Una delle piramidi del sito archeologico di Ihuatzio, in Messico, è parzialmente crollata a causa di una combinazione distruttiva di fattori climatici. Il paese, reduce dalla peggiore siccità degli ultimi trent'anni, ha subito forti piogge estive che sono filtrate all'interno delle crepe aperte dal caldo. L'acqua ha compromesso il nucleo e sei dei corpi gradonati della struttura, alta 15 metri e appartenente alla civiltà del Regno di Michoacán. Gli esperti dell'INAH e l'archeologo Ramiro Aguayo hanno riscontrato gravi danni strutturali, un evento che la comunità locale P'urhépecha interpreta tradizionalmente come un presagio di sventura e che la scienza inquadra come un effetto diretto della crisi climatica globale sul patrimonio storico.