonos per il progetto OTDH dell'agenzia DGSI. Se sono nomi e sigle che generano una certa confusione, non c'è nulla di strano, proviamo a fare chiarezza.

LA FRANCIA HA SCELTO CHAPSVISION AL POSTO DI PALANTIR

Palantir è la società statunitense specializzata nell'analisi dei big data, co-fondata da Peter Thiel e Alex Karp (su cui torneremo più avanti). ChapsVision fa lo stesso, ma ha sede nella città francese di Suresnes, sulla sponda ovest della Senna parigina. Argonos è la piattaforma sviluppata dall'azienda, concepita con un approccio modulare, personalizzabile in base alle specifiche esigenze e arricchita dagli agenti AI oggi ormai onnipresenti, per gestire informazioni di vario tipo come immagini, video, documenti e registrazioni audio, mettendole a disposizione di chi ne ha bisogno. OTDH è l'acronimo che per esteso si legge Outil de Traitement de la Donnée Hétérogène (lo possiamo tradurre con Strumento di Elaborazione Dati Eterogenei), iniziativa che il Paese ha messo in campo con finalità legate alla sicurezza nazionale. E, infine, DGSI sta per Direction Générale de la Sécurité Intérieure, l'agenzia che si occupa di intelligence.

Da questa sintesi è facile capire perché la Francia abbia scelto di abbandonare una realtà americana per sceglierne una europea, anzi locale. Questo, nonostante il contratto con Palantir sia stato rinnovato solo nel 2025, per di più con una durata pluriennale. Di seguito le parole del primo ministro Sébastien Lecornu.


Piccolo prezzo per un ottimo smartphone? Honor 400 Lite, compralo al miglior prezzo da Amazon Marketplace a 130 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

❌