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Ha un V8 Maserati da 460 CV, ma non è un’auto: questa moto costa 144.000 euro

Immaginate di sentire il sound di un V8 Maserati, ma invece di trovarvi davanti a una supercar vedere una stranissima moto a quattro ruote. È esattamente quello che succede con la Wazuma V8M, una delle creazioni più estreme realizzate dal costruttore francese Ludovic Lazareth. Sotto i pannelli trova posto un V8 Maserati aspirato da 4,7 litri, capace di sviluppare 460 CV e 520 Nm di coppia e la trasmissione è affidata a un cambio automatico a sei rapporti. Il risultato è qualcosa a metà strada tra una moto, un quad e una supercar poiché ha quattro ruote e sospensioni anteriori indipendenti: un veicolo praticamente unico nel panorama automobilistico.<h2>460 CV e appena 855 kg</h2>Tutto il progetto è stato costruito intorno al V8 Maserati. La Wazuma V8M utilizza ampiamente la fibra di carbonio, cui si aggiungono elementi in pelle e Alcantara per le finiture. Il peso dichiarato è di appena 855 kg, un dato che rende ancora più impressionante il rapporto peso/potenza. Nonostante l'aspetto da prototipo, la Wazuma è stata progettata per essere omologata per la circolazione stradale e adesso ce n’è una in venditaL'esemplare è stato immatricolato nel dicembre 2019 e ha percorso appena 1.000 km. Il prezzo richiesto? 144.000 euro. Una cifra enorme per una moto, ma non così sorprendente considerando l'estrema rarità del modello. Alla sua commercializzazione Lazareth indicava un prezzo di 110.000 euro più IVA.<img class="alignnone size-full wp-image-281378" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/laz1.jpg" alt="" width="1200" height="800" /><h2>Potrebbero esisterne soltanto due</h2>Secondo il venditore, gli esemplari esistenti della Wazuma V8M sarebbero soltanto due al mondo. Un dato che però non può essere considerato molto attendibile perché se è vero che la produzione totale non è mai stata dichiarata, in occasione di una precedente vendita si parlava di quattro esemplari costruiti. Al di là del numero esatto, una cosa è sicura: si tratta sicuramente di un veicolo con cui non passare inosservati.<h2>Costa come una Maserati nuova, ma è molto più folle</h2>La Wazuma si colloca praticamente nella fascia di prezzo di una Maserati nuova, ma l'utilizzo del motore del Tridente in questo caso è decisamente più estremo con il V8 in bella evidenza tra i pannelli di carbonio. La Lazareth Wazuma V8M rappresenta così una delle interpretazioni più folli del concetto di moto: un V8 italiano, quattro ruote, 460 CV e una produzione talmente limitata da trasformarla in un oggetto da collezione. E per chi ha 144.000 euro da spendere, oggi c'è anche la possibilità di portarsene una in garage.<img class="alignnone size-full wp-image-281379" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/laz4.jpg" alt="" width="1200" height="800" />

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Vuoi evitare la multa del Tutor? Questi &ldquo;trucchi&rdquo; non servono a nulla

Il Tutor continua a essere uno degli strumenti più temuti dagli automobilisti. E proprio intorno al sistema di rilevazione della velocità media sono nate negli anni numerose leggende metropolitane. Alcune sono diventate talmente diffuse da sembrare vere. Il problema è che affidarsi a questi “trucchi” può trasformarsi rapidamente in una multa per eccesso di velocità.Il funzionamento del Tutor, infatti, è molto diverso da quello di un semplice autovelox. Il sistema rileva il veicolo in corrispondenza di un primo punto e registra il passaggio in un secondo punto, calcolando il tempo impiegato per percorrere quel tratto. In questo modo viene determinata la velocità media.<h2>Frenare prima del secondo portale? Non basta</h2>Una delle convinzioni più diffuse è che sia sufficiente viaggiare velocemente per gran parte del tratto e poi frenare poco prima del secondo rilevatore. È una strategia che non permette di “cancellare” la velocità accumulata nel tratto precedente: ciò che conta è la media complessiva tra i due punti di rilevazione. In altre parole, arrivare lentamente al secondo portale non significa automaticamente essere al sicuro.<h2>E se si cambia corsia?</h2>Anche questa è una delle tante presunte strategie applicate da molti automobilisti. Il Tutor non è pensato per controllare soltanto una determinata corsia: il sistema è in grado di rilevare i veicoli che attraversano i punti di controllo nelle corsie interessate. Cambiare corsia non evita in alcun modo il controllo.<h2>Con la pioggia il Tutor non funziona</h2>Altro falso mito molto diffuso. Le condizioni meteorologiche possono influire sulle condizioni di guida e, in determinati casi, anche sui limiti di velocità applicabili, ma non significa che il Tutor diventi automaticamente inattivo. Anzi, proprio in presenza di pioggia è ancora più importante verificare quale limite sia effettivamente previsto per quel tratto.<h2>Le targhe straniere non vengono riconosciute</h2>Anche questa convinzione è da prendere con molta cautela. Pensare che un veicolo con targa estera possa attraversare un tratto controllato senza lasciare traccia non è una strategia sulla quale fare affidamento. Il sistema di controllo è progettato per rilevare tutti i veicoli che transitano nei punti monitorati e se qualche targa non risultasse automaticamente riconosciuta dal sistema, sarebbe comunque soggetta ad una verifica puntuale dagli addetti al sistema sulla base delle registrazioni video.<h2>Passare sulla corsia di emergenza</h2>Utilizzare la corsia di emergenza per aggirare il controllo non è soltanto una pessima idea: può comportare conseguenze ben più serie della semplice sanzione per velocità. I moderni dispositivi di controllo sono progettati per monitorare l'intera carreggiata, inclusa la corsia di emergenza e l'uso improprio della corsia di emergenza infrange l'articolo 176 del Codice della Strada. Chi la percorre senza un valido motivo rischia sanzione amministrativa che va da 430 euro a 1.731 euro, decurtazione di 10 punti dalla patente e possibile sospensione del documento da 2 a 6 mesi.La soluzione più semplice è anche l'unica davvero efficace: mantenere una velocità compatibile con il limite per tutto il tratto sottoposto a controllo. Affidandosi a una delle tante “tecniche” che circolano online si corre il rischio di scoprire troppo tardi che il trucco non funziona.

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Dall&rsquo;Italia a Capo Nord su un&rsquo;Ape camperizzata: l&rsquo;incredibile impresa di Francesco

Raggiungere il punto più a nord d'Europa a bordo di un veicolo decisamente inconsueto, dalla potenza di appena 10 CV: è l'impresa compiuta da<strong> Francesco Furlani</strong>, ventottenne content creator veronese. Partito il 15 luglio da Legnago, in provincia di Verona, Francesco ha guidato un’<strong>Ape Piaggio TM 703</strong> camperizzata fino a Capo Nord, arrivando a destinazione a inizio agosto con ben<strong> diciannove giorni di anticipo</strong> rispetto alla data prevista. Durante il viaggio, lungo <strong>oltre 4.500 chilometri</strong>, ha attraversato nove Paesi europei – tra cui Austria, Finlandia e Norvegia – arrivando oltre il Circolo Polare Artico.<h2>Un mezzo camperizzato stampato in 3D</h2>L’impegnativo tragitto è stato affrontato con un mezzo dal forte valore affettivo. L’<a href="https://www.hdmotori.it/ape-piaggio-autostrada-multa/">Ape</a> è infatti stata prestata a Furlani da una famiglia che in passato la utilizzava per trasportare la frutta da vendere nella provincia di Verona. Con il supporto di un team di professionisti, sul veicolo – con una<strong> cilindrata di soli 200 cc</strong> e una<strong> potenza di appena 10 CV</strong> – è stata montata una <strong>cellula abitativa stampata in 3D</strong> con plastica riciclata e atossica dal peso di appena 70 kg, per rispettare i limiti di portata previsti dal libretto. In questo ristretto spazio c’era tutto il necessario vivere in completa autonomia: cucina, letto, bagno e doccia.<img class="alignnone size-full wp-image-281397" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/ape-capo-nord-2.png" alt="" width="1152" height="947" /><h2>Tra le sfide guasti meccanici e venti a 90 km/h</h2>La bassissima velocità del veicolo, che viaggiava a una media di circa <strong>40 km/h</strong>, ha richiesto un incredibile spirito di adattamento e fino a dodici ore consecutive di guida al giorno. Francesco ha dovuto resistere a <strong>pioggia e vento forte</strong> con raffiche che in Norvegia arrivavano fino a 90 km/h. Non sono mancati vari<strong> guasti meccanici</strong> come problemi al motore e al freno a mano. Durante un temporale in Austria è nata <strong>un'amicizia con Pietro</strong>, un ragazzo che viaggiava su una <a href="https://www.hdmotori.it/vespa-primavera-gts-80th-prezzi-caratteristiche/">Vespa</a> d'epoca: i due si sono aiutati a vicenda e hanno successivamente proseguito insieme fino alla meta.<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DbtGMDzq3DH/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><div style="padding: 16px;">&nbsp;<div style="display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div><div style="display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;"></div><div style="padding-top: 8px;"><div style="color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div><div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg);"></div></div><div style="margin-left: auto;"><div style="width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div>&nbsp;<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/DbtGMDzq3DH/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Francesco Furlani ️️ (@furlanifrancesco)</a></p></div></blockquote><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script><h2>La finalità benefica</h2>L’incredibile avventura è nata per promuovere una raccolta fondi a favore della <strong>Fondazione "Tra Terra e Cielo"</strong>, creata da Elisa Amighini e Jacopo Reale per offrire supporto specialistico alle famiglie colpite dalla perdita di un figlio. Finora, Francesco ha raccolto quasi 3.000 euro da donare interamente alla fondazione.Raggiunta la meta, ora inizia il ritorno a casa, che sarà compiuto sempre a bordo dell’Ape ma su un itinerario diverso, ma altrettanto affascinante.

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