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Il gigante europeo sul baratro, emerge una verità allarmante su Volkswagen

Nel completo anonimato il management del <strong>Gruppo Volkswagen</strong> ha lanciato un allarme inquietante sulla situazione interna. Lo scenario di una crisi che sembrava superata torna a essere un tema centrale delle dinamiche del major di Wolfsburg ancora alla ricerca di una chiara identità dopo il dieselgate. Quasi come a lavarsi quell’immagine sporcata dallo scandalo sulle emissioni, il management ha deciso di puntare sulle auto elettriche con risultati al di sotto delle aspettative.Un sondaggio condotto tra i membri del consiglio di amministrazione e del consiglio di sorveglianza, i cui risultati sono emersi da un'inchiesta della rivista economica <em>"Manager magazin"</em>, ha smascherato i livelli di <a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-articoli-n603432-crisi-volkswagen-trattative-sindacati/" target="_blank" rel="noopener">crisi del Gruppo</a>. VW ha provveduto a eliminare 1 milione di esemplari in Cina a causa di una<strong> contrazione delle vendite</strong> e sta continuando ad apportare tagli al personale. Con numeri in ribasso nel Paese del Dragone Rosso, c’è stato anche un contraccolpo negli Stati Uniti a causa dei dazi.<h2>I motivi della crisi</h2>I responsabili della Casa tedesca hanno ammesso la <strong>profondità della crisi</strong> e ben sei dei nove membri del consiglio di amministrazione chiamati in causa hanno analizzato che la storica realtà europea si trova a rischio di sopravvivenza. Altri tre membri hanno annunciato di una situazione "tesa" e non c’è stato nessuno che ha rappresentato lo scenario attuale come "non critico".La <a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-id-3-2026-restyling-novita-anticipazioni-foto-spia/" target="_blank" rel="noopener">ID.3</a> in teoria avrebbe dovuto avere l’impatto di una Golf o di una Polo dell’epoca, ma nonostante i numerosi flop a zero emissioni, i vertici hanno continuato ad allargare la famiglia elettrica. Il risultato? Una<strong> crisi di identità</strong> senza precedenti con il tramonto di modelli che hanno fatto la storia del marchio e un nuovo corso che convince solo una ristretta cerchia di progressisti dal portafoglio pesante che spesso in garage hanno anche un’altra vettura con motori tradizionali.[caption id="attachment_266878" align="alignnone" width="1535"]<img class="size-full wp-image-266878" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/04/media-VW-ID3-Neo_VW4_20260415_91_DB2026AU00279.jpg" alt="VW ID3 Neo" width="1535" height="1024" /> VW ID3 Neo[/caption]<h2>Dati preoccupanti</h2>Nel primo trimestre 2026 l'utile operativo è sceso del 14,3% a 2,5 miliardi di euro, con il margine operativo calato al 3,3% dal 3,7%, mentre gli analisti si aspettavano un risultato più stabile. I ricavi si sono arrestati a<strong> 75,7 miliardi,</strong> un calo del 2,5%, sotto le stime di 77,6 miliardi. L'utile netto si è abbassato del 28,4% a circa 1,56 miliardi.I numeri non possono far stare sereni gli operai ed è prevista una riduzione di <strong>50.000 posti di lavoro</strong> in Germania entro il 2030, ma ci sono anche note positive. Si è verificata una crescita in Sud America (+3%) e in Europa occidentale (+1%) e in Europa centrale e orientale (+7%). Sei manager su nove giudicano l'azienda a rischio di sopravvivenza e tutti chiedono un cambiamento radicale di strategia, ma il Gruppo ha comunque confermato la guidance per l'anno in corso, con ricavi previsti tra una sostanziale stabilità e una crescita fino al 3% e un margine operativo atteso tra il 4% e il 5,5%.[drivek_widget brand_id="volkswagen" model_id="id-buzz"]

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Nuova BMW i3 50 xDrive First Edition: quanto costano 900 km di autonomia EV

La versione <strong>BMW i3 50 xDrive First Edition</strong> lancia la berlina elettrica nell'era Neue Klasse. Il produttore bavarese punta a competere con i rivali internazionali in termini di elettrificazione, digitalizzazione e sostenibilità nel <strong>segmento premium green</strong>. Una sfida piuttosto complessa in un momento in cui il settore elettrico non sta attraversando una fase florida in Europa.La berlina 100% elettrica, basata sulla leggendaria <a href="https://www.hdmotori.it/nuova-bmw-i3-serie-3-2026-neue-klasse-anticipazioni-foto-spia/" target="_blank" rel="noopener">Serie 3</a>, integra la sesta generazione della tecnologia eDrive, un'architettura elettronica rinnovata che apporta delle soluzioni tecnologiche innovative. La <strong>BMW i3 50 xDrive</strong> toccherà una potenza di 345 kW (469 CV) e una coppia massima di 645 Nm grazie a due motori elettrici, uno per asse.<h2>Le tecnologie innovative</h2>Grazie alla batteria da 108,7 kWh, la berlina BEV è in grado di percorrere con un pieno di energia 906 km secondo il ciclo WLTP. Con una architettura a 800 V, sarà possibile ricaricare fino a 400 kW di potenza dalle colonnine HPC in corrente continua. Secondo la Casa tedesca in soli 10 minuti è possibile recuperare oltre<strong> 400 km di autonomia.</strong>Sarà difficile battere i competitor asiatici, ma i dati sono in linea con alcune rivali accreditate che arrivano dalla Cina. La First Edition di serie ha anche il caricatore AC da 22 kW per sfruttare al massimo le <strong>colonnine pubbliche</strong> in corrente alternata.La seconda vettura del nuovo corso <a href="https://www.hdmotori.it/bmw-i3-elettrica-neue-klasse-debutto/" target="_blank" rel="noopener">Neue Klasse</a> ha un'importanza capitale per il brand. Jochen Goller, membro del Consiglio di Amministrazione di BMW AG, Customer, Brands, Sales, ha annunciato: <em>“La nuova BMW i3 è per noi un’auto rivoluzionaria. In quanto modello completamente elettrico, competerà in un segmento ad alto volume ed è quindi estremamente importante per il BMW Group. Allo stesso tempo, l’elevato interesse già manifestato per questo modello ci indica che sarà accolto molto positivamente dai nostri clienti. L’apertura degli ordini il <strong>18 giugno</strong> nella versione First Edition, prima del lancio ufficiale sul mercato, rappresenta un importante passo”.</em>[gallery ids="275367,275368,275369,275370"]<h2>Punti di forza</h2>L’abitacolo si caratterizza per il <strong>Panoramic Vision</strong>, Driving Assistant Plus, Comfort Access, BMW Digital Key Plus e sedili anteriori elettrici e riscaldabili. Su questo modello il nuovo il pacchetto M Sport, che comprende il kit M Aerodynamics, i freni M Sport blu e la proiezione dagli specchietti esterni con logo M, completati all’interno dall’esclusivo design interno BMW M in Veganza e M PerformTex Black.La BMW i3 50 xDrive First Edition si può ordinare a un prezzo di <strong>74.450 euro</strong>. Al lancio commerciale previsto per l'autunno del 2026 è prevista una versione standard della i3 50 xDrive, proposta a partire da<strong> 64.750 euro</strong>. La special versione First Edition include pure il pacchetto esterno BMW Iconic Glow che sfoggia equipaggiamenti aggiuntivi come i sedili anteriori multifunzione con regolazione elettrica, il climatizzatore automatico a tre zone, i vetri a protezione solare e il volante riscaldabile. Non mancano il BMW 3D Head-Up Display e il sistema HiFi Harman Kardon con supporto Dolby Atmos.[drivek_widget brand_id="bmw" model_id="serie-3-touring"]

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La Volkswagen ID.Cross è pronta: motorizzazioni e prezzi

Infischiandosene della crisi e delle problematiche del settore elettrico, il colosso di Wolfsburg continua a proporre veicoli elettrici. L’ultima importante novità alla spina si chiama <strong>ID. Cross</strong> e sarà uno dei modelli chiave della nuova visione green del colosso. La vettura a ruote alta, costruita sull’evoluta <a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-articoli-n564128-volkswagen-piattaforma-meb-plus-autonomia/" target="_blank" rel="noopener">piattaforma MEB+</a>, condividerà gran parte della tecnologia con la ID. Polo e con la Skoda Epiq.Il frontale del SUV vanta <strong>sottili fari a LED</strong> con una striscia luminosa continua e un logo VW illuminato posizionato centralmente. Le linee sinuose ricordano quelle della prima serie della Tiguan e sul tetto spiccano anche le barre. La presentazione ufficiale della ID.Cross è prevista per la metà di luglio, ma alcune immagini e informazioni tecniche sono già emerse sul web. I passaruota pronunciati e le protezioni in plastica nera lungo la parte inferiore della carrozzeria garantiscono un aspetto da crossover urbano.<h2>La scelta di motori</h2>Con una lunghezza di circa 4,16 metri, il SUV potrà ospitare comodamente 5 passeggeri. Sono ancora top secret gli interni. La batteria, montata tra gli assi, ha una<strong> capacità di 37 kWh</strong> nella versione LFP e di 52 kWh nella versione NMC. L'autonomia dichiarata è di 436 chilometri. La batteria più piccola è abbinata a un motore elettrico da 100 kW (136 CV) sull'asse anteriore.La batteria più grande funziona in combinazione con un <strong>motore elettrico da 155 kW</strong> (211 CV). L'ID. Cross può essere ricaricata presso colonnine rapide da 90 kW o 105 kW. Riprendendo il look del prototipo già mostrato nei mesi scorsi, il SUV tiene fede al linguaggio stilistico classico della famiglia ID. Secondo le prime indiscrezioni, l’autonomia massima dovrebbe raggiungere i 436 chilometri, rendendo <a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-id-cross-b-suv-elettrico-autunno-prezzi/" target="_blank" rel="noopener">l’ID.Cross</a> ideale per i contesti urbani e gite fuori porta.<h2>Sguardo comune</h2>Sul piano estetico la nuova vettura non porta straordinarie novità. I designer non si sono esposti troppo. Al centro del frontale si erge il logo Volkswagen illuminato. L’obiettivo è rendere l’elettrico più accessibile a un pubblico ampio. Insieme all’ID. Polo, questo SUV rappresenterà un importante tassello per uscire dalla crisi. Le prime consegne dovrebbero iniziare tra la fine dell’anno e i primi mesi del 2027. I prezzi? I rumor parlano di una cifra intorno ai <strong>28.000 euro.</strong>[drivek_widget brand_id="volkswagen" model_id="id-buzz"]

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GPL morto? Non per Hyundai: le novità di Kona, i20 e Bayon

I dati a ribasso del<strong> GPL,</strong> legati anche a un minor numero di proposte sul mercato globale, non ha scoraggiato il Gruppo Hyundai. Il GPL rimane centrale nelle logiche della Casa con sede a Seoul e un’ancora di salvezza per gli automobilisti che devono affrontare ogni giorno lunghi spostamenti.Il GPL ora si attesta a 0,777 euro al litro, mentre il metano è calato a 1,561 euro/kg. Per questo motivo il "carburante rifugio" è ancora tra le logiche di mercato di Hyundai che ha deciso di rilanciare le motorizzazioni bifuel a GPL per <strong>i20, Bayon e Kona</strong>, vendute allo stesso prezzo delle equivalenti a benzina. Una scelta che attirerà i clienti che badano più alle spese che alle performance.<h2>La strategia su i20 e Bayon</h2>Partiamo dalla <strong>hatchback</strong> coreana che è commercializzata con la motorizzazione a GPL nel popolare allestimento Connectline, con un 1.0 T-GDi da 84 CV e un listino che parte da 22.250 euro. Di serie la <strong>i20</strong> vanta i cerchi da 16", quadro strumenti digitale e infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto. Non manca anche un corposo pacchetto di <a href="https://www.hdmotori.it/adas-piu-cari-ai/" target="_blank" rel="noopener">sistemi ADAS</a>, tra cui il sistema di gestione automatica dei fari abbaglianti, il sistema di assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento veicoli, pedoni e cicli, il sistema di mantenimento attivo al centro della corsia, il sistema di rilevamento della stanchezza del conducente, il sistema di riconoscimento dei limiti di velocità e l’avviso presenza passeggeri posteriori.Il GPL per il B-SUV <a href="https://www.hdmotori.it/hyundai-bayon-2027-render-antcipazioni/" target="_blank" rel="noopener">Bayon</a> è previsto negli allestimenti XTech e Business, a un prezzo a partire da 23.200 euro. La tecnologia a bordo non manca con l'infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, quadro strumenti ibrido con display centrale da 4,2". La <strong>variante Business</strong> che parte 24.600 euro include una dotazione con cerchi di lega da 16", fari full LED, quadro strumenti da 10,25", illuminazione ambientale e calandra anteriore in nero lucido.[caption id="attachment_275355" align="alignnone" width="1200"]<img class="size-full wp-image-275355" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/Strategia-Hyundai-Gpl-1.jpg" alt="Novità Hyundai Gpl" width="1200" height="800" /> Nuovi modelli Hyundai Gpl[/caption]<h2>Proposta Kona</h2>Gli allestimenti delle versioni a GPL del crossover Kona sono <strong>XTech e Business</strong>, con prezzi rispettivamente di 27.350 e 28.750 euro. Di serie per la XTech i cerchi da 16", luci full LED, telecamera e sensori anteriori e posteriori, avviamento senza chiave, strumentazione digitale da 12". La Business vanta i cerchi da 17", il supporto lombare elettrico per il conducente, la piastra di ricarica wireless per smartphone, i retrovisori ripiegabili elettricamente e il sensore pioggia. Su questo modello il 1.0 T-GDi ha 110 CV.Basta dare una occhiata ai finanziamenti di <strong>Hyundai</strong> per strappare offerte rilevanti. Le nuove motorizzazioni che sono disponibili in promozione sono le seguenti:<ul> <li><strong>i20 Gpl Connectline</strong> con anticipo di 5.772 euro, 35 canoni mensili da 75 euro e maxirata finale di 10.903 euro;</li> <li><strong>Bayon Gpl XTech</strong> con anticipo di 7.168 euro, 35 canoni mensili da 86 euro e maxirata finale di 9.976 euro;</li> <li><strong>Kona Gpl XTech</strong> con anticipo di 7.300 euro, 35 canoni mensili da 139 euro e maxirata finale di 13.128 euro.</li></ul>[drivek_widget brand_id="hyundai" model_id="kona"]

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Porsche Taycan MY2027, dietrofront: il cambio marcia artificiale è realtà

Le strategie industriali nel <strong>settore automotive</strong> ad alte prestazioni superano i dogmi tecnici. <strong>Porsche</strong> lo dimostra con la <strong>Taycan MY2027</strong>, segnando un'inversione di tendenza rispetto al lancio. Se in passato i tecnici tedeschi avevano escluso <strong>marce simulate sulle elettriche</strong>, ritenendo la propulsione a batteria intrinsecamente superiore, le dinamiche commerciali hanno spinto la casa di Stoccarda <strong>a rivedere questa impostazione</strong>.<h2>La tecnologia E-Shift e la gestione dei rapporti virtuali</h2><img class="alignnone size-full wp-image-275332" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/2027-porsche-taycan.jpg" alt="" width="889" height="488" />La principale novità della gamma Taycan è il sistema <strong>E-Shift</strong>, una funzionalità elettronica sviluppata per emulare una trasmissione tradizionale a otto rapporti. Si attiva mediante un comando blu sul volante; dopodiché il pilota gestisce la progressione delle marce virtuali tramite le palette dietro il volante. Il software ricrea i <strong>passaggi di marcia</strong> con interruzioni calibrate della coppia, generando i tipici contraccolpi fisici e applicando una coppia di trascinamento specifica per ogni rapporto che riproduce il freno motore.<h2>L'interfaccia nell'abitacolo e il coinvolgimento sensoriale</h2>L'aggiornamento punta a replicare il feeling di guida di modelli endotermici come la <strong>Panamera</strong>. L'esperienza digitale integra nella strumentazione un contagiri virtuale e l'indicatore del rapporto con spie di cambiata (<em>shift light</em>). Il sistema implementa anche un limitatore di giri elettronico che interrompe la spinta al raggiungimento della soglia critica.Dal punto di vista acustico, l'impianto audio diffonde una sonorità artificiale dedicata che varia in base al carico del motore virtuale e alla specifica motorizzazione. Questo pacchetto opzionale, denominato "<strong>E-Shift</strong>" (incluso volante sportivo GT con palette), è proposto in Italia a 988 euro per tutte le varianti, ed è di serie sulla <a href="https://www.hdmotori.it/porsche-articoli-n611189-porsche-taycan-turbo-gt-giro-record-interlagos/"><strong>Taycan Turbo GT</strong></a>. Il cambio di direzione era stato anticipato a novembre da <strong>Frank Moser</strong> (Vice President gamme 718 e 911), che aveva elogiato il sistema <em>N e-Shift</em> della <a href="https://www.hdmotori.it/hyundai-n-motori-termici-ibridi-modelli-sportivi/"><strong>Hyundai N</strong></a> definendolo un lavoro eccellente.<h2>Incrementi di autonomia</h2>Sul piano dell'efficienza, i modelli d'ingresso a trazione posteriore beneficiano di coperture estive a bassa resistenza al rotolamento che estendono <strong>il raggio d'azione fino a 20 km</strong>. In combinazione con la <em>Performance Battery Plus</em> opzionale da 97 kWh netti (proposta a 5.868 euro), i miglioramenti permettono alla Taycan di raggiungere <strong>un'autonomia massima di 700 km nel ciclo WLTP</strong>.L'architettura digitale riceve un upgrade hardware: il <em>Porsche Communication Management</em> (PCM) adotta una nuova unità centrale con una potenza di calcolo tre/cinque volte superiore, ottimizzando i tempi di risposta e la fluidità dei menu. Il controllo vocale ora supervisiona navigazione, parametri vettura, media e applicazioni.L'assistente digitale <em>Voice Pilot</em> sfrutta l'intelligenza artificiale per l'elaborazione del linguaggio naturale e l'integrazione dei POI basati su Google, consentendo richieste successive senza ripetere "Hey Porsche". Inoltre, il vano di ricarica wireless per smartphone nel tunnel centrale opera a 25 W, <strong>risultando circa 1,5 volte più rapido</strong>.<h2>Il pacchetto Manthey e il primato al Nürburgring</h2><img class="alignnone size-full wp-image-275335" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/porsche-taycan-turbo-gt-con-manthey-kit.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Per la prima volta, la divisione <strong>Manthey firma un kit di aggiornamento dedicato a un modello 100% elettrico</strong>. Il pacchetto tecnico, destinato alla Taycan Turbo GT provvista di pacchetto Weissach, include interventi su aerodinamica, geometria dell'assetto e logiche elettroniche della catena cinematica per ottimizzare il rendimento in circuito.Le prestazioni del kit sono state speciale banco di prova sul tracciato del <strong>Nürburgring Nordschleife</strong>: il collaudatore ufficiale <strong>Lars Kern</strong> ha stabilito il nuovo record di categoria per berline elettriche ad alte prestazioni con il tempo ufficiale di 6 minuti, 55 secondi e 553 millesimi. Il kit Manthey è disponibile sia in opzione diretta in fabbrica, sia come pacchetto di retrofit.<h2>Listino e configurazioni per il mercato italiano</h2>Le varianti della <strong>Taycan MY2027</strong> sono ordinabili presso la rete nazionale. Il listino ufficiale si articola in base alla carrozzeria e all'allestimento:<ul> <li><strong>Taycan (Versione d'accesso a trazione posteriore):</strong> 107.590 euro.</li> <li><strong>Taycan Sport Turismo:</strong> circa 108.590 euro (+1.000 euro rispetto alla berlina base).</li> <li><strong>Taycan Cross Turismo:</strong> 120.139 euro.</li> <li><strong>Taycan Turbo GT con Pacchetto Weissach:</strong> la configurazione top di gamma si attesta a 251.248 euro.</li></ul>&nbsp;

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Omoda 9 Aurora Edition, solo 1.000 unità da oltre 500 CV: quanto costa

Il marchio cinese Omoda sferra un nuovo attacco al mercato, stavolta concentrando gli sforzi sull'esclusività. Cosa può rendere un'auto ancora più attraente agli occhi di chi vuole distinguersi? Beh, niente è meglio di una serie limitata. Nasce così la <strong>Omoda 9 Aurora Edition</strong>, edizione speciale a tiratura limitata di appena <strong>1.000 unità</strong>, riservate solo ai clienti italiani. Un bell'attestato di stima e fiducia da parte di OMODA &amp; JAECOO nei confronti del pubblico nostrano, che sembra aver risposto più che positivamente al richiamo di questo marchio.<h2>Il richiamo dell'Aurora Green</h2>L'elemento distintivo della Aurora Edition è la sua inedita colorazione esterna <strong>Aurora Green</strong>. Questa tinta è stata pensata per trasmette il fascino cromatico dell'aurora boreale, mischiandolo con le tonalità classiche del verde britannico. Il risultato finale è un SUV che sicuramente brilla per eleganza. Il linguaggio stilistico della Omoda 9 è alquanto <strong>futuristico</strong>, con linee che cercano di trasmettere nell'osservatore una sensazione di potenza e dinamismo. L'estetica high-tech si riflette anche nell'abitacolo, che segue una filosofia di <strong>minimalismo tecnologico</strong> e alta artigianalità.<h2>Comfort e tecnologia</h2>A bordo della Omoda 9 Aurora Edition, ogni dettaglio è stato pensato per realizzare un'atmosfera coinvolgente e altamente personalizzabile. Tra le dotazioni di pregio spiccano:<ul> <li><strong>interni in pregiata pelle Nappa</strong> e volante multifunzione con comandi tattili;</li> <li>sistema audio immersivo con <strong>14 altoparlanti SONY;</strong></li> <li><strong>Augmented Reality Head-Up Display</strong> e illuminazione ambientale;</li> <li><strong>Tetto apribile panoramico Skylight</strong>, che amplifica la luminosità dell'ambiente.</li></ul>Per quanto riguarda la dinamica di guida, la vettura offre <strong>tre modalità specifiche</strong> per affrontare diversi terreni: neve, sabbia e off-road. Insomma, Omoda dimostra di aver compiuto enormi sforzi per accontentare anche il cliente più esigente come, di fatto, è quello italiano.<h2>La potenza del Super Hybrid</h2>Sotto il profilo meccanico, la <a href="https://www.hdmotori.it/jaecoo-7-omoda-9-omologazione-autocarro-n1/">Omoda 9</a> è equipaggiata con il powertrain <strong>Super Hybrid SHS-P</strong>. Il sistema è composto da un motore termico <strong>1.5 TGDI ad alta efficienza</strong>, abbinato a ben <strong>tre motori elettrici</strong> e a un cambio DHT 350. Nella configurazione a trazione integrale (4WD), l'ammiraglia eroga una potenza complessiva di <strong>oltre 500 CV</strong>, permettendo prestazioni da sportiva con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 4,9 secondi.<img class="alignnone size-full wp-image-275348" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/OMODA-9_2.jpg" alt="Omoda 9 Aurora Edition" width="2000" height="1335" />Sul fronte dell'efficienza energetica, la vettura dispone di una batteria da <strong>34,46 kWh</strong> e di un serbatoio da 70 litri. Questa combinazione consente di superare i <strong>1.100 km di autonomia </strong>complessiva secondo il ciclo WLTC, rendendo la Omoda 9 adatta anche ai viaggi a lunghissimo raggio senza la necessità di soste frequenti.<h2>Listino prezzi</h2>La Omoda 9 Aurora Edition è già ordinabile presso la rete ufficiale <a href="https://www.hdmotori.it/omoda-jaecoo-italia-nuovo-record-vendite-novembre-2025/">OMODA &amp; JAECOO</a> al prezzo di <strong>54.000 euro</strong>. Si tratta di un posizionamento estremamente competitivo: nonostante un sovrapprezzo di 2.100 euro rispetto alla versione standard, questa serie limitata offre un controvalore significativamente superiore in termini di equipaggiamenti esclusivi e dotazioni di serie. Data la tiratura limitata a soli 1.000 esemplari, la disponibilità presso i concessionari è considerata ristretta. L'auto comunque è un oggetto da collezione, identificato da un badge dedicato sviluppato appositamente in Italia per sottolinearne l’unicità.[drivek_widget brand_id="omoda" model_id="5-shs-h"]

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Filosa salva gli operai italiani, giù le mani da marchi e fabbriche Stellantis

Dopo l’exit di Tavares, il nuovo amministratore delegato <strong>Antonio Filosa</strong> ha accettato una nuova sfida. Il manager campano, nella giornata di ieri in occasione di un’audizione in Parlamento, ha sottolineato l’intenzione di non accettare offerte di vendita. Il colosso nato dalla fusione tra FCA e PSA sta ragionando sui prossimi due partner che porteranno idee e nuove tecnologie nell’impianto di Cassino e non solo.L’obiettivo è tenere fede ai piani iniziali e non toccare Cassino, Atessa e soprattutto <strong>Maserati</strong> che dovrà ritrovare il fascino perduto con proposte in linea con la tradizione storica (intanto sono state mostrate le nuove <a href="https://www.hdmotori.it/maserati-nuove-granturismo-grancabrio-grecale/">Grecale</a>, GranTurismo e GranCabrio). L’annuncio di Antonio Filosa alle commissioni riunite di Camera e Senato Attività Produttive e Industria hanno rasserenato gli animi turbati dei lavoratori.<h2>Il piano di Filosa</h2>L’amministratore delegato prima di tutto vuole lanciare due, forse<strong> tre, auto elettriche</strong> di piccole dimensioni per rimpolpare la gamma green. Focus sui veicoli commerciali leggeri, e soprattutto all-in sulla vendita di fabbriche in Italia. Le tensioni dipendono dai costi dell'energia, più che doppi rispetto a Spagna e Francia che non sembrano destinati a calare.<strong>Antonio Filosa</strong> ha annunciato: <em>"Per risolvere i problemi del settore è necessario l’aiuto di tutti. Abbiamo rispettato gli impegni presi e, con il nostro nuovo piano, abbiamo aggiunto tasselli importanti per il futuro. Lo abbiamo fatto in un contesto difficile, consapevoli di come il nostro impegno da solo non bastasse per risolvere i problemi che il settore sta attraversando. Per continuare su questa strada, però, c'è bisogno del contributo di tutti: istituzioni nazionali ed europee, sindacati e filiera. È necessario che tutto l'ecosistema si mobiliti per il <strong>futuro dell'industria dell'auto</strong>, un settore fondamentale che, da sempre, contribuisce alla centralità dell'Italia in Europa e nel mondo. Confido che potremo portare avanti questo impegno insieme, attraverso un dialogo franco e costruttivo, consapevoli di come l'obiettivo sia comune".</em><h2>Futuro già scritto</h2>Con il piano <a href="https://www.hdmotori.it/stellantis-elettrico-1-miliardo-francia/" target="_blank" rel="noopener">Fastlane 2030</a>, annunciato lo scorso mese, verranno fatti nei prossimi cinque anni investimenti di cinque miliardi in innovazione e sette miliardi in acquisti di componentistica. Il ricorso alla cassa integrazione a Mirafiori è <strong>diminuita del 77%</strong> nei primi cinque mesi del 2026 mentre la produzione è salita del 155%. Un programma ben strutturato per aiutare Maserati e i brand più in difficoltà, tra cui <strong>Lancia</strong>, e proporre prodotti in linea con le esigenze del popolo.Le <a href="https://www.hdmotori.it/stellantis-e-car-anticipazioni/" target="_blank" rel="noopener">E-Car</a> che arriveranno nei prossimi tempi dovrebbero avere un costo al massimo 15.000 euro, con il 70% delle componentistica proveniente in Europa. Nell’impianto molisano di <strong>Termoli </strong>- preoccupato dopo il fallimento del piano Gigafactory - verranno realizzati il cambio eDct per auto ibride ed elettriche e i motori Gse.Sulla crescita di Stellantis Filosa ha aggiunto: "<em>Per Cassino sono in negoziazione con due partner importanti che possono portare tecnologie e alcune importanti idee. Con il mio team, stiamo scegliendo su quali puntare nel futuro. Nei primi cinque mesi +15% vendite e +16% produzione. Negli ultimi 12 mesi abbiamo lavorato con responsabilità per il bene della nostra azienda, dei nostri stabilimenti e dei territori in cui operiamo e dei nostri lavoratori. Nei primi cinque mesi dell'anno abbiamo registrato una<strong> crescita di quasi il 16%</strong> nelle vendite, un più 16% nella produzione e un -30% nel ricorso alla cassa integrazione".</em>

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Smart Compact Van by Stellantis: il furgone diventa ufficio

Un furgone compatto progettato intorno a un'evidenza fin troppo comune. Ovvero, chi guida per lavoro passa la stragrande maggioranza della giornata da solo in cabina. La divisione <strong>Stellantis Pro One</strong> ha preso questo dato di fatto e lo ha usato come base per sviluppare il nuovo <strong>Smart Compact Van</strong>. Il progetto, che punta ad ampliare la gamma dei veicoli commerciali leggeri del gruppo, è stato svelato durante una conferenza digitale europea davanti a oltre 300 giornalisti e addetti ai lavori.Il debutto di questa filosofia è massiccio e coinvolge contemporaneamente quattro marchi di punta del gruppo. La novità troverà infatti spazio a bordo delle versioni d'attacco di modelli molto diffusi sul mercato: il <a href="https://www.hdmotori.it/citroen-berlingo-2026-diesel-allestimenti-prezzi/"><strong>Berlingo Van First</strong></a> per Citroën, il <a href="https://www.hdmotori.it/fiat-qubo-l-2026-debutto-salone-bruxelles-cosa-sappiamo/"><strong>Doblò EasyPRO</strong></a> di Fiat Professional, il <a href="https://www.hdmotori.it/opel-combo-tech-versione-premium/"><strong>Combo Start</strong></a> targato Opel e il <a href="https://www.hdmotori.it/peugeot-partner-pro-skill-furgone-professionisti/"><strong>Partner Active</strong></a> firmato Peugeot.<h2>La cabina diventa ufficio</h2>Le scelte dei progettisti non sono nate a tavolino, ma dall'analisi dei dati d'uso reali di chi vive quotidianamente l'esperienza del furgone. I numeri indicano che i professionisti viaggiano in solitaria per <strong>circa il 90% </strong>delle loro<strong> ore di lavoro</strong>. Non stupisce, quindi, che quattro clienti su dieci considerino la classica configurazione a tre posti un ingombro e un costo del tutto superflui.Per questo motivo Stellantis ha riorganizzato l'abitacolo introducendo il <strong>Flexiseat</strong>, un sedile passeggero modulare che si ripiega e scompare, regalando fino a mezzo metro cubo di spazio in più per le merci.[gallery ids="275313,275314,275315,275316,275312"]Se poi sorge la necessità di un punto d'appoggio per sbrigare le pratiche burocratiche o per consumare un pasto veloce durante le soste, entra in gioco l'accessorio opzionale <strong>Modutable</strong>, capace di trasformare la seduta <strong>i</strong>n una vera e propria <strong>scrivania o in un tavolino</strong>. L'intero ambiente interno è stato ridisegnato integrando nuovi vani portaoggetti per mantenere l'ordine a bordo e una console centrale removibile che aumenta la libertà di movimento. L'obiettivo dichiarato è smettere di considerare il furgone come un semplice mezzo di trasporto e iniziare a vederlo come un prolungamento dell'ufficio quotidiano.<h2>Autonomia elettrica e la promessa dell'ibrido</h2>Sotto il cofano, il gruppo non impone un'unica tecnologia ma punta su un approccio diversificato. È prevista una versione al<strong> 100% elettrica</strong> che dichiara <strong>un'autonomia </strong>fino a <strong>270 chilometri,</strong> pensata in particolar modo per chi si sposta nei centri urbani o nelle zone a traffico limitato. Per chi invece deve coprire lunghe distanze o non ha la possibilità di fermarsi per la ricarica, rimangono disponibili tre motorizzazioni termiche tradizionali (due opzioni diesel e una a benzina), tutte abbinate al cambio manuale. La gamma si arricchirà ulteriormente a partire dal prossimo anno, quando è previsto il debutto di <strong>una variante mild hybrid</strong>.Nessun compromesso, invece, sulle caratteristiche strutturali e sulle capacità di carico richieste da chi lavora: il veicolo si potrà scegliere in due lunghezze diverse, la portata utile rimane compresa tra i <strong>750 kg e la tonnellata</strong>, mentre il volume del vano posteriore varia da un minimo di <strong>3,3 a un massimo di 4,4 metri cubi</strong>.<h2>Ordini da settembre</h2>Tutto questo pacchetto di novità punta a un obiettivo concreto. Abbassare la soglia d'ingresso economica. Stellantis commercializzerà infatti lo Smart Compact Van a un prezzo più basso rispetto ai modelli standard già in listino.La scelta risponde alla necessità di <strong>dare ossigeno al mercato</strong> delle piccole e medie imprese che faticano a rinnovare i vecchi parchi veicoli, offrendo al contempo un'alternativa accessibile ad artigiani, nuove attività e startup che devono fare i conti con budget ridotti all'osso.I tempi per vederli su strada sono stretti. La rete di vendita aprirà i registri degli <strong>ordini in tutta Europa a settembre</strong>, mentre le prime consegne e il debutto effettivo nelle concessionarie inizieranno a novembre.

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Maserati prova a scacciare la crisi con le nuove GranTurismo, GranCabrio e Grecale

Negli ultimi tempi di <strong>Maserati</strong> si è parlato quasi esclusivamente di numeri e, inevitabilmente, di crisi. Il Tridente versa in una situazione stagnante e pericolosa: nel 2025 le unità consegnate a livello globale sono state 7.900, mentre in questa prima metà di 2026 la decrescita è stata del 41%, stima che ci darebbe una proiezione alla fine dell'anno inferiore ai 5.000 esemplari. Stellantis, però, rilancia la sfida e ha l'ambizione di riportare in alto il prestigioso e storico marchio italiano. Se ieri l'AD del Gruppo, Antonio Filosa, ha ribadito l'incedibilità dell'asset modenese rispedendo al mittente le speculazioni, oggi diamo il benvenuto alle auto della riscossa: <strong>Grecale</strong>, <strong>GranTurismo</strong> e <strong>GranCabrio</strong>.<h2>GranTurismo: l'anima pura della coupé</h2>La nuova GranTurismo evolve il design del marchio con un frontale "shark-nose" più orizzontale e aggressivo, arricchito da una fanaleria posteriore con lenti chiare che ne modernizzano il temperamento. All'interno, l'abitacolo per quattro persone combina materiali raffinati, come la pelle a grana piena e pannelli in legno o carbonio, con un'interfaccia digitale avanzata composta da un display centrale da 12,3", un comfort display da 8,8" e il rinnovato Maserati Digital Clock ottagonale.<img class="alignnone size-full wp-image-275324" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/NUOVAMASERATIGRANTURISMO-1.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Sotto il cofano batte il <strong>motore V6 Nettuno</strong> da 3.0 litri, disponibile nelle versioni da <strong>490 CV</strong> o nella prestazionale <strong>Trofeo da 590 CV</strong>, capace di oltrepassare i 320 km/h. La versione <strong>Folgore</strong>, 100% elettrica, eleva la potenza a <strong>760 CV</strong>, offrendo oltre 540 km di autonomia. Per quanto riguarda i prezzi, Maserati punta sulla personalizzazione estrema tramite il nuovo <strong>Web Configurator</strong>, una piattaforma fotorealistica che permette di visualizzare ogni configurazione in tempo reale.<h2>GranCabrio: il piacere della guida a cielo aperto</h2>La <a href="https://www.hdmotori.it/maserati-articoli-n609720-maserati-grancabrio-nuova-versione-2025-motore-v6/">GranCabrio</a> traduce il DNA della coupé in un'esperienza "open air", conservando quattro posti autentici e una capote in tessuto. Lo stile ricalca le linee muscolari della versione chiusa, con splitter centrale ottimizzato e nuovi cerchi Tridente opzionali che allargano la carreggiata per una maggiore stabilità. La dotazione di serie per le versioni Trofeo e Folgore include l’<strong>Air neck warmer</strong>, un sistema di riscaldamento per il collo che estende l'uso della cabriolet anche nei mesi più freschi.<img class="alignnone size-full wp-image-275326" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/2026-Maserati-Grancabrio-001.jpg" alt="" width="1280" height="720" />Le motorizzazioni sono le stesse che abbiamo visto sulla GT, con il V6 Nettuno da <strong>490 o 590 CV</strong> e la variante <strong>Folgore da 760 CV</strong>. Tra l'altro, l'italiana si conferma la cabriolet elettrica più veloce sul mercato raggiungendo i 290 km/h. Come per gli altri modelli, i prezzi sono definiti attraverso il Customer Journey digitale del brand, che integra l'esperienza dello showroom fisico con quella virtuale.<h2>Grecale: il SUV luxury dallo spirito sportivo</h2>Infine, abbiamo la nuova <a href="https://www.hdmotori.it/maserati-grecale-my2027-restyling/">Grecale</a> che si presenta con un design che mette in evidenza una fascia frontale più ribassata e marcata. L'interno, best-in-class per abitabilità, offre dotazioni premium come l'impianto audio <strong>Sonus faber</strong> fino a 21 altoparlanti e un nuovo volante con geometria ottagonale. La grande novità tecnica è il debutto del motore <strong>V6 Nettuno da 390 CV</strong> (versioni Grecale V6 e Modena V6), che si affianca al potente V6 da <strong>530 CV</strong> della Trofeo e alle motorizzazioni mild hybrid da 250 a 330 CV.<img class="alignnone size-full wp-image-275327" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/2026-Maserati-Grecale-001.jpg" alt="Maserati Grecale" width="1280" height="720" />La <strong>Grecale Folgore</strong>, versione elettrica da 550 CV, migliora l'efficienza grazie a nuovi algoritmi di gestione energetica. Anche per questo modello, il posizionamento commerciale e i dettagli economici sono accessibili tramite il nuovo configuratore online, che offre una qualità visiva cinematografica per ogni personalizzazione scelta dal cliente.[drivek_widget brand_id="maserati" model_id="grecale-folgore"]

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Ducati 750 SS, una moto da 100.000&euro; modificata per amore del padre

Ci sono moto che passano la vita sotto una teca di vetro, trattate come quadri d'autore, e altre che finiscono per legarsi a doppio filo alla vita di chi le guida. Questa <strong>Ducati 750 SS del 1974</strong> appartiene decisamente alla seconda categoria. Parliamo di uno dei modelli più importanti, rari e corteggiati della storia di Borgo Panigale, eppure il suo proprietario ha scelto di ignorare i dogmi dei collezionisti duri e puri. Lo ha fatto per una ragione intima. Ovvero fare un regalo alla<strong> memoria di suo padre</strong>. Il risultato è una delle classiche bolognesi più insolite e discusse degli ultimi tempi, ora finita sotto i riflettori del mercato.<h2>Le origini di un mito a carter tondo</h2>Quando si nomina una <strong>Ducati 750 Super Sport</strong> "a carter tondo" (termine che identifica una moto con l'involucro protettivo del motore a forma arrotondata), si tocca un nervo scoperto del <strong>motociclismo d'epoca</strong>. È una leggenda vera. La casa italiana ne ha prodotte pochissime, appena 400 unità, nate come stradali derivate direttamente dalla moto con cui <strong>Paul Smart</strong> e <strong>Bruno Spaggiari</strong> dominarono la <strong>200 Miglia di Imola del 1972</strong>. Quella vittoria cambiò la percezione del marchio nel mondo e trasformò la<strong> 750 SS</strong> in un oggetto del desiderio assoluto.Proprio a causa di questa enorme esclusività, nell'ambiente, qualunque modifica viene vista come un sacrilegio. I puristi cercano l'originalità millimetrica. Basti pensare che <strong>conservare la vernice originale</strong> di fabbrica può spostare il valore di un esemplare di decine di migliaia di euro.<h2>Dalla Danimarca a Imola</h2>Il proprietario di questa unità, però, se ne è fregato delle quotazioni. Questo <strong>collezionista danese</strong> ha comprato la moto negli anni Ottanta e l'ha usata come una moto qualsiasi. Niente garage climatizzato a fare la polvere. Ci ha girato in lungo e in largo per la Scandinavia e ci è sceso fino al Nord Italia, accumulando chilometri su chilometri.La svolta arriva nel 2005, <strong>l'anno del restauro totale</strong>. È in quel momento che l'uomo prende la decisione che nessun investitore avrebbe mai approvato. Quale? Cancellare la storica livrea ufficiale <strong>argento e verde</strong> per rifare la carrozzeria da cima a fondo in un elegantissimo <strong><em>British Racing Green</em></strong>.<h2>Il legame familiare dietro la scelta cromatica</h2>[gallery ids="275293,275294,275295,275291,275296"]Non si è trattato di un capriccio estetico o di una moda del momento, ma di una scelta con un peso emotivo enorme. Quel verde scuro serviva a ricordare suo padre. L'uomo era infatti stato un pilota della<strong> Royal Air Force britannica</strong> durante la Seconda Guerra Mondiale ed era stato abbattuto sopra i cieli della Germania. Sopravvissuto al conflitto, anni dopo era diventato un<strong> designer della Jaguar</strong>, lavorando nel centro stile del marchio inglese. Scegliere il colore simbolo delle corse britanniche era l'unico modo per tenere vivo quel filo conduttore familiare.La cosa incredibile è che questa profonda trasformazione visiva non ha toccato l'anima tecnica della moto. La documentazione parla chiaro. L'esemplare è stato esaminato da <strong>Ian Falloon</strong>, uno dei massimi esperti e storici mondiali del <strong>marchio Ducati</strong>. Falloon ha confermato che la moto è<strong> assolutamente autentica</strong>. Telaio, motore e componenti strutturali sono quelli originali di una vera 750 SS carter tondo nata nel 1974.<h2>La valutazione commerciale</h2>Oggi questa moto così particolare prova a cambiare di mano e va all'asta da <strong>Bonhams</strong>. La stima di partenza è importante, fissata in una forbice che va dagli <strong>82.000</strong> ai<strong> 106.000 euro circa</strong>. È una cifra altissima in senso assoluto, ma del tutto in linea con la rarità del modello. Resta da capire un dettaglio non da poco. Come reagirà il mercato di fronte a un pezzo così unico, dove il valore collezionistico puro si scontra con una storia personale così forte? Staremo a vedere.

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Dacia Spring non se ne va, arriva la seconda generazione: il teaser

Verso la fine di febbraio pensavamo che la storia della Dacia Spring fosse arriva a un vicolo cieco. Scomparsa senza lasciare traccia dal configuratore italiano, la citycar elettrica del marchio romeno restava disponibile solo con le unità in pronta consegna, senza alcuna possibilità di personalizzazione. Questo sembrava veramente l'ultimo atto, una conclusione di carriera mesta appena finita l'ondata degli incentivi, per lasciare spazio a quella che i rumors più convincenti avevano indicato come Evader. Ci siamo sbagliati, perché il nome <strong>Dacia Spring</strong> andrà avanti con una <strong>seconda generazione</strong>. Una mossa pensata nel segno della continuità.<h2>Una scelta di continuità</h2>Alle spalle ci sono già 210.000 clienti in Europa che, a partire dal 2021, hanno scelto <a href="https://www.hdmotori.it/dacia-spring-fuori-configuratore/">Dacia Spring</a>, perché deluderli? Il marchio romeno della galassia Renault ha ponderato bene la propria scelta privilegiando l'idea di una dinastia. Quindi, scartata la <a href="https://www.hdmotori.it/dacia-evader-foto-spia-elettrica-economica/">Evader</a>, andiamo avanti con la Spring II.La formula pensata per la seconda generazione comprende ancora una volta l'idea di una mobilità elettrica semplice, accessibile e concreta. Perfettamente aderente con lo spirto di Dacia. Quello che finora ha rilasciato la casa madre è un breve comunicato in cui si assicura il grande pubblico che la nuova Spring conserva l'essenziale: una motorizzazione 100% elettrica, quattro posti reali e un vero bagagliaio.<h2>Cugina della Twingo?</h2>Quello che sappiamo per certo è che alla base della futura Dacia Spring ci sarà la piattaforma che equipaggia la <strong>Renault Twingo E-Tech.</strong> Quindi, una base moderna, affidabile e che permette dei costi finali contenuti. Dunque, a questo punto non resta che attendere il suo debutto ufficiale, atteso per il prossimo <strong>Salone di Parigi </strong>che si preannuncia come una kermesse dall'elevato tasso di curiosità. Il prezzo finale? Lecito aspettarsi un costo intorno ai <strong>18.000 euro</strong>, ma per tali questioni è meglio attendere le conferme ufficiali da parte di Dacia. Il rinnovamento del brand romeno riparte da Spring, come la primavera, la stagione della rinascita.&nbsp;[drivek_widget brand_id="dacia" model_id="duster"]

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The Slate Truck's price may have leaked, starts at $24,950

One of the most hotly anticipated electric vehicles makes its formal debut next week. It's the Blank Slate, a refreshingly simple pickup truck EV designed by Slate Auto, which is trying to take some of the soaring cost out of a new car with a back-to-basics approach that means even electric windows are an optional extra. Of course, a crucial aspect of this pared-back approach is pricing.

Plenty of people are attracted to the idea of a truck with a compact footprint, no infotainment system or embedded modem, and the option to upconvert it later into an SUV or fastback. In the abstract, at least, people aren't going to jump at the prospect of a truck with 150 miles (241 km) of range if it costs too much.

When Slate broke cover in 2025, it was targeting a price of around $20,000, assuming the $7,500 IRS clean vehicle tax credit would remain in effect, but it was abolished later that year.

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© Slate Auto

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