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Triumph prepara la Bonneville 400: gli scatti rubati svelano una sorpresa

Se ne parlava da mesi, e continuano ad esserci prove sempre più concrete. Gli ultimi muletti intercettati durante i test su strada in India tolgono ogni dubbio. <strong>Triumph</strong> sta per allargare la famiglia delle sue <strong>400 cc</strong> con la tanto chiacchierata <strong>Bonneville 400</strong>. La novità andrà ad affiancarsi alle varie <a href="https://www.hdmotori.it/triumph-articoli-n571296-triumph-speed-400-scrambler-400-x-caratteristiche/"><strong>Speed 400</strong></a>,<strong> Scrambler 400 X</strong>, XC, Thruxton e Tracker, puntando dritta al ruolo di punta di diamante tra le entry-level del marchio inglese.Gli scatti rubati più recenti mostrano che la fase di sviluppo viaggia a ritmi serrati. Salvo sorprese dell'ultimo minuto, la Bonnie 400 in veste definitiva dovrebbe mostrarsi al pubblico a <strong>EICMA 2026</strong>, o magari con un po' di anticipo.<h2>Linee classiche da "vera" Bonnie: il richiamo alle T100 e T120</h2><img class="alignnone size-full wp-image-285353" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/Triumph-Bonneville-400-Spied.jpg" alt="" width="719" height="379" />Esteticamente, le immagini confermano una ricetta fedele alla tradizione. Il design ruba a mani basse dalle sorelle maggiori <strong>T100</strong> e <strong>T120</strong>, riproponendo tutti i capisaldi delle <strong>modern-classic</strong> di Hinckley: proiettore tondo davanti, serbatoio a goccia, sella lunga e piatta, parafanghi abbondanti e lo scarico laterale che corre ben orizzontale lungo il fianco della moto.<h2>Stesso monocilindrico, ma con la cavalleria aggiornata</h2>Nessuna sorpresa nemmeno per la parte meccanica. Il motore resta il collaudato <strong>monocilindrico </strong>da <strong>398 cm³ con distribuzione bialbero</strong>, quattro valvole e raffreddamento a liquido, che conserva le alette sul cilindro per non rovinare il colpo d'occhio vintage.Resta da capire se gli uomini Triumph abbiano preparato un'erogazione ad hoc per questo modello, ma è molto probabile che sotto il serbatoio ci finiscano le ultime migliorie già viste sulla Tracker. Questo significa una scheda tecnica da <strong>42 CV a 9.000 giri/min</strong> (due in più di Speed e Scrambler) e una coppia massima di 37,5 Nm a 7.500 giri.<h2>Doppio allestimento in arrivo?</h2><img class="alignnone size-full wp-image-285355" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/triumph_bonneville_400_foto.jpg" alt="" width="679" height="451" />E qui invece c'è la sorpresa. I prototipi pizzicati finora non erano tutti uguali. Le differenze riscontrate nei componenti <strong>fanno pensare a una doppia offerta sul mercato</strong>. Da una parte un modello base più spoglio ed economico, dall'altra una versione rifinita di tutto punto e più vicina allo spirito della <strong>T100</strong>. Per saperne di più bisognerà pazientare ancora un po', in attesa di una nota ufficiale da Hinckley o dei prossimi scatti spia.

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Porsche vende tutte le quote di Rimac e Bugatti Rimac: fine di un&#039;era

Lo scorso anno il fatturato del Gruppo tedesco si è ridotto a 36,27 miliardi di euro. <strong>Porsche</strong> ha concluso il 2025 con un crollo dell'utile operativo del 92,7% a<strong> 410 milioni di euro</strong>, dopo aver superato quota 5,6 miliardi nel 2024. Nel 2026 il marchio Porsche è rimasto incastrato sotto la pressione dei competitor asiatici con una forte concorrenza sui prezzi per le EV. Inoltre i dazi imposti da Trump negli Usa hanno limitato i margini, in un quadro di incertezza a livello geopolitico a causa della crisi in Medio Oriente.Il risultato? Porsche ha deciso di vendere tutte le sue partecipazioni in <strong>Rimac Group </strong>e<strong> Bugatti Rimac</strong> per circa un miliardo di euro. A causa dei numeri a ribasso i vertici del Cavallino di Stoccarda hanno preferito fare un passo indietro, riducendo le attività periferiche e concentrando tutte le risorse sul suo core business automobilistico.<h2>Gettito necessario</h2>Oggi in Porsche, grazie alla cessione strategica di <strong>Bugatti Rimac</strong>, si torna a respirare. Porsche e Rimac hanno provato a crescere in modo congiunto, ma a distanza di 8 anni dall’investimento, le strade si sono dovute separare. La vendita strategica si inserisce nel processo di riorientamento del costruttore tedesco in una fase molto delicata per l’intero Gruppo. Le voci di un exit di <a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-possibile-addio-seat/">SEAT</a> dal portfolio Volkswagen sono allarmanti, ma l’obiettivo di snellire passerà attraverso grandi sacrifici.La storia di<strong> Porsche </strong>e <a href="https://www.hdmotori.it/bugatti-mate-rimac-v16-cambio-manuale/">Rimac</a> è iniziata nel<strong> 2018</strong>, quando il brand teutonico mise le mani su una partecipazione consistente dell’azienda croata. La sua quota azionaria è gradualmente aumentata fino ad arrivare, nel 2021, in una partecipazione più ampia che ha coinvolto Bugatti. Il marchio francese di hypercar entrò nella nuova joint venture chiamata Bugatti Rimac. Rimac Group deteneva il <strong>55% di Bugatti Rimac</strong> e Porsche il restante 45%. Inoltre, la Casa di Stoccarda possedeva direttamente il 20,6% di Rimac Group. Queste due partecipazioni sono state ora cedute integralmente a un consorzio guidato dal fondo americano HOF Capital, insieme ad altri investitori, tra cui spicca il BlueFive Capital, con sede ad Abu Dhabi, e con la<strong> famiglia Sawiris</strong> protagonista.[caption id="attachment_285362" align="alignnone" width="1200"]<img class="size-full wp-image-285362" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/09/Porsche-Rimac-Cessione-1.jpg" alt="Porsche, cessione Rimac" width="1200" height="800" /> Porsche, arriva l’ultimo via libera per la cessione[/caption]<h2>Risultato immediato</h2>Un miliardo di euro di ricavi rappresenta una ottima notizia per un marchio tornato in affanno anche a causa di investimenti elettrici che non stanno più rendendo a livello globale. Porsche intende destinare<strong> 250 milioni di euro</strong> al finanziamento degli obblighi pensionistici. La parte restante consentirà di rafforzare una situazione finanziaria ancora preoccupante.Porsche stima ora che il margine di flusso di cassa netto per la sua divisione automobilistica dovrebbe aggirarsi tra il <strong>5,5% </strong>e il <strong>7,5% nel 2026</strong>, mentre la precedente proiezione era compresa tra il 3% e il 5%. Tra tagli del personale e pensionamenti programmati anticipati, Porsche spera di uscire dalla crisi con questa strategia di riorientamento.

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