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Land Rover Defender pick-up, c’è lo zampino di Stellantis: sorprenderà tutti

In una fase di crisi di molti gruppi storici, <strong>Stellantis</strong> e Land Rover potrebbero unire le forze per la creazione di una <strong>Land Rover Defender</strong> pick-up realizzata negli Stati Uniti. La vettura a ruote alte diventerebbe il primo prodotto di una <strong>collaborazione </strong>che promette faville. JLR sta attraversando un periodo molto complesso, ma potrebbe sfruttare la sinergia comune per raggiungere dei nuovi traguardi.L’ipotesi di un modello a ruote alte, ancora non confermata, insieme a Stellantis punterebbe a una produzione nello stabilimento di Belvidere, in Illinois destinato alla creazione anche della prossima generazione di <a href="https://www.hdmotori.it/nuova-jeep-cherokee-2026-dimensioni-interni-motori-prezzi/">Jeep Cherokee</a>, per evitare dazi e sfruttare il know-how del colosso nato dalla <strong>fusione tra FCA e PSA</strong> in un segmento in grande ascesa. Andrebbe valutata la piattaforma, i motori e il grado di condivisione tecnica tra i due player del mercato.<h2>Il render del Defender pick-up</h2>Una <strong>Land Rover Defender pick-up</strong> prodotta negli Stati Uniti con il supporto di Stellantis fa pensare che qualcosa di importante bolle in pentola. Jaguar Land Rover e Stellantis, al momento, non hanno voluto lasciare alcuna dichiarazione sul progetto. Tutto è nato da un memorandum d’intesa non vincolante siglato nel maggio 2026, con il quale le due aziende hanno cominciato a valutare possibili collaborazioni per sviluppare sinergie per il mercato americano.In una fase in cui <a href="https://www.hdmotori.it/trump-dazi-auto-europee-25/">Trump</a> sta spingendo i major a investire sul territorio, il CEO di JLR, Pathamadai Balachandran Balaji, ha ammesso che l’accordo potrebbe portare risvolti positivi per il Gruppo negli Usa. Il direttore finanziario Richard Molyneux ha specificato la fine del 2026 come possibile termine per arrivare a <strong>un’intesa definitiva.</strong>[caption id="attachment_285911" align="alignnone" width="1200"]<img class="size-full wp-image-285911" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/Stellantis-Defender-Pick-Up-1.jpg" alt="Land Rover Defender pick-up" width="1200" height="800" /> Il render del Defender pick-up[/caption]<h2>Perché Stellantis è il partner ideale?</h2>Il nuovo corso targato Antonio Filosa, CEO di Stellantis, pone al centro della strategia dei prossimi anni la produzione negli stabilimenti americani. Belvidere in Illinois resta uno dei candidati più accreditati. Per <a href="https://www.hdmotori.it/stellantis-intesa-jlr-usa/">JLR</a> la presenza negli Stati Uniti avrebbe un impatto importante in una fase critica. I Defender 90, 110 e 130 continuano a essere realizzati in Slovacchia. Negli Stati Uniti i modelli importanti sono soggetti alla famosa <strong>“Chicken Tax” del 25%.</strong>Stellantis vanta un lungo know-how nel segmento, con bestseller come Jeep Gladiator, Ram 1500 e ai pick-up heavy duty di RAM. Il colosso potrebbe sviluppare un modello con <strong>motori 2.0 Hurricane</strong> sino ai più grandi HEMI. La rappresentazione grafica creata da Sugar Design mostra un design robusto. Addio alla parte posteriore chiusa per lasciare spazio a un cassone piuttosto corto, pur conservando i tratti distintivi della Defender tradizionale come i passaruota pronunciati, l’impostazione verticale e la ruota di scorta collocata dietro l’abitacolo.[drivek_widget brand_id="land-rover" model_id="range-rover-sport"]

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Volkswagen vende Ducati? Confindustria ha un piano per il ritorno in Italia

La mossa per riportare <strong>Ducati in Italia</strong>? Adesso inizia ad avere un contorno sempre più definito e non appartiene più alle semplici indiscrezioni di settore. Con il <strong>Gruppo Volkswagen</strong> impegnato a valutare il <a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-crisi-nuovo-piano-ducati/"><strong>riassetto delle proprie attività</strong></a>, il sistema industriale emiliano e nazionale ha iniziato a muovere le prime pedine per evitare che la <strong>casa di Borgo Panigale</strong> finisca di nuovo sotto il controllo di acquirenti esteri.<h2>La manovra di Confindustria</h2><img class="alignnone size-full wp-image-285898" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/Orsini-Confindustria.jpg" alt="" width="899" height="462" />A tracciare la linea è stato il presidente nazionale di Confindustria, <strong>Emanuele Orsini</strong>, a margine dell’assemblea pubblica di Confindustria Emilia organizzata a Bologna per la tredicesima edizione di Farete. Rispondendo alle domande sul futuro del marchio, Orsini ha confermato che l'associazione sta lavorando sul dossier già in vista dei prossimi incontri operativi.L'operazione punta a costruire una <strong>cordata di imprenditori italiani</strong> in grado di rilevare l'azienda nel caso in cui da Wolfsburg arrivi il via libera alla cessione. Per il vertice degli industriali si tratta di una scelta strategica mirata a tutelare i marchi chiave della manifattura nazionale, al pari di altre grandi partite industriali aperte nel Paese.<h2>I conti di Volkswagen</h2><img class="alignnone size-full wp-image-281956" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/DB2022IM00021_retina_2400.jpg" alt="" width="1600" height="1066" />L’eventuale disimpegno dei tedeschi affonda le radici nella <strong>crisi profonda</strong> che sta attraversando <strong>l'automotive in Europa</strong>. Orsini ha puntato il dito contro l'impatto delle normative comunitarie sul settore, sostenendo che le politiche legate al <a href="https://www.hdmotori.it/green-deal-dietrofront-tedesco/"><strong>Green Deal</strong></a> abbiano azzerato i piani di crescita e di assunzione previsti fino a quattro anni fa. La vendita di asset strategici come <strong>Ducati</strong> servirebbe quindi a Volkswagen per reperire la liquidità necessaria a coprire i costi della ristrutturazione interna.Nel quadro di un eventuale cambio di proprietà, Confindustria individua un elemento di continuità nella figura dell'amministratore delegato <a href="https://www.hdmotori.it/futuro-ducati-risposta-domenicali/"><strong>Claudio Domenicali</strong></a>. Il giudizio espresso sul lavoro del manager bolognese è netto. La sua guida viene considerata un punto di forza da confermare anche all'interno di un nuovo assetto societario.<h2>L'impatto sulla Motor Valley e le sfide del mercato</h2>Il destino della casa motociclistica si intreccia con la tenuta complessiva del distretto emiliano delle alte prestazioni, da sempre legato a nomi come <strong>Ferrari</strong>, <strong>Lamborghini</strong> e <strong>Dallara</strong>. Mantenere le decisioni strategiche sul territorio viene considerato un passaggio fondamentale per non depauperare la filiera della <strong>Motor Valley</strong>.Accanto all'assetto azionario restano sul tavolo le trasformazioni del mercato. La presidente di Confindustria Emilia Area Centro, <strong>Sonia Bonfiglioli</strong>, ha ricordato che chiunque rileverà il marchio dovrà affrontare il nodo della transizione elettrica e il progressivo calo di interesse dei più giovani verso la guida tradizionale. Su questo fronte le strutture industriali locali hanno garantito il supporto di risorse ed esperienze per sostenere i futuri piani di sviluppo.Al momento <strong>non sono state presentate offerte formali</strong> (<a href="https://www.hdmotori.it/patritalia-offerta-ducati-mv-agusta/">a parte le voci circolate sull'offerta di Patritalia</a>) né indicati i nomi dei singoli imprenditori coinvolti. L'indicazione arrivata da Bologna definisce però una posizione chiara. Se il gruppo tedesco aprirà la trattativa per la vendita, la cordata tricolore si farà trovare pronta.

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Stellantis, un brevetto anticipa un ibrido così fluido da far impallidire Toyota

I <strong>propulsori ibridi</strong> circolano su strada da parecchi anni. Eppure l'integrazione tra l'unità a benzina e il modulo elettrico trascina ancora un limite fastidioso. A meno che non si parli di <strong>sistemi mild hybrid</strong>, dove il motore termico resta sempre in funzione, negli ibridi tradizionali la transizione tra le due spinte non avviene mai in modo davvero impercettibile. Non si tratta di vibrazioni violente capaci di scuotere l'auto, sia chiaro. Ma chi sta a bordo avverte comunque un <strong>piccolo cambio di passo</strong> ogni volta che i motori si attivano o si spengono. Ma ora Stellantis pare abbia una soluzione in tasca. S<span dir="auto">oprattutto dopo che è stato scoperto un interessante brevetto</span><span dir="auto"> di FCA-US LLC, meglio conosciuta come la divisione nordamericana di Stellantis.</span><h2>Il problema della latenza nei comandi</h2><img class="alignnone size-full wp-image-285886" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/propulsore-ibrido.jpg" alt="" width="828" height="441" />La causa non è una cattiva intesa tra i due motori. Le centraline moderne rispondono bene alle richieste del guidatore, ma il vero nodo sta proprio qui. <strong>Lavorano per "reazione"</strong>. Il guidatore schiaccia il pedale, i sensori intercettano il movimento, inviano i dati e il sistema si adegua. Per quanto l'elettronica scambi informazioni a velocità siderali, si tratta pur sempre di una<strong> risposta a scoppio ritardato</strong>.Questi micro-ritardi di comunicazione tra i vari moduli di controllo ostacolano anche gli algoritmi più avanzati. La calibrazione della trasmissione finisce così per soffrire lo <strong>scarto temporale</strong> tra il comando inviato dal pedale, la risposta meccanica effettiva e la misurazione finale della reazione. Coordinare comandi e rilevamenti che arrivano da fonti diverse rende davvero difficile calcolare con precisione come risponderà la linea di trasmissione.<h2>La gestione predittiva tramite algoritmo</h2><img class="alignnone size-full wp-image-285884" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/fca-hybrid-controller-patent-scaled.avif" alt="" width="1200" height="675" />Gli ingegneri di FCA US LLC puntano ad azzerare questa latenza cambiando metodo, passando cioè da una logica reattiva a una predittiva. Il <strong>brevetto depositato</strong> ruota attorno a una nuova centralina che incrocia i dati del <strong>filtro di Kalman</strong> con modelli di previsione dell'orizzonte temporale.In sostanza, il <strong>filtro di Kalman</strong> è un algoritmo matematico usato per calcolare in anticipo il comportamento di un sistema dinamico anche quando ci sono variabili incerte. La previsione dell'orizzonte definisce invece quanto lontano nel tempo spingere questa stima.Invece di aspettare l'input per poi adeguarsi, il s<strong>oftware </strong>calcola prima cosa farà il motore a combustione e sincronizza al millisecondo gli impulsi del motore elettrico. Questa sincronizzazione preventiva elimina gli impatti meccanici sulla trasmissione e rende il viaggio decisamente più fluido per chi si trova nell'abitacolo.<h2>L'impiego sulle trasmissioni eCVT</h2>Stando alle carte depositate, questa tecnologia si adatta soprattutto alle <strong>auto ibride tradizionali</strong> e <a href="https://www.hdmotori.it/focus/migliori-auto-plugin-ibrid-confronto/"><strong>plug-in</strong></a> prive di una frizione in grado di staccare il motore termico dal resto dello schema meccanico. È la configurazione tipica delle auto dotate di <strong>cambio eCVT a variazione continua</strong>. Ciò non toglie che l'algoritmo possa venire riadattato anche su vetture ibride con cambi automatici tradizionali a rapporti fissi.<h2>La strategia di Stellantis sui propulsori ibridi</h2><img class="alignnone size-full wp-image-285887" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/jp025_063gc-scaled.avif" alt="" width="1200" height="675" />Negli Stati Uniti la presenza di Stellantis nel settore ibrido ha affrontato diversi ostacoli, soprattutto dopo i <a href="https://www.hdmotori.it/jeep-richiamo-plug-oltre-110-000-auto-problema-motore/"><strong>problemi tecnici emersi sulla gamma 4xe</strong></a> che hanno portato al ritiro dal listino di alcune versioni. Le priorità immediate del gruppo sembrano orientate sui<strong> veicoli elettrici </strong>ad<strong> autonomia estesa</strong> (gli EREV), dove il motore a benzina non muove le ruote ma serve solo da generatore per le batterie.Questo nuovo brevetto dimostra però che il gruppo non ha affatto accantonato l'ibrido classico. Negli ultimi mesi la <strong>divisione SRT</strong> ha presentato un <strong>turbocompressore elettrico</strong> studiato per <a href="https://www.hdmotori.it/stellantis-propulsore-elettrico-v8-turbo-lag/"><strong>azzerare il turbo lag</strong></a>, mentre ad agosto è spuntato un ulteriore brevetto per la gestione dei controlli. A questo si aggiungono le ricerche sui supercondensatori per gestire i picchi di energia sulle vetture ad alte prestazioni, una tecnologia derivata dal mondo delle supercar e destinata a scendere su modelli più accessibili.[drivek_widget brand_id="fiat" model_id="500-hybrid"]

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GM mantém suporte ao CarPlay em nova versão do seu sistema veicular

A General Motors (GM) está integrando o CarPlay ao seu mais recente sistema de infoentretenimento — isso três anos após desagradar alguns consumidores ao remover a popular interface de seus veículos elétricos.

O novo sistema permitirá que os motoristas usem o CarPlay ou o Android Auto (do Google) em uma tela dividida que também exibe indicadores importantes do veículo, como nível de combustível, pressão dos pneus, status do sistema de condução, entre outras informações. Além disso, o sistema permite ao motorista utilizar funções do veículo e aplicativos do celular com menos alternância entre telas.

A nova interface estreará no final deste ano inicialmente nas picapes Chevrolet Silverado e GMC Sierra (modelo 2027), sendo que a GM planeja implementar o novo sistema em modelos futuros.

A GM desenvolveu sua própria tecnologia de infoentretenimento como parte de um sistema de software veicular totalmente integrado, se afastando de conexões de projeção de smartphones. No entanto, a nova interface foi desenvolvida em conjunto com a Apple e o Google, demonstrando o interesse contínuo nesses sistemas.

Ouvimos nossos clientes e o que eles desejam; daqui para frente, continuaremos oferecendo a projeção em nossas picapes. Trabalhamos tanto com a Apple quanto com o Google para desenvolver uma nova tela dividida que inclui a experiência de projeção lado a lado com a experiência nativa.

—Michael Wahlstrom, diretor executivo de gestão de produtos para aplicativos e serviços conectados da GM.

A GM ainda não informou se disponibilizará o CarPlay em seus veículos elétricos, que passaram a utilizar o sistema próprio da empresa — o qual já conta com integrações nativas de alguns serviços da Apple. No final do ano passado, a GM fechou um acordo para levar o Apple Music a veículos elétricos que não conseguiam se conectar ao CarPlay.

via Bloomberg

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Google Maps ganha velocidade e alertas em tempo real no Android Auto

A Google está a atualizar o Maps no Android Auto para mostrar a velocidade, o limite da via e avisos de sinais, mesmo quando o condutor não define um destino.

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