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Riparare un Apple Watch 12 in ceramica può costare quasi quanto comprarlo nuovo

Il ritorno della cassa in ceramica su Apple Watch Series 12 porta con sé anche costi di riparazione particolarmente elevati. Per qualsiasi danno diverso dalla sostituzione della batteria, se il dispositivo non è coperto da AppleCare+, Apple indica infatti un prezzo di - preparatevi - 739 euro.

La cifra è superiore persino a quella prevista per Apple Watch Ultra 4, la cui riparazione costa 679 euro senza copertura. Per confronto, un Apple Watch Series 12 Cellular (quindi con eSIM) in alluminio nelle stesse dimensioni richiede 429 euro. Il dato diventa ancora più significativo considerando il prezzo di partenza dei modelli in ceramica. Le versioni Bianco perla e Blu notturno partono da 1.059 euro, mentre Apple Watch Ultra 4 parte da 909 euro. All'atto pratico, riparare un Series 12 in ceramica fuori garanzia costa oltre due terzi (0,7 volte) del prezzo del dispositivo nuovo. La sostituzione della batteria invece, magra consolazione, resta molto più accessibile: 109 euro.

Con AppleCare+, il contributo richiesto per un danno accidentale scende a 65 euro per Apple Watch Series 12 in ceramica e a 75 euro per Ultra 4. La sostituzione della batteria è inclusa senza costi aggiuntivi quando la capacità massima scende sotto l’80%. AppleCare+ costa 4,49 euro al mese per Series 12 (o 89 euro per il piano di copertura biennale, con pagamento anticipato in unica soluzione) e 5,49 euro al mese per Ultra 4 (biennale a 109 euro). Negli USA, Apple propone anche AppleCare One a 19,99 dollari al mese per coprire fino a tre dispositivi. Sempre oltreoceano, dal 14 settembre arriverà inoltre AppleCare One Family, da 49,99 dollari mensili per un massimo di sei membri della famiglia. In Europa AppleCare One ha messo il “naso” da poco, ma in Italia non è ancora disponibile.


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Triumph prepara la Bonneville 400: gli scatti rubati svelano una sorpresa

Se ne parlava da mesi, e continuano ad esserci prove sempre più concrete. Gli ultimi muletti intercettati durante i test su strada in India tolgono ogni dubbio. <strong>Triumph</strong> sta per allargare la famiglia delle sue <strong>400 cc</strong> con la tanto chiacchierata <strong>Bonneville 400</strong>. La novità andrà ad affiancarsi alle varie <a href="https://www.hdmotori.it/triumph-articoli-n571296-triumph-speed-400-scrambler-400-x-caratteristiche/"><strong>Speed 400</strong></a>,<strong> Scrambler 400 X</strong>, XC, Thruxton e Tracker, puntando dritta al ruolo di punta di diamante tra le entry-level del marchio inglese.Gli scatti rubati più recenti mostrano che la fase di sviluppo viaggia a ritmi serrati. Salvo sorprese dell'ultimo minuto, la Bonnie 400 in veste definitiva dovrebbe mostrarsi al pubblico a <strong>EICMA 2026</strong>, o magari con un po' di anticipo.<h2>Linee classiche da "vera" Bonnie: il richiamo alle T100 e T120</h2><img class="alignnone size-full wp-image-285353" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/Triumph-Bonneville-400-Spied.jpg" alt="" width="719" height="379" />Esteticamente, le immagini confermano una ricetta fedele alla tradizione. Il design ruba a mani basse dalle sorelle maggiori <strong>T100</strong> e <strong>T120</strong>, riproponendo tutti i capisaldi delle <strong>modern-classic</strong> di Hinckley: proiettore tondo davanti, serbatoio a goccia, sella lunga e piatta, parafanghi abbondanti e lo scarico laterale che corre ben orizzontale lungo il fianco della moto.<h2>Stesso monocilindrico, ma con la cavalleria aggiornata</h2>Nessuna sorpresa nemmeno per la parte meccanica. Il motore resta il collaudato <strong>monocilindrico </strong>da <strong>398 cm³ con distribuzione bialbero</strong>, quattro valvole e raffreddamento a liquido, che conserva le alette sul cilindro per non rovinare il colpo d'occhio vintage.Resta da capire se gli uomini Triumph abbiano preparato un'erogazione ad hoc per questo modello, ma è molto probabile che sotto il serbatoio ci finiscano le ultime migliorie già viste sulla Tracker. Questo significa una scheda tecnica da <strong>42 CV a 9.000 giri/min</strong> (due in più di Speed e Scrambler) e una coppia massima di 37,5 Nm a 7.500 giri.<h2>Doppio allestimento in arrivo?</h2><img class="alignnone size-full wp-image-285355" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/triumph_bonneville_400_foto.jpg" alt="" width="679" height="451" />E qui invece c'è la sorpresa. I prototipi pizzicati finora non erano tutti uguali. Le differenze riscontrate nei componenti <strong>fanno pensare a una doppia offerta sul mercato</strong>. Da una parte un modello base più spoglio ed economico, dall'altra una versione rifinita di tutto punto e più vicina allo spirito della <strong>T100</strong>. Per saperne di più bisognerà pazientare ancora un po', in attesa di una nota ufficiale da Hinckley o dei prossimi scatti spia.

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Buderus lancia una nuova pompa di calore per appartamenti con mandata fino a 75 °C

Buderus amplia la gamma di pompe di calore con Logatherm WLW166i MBB AR, un nuovo modello aria-acqua pensato per gli appartamenti, sia di nuova costruzione che in ristrutturazione.

Uno degli aspetti più interessanti della novità presentata dal brand - che fa parte della famiglia Bosch - è la temperatura di mandata fino a 75 °C, che permette di utilizzare la pompa di calore sia con impianti radianti a pavimento che con i radiatori tradizionali. La classe energetica dichiarata è A+++. La gamma comprende cinque taglie: 4, 6 e 7 kW monofase, oltre a 10 e 13 kW disponibili sia in versione monofase sia trifase. L’unità esterna misura 80 o 130 cm in altezza a seconda della potenza e può essere installata su balconi, terrazzi o sotto una finestra.

Per l’interno sono previste due configurazioni. La versione murale pesa 20 kg e utilizza tubazioni di collegamento più lunghe di 30 cm rispetto alle precedenti soluzioni, mentre quella a basamento integra un bollitore da 180 litri per l’acqua calda sanitaria e resta contenuta in 162 cm di altezza. La nuova Logatherm utilizza R290, cioè propano, refrigerante naturale con un GWP (potenziale di riscaldamento globale) di 0,02.


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iPhone Duo, Apple risponde ai rivali: troppe coincidenze nel formato dei pieghevoli

Apple è arrivata sul mercato dei pieghevoli dopo diversi concorrenti, ma secondo Greg Joswiak, alcune scelte degli altri produttori sarebbero state influenzate proprio dalle indiscrezioni sul suo primo modello. Il responsabile del marketing ha affrontato l’argomento durante un’intervista con il CEO, John Ternus, concessa a Lance Ulanoff di TechRadar e Mark Spoonauer di Tom’s Guide.

Il riferimento è al formato più largo, simile a un passaporto, adottato da iPhone Duo. ‘Attraverso le fughe di notizie si sapeva che stavamo lavorando a un pieghevole’, ha detto Joswiak. ‘Purtroppo sono trapelate le proporzioni’, ha aggiunto, ironizzando sulle tante coincidenze che avrebbero portato altri produttori a trovare interessante proprio quel formato.

Joswiak non ha citato direttamente aziende o dispositivi, ma il riferimento sembra essere a Samsung, Huawei e Xiaomi, che hanno presentato pieghevoli dalle proporzioni simili prima di Apple. Le aziende condividono molti fornitori nella filiera globale, circostanza che rende più difficile mantenere segreti i progetti. Resta comunque un’allusione: nell’intervista non sono state presentate prove che questi dispositivi siano stati sviluppati copiando iPhone Duo.

Apple è invece riuscita a mantenere riservata la finitura nanotexture del display interno. Joswiak ha raccontato che per questa tecnologia sono state adottate misure di sicurezza aggiuntive, limitando la circolazione delle informazioni e utilizzando un nome in codice del tutto estraneo al progetto, che ha preferito non svelare neppure durante l’intervista.

‘Una cosa di cui sono particolarmente orgoglioso è che siamo riusciti a mantenerla segreta. Abbiamo adottato misure di sicurezza aggiuntive. Non ne abbiamo parlato con nessuno. Avevamo un nome in codice molto divertente, che non ripeterò, e che non aveva nulla a che fare con il progetto. Ci siamo detti che questa tecnologia doveva restare ancora più riservata. […] Questa era una delle cose che volevamo tenere davvero sotto chiave, e ha funzionato.’


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Galaxy Z Fold 8 Series fa il botto anche in Europa: vendite +50%

Lo si sospettava già nelle scorse settimane, e ora arriva la conferma: i nuovi pieghevoli di Samsung hanno venduto decisamente bene. Tramite un breve comunicato sul proprio sito ufficiale (pubblicato, guarda caso, a distanza di appena qualche ora dalla presentazione di iPhone Duo...), la società ha detto che in Europa Galaxy Z Fold8 e Galaxy Z Fold8 Ultra hanno registrato vendite complessive superiori del 50% rispetto a Galaxy Z Fold7.

Chiaramente è facile argomentare che il confronto è un po’ impari, visto che Z Fold7 era “da solo” mentre quest’anno i pieghevoli a libro sono due, ma in generale il punto è: l’interesse nei confronti dei pieghevoli sta crescendo molto anche dalle nostre parti. Tra l’altro, Samsung osserva che i Galaxy Z stanno diventando uno strumento per acquisire nuovi utenti: nel caso di Galaxy Z Flip8, il 20% degli acquirenti arriva da dispositivi di altri produttori, e per buona parte di essi è stata la prima esperienza con uno smartphone pieghevole.

Il pieghevole a conchiglia sta diventando sempre di più anche una “rampa di lancio” per gli utenti, che una volta provato sono incuriositi dal form factor a libro. Gli utenti che hanno fatto questo passaggio con la generazione attuale (quindi Flip7 -> Fold8) sono più o meno triplicati rispetto all’anno scorso (Flip6 - Fold7). È tuttavia interessante osservare come la società non si addentri nel dettaglio di quale dei due pieghevoli a libro abbia venduto di più o sia risultato più interessante: in molti sospettano che la star della nuova generazione sia stato proprio il modello con form factor inedito, al debutto assoluto e con le stesse proporzioni di iPhone Duo.

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iPhone Duo è al debutto, ma Apple ha osservato molto i pieghevoli Samsung

Samsung lavora sui pieghevoli a libro da sette anni, ma il debutto di iPhone Duo mostra come Apple abbia scelto di affrontare fin dalla prima generazione alcune limitazioni ancora presenti su Galaxy Z Fold8. Occhio, meglio esser chiari: non significa che il pieghevole Apple sia automaticamente migliore, ma osservare le differenze nell’approccio è interessante e per certi versi doveroso, considerando che nessuno dei due costa poco.

Un esempio apparentemente secondario riguarda gli altoparlanti. Galaxy Z Fold8 ne utilizza due, entrambi collocati nella metà che ospita il display esterno. Quando si guarda un video in orizzontale sullo schermo esterno la disposizione è efficace, ma una volta aperto lo smartphone entrambi finiscono sullo stesso lato. L’audio resta chiaramente stereo, ma la separazione tra canale destro e sinistro viene inevitabilmente compromessa quando il grande display interno è aperto.

Apple ha scelto un layout differente. Su iPhone Duo i due speaker sono posizionati su metà opposte e in diagonale, non sono cioè allineati: uno è nella parte superiore del lato con lo schermo esterno e l’altro nella parte inferiore di quella che ospita le fotocamere. Quando il dispositivo viene aperto in orizzontale, il suono arriva quindi da angoli opposti, con una maggiore separazione rispetto al Samsung dei canali destro e sinistro. La sola disposizione degli altoparlanti non permette naturalmente di stabilire quale dei due telefoni abbia nel complesso una qualità audio migliore, ma sulla carta dovrebbe favorire una separazione stereo più convincente durante film e giochi.

(aggiornamento del 11 September 2026, ore 08:57)

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11 settembre: 2.977 droni all'unisono per l'emozionante ricordo delle Torri Gemelle

La notte di New York ha reso omaggio alle Torri Gemelle, ricreate nel cielo grazie a 2.977 droni luminosi. Non si è trattato di una semplice proiezione: gli apparecchi hanno formato realmente la sagoma degli edifici, ciascuno associato ad una vittima degli attentati risalenti all’11 settembre 2001. L’iniziativa prende il nome di “2,977 Lights Over New York Harbor” ed è stata organizzata poco prima delle commemorazioni per il 25° anniversario.

COMMOVENTE OMAGGIO ALLE TORRI GEMELLE DI NEW YORK

All’inizio quelle luci sembravano muoversi senza una direzione precisa, sparse nel buio. Poi in gruppo hanno cominciato a salire, stringendosi in una spirale, fino a prendere lentamente la forma delle Twin Towers. Per alcuni minuti lo skyline perduto è tornato ad occupare il cielo di Lower Manhattan. Poi la figura ha iniziato a disgregarsi, punto dopo punto, lasciando di nuovo spazio soltanto alla notte ed all'emozione dei presenti.

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NVIDIA GeForce NOW, ecco tutti i nuovi giochi della settimana (e piccolo intoppo)

Dopo un agosto particolarmente ricco, Nvidia sembra aver rallentato leggermente il ritmo per la sua piattaforma di streaming di videogiochi GeForce NOW, che il mese oltre a nuovi giochi aveva ricevuto un’applicazione nativa per Linux, il supporto a Firefox e la sincronizzazione con GOG. Ma l'appuntamento del giovedì sera con i nuovi titoli della settimana non poteva mancare, ecco cosa è uscito:

  • Bus Simulator 27 (nuova uscita su Steam, 8 settembre)
  • Halloween: The Game (nuova uscita su Steam, 8 settembre)
  • Honeycomb: The World Beyond (nuova uscita su Steam, 8 settembre)
  • Wanderburg (nuova uscita su Steam, 8 settembre)
  • Shroom and Gloom (nuova uscita su Steam, 10 settembre)
  • Train Sim World 7 - Advanced Access (nuova uscita su Steam, 10 settembre)
  • Welcome to Elderfield (nuova uscita su Steam, 10 settembre)
  • Death Stranding Director’s Cut (Epic Games Store)

Non è nuovo, ma da segnalare anche che Valheim è arrivato alla versione 1.0 stabile ed è quindi uscito dall'accesso anticipato.

Boots on the ground, this #GFNThursday. 👢@WARDOGS, Valheim and other games have been added to the GeForce NOW Library.

See which games 👉 https://t.co/SwIwlP56Ga pic.twitter.com/ZuifO0kbSs


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Porsche vende tutte le quote di Rimac e Bugatti Rimac: fine di un&#039;era

Lo scorso anno il fatturato del Gruppo tedesco si è ridotto a 36,27 miliardi di euro. <strong>Porsche</strong> ha concluso il 2025 con un crollo dell'utile operativo del 92,7% a<strong> 410 milioni di euro</strong>, dopo aver superato quota 5,6 miliardi nel 2024. Nel 2026 il marchio Porsche è rimasto incastrato sotto la pressione dei competitor asiatici con una forte concorrenza sui prezzi per le EV. Inoltre i dazi imposti da Trump negli Usa hanno limitato i margini, in un quadro di incertezza a livello geopolitico a causa della crisi in Medio Oriente.Il risultato? Porsche ha deciso di vendere tutte le sue partecipazioni in <strong>Rimac Group </strong>e<strong> Bugatti Rimac</strong> per circa un miliardo di euro. A causa dei numeri a ribasso i vertici del Cavallino di Stoccarda hanno preferito fare un passo indietro, riducendo le attività periferiche e concentrando tutte le risorse sul suo core business automobilistico.<h2>Gettito necessario</h2>Oggi in Porsche, grazie alla cessione strategica di <strong>Bugatti Rimac</strong>, si torna a respirare. Porsche e Rimac hanno provato a crescere in modo congiunto, ma a distanza di 8 anni dall’investimento, le strade si sono dovute separare. La vendita strategica si inserisce nel processo di riorientamento del costruttore tedesco in una fase molto delicata per l’intero Gruppo. Le voci di un exit di <a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-possibile-addio-seat/">SEAT</a> dal portfolio Volkswagen sono allarmanti, ma l’obiettivo di snellire passerà attraverso grandi sacrifici.La storia di<strong> Porsche </strong>e <a href="https://www.hdmotori.it/bugatti-mate-rimac-v16-cambio-manuale/">Rimac</a> è iniziata nel<strong> 2018</strong>, quando il brand teutonico mise le mani su una partecipazione consistente dell’azienda croata. La sua quota azionaria è gradualmente aumentata fino ad arrivare, nel 2021, in una partecipazione più ampia che ha coinvolto Bugatti. Il marchio francese di hypercar entrò nella nuova joint venture chiamata Bugatti Rimac. Rimac Group deteneva il <strong>55% di Bugatti Rimac</strong> e Porsche il restante 45%. Inoltre, la Casa di Stoccarda possedeva direttamente il 20,6% di Rimac Group. Queste due partecipazioni sono state ora cedute integralmente a un consorzio guidato dal fondo americano HOF Capital, insieme ad altri investitori, tra cui spicca il BlueFive Capital, con sede ad Abu Dhabi, e con la<strong> famiglia Sawiris</strong> protagonista.[caption id="attachment_285362" align="alignnone" width="1200"]<img class="size-full wp-image-285362" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/Porsche-Rimac-Cessione-1.jpg" alt="Porsche, cessione Rimac" width="1200" height="800" /> Porsche, arriva l’ultimo via libera per la cessione[/caption]<h2>Risultato immediato</h2>Un miliardo di euro di ricavi rappresenta una ottima notizia per un marchio tornato in affanno anche a causa di investimenti elettrici che non stanno più rendendo a livello globale. Porsche intende destinare<strong> 250 milioni di euro</strong> al finanziamento degli obblighi pensionistici. La parte restante consentirà di rafforzare una situazione finanziaria ancora preoccupante.Porsche stima ora che il margine di flusso di cassa netto per la sua divisione automobilistica dovrebbe aggirarsi tra il <strong>5,5% </strong>e il <strong>7,5% nel 2026</strong>, mentre la precedente proiezione era compresa tra il 3% e il 5%. Tra tagli del personale e pensionamenti programmati anticipati, Porsche spera di uscire dalla crisi con questa strategia di riorientamento.

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iPhone 18 Pro è già su Amazon con tutti i modelli in attesa dei preordini

Amazon gioca d'anticipo e ha già pubblicato le pagine prodotto ufficiali di tutti i modelli di iPhone 18 Pro, lo smartphone di ultima generazione presentato questa settimana dal colosso di Cupertino. Non è ancora possibile effettuare il preordine, dato che le prenotazioni partiranno ufficialmente domani 12 settembre dalle ore 14, ma è un'ottima occasione per salvare subito il link del colore e del modello che ti interessano in modo da poter procedere al preorder non appena sarà disponibile. I prezzi partono da 1489 euro e ci riserviamo di aggiornare l'articolo quando tutte le pagine saranno attive.

COLORAZIONI E MODELLI IPHONE 18 PRO IN PREORDINE

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Apple Store chiusi al lancio di iPhone 18 Pro? Lo sciopero blocca il day one

iPhone 18 Pro e Pro Max arriveranno negli Apple Store il prossimo 18 settembre assieme a Watch Series 12, Watch Ultra 4 e AirPods 5, ma attenzione: chi ha intenzione di acquistarli al day one potrebbe ritrovarsi le serrande dei negozi abbassate. I sindacati hanno infatti proclamato un intero giorno di sciopero su tutto il territorio nazionale per protestare contro l'aumento dei carichi di lavoro.

Le difficoltà organizzative, ulteriormente aggravate dalla carenza di organico, stanno compromettendo le condizioni lavorative del personale. "Un'azienda che aumenta costantemente vendite e profitti, e che a livello globale si aggira sui 5.000 miliardi di capitalizzazione, non può scaricare la ricerca di produttività sulle condizioni di lavoro del personale", scrive Filcams GGIL.

PROPOSTE FINO AD OGGI RIFIUTATE

Da tempo i sindacati propongono ad Apple un piano di assunzioni e di stabilizzazione per una quota di lavoratori a tempo determinato, oltre all'aumento volontario delle ore per i dipendenti part-time in base alle esigenze di ciascuno store. Per contro, l'azienda si è limitata ad aumentare i contratti a tempo determinato, senza tuttavia accettare le proposte avanzate al fine di rendere sostenibili le condizioni di lavoro.

(aggiornamento del 10 September 2026, ore 16:17)

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iPhone 18 Pro Max spunta su Amazon in attesa dell'apertura dei preordini

Il nuovo iPhone 18 Pro Max è pronto a conquistare il mercato italiano. Il top di gamma di Apple sarà in preordine dal 12 settembre, a partire dalle 14, insieme al più compatto iPhone 18 Pro.

In attesa dell'apertura dei preordini, iPhone 18 Pro Max è già comparso su Amazon, anche se non è ancora acquistabile. La pagina del prodotto è disponibile tramite il box qui sotto.

Tutte le varianti sono elencate in questa pagina dello store, sempre senza possibilità di effettuare il preordine (per il momento). Dal punto di vista tecnico, Amazon ha attivato gli ASIN (i codici identificativi del prodotto) del nuovo top di gamma Apple.

(aggiornamento del 10 September 2026, ore 16:17)

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Android, Google rende più facile e sicuro il passaggio a un nuovo password manager

Nelle scorse ore Google ha annunciato una novità piuttosto importante in Android che permetterà di passare più agevolmente da un password manager all’altro, trasferendo il database di credenziali (sia password sia passkey) direttamente, senza bisogno di esportarlo e importarlo manualmente, con tutti i rischi derivati dalla generazione di file contenenti dati così sensibili (spesso nemmeno crittografati).

Fino a oggi, cambiare password manager significava spesso esportare l’intero archivio delle credenziali in un file locale, salvarlo sul dispositivo e successivamente importarlo nel nuovo servizio. In molti casi questi file possono essere archiviati senza crittografia; e poi bisogna ricordarsi di eliminare il file una volta completata la procedura, per evitare che rimanga accessibile sul dispositivo. Con il nuovo sistema, invece, l’utente deve semplicemente avviare la procedura di importazione dal nuovo password manager scelto. A quel punto Android rileva automaticamente i gestori di password compatibili installati sullo smartphone e consente di selezionare quello da cui trasferire i dati.

Il sistema si occupa di gestire il collegamento tra i due servizi, richiedendo l’autorizzazione necessaria per il trasferimento. Dopo la conferma dell’utente, password e passkey verranno spostate senza la creazione di file intermedi e senza ulteriori passaggi manuali. Certo, non è un’operazione che si fa una volta a settimana, ma vista la criticità dei dati salvati fa comodo avere una procedura ad hoc che minimizzi i pericoli per l’utente.


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Samsung punta su lavatrici e asciugatrici più silenziose e intelligenti

Con cucine aperte sul soggiorno, lavanderie vicine alle camere da letto e case sempre più spesso utilizzate anche come luogo di lavoro, il rumore degli elettrodomestici sta assumendo un ruolo crescente in fase di scelta, paragonabile a consumi e prestazioni. Samsung lo ha appreso tramite indagini di mercato e si è impegnata su questo aspetto con le sue lavatrici e asciugatrici più recenti.

Secondo una ricerca di marzo commissionata a Verve e citata dall’azienda, un consumatore europeo su quattro considera la rumorosità della lavatrice un problema concreto. Non sorprende quindi che una parte dello sviluppo dei nuovi elettrodomestici si stia concentrando sulla riduzione di vibrazioni e rumori, soprattutto durante le fasi più critiche in tal senso, e cioè centrifuga e asciugatura. Alla base del lavoro di Samsung ci sono motori e compressori Digital Inverter, progettati per ridurre attriti e vibrazioni rispetto alle soluzioni tradizionali. L’azienda indica livelli di rumorosità fino a 72 dB per alcune lavatrici e 60 dB per le asciugatrici, valori che naturalmente dipendono da modello, programma e fase del ciclo. La riduzione della rumorosità si inserisce in una piattaforma più ampia dedicata alla gestione automatizzata del bucato.

La tecnologia Ecobubble miscela acqua, aria e detergente per generare una schiuma che penetra nei tessuti anche a basse temperature. L’obiettivo è mantenere buone prestazioni di lavaggio riducendo, a parità di risultato, la necessità di utilizzare acqua molto calda. Con AI Wash+, invece, la lavatrice può analizzare parametri come peso del carico e livello di sporco per regolare automaticamente quantità d’acqua, detergente e numero di risciacqui. Un altro tassello dell’approccio Samsung è rappresentato da SmartThings, l’app che permette di controllare da smartphone le lavatrici Wi-Fi compatibili. Da qui è possibile verificare l’avanzamento del ciclo e ricevere notifiche, per esempio quando il detergente nell’EcoDosatore sta terminando oppure quando è consigliata la pulizia del cestello.


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Prezzi in aumento per i lettori UHD Blu-ray Panasonic negli USA

Panasonic ha aggiornato al rialzo i listini USA dei suoi lettori Ultra HD Blu-ray, dal più economico DP-UB150 fino al flagship DP-UB9000: la notizia arriva dopo che alcuni utenti Reddit avevano notato le modifiche sugli shop online americani.

Il contesto dell'elettronica di consumo sta vivendo un momento complesso. Da un lato abbiamo l'innalzamento dei costi dei chip, trainato dalla richiesta dei data center, e dall'altro, in questo caso specifico, probabilmente c'è anche un impatto dovuto ai dazi. Fatto sta che i prezzi dei dispositivi elettronici continuano a salire a un tasso ben maggiore di quello della normale inflazione.

Panasonic resta, insieme a Sony e Magnetar, tra i pochissimi produttori a non aver ancora abbandonato il formato UHD Blu-ray: LG, Oppo, Samsung e Reavon lo hanno già fatto. Inoltre Panasonic è rimasto l'ultimo marchio a produrre masterizzatori Blu-ray, come vi avevamo raccontato qualche mese fa.


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WhatsApp avrà un nuovo hub dedicato agli eventi, è in arrivo tra le impostazioni

Da tempo è possibile creare gli eventi nelle chat individuali di WhatsApp, grazie a una funzionalità lanciata lo scorso anno. Prima era consentito farlo solo all'interno dei gruppi e nelle community. È un aspetto su cui il team di Meta è tornato a lavorare, con l'obiettivo di introdurre un vero e proprio hub dedicato alla gestione degli appuntamenti.

UN HUB PER GLI EVENTI TRA LE IMPOSTAZIONI DI WHATSAPP

La novità in fase di test è stata scovata dalla solita redazione del sito WABetaInfo, analizzando la versione beta 2.26.36.5 appena distribuita su Google Play per i dispositivi Android. Si tratta a tutti gli effetti di una sezione inedita, inclusa direttamente nella pagina delle impostazioni. La voce Eventi trova posto tra Aspetto e Notifiche, come testimonia lo screenshot qui sotto. Una volta aperta, mostra cosa si può fare. Lì trovano posto tutti quelli già creati e quelli ai quali si è stati invitati.

Per pianificare un evento si devono specificare il nome, una descrizione (opzionale), data e ora di inizio e di conclusione, una location ed eventualmente inserire un promemoria e il collegamento a una call. C'è inoltre il campo per aggiungere un'immagine personalizzata. Una volta terminato, si ottiene un link condivisibile che è possibile inviare anche a chi non ha un account WhatsApp, in modo del tutto simile a quanto avverrà con chiamate e videochiamate. L'ultima opzione è quella che consente agli ospiti di portare con loro un'altra persona.


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Lynx XM30, il prossimo blindato ibrido sembrerà uscito dal futuro

Anche i blindati del futuro avranno un problema che fino a pochi anni fa sembrava secondario, quello dell'alimentazione. Ora che la tecnologia si fa sempre più avanzata, produrre abbastanza elettricità è un aspetto fondamentale. Pensiamo ad esempio a come riuscire a sostenere radar, sensori, computer, comunicazioni protette, contromisure elettroniche e sistemi anti-drone, sia sempre più esoso. Detto in parole semplici, serve sempre più energia.

Un tempo l’M2 Bradley americano andava alla grande, ma ora non basta più puntare soltanto su corazza e potenza di fuoco. E così, scopriamo che il primo prototipo Lynx XM30 è arrivato nelle mani dell’US Army e ora è pronto a entrare nella fase di test governativi. Ne seguiranno altri sette in realtà, tutti destinati ad addestramento sul campo e simulazioni operative, e sarà proprio grazie al programma XM30, che si arriverà infine alla sostituzione del Bradley.

A quel che ne sappiamo, il risultato finale sarà un veicolo all'avanguardia e capace anche di cooperare con sistemi robotici e semi-autonomi. La caratteristica più interessante è la propulsione ibrido-elettrica.


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Altro che connettori a 16 pin, modder riportano i classici 8 pin su RTX 5090

Il mondo del PC gaming non è certo stato esente da controversie negli ultimi anni, ma probabilmente la direzione meno apprezzata soprattutto dai possessore delle schede grafiche di fascia più alta è stata il passaggio di NVIDIA ai connettori cosiddetti 12V-HPWR, sostituiti poi dalla revisione 12V-2x6, che si sono dimostrati piuttosto inaffidabili soprattutto sulle RTX di classe 90, causando diversi surriscaldamenti che sono nei casi più gravi sfociati in vere e proprie fusioni, con scheda da buttare (fortunatamente pare che finora praticamente tutti i casi si siano risolti positivamente dal punto di vista di garanzia e RMA).

Molti appassionati che hanno seguito la questione si saranno chiesti: ma era davvero necessario, questo nuovo standard? E la risposta è no: l’hanno dimostrato i ragazzi del canale YouTube brasiliano TecLab, che hanno modificato una Galax HOF OC LAB RTX 5090 sostituendo il sistema di alimentazione basato su connettori a 16 pin con una configurazione composta da tre tradizionali connettori a 8 pin, quelli che usa ancora oggi AMD con le sue Radeon. Non è stata certo una passeggiata, ma il risultato è una scheda perfettamente stabile, funzionale - e soprattutto stabile a livello termico.


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Apple sta accettando le build dell app scritte per iOS 27 e macOS 27

Con il rilascio dei nuovi sistemi operativi della casa di Cupertino ormai dietro l'angolo, Apple ha aperto ufficialmente le procedure di invio delle applicazioni progettate per iOS 27 e per le restanti piattaforme del proprio ecosistema software, in vista della distribuzione pubblica prevista per lunedì 14 settembre.

Sappiamo infatti che, sebbene questi sistemi operativi siano ormai in fase di test (inclusa la beta pubblica) da ormai diversi mesi, l'azienda non permette il rilascio di aggiornamenti che integrano il suo ultimo SDK con così tanto anticipo, lasciando che le app ottimizzate per le ultime versioni vengano pubblicate solo a ridosso del lancio ufficiale.

Per fare ciò, la casa di Cupertino ha reso disponibile per il download la versione Release Candidate dell'ambiente di sviluppo Xcode 27, tramite il quale i programmatori possono ora sottoporre i propri software per l'approvazione, al fine di garantirne la presenza su App Store al momento del rilascio dei nuovi sistemi operativi.


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Malpensa, 146 persone evacuate per il fumo a bordo causato da un power bank

Un principio d’incendio ha costretto un volo easyJet diretto a Praga a interrompere le operazioni di decollo da Milano Malpensa. Il personale che dovrà condurre le indagini un’idea ce l’ha già: il fumo che ha invaso rapidamente la cabina passeggeri avrebbe avuto origine nel surriscaldamento di un power bank che era all’interno di un bagaglio a mano nella cappelliera.

L’Airbus A320 del volo U23905 aveva lasciato il piazzale del terminal 2 in vista del decollo nel pomeriggio di ieri, alle 17:24. Pochi minuti dopo però, alle 17:31, invece di lasciare la pista, i piloti dichiaravano l’emergenza per via del fumo a bordo e l’aereo fermava nei pressi della stazione dei vigili del fuoco. Non si poteva proseguire con il decollo. Sono stati mandati giù quindi gli scivoli gonfiabili di salvataggio e tutti i passeggeri dell’aereo, 146, sono stati così evacuati. Due persone hanno riportato lievi contusioni durante la discesa.

La dinamica esatta deve ancora essere chiarita. L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha avviato un’inchiesta che accerterà ciò che è avvenuto, ma le prime evidenze indicano un power bank come probabile innesco dell’emergenza. Emergenza che ha avuto conseguenze anche sulle operazioni aeroportuali. Malpensa è rimasto chiuso per un’ora circa, per poi riaprire inizialmente attraverso la pista 35 sinistra. La 35 destra ha richiesto più tempo per via della rimozione dell’A320 e la pulizia dell’area. La piena operatività dello scalo è stata ripristinata attorno alle 19.30. Durante lo stop Eurocontrol ha chiesto ai vettori con voli già diretti verso Malpensa di utilizzare altri aeroporti.


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