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Niente Qashqai elettrica, Nissan sospende il progetto

Lo sviluppo di una variante full electric della Qashqai, popolarissimo SUV di <strong>Nissan</strong>, è stato fermato nell'ambito della riorganizzazione del gruppo giapponese. L’auto a ruote alte, battezzata come una popolazione raminga che risiede in una regione sulle montagne del sud dell'Iran, rimane una best seller nel Vecchio Continente nelle <strong>versioni ibride benzina MHEV.</strong>I vertici del marchio nipponico avevano ragionato sul lancio nei prossimi anni di una variante a zero emissioni, ma hanno cambiato idea. Un progetto full electric della Qashqai potrebbe rappresentare un autogol in una fase di ripresa dopo una profonda crisi, causata anche dall’uscita di scena di storiche vetture sostituite da EV dallo scarso appeal. In base a quanto riportato da Reuters che cita ben 6 fonti a conoscenza della vicenda, la Casa automobilistica avrebbe sospeso lo sviluppo della <strong>Qashqai elettrica.</strong><h2>Scelta sensata</h2>Il 2026 per Nissan Italia è iniziato con una crescita del +6% delle immatricolazioni rispetto all'anno precedente. La Nissan Qashqai è tra i <strong>SUV di segmento C</strong> più venduti alle nostre latitudini e nell’ottica di un incremento nel segmento delle ibride si è pensato di rinunciare a un’altra proposta elettrica. Lo stop allo sviluppo del crossover elettrico permetterà di risparmiare risorse.Si parlava dal 2023 di una versione elettrica della Qashqai, ma il marchio giapponese non aveva mai specificato tempistiche precise per l'arrivo di questo modello. La Casa automobilistica ha avviato un importante piano di ristrutturazione, essendo in trattative con Londra per ottenere il sostegno finanziario necessario per le attività dello stabilimento inglese. Ora, con il nuovo corso non verrà contemplata una Qashqai elettrica. A giudicare dal rapporto, Nissan potrebbe non essere in grado di immettere l'auto sul mercato prima dell'inizio del prossimo decennio e, qualora decidesse di ripensarci, potrebbe accusare un pesante gap coi <strong>principali competitor.</strong>[caption id="attachment_264499" align="alignnone" width="800"]<img class="wp-image-264499 size-full" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/03/Nuovo-Nissan-e-POWER-001.jpg" alt="Prezzi Nissan Qashqai N1" width="800" height="600" /> Prezzi Nissan Qashqai N1 2026[/caption]<h2>Si punta su altro</h2>A Sunderland, Nissan si impegna nella produzione della <strong>nuova Leaf</strong> e presto lancerà la versione elettrica della nuova Juke. L’azienda ha spiegato che il mercato europeo ha mostrato una “significativa volatilità” nella domanda di EV e la scelta di una strategia di elettrificazione è quella più equilibrata in questo momento storico. Nissan sta valutando con il colosso cinese <a href="https://www.hdmotori.it/nissan-accordo-chery-fabbrica-sunderland/" target="_blank" rel="noopener">Chery</a> l’utilizzo condiviso dell'impianto inglese.Qashqai è un bestseller a livello globale e Nissan non ha intenzione di rischiare. Non si tratta di una rinuncia totale all’elettrico (vedasi <strong>Micra, Leaf e Ariya</strong>), ma ad oggi è meno costoso tenere in commercio la Qashqai come ibrida che lanciare una variante alla spina nel segmento più competitivo del car market. Una EV di questa fascia dovrebbe vedersela con <a href="https://www.hdmotori.it/renault-scenic-e-tech-il-restyling-arriva-prima-del-previsto-ecco-le-prime-foto-spia/" target="_blank" rel="noopener">Renault Scenic E-Tech</a>, Skoda Elroq, Hyundai Kona Electric, BYD Atto 3 e MG4/ZS EV, forse per questo motivo la scelta della Casa nipponica appare come la più saggia.[drivek_widget brand_id="nissan" model_id="x-trail"]

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Un sogno artigianale Made in UK, una coupé retrò in appena 9 esemplari

Ne avevamo parlato quando Morgan aveva rilasciato un breve teaser riguardante il tettino panoramico di quella che sarebbe stata la prima coupé dopo un tempo infinito. Ora che l'attesa è terminata possiamo dare un caloroso benvenuto alla <strong>Morgan Midsummer Coupé</strong>, un'affascinante auto che porta in dote tutte quelle caratteristiche che sono tipiche della tradizione britannica. In poche parole, una macchina non per tutti, ma a farcelo capire ci aveva già pensato la sua tiratura limitata a soli 9 esemplari. Detto ciò, vale la pena conoscere più a fondo questo oggetto a quattro ruote per nulla banale.<h2>Nata dal dialogo</h2>La nascita di questo progetto non poteva essere lineare come quella di tutte le altre, infatti, la Midsummer Coupé deve la sua esistenza alla visione di un singolo cliente che, dopo il lancio della versione barchetta nel 2024, ha proposto a Morgan di realizzarne un’interpretazione <strong>fixed-head</strong>, in parole povere a tetto chiuso.Ciò che era cominciato come un dialogo strettamente privato si è mutato in un piano di ampio respiro quando l'appeal suscitato del prototipo ha attirato ben altre otto commissioni. Il risultato finale non ci dona una vettura che si limita a mettere una cerniera sul tetto del modello originale, ma che invece si staglia sulla scena come un prodotto originale molto carismatico.<h2>L'armonia della linea "fixed-head"</h2>Il design della Midsummer è il frutto di una collaborazione creativa molto intensa tra il team Morgan e i designer di <a href="https://www.hdmotori.it/pininfarina-95-anniversario-salone-auto-torino-esposizioni-festival-car/">Pininfarina</a>. L'aggiunta del tetto ha consentito di esplorare proporzioni diverse, introducendo una "terza linea" nella silhouette che muta in modo fondamentale il carattere del veicolo.[gallery ids="276023,276024,276025,276027,276028,276026"]Vista di profilo, la Midsummer Coupé sfoggia una <strong>silhouette </strong>dal forte impatto emotivo con un ampio tettuccio vetrato che inonda l'abitacolo di luce, dando forma a un ambiente leggero e arioso. La struttura del <a href="https://www.hdmotori.it/morgan-nuovo-modello/">tetto</a> si raccorda in modo fluido alla carrozzeria posteriore, guidando lo sguardo in un movimento continuo dal montante A fino alla coda della vettura. Tra i dettagli tecnici di pregio spiccano i cerchi in alluminio forgiato da 19 pollici, definiti come i più complessi mai realizzati dalla Casa britannica, e la linea di cintura lavorata dal pieno in alluminio che integra la maniglia della porta in modo sapiente.<h2>Interni dallo spirito nautico</h2>L'abitacolo è un concentrato di materiali pregiati e riferimenti al mondo nautico. Il <strong>legno di teak</strong>, ricavato dal genere di alberi tropicali <em class="eujQNb" data-sfc-root="ep" data-sfc-cb="" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 500; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(0, 29, 53);">Tectona</em><strong><em class="eujQNb" data-sfc-root="ep" data-sfc-cb="" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 500; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(0, 29, 53);">,</em></strong> è utilizzato in tutto l’interno, realizzando un tema visivo che rimanda immediatamente alla barchetta originale, anche se forse il livello di artigianalità percepito raggiunge un livello addirittura più elevato.La cura per il dettaglio è chiaramente maniacale: il selettore del cambio in alluminio presenta un inserto in teak, mentre gli interruttori dei finestrini sono montati direttamente nella struttura del tetto. Nonostante l'esclusività, la vettura mantiene una vocazione <strong>touring</strong>, offrendo climatizzazione avanzata e un ampio vano bagagli per incoraggiare viaggi a lungo raggio in ogni condizione atmosferica.<h2>La firma di Pininfarina</h2>A testimoniare l'eccezionalità del progetto, sulla carrozzeria (dietro le ruote anteriori) campeggia l’emblema <strong>Pininfarina Fuoriserie</strong>. A differenza del classico marchio "Design by Pininfarina", la dicitura "Fuoriserie" viene scelta per indicare veicoli prodotti al di fuori dei programmi convenzionali, sottolineando la natura altamente individuale e l'expertise congiunta delle due aziende. Ogni esemplare sarà dunque una "one-off" che riflette la visione unica del suo proprietario, segnando un momento decisivo nella storia del coachbuilding moderno.

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Batterie al sodio sui camion: la Cina fa 15.000 km e stupisce tutti

Le <strong>batterie al sodio</strong> sono uscite dai laboratori. Per anni sono state considerate una scommessa interessante ma futuribile, ottime sulla carta per abbattere i costi dell'auto elettrica grazie a materiali economici e abbondanti, ma giudicate troppo deboli per i ritmi del trasporto pesante. La risposta all'incognita è arrivata direttamente dall'asfalto: il costruttore cinese <strong>FAW Jiefang</strong> ha preso i suoi camion elettrici e, invece di testarli in pista, li ha aggregati a una vera flotta logistica.Il risultato sono <strong>15.000 chilometri</strong> di consegne reali. I mezzi hanno viaggiato nel traffico pesante, affrontando asfalto usurato, sbalzi termici continui e cicli di ricarica forzati. Niente ambienti protetti, ma la routine quotidiana di chi lavora su gomma.<h2>La prova del freddo a quaranta sotto zero</h2>I numeri della sperimentazione cambiano le prospettive d'uso di questa chimica. Il pacco da <strong>339 kWh</strong> sviluppato con <strong>Zhongke Haina</strong> ha mantenuto il 90% della capacità a -40°C. È la specifica che sblocca il trasporto invernale nel nord della Cina: ad Harbin o Shenyang, dove il termometro scende fisso sotto i -20°C, significa non dover tenere i camion fermi nei piazzali ad aspettare che le batterie si scaldino.L'altro riscontro cruciale per i tempi della logistica riguarda i tempi di sosta: il ciclo di ricarica richiede tra i <strong>20 e i 25 minuti</strong>, una finestra compatibile con le pause obbligatorie degli autisti. Quanto alla durata, i dati indicano una vita utile di oltre 8.000 cicli anche abusando della ricarica rapida, grazie a una stabilità termica strutturale adatta ai carichi di lavoro dei veicoli commerciali.<h2>L'assalto dei colossi industriali al dopo-litio</h2>Che la partita sia ormai industriale e non più accademica lo dimostrano i movimenti dei colossi del settore. <strong>FAW Jiefang</strong> ha aperto la strada, ma la concorrenza accelera: CATL ha investito <strong>700 milioni di dollari</strong> in un <strong>nuovo impianto da 40 GWh</strong> nel Fujian, mentre BYD dichiara di aver già sviluppato celle al sodio da 10.000 cicli. I test su strada di questi giorni confermano che la transizione energetica dei pesanti sta cambiando marcia, e il sodio non è più solo un progetto sulla carta

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Porsche, in vendita anche la villa della discordia con tunnel privato

Nonostante il caldo estivo, il sole non brilla sopra alla testa di Porsche. La crisi che attanaglia la Casa di Zuffenhausen fa tremare i polsi mentre, nel frattempo, un'altra vicenda spinosa piomba intorno alla storica famiglia. <strong>Wolfgang Porsche</strong>, nipote del leggendario Ferdinand nonché presidente del consiglio di amministrazione di Porsche AG, ha deciso di separarsi dalla sua più prestigiosa e controversa proprietà: la villa che troneggia sopra Salisburgo.La residenza situata sul Kapuzinerberg, nota come <strong>Paschinger Schlössl</strong>, è stata ufficialmente messa in vendita attraverso il broker di lusso Le Figaro Properties. La notizia ha destato scalpore non soltanto per la cifra richiesta — circa <strong>12,7 milioni di euro</strong> — ma soprattutto per il tempismo della decisione, che arriva appena dopo la conclusione di una logorante battaglia burocratica per la realizzazione di un <strong>tunnel privato</strong>.<h2>Tanta storia alle spalle</h2>Questa famigerata villa non è un immobile di lusso come ce ne sono tanti sparsi per il mondo, ma è un pezzo pregiato della storia culturale europea. Tra le sue mura, infatti, visse il celebre scrittore austriaco <strong>Stefan Zweig</strong> dal 1919 fino al 1934, anno in cui fu costretto all'esilio dall'ascesa del nazionalsocialismo. Wolfgang Porsche aveva acquistato la proprietà nell'ottobre del 2020 per un valore di 8,4 milioni di euro, dedicandosi successivamente a una profonda e meticolosa opera di restauro.Nonostante l'impegno profuso nel recupero dell'edificio, l'imprenditore 83enne non ha mai stabilito la propria residenza permanente in questa lussuosa dimora. La proprietà si estende su un lotto di <strong>7.816 metri quadrati</strong> e offre una vista impareggiabile sulla città vecchia di Salisburgo, con una superficie abitabile di 616 metri quadrati distribuita in dodici stanze. In poche parole, un posto da sogno, che Wolfgang Porsche ha cercato di modellare secondo le proprie esigenze, ma non senza turbare la quiete di tutta la comunità della città natale di Mozart.<h2>Un tunnel privato di troppo</h2>Ne hanno parlato un po' tutti quanti, poiché l'ambizioso progetto infrastrutturale voluto da Porsche per superare i limiti logistici della villa ha scatenato delle reazioni violente a Salisburgo. L'accesso alla vila era stata descritto originariamente come stretto, tortuoso e particolarmente impervio da attraversare durante i rigidi mesi invernali. Per ovviare a ciò, è stata pianificata la costruzione di un <strong>tunnel privato</strong> di circa <strong>500 metri</strong> che avrebbe messo in comunicazione un parcheggio pubblico direttamente con il terreno della villa, dove sarebbe poi sorta un'autorimessa sotterranea.Il costo dell'opera, stimato intorno ai <strong>10 milioni di euro</strong>, sarebbe stato supportato interamente dal portafoglio personale di Porsche. Tuttavia, il progetto si è trasformato in men che non si dica in un caso politico. Le critiche sono piovute principalmente da gruppi ambientalisti e dai rappresentanti dei Verdi e del partito KPÖ, che hanno raccolto oltre <strong>19.000 firme</strong> contro l'opera. Gli oppositori hanno visto nel tunnel un simbolo di "diritti speciali" concessi a un individuo influente, quasi fosse un sovrano medievale, contestando inoltre l'occupazione di suolo pubblico per scopi puramente privati.<h2>Un epilogo inaspettato</h2>Il paradosso della vicenda risiede nel fatto che, nonostante le proteste e le azioni legali, il comitato di pianificazione di Salisburgo aveva <strong>approvato la costruzione</strong> del tunnel e del garage alla fine del 2025. Con la vittoria in pugno e i permessi ottenuti, Porsche avrebbe potuto finalmente rendere la villa facilmente accessibile, ma ha preferito la via della cessione.Sebbene non ci siano conferme ufficiali dai portavoce dell'imprenditore o dalla <a href="https://www.hdmotori.it/porsche-ritrovata-fienile-45-anni/">Porsche</a> SE, fonti vicine alla famiglia suggeriscono che la durissima esposizione mediatica e le critiche incessanti abbiano giocato un ruolo decisivo nella scelta di abbandonare il progetto di vita sul Kapuzinerberg. Un dettaglio interessante per i potenziali acquirenti è che <strong>i permessi per il tunnel</strong> rimangono validi e sono inclusi nell'offerta di vendita: chiunque acquisterà il Paschinger Schlössl erediterà anche il diritto di realizzare l'opera che ha diviso la città di Salisburgo per anni. Polemiche permettendo.

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Slate Auto’s electric truck starts at $24,950 with 205 miles of range

Slate Auto, the EV startup backed by Jeff Bezos, finally revealed pricing for its bare-bones electric truck today: $24,950 to start. The company opened preorders the same day.

Slate also boosted the base model’s estimated range from 150 miles to around 205 miles, making the price look even better against a US new-car market where almost nothing starts under $30,000.

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Tesla accende il Supercharger V4 in Europa: la potenza è mostruosa

La rincorsa alla ricarica ultra-rapida fa tappa a Oslo. È la Norvegia la prima a tagliare il traguardo europeo per i nuovi <strong>Supercharger V4</strong> di <strong>Tesla</strong>, i sistemi più evoluti presentati dal marchio. Nella capitale è spuntata una stazione di nuova generazione che promette faville. Parliamo di ben <strong>500 kW</strong> di potenza massima. Un bel salto in avanti se pensiamo ai V3 aggiornati che <a href="https://www.hdmotori.it/tesla-full-self-driving-europa-paesi-bassi-2026-ecco-come/">avevamo già visto nei Paesi Bassi</a>, che a cifre del genere non riescono proprio ad arrivare.<h2>Una potenza mostruosa, ma aperta a tutti</h2><img class="alignnone size-full wp-image-275932" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/supercharger-tesla-a-grugliasco-torino.jpg" alt="" width="1280" height="720" />Per capire di cosa parliamo, questi V4, svelati a fine 2024, mettono sul piatto una potenza complessiva da<strong> 1,2 megawatt</strong>, riuscendo a gestire fino a otto colonnine nello stesso momento. C’è un piccolo paradosso, però: l’unica Tesla capace di digerire tutti i 500 kW è il <strong>Cybertruck,</strong> che dalle nostre parti non è nemmeno in vendita ufficialmente. Poco male, perché la vera mossa strategica è un'altra. L'infrastruttura guarda oltre i confini di casa e strizza l'occhio alle auto degli altri marchi, nello specifico quelle pronte a supportare l'architettura a 800 Volt.<h2>Cosa succede adesso? La strategia per il 2026</h2>L'arrivo della stazione norvegese fa parte di un piano più grande. Proprio in questo 2026, Tesla ha dato il via a una campagna per aggiornare l'intera rete dei <strong>Supercharger in Europa</strong>. C'è però un'incognita: da qui a capire quante e quali saranno le prossime stazioni V4 a spuntare sul territorio ce ne passa, visto che l'azienda per ora non ha voluto diffondere tabelle di marcia o dettagli precisi sui nuovi cantieri.

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Carburanti: per il Governo non è più necessario il taglio delle accise

Il <strong>taglio delle accise sui carburanti,</strong> la misura d’urgenza nata per<strong> contenere il prezzo alla pompa </strong>negli scorsi mesi, si avvia alla sua conclusione. L’ultima proroga approvata dal Governo <a href="https://www.hdmotori.it/carburanti-proroga-taglio-accise-3-luglio/">scadrà il prossimo 3 luglio</a> e con tutta probabilità non sarà rinnovata. A confermare questa tesi sono arrivate anche le recenti dichiarazioni dei Ministri <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> e <strong>Adolfo Urso</strong>, i quali hanno fatto chiaramente intendere che questa è la linea dell’esecutivo, visto il progressivo abbassamento dei prezzi dei carburanti dopo <a href="https://www.hdmotori.it/carburanti-intesa-usa-iran-prezzo-petrolio/">l’accordo tra Stati Uniti e Iran</a> e la conseguente <strong>riapertura dello Stretto di Hormuz</strong>.<h2>Le dichiarazioni di Giorgetti</h2><img class="alignnone size-full wp-image-275949" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/ministroGiorgetti.jpg" alt="" width="1600" height="994" />Il Ministro dell'Economia, <strong>Giancarlo Giorgetti</strong>, ha esposto in modo trasparente la visione dell'esecutivo. Durante un suo intervento a Roma nel corso dell’evento “Il giorno de La Verità", ha esplicitamente dichiarato che «<em>Gli interventi sulle accise vanno a esaurirsi perché la bonaccia della pace ha generato un calo dei prezzi alle stazioni di servizio"</em>. Ha inoltre aggiunto che lo sconto «<em>non è più necessario nella situazione attuale, che mi auguro in miglioramento"</em>. Alla precisa domanda se, dunque, la misura non verrà rinnovata alla sua imminente scadenza, Giorgetti ha risposto: <em>"alla situazione attuale - che mi auguro continui - no</em>.<h2>L'opinione di Urso</h2><img class="alignnone size-full wp-image-275950" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/urso-ansa-169-sironi.jpg" alt="" width="900" height="506" />Anche il Ministro <strong>Adolfo Urso</strong> condivide pienamente questa linea, ritenendo che la discesa delle quotazioni globali del petrolio renda <strong>superflua la necessità di intervenire nuovamente</strong> per mitigare il problema del caro carburante. L'attuale sconto in vigore garantisce un risparmio limitato a <strong>5 centesimi di euro al litro più IVA</strong> per benzina e diesel, ma continua comunque ad avere un impatto rilevante e non trascurabile sulle Casse dello Stato.<h2>La decisione non è ancora stata presa</h2>Nonostante la presa di posizione degli esponenti del Governo, <strong>c’è ancora la possibilità </strong>che venga comunque approvata una <strong>misura per contenere i prezzi alla pompa</strong>. Il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong>, ha infatti suggerito che intorno al 6 luglio verrà fatta un'ulteriore valutazione analizzando l'andamento dei prezzi a livello nazionale: solo dopo verrà presa la decisione definitiva.Per automobilisti, dunque, se il calo delle quotazioni del greggio non dovesse essere sufficiente a compensare l’attuale sconto delle accise, potrebbero esserci nuovi rincari in vista.

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La nuova Jaguar Type 01 verso il debutto: sarà presentata a New York

Dopo le critiche piovute su Jaguar per le scelte green in controtendenza con la tradizione, i vertici hanno immaginato un unveiling in grande stile per la Type 01. Un numero simbolico perché il 2026 sarà un anno zero per il brand britannico in cerca di una <strong>nuova identità.</strong> Lo scorso anno le vendite sono crollate di oltre il 95% in Europa.La nuova <strong>Jaguar Type 01</strong>, dopo la presentazione a Miami della <a href="https://www.hdmotori.it/jaguar-nuova-era-type-00/" target="_blank" rel="noopener">concept car Type 00</a>, sarà rivelata nel mese di ottobre a New York. Lo ha annunciato Leonard Hoornik, direttore commerciale di Jaguar Land Rover, all’incontro con gli investitori dello scorso 17 giugno. Un unveiling che, secondo quanto emerso dal manager, sarà gestito in modo <em>"molto, molto speciale".</em><h2>Evento in grande stile</h2>Un brand che ha fatto la storia dell’Automotive europea ha scelto in modo non casuale la Grande Mela, confermando l’interesse di eccellere nel mercato americano. La Casa di Coventry ha cercato di catturare l’attenzione con un prototipo mastodontico che strizza l’occhio agli amanti delle possenti berline a stelle e strisce, come la storica Chrysler 300 C. La<strong> campagna "Copy Nothing"</strong>, criticata per non essere completamente in linea con i valori storici del marchio, simboleggia l’inizio di un nuovo corso a zero emissioni.Jaguar ha deciso di fermare la produzione di veicoli con motori termici nel dicembre 2025 con l’uscita dalla fabbrica dell’ultima F-Pace, puntando su una strategia a zero emissioni che rappresenta un rischio enorme in questa fase di transizione. Land Rover ha preso una strada diversa e la <strong>piattaforma EMA</strong>, che in precedenza doveva essere esclusivamente elettrica, è stata ampliata all’ibrido e sarà la base di modelli come <a href="https://www.hdmotori.it/range-rover-evoque-velar-edizioni-speciali-londra/" target="_blank" rel="noopener">Range Rover Evoque</a> e Velar.[caption id="attachment_270602" align="alignnone" width="1200"]<img class="size-full wp-image-270602" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/05/Jaguar-Type-01-1.jpg" alt="Jaguar Type 01" width="1200" height="800" /> Lancio nuova Jaguar Type 01[/caption]<h2>La strategia di Jaguar</h2><em>“Il tipo di qualità prestazionale che vogliamo offrire con Jaguar</em> - ha spiegato il CEO PB Balaji -<em> può essere ottenuto solo da un’elettrica"</em>. La <a href="https://www.hdmotori.it/rivoluzione-jaguar-type-01/">Type 01</a> equipaggerà tre motori capaci di sprigionare oltre <strong>1.000 CV.</strong> La grande berlina a quattro porte full electric sarà dotata di trazione integrale e arriverà sul mercato nella prima metà del 2027, con un prezzo compreso<strong> tra i 140mila e i 175mila euro.</strong>La cavalleria record sarà scaricata a terra da quattro ruote motrici sterzanti, oltre al torque vectoring un assetto con molle pneumatiche e ammortizzatori a doppia valvola. In base ai rumor rimbalzati sulle colonne di<em> Autocar</em>, dopo la Type 01, potrebbero arrivare altri due modelli, una grande limousine e un SUV, basati sulla stessa<strong> architettura JEA</strong>, con la nomenclatura di Type 02 e Type 03 per ampliare la gamma. Il rebranding del marchio britannico potrebbe tramutarsi in un fallimento epocale, ma solo il tempo darà le risposte ai tanti interrogativi che affollano la mente degli appassionati.

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