Un'ampia indagine scientifica sulla conservazione anomala dei cervelli umani nell'archivio fossile ha individuato nella vetrificazione molecolare la causa della loro eccezionale resistenza al tempo. Nonostante il cervello sia uno dei primi organi a decomporsi dopo la morte, specifiche condizioni microclimatiche e la reazione tra lipidi e proteine del tessuto nervoso possono trasformarlo in una matrice stabile e vetrosa resistente ai batteri. Il meccanismo, indipendente dalle tecniche di mummificazione umana, offre nuove opportunità per il recupero di biomolecole da reperti antichi e per la ricerca sulla conservazione dei tessuti molli.