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Stellantis, svelato il propulsore elettrico per chi sogna il V8: addio turbo lag

Il ritardo del turbo, nell’enciclopedia delle quattro ruote, indica l’attesa tra la pressione dell'acceleratore e l'effettiva risposta del turbocompressore nei motori sovralimentati. La <strong>divisione performance SRT </strong>di <strong>Stellantis</strong> ha presentato un nuovo concept di propulsore battezzato eBoost Air. La nuova tecnologia di compressione elettrica è realizzata per risolvere uno dei principali problemi dei propulsori.Come si può gestire l'elevata potenza dei turbocompressori di grandi dimensioni conservando la reattività dell'acceleratore? Associata a un prototipo di <strong>motore Hurricane </strong>a<strong> sei cilindri</strong> in linea da 3,0 litri ad alte prestazioni, eBoost Air sfrutta un compressore elettrico per far entrare in funzione i turbocompressori fin dai bassi regimi, offrendo una risposta repentina.<h2>L’innovazione di Stellantis</h2>Quando il motore raggiunge un regime più elevato, entra in funzione l'energia dei gas di scarico. Il risultato è una sovralimentazione costante su tutto l'arco dei giri, eliminando virtualmente il <strong>turbo lag.</strong> Un boost che regala un piacere di guida agli appassionati. I turbocompressori sono alimentati dai gas di scarico del motore, generalmente dissipati in termini energetici.Non disperdendo l'aria di scarico forzata per far girare la turbina, i turbocompressori creano un<strong> sistema di sovralimentazione</strong> che riduce le perdite di pompaggio e garantiscono più ossigeno al motore. Tutto questo si traduce in combustioni più intense, dando una maggiore potenza. Con turbocompressori più grandi, è possibile forzare più aria nel motore, producendo più potenza, ma solo ad alti regimi.A regimi più bassi, la pressione di scarico abitualmente risulta troppo debole per far funzionare correttamente i turbocompressori. La tecnologia del <strong>compressore elettrico eBoost Air </strong>di <strong>SRT</strong> risolve questo problema riducendo il divario di giri con la pressione positiva generata da una turbina elettrica rapida e potente, che fa entrare in funzione i turbocompressori prima, ottimizzando la risposta all'acceleratore.[caption id="attachment_281598" align="alignnone" width="1200"]<img class="size-full wp-image-281598" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/Stellantis-Propulsore-Elettrico-Turbo-Lag.jpg" alt="Stellantis, svelato il propulsore elettrico" width="1200" height="800" /> Propulsore elettrico: addio turbo lag Stellantis[/caption]<h2>La soddisfazione dei tecnici</h2>Quando il conducente vuole una coppia immediata e i turbocompressori non hanno ancora raggiunto la velocità di funzionamento richiesta, il <strong>sistema di bypass</strong> convoglia il flusso d'aria attraverso il compressore elettrico, che genera rapidamente la pressione di sovralimentazione necessaria per far entrare in funzione le turbine.Tim Kuniskis, responsabile dei marchi americani e del marketing per il Nord America, ha assicurato: <em>"Gli appassionati non sono interessati alla tecnologia fine a se stessa. Ma quando la tecnologia migliora le prestazioni senza svantaggi, la apprezzano appieno. L’eBoost Air offre esattamente questo tipo di vantaggio tangibile. <strong>È un'idea intelligente</strong> e semplice che affronta di petto il turbo lag e rispecchia ciò che <a href="https://www.hdmotori.it/dodge-charger-daytona-flop-vendite-srt-banshee-eliminata/">SRT</a> sa fare meglio: muoversi velocemente, sfidare le convenzioni e perseguire prestazioni superiori".</em>L’eBoost Air offre le sensazioni istantanee e lineari di un <strong>V8 sovralimentato.</strong> La divisione Street and Racing Technology (SRT) di <a href="https://www.hdmotori.it/stellantis-richiama-20-000-auto-un-guasto-al-servosterzo-potrebbe-provocare-un-incendio/" target="_blank" rel="noopener">Stellantis</a> riafferma così il suo ruolo di primo piano nelle innovazioni dell’industria dell’Automotive 2.0.<em>"La divisione SRT sta sfruttando lo <strong>sviluppo rapido</strong> e l'ingegneria interfunzionale per valutare le tecnologie emergenti in termini di prestazioni -</em> ha dichiarato Tom Sacoman, responsabile delle operazioni SRT - <em>In questo caso, pre-caricando elettromeccanicamente i turbocompressori prima che l'energia dei gas di scarico sia disponibile, siamo in grado di migliorare significativamente la risposta alla sovralimentazione e la guidabilità".</em>[drivek_widget brand_id="fiat" model_id="500-hybrid"]

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Mercedes-AMG: il nuovo SUV sportivo si avvicina al debutto

<strong>Mercedes-AMG</strong> si prepara a presentare un inedito <strong>SUV ad alte prestazioni </strong>progettato ad Affalterbach. Il modello promette di coniugare l’impostazione sportiva del marchio con una carrozzeria a ruote alte e una maggiore versatilità.<h2>Design sportivo</h2>Dalle prime immagini teaser rilasciate, si intravede un design muscoloso e distintivo. Le proporzioni della vettura si allontanano dai tradizionali modelli rialzati, mostrando un <strong>cofano lungo e scolpito</strong> unito a passaruota pronunciati che ne accentuano l'aggressività. All'anteriore, la <strong>firma luminosa a LED</strong> riprende elementi della nuova famiglia AMG.EA, mentre al posteriore spiccano gruppi ottici circolari con grafica a stella a tre punte, ispirati alla <a href="https://www.hdmotori.it/mercedes-amg-gt-coupe-4/"><strong>AMG GT Coupé 4</strong></a>.<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DbwbN4sijWQ/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><div style="padding: 16px;">&nbsp;<div style="display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div><div style="display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;"></div><div style="padding-top: 8px;"><div style="color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div><div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg);"></div></div><div style="margin-left: auto;"><div style="width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div>&nbsp;<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/DbwbN4sijWQ/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Mercedes-AMG (@mercedesamg)</a></p></div></blockquote><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script><h2>La nuova architettura elettrica</h2>Questo lancio rappresenta un passo fondamentale, introducendo l'architettura <strong>AMG.EA</strong> sviluppata per i modelli elettrici ad alte prestazioni. Sebbene manchino ancora dati ufficiali su batteria, ricarica e autonomia, il SUV potrebbe ereditare il powertrain della coupé. Quest'ultima è disponibile nelle varianti <strong>53, 55 e 63</strong>, con una potenza massima di <strong>1.169 CV</strong>, batterie da oltre 100 kWh e un’autonomia fino a <strong>800 km</strong> nella versione 53 (la meno potente con 544 CV).<h2>Il prezzo</h2>Il prezzo ufficiale non è ancora stato rivelato, ma si stima che il listino si aggirerà intorno ai <strong>150.000 euro</strong>. Nelle prossime settimane scopriremo tutti i dettagli.

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Alfa Romeo UK regala un corso di guida in Italia a chi acquista una Quadrifoglio

Comprare una <strong>Giulia Quadrifoglio</strong> o una <strong>Stelvio Quadrifoglio</strong> nel Regno Unito e volare subito dopo in Italia per scoprire cosa sanno fare davvero tra i cordoli. È la nuova iniziativa commerciale firmata Alfa Romeo per il mercato britannico, riservata a chiunque ordinerà uno dei due modelli tra il <strong>3 agosto e il 30 novembre 2026</strong>. Nel pacchetto è inclusa una giornata <a href="https://www.hdmotori.it/alfa-romeo-driving-academy/"><strong>all’Alfa Romeo Driving Academy di Varano de’ Melegari</strong></a>, nella Motor Valley, affiancati da istruttori professionisti.<h2>Come funziona il corso a Varano</h2>[gallery ids="281572,281573,281574,281575,281576,281577"]L'esperienza non si riduce a un semplice giro d'onore. Perché il programma selezionato è il <strong>Corso di Guida Sportiva</strong> erogato nella celebre struttura di <strong>Andrea de Adamich <a href="https://www.hdmotori.it/alfa-romeo-driving-academy-scuderia-de-adamich/">(siamo stati ospiti anche noi a Varano</a>)</strong>. Parliamo di una vera giornata di lavoro in pista incentrata sul perfezionamento delle <strong>traiettorie</strong>, sulle <strong>tecniche di frenata</strong> e sul <strong>controllo della vettura</strong> al limite, alternando i turni al volante alle correzioni degli esperti.A supporto dei piloti ci sarà la <strong>telemetria di bordo</strong>, i cui dati verranno rianalizzati nei box insieme ai tutor al termine delle sessioni. Inoltre, tra le auto messe a disposizione per la guida c'è una sorpresa che farà felici gli appassionati: oltre alla Giulia Quadrifoglio, si scenderà in pista anche al volante dell'<strong>Alfa Romeo 4C</strong>.Il corso viene erogato dopo la consegna dell'auto, mentre il <strong>viaggio dall’Inghilterra</strong> e l’eventuale <strong>soggiorno in hotel</strong> rimangono a carico del proprietario. Chi desidera approfittare della trasferta per accedere a un programma ancora più avanzato potrà farlo concordando l'upgrade direttamente con la Driving Academy e coprendo la differenza di prezzo.<h2>520 CV e aerodinamica attiva</h2>Portare queste vetture in circuito ha perfettamente senso, considerando la raffinata meccanica di bordo. Entrambe le Quadrifoglio condividono il <strong>V6 biturbo da 2,9 litri</strong> capace di erogare <strong>520 CV</strong>, pur esprimendo due filosofie differenti: la berlina scarica la potenza sulle <strong>ruote posteriori</strong>, mentre il SUV adotta la <strong>trazione integrale Q4</strong>.Alla base delle prestazioni c'è un importante lavoro di contenimento dei pesi per rendere la guida più affilata, grazie all'uso esteso di <strong>alluminio e fibra di carbonio</strong>. Sulla Giulia è presente anche lo <strong>splitter anteriore attivo</strong>, un elemento aerodinamico che modifica automaticamente il proprio profilo per gestire i flussi quando la velocità aumenta.<h2>Promozione finanziaria: TAEG 0% fino a novembre</h2>Oltre all'esperienza in pista, la filiale britannica di Alfa Romeo affianca all'iniziativa un'offerta finanziaria dedicata: le due Quadrifoglio sono infatti acquistabili con un finanziamento a <strong>TAEG 0%</strong> valido fino al <strong>30 novembre</strong>. Il piano di ammortamento può variare da <strong>24 a 60 mesi</strong>, con la richiesta di un <strong>anticipo minimo pari al 40%</strong> del prezzo di listino.

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Eccentrica V12 Roadster, la Lamborghini Diablo ritorna in vita in un restomod epocale

Sembra una pratica semplice restaurare un’auto d’epoca con le tecnologie meccaniche e digitali moderne, ma quando si parla di icone il discorso cambia. I restomod diventano <strong>progetti di trasformazioni radicali</strong>, alzando asticelle già sollevate a livelli altissimi nell’era gloriosa delle supercar. Unire l'estetica e la personalità della carrozzeria originale alle performance attuali rappresenta un lavoro molto più complesso di quanto si possa immaginare.L’<strong>Eccentrica V12 Roadster</strong> prende forma dall’iconica Lamborghini Diablo, eliminando il tettuccio per esaltare l’esperienza di guida. Un concetto di connessione tra la strada e il conducente che è paragonabile solo alle auto da corsa. La Casa costruttrice ha deciso di limitare la produzione a un numero ristretto di 19 unità. Ciascun esemplare viene assemblato secondo le richieste individuali formulate dai clienti dai gusti eccentrici, proprio come il nome della vettura che ha fatto il suo esordio nella vetrina californiana della Monterey Car Week.<h2>Peso piuma</h2>Cosa cambia rispetto alla <a href="https://www.hdmotori.it/vende-lamborghini-diablo-rara-ricompra/">Diablo</a>? Prima di tutto i materiali attuali si sono evoluti, garantendo leggerezza e sicurezza. La carrozzeria in fibra di carbonio esalta i tratti estetici perfezionando la resa aerodinamica. L’Eccentrica V12 Roadster, pur conservando l’ossatura del gioiello di Sant’Agata Bolognese, accoglie rinforzi in carbonio per offrire un’elevata resistenza torsionale. Bassa, larga e incollata al suolo, è frutto di un lavoro meticoloso che ha condotto a un <strong>Cx pari a 0,31.</strong>Lo sviluppo congiunto tra Podium Advanced Engineering ed il <strong>marchio di San Marino</strong> ha portato alla nascita di ben 3.500 componenti specifiche. I bracci dello schema a doppio quadrilatero derivano dal pieno. Il motore è posizionato in una posizione centrale, tenendo fede al <strong>V12 aspirato da 5,7 litri</strong> con cubatura pari a 5.707 cm3. Le bancate sono inclinate di 60 gradi. La potenza massima raggiunge i 550 cavalli a 7.000 giri al minuto. La coppia massima del motore tocca 600 Nm a 6.500 giri al minuto. La sequenza di accensione rispetta la combinazione 1-7-4-10-2-8-6-12-3-9-5-11. Questo ordine crea un sound metallico da brividi.[gallery ids="281586,281587,281589,281588"]<h2>Un sogno in movimento</h2>L’aggiornamento riguarda la centralina, la gestione termica rinnovata ed i flussi d’aria ottimizzati per far muovere una massa di 1.540 kg come un coltello tra le curve. Il rapporto peso potenza dell’Eccentrica V12 Roadster si attesta su 2,91 kg per ogni cavallo. L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 3,8 secondi e la <strong>velocità massima tocca i 335 km/h</strong>. La scatola del cambio manuale presenta 6 marce con griglia a vista e pulsante a parte per innestare la retromarcia.Un’auto pensata per i puristi, con un assetto estremo che offre ammortizzatori semi-attivi unitamente ad un servostagilizzatore idraulico a cremagliera. La supercar monta<strong> pneumatici Pirelli Trofeo R</strong> nella misura 255/30 R19. Il retrotreno ha coperture dalla misura 325/30 R19. Nell’abitacolo dell’<a href="https://www.hdmotori.it/auto-articoli-n590121-eccentrica-v12-dimensioni-motore-caratteristiche/">Eccentrica V12 Roadster</a> non ci sono classici monitor digitali. Spicca la pelle Connolly, Alcantara e gli elementi in alluminio anodizzato. Un tuffo nel passato di cui avevamo bisogno per ritrovare il sorriso.

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Ha un V8 Maserati da 460 CV, ma non è un&rsquo;auto: questa moto costa 144.000 euro

Immaginate di sentire il sound di un V8 Maserati, ma invece di trovarvi davanti a una supercar vedere una stranissima moto a quattro ruote. È esattamente quello che succede con la Wazuma V8M, una delle creazioni più estreme realizzate dal costruttore francese Ludovic Lazareth. Sotto i pannelli trova posto un V8 Maserati aspirato da 4,7 litri, capace di sviluppare 460 CV e 520 Nm di coppia e la trasmissione è affidata a un cambio automatico a sei rapporti. Il risultato è qualcosa a metà strada tra una moto, un quad e una supercar poiché ha quattro ruote e sospensioni anteriori indipendenti: un veicolo praticamente unico nel panorama automobilistico.<h2>460 CV e appena 855 kg</h2>Tutto il progetto è stato costruito intorno al V8 Maserati. La Wazuma V8M utilizza ampiamente la fibra di carbonio, cui si aggiungono elementi in pelle e Alcantara per le finiture. Il peso dichiarato è di appena 855 kg, un dato che rende ancora più impressionante il rapporto peso/potenza. Nonostante l'aspetto da prototipo, la Wazuma è stata progettata per essere omologata per la circolazione stradale e adesso ce n’è una in venditaL'esemplare è stato immatricolato nel dicembre 2019 e ha percorso appena 1.000 km. Il prezzo richiesto? 144.000 euro. Una cifra enorme per una moto, ma non così sorprendente considerando l'estrema rarità del modello. Alla sua commercializzazione Lazareth indicava un prezzo di 110.000 euro più IVA.<img class="alignnone size-full wp-image-281378" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/laz1.jpg" alt="" width="1200" height="800" /><h2>Potrebbero esisterne soltanto due</h2>Secondo il venditore, gli esemplari esistenti della Wazuma V8M sarebbero soltanto due al mondo. Un dato che però non può essere considerato molto attendibile perché se è vero che la produzione totale non è mai stata dichiarata, in occasione di una precedente vendita si parlava di quattro esemplari costruiti. Al di là del numero esatto, una cosa è sicura: si tratta sicuramente di un veicolo con cui non passare inosservati.<h2>Costa come una Maserati nuova, ma è molto più folle</h2>La Wazuma si colloca praticamente nella fascia di prezzo di una Maserati nuova, ma l'utilizzo del motore del Tridente in questo caso è decisamente più estremo con il V8 in bella evidenza tra i pannelli di carbonio. La Lazareth Wazuma V8M rappresenta così una delle interpretazioni più folli del concetto di moto: un V8 italiano, quattro ruote, 460 CV e una produzione talmente limitata da trasformarla in un oggetto da collezione. E per chi ha 144.000 euro da spendere, oggi c'è anche la possibilità di portarsene una in garage.<img class="alignnone size-full wp-image-281379" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/laz4.jpg" alt="" width="1200" height="800" />

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Vuoi evitare la multa del Tutor? Questi &ldquo;trucchi&rdquo; non servono a nulla

Il Tutor continua a essere uno degli strumenti più temuti dagli automobilisti. E proprio intorno al sistema di rilevazione della velocità media sono nate negli anni numerose leggende metropolitane. Alcune sono diventate talmente diffuse da sembrare vere. Il problema è che affidarsi a questi “trucchi” può trasformarsi rapidamente in una multa per eccesso di velocità.Il funzionamento del Tutor, infatti, è molto diverso da quello di un semplice autovelox. Il sistema rileva il veicolo in corrispondenza di un primo punto e registra il passaggio in un secondo punto, calcolando il tempo impiegato per percorrere quel tratto. In questo modo viene determinata la velocità media.<h2>Frenare prima del secondo portale? Non basta</h2>Una delle convinzioni più diffuse è che sia sufficiente viaggiare velocemente per gran parte del tratto e poi frenare poco prima del secondo rilevatore. È una strategia che non permette di “cancellare” la velocità accumulata nel tratto precedente: ciò che conta è la media complessiva tra i due punti di rilevazione. In altre parole, arrivare lentamente al secondo portale non significa automaticamente essere al sicuro.<h2>E se si cambia corsia?</h2>Anche questa è una delle tante presunte strategie applicate da molti automobilisti. Il Tutor non è pensato per controllare soltanto una determinata corsia: il sistema è in grado di rilevare i veicoli che attraversano i punti di controllo nelle corsie interessate. Cambiare corsia non evita in alcun modo il controllo.<h2>Con la pioggia il Tutor non funziona</h2>Altro falso mito molto diffuso. Le condizioni meteorologiche possono influire sulle condizioni di guida e, in determinati casi, anche sui limiti di velocità applicabili, ma non significa che il Tutor diventi automaticamente inattivo. Anzi, proprio in presenza di pioggia è ancora più importante verificare quale limite sia effettivamente previsto per quel tratto.<h2>Le targhe straniere non vengono riconosciute</h2>Anche questa convinzione è da prendere con molta cautela. Pensare che un veicolo con targa estera possa attraversare un tratto controllato senza lasciare traccia non è una strategia sulla quale fare affidamento. Il sistema di controllo è progettato per rilevare tutti i veicoli che transitano nei punti monitorati e se qualche targa non risultasse automaticamente riconosciuta dal sistema, sarebbe comunque soggetta ad una verifica puntuale dagli addetti al sistema sulla base delle registrazioni video.<h2>Passare sulla corsia di emergenza</h2>Utilizzare la corsia di emergenza per aggirare il controllo non è soltanto una pessima idea: può comportare conseguenze ben più serie della semplice sanzione per velocità. I moderni dispositivi di controllo sono progettati per monitorare l'intera carreggiata, inclusa la corsia di emergenza e l'uso improprio della corsia di emergenza infrange l'articolo 176 del Codice della Strada. Chi la percorre senza un valido motivo rischia sanzione amministrativa che va da 430 euro a 1.731 euro, decurtazione di 10 punti dalla patente e possibile sospensione del documento da 2 a 6 mesi.La soluzione più semplice è anche l'unica davvero efficace: mantenere una velocità compatibile con il limite per tutto il tratto sottoposto a controllo. Affidandosi a una delle tante “tecniche” che circolano online si corre il rischio di scoprire troppo tardi che il trucco non funziona.

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Dall&rsquo;Italia a Capo Nord su un&rsquo;Ape camperizzata: l&rsquo;incredibile impresa di Francesco

Raggiungere il punto più a nord d'Europa a bordo di un veicolo decisamente inconsueto, dalla potenza di appena 10 CV: è l'impresa compiuta da<strong> Francesco Furlani</strong>, ventottenne content creator veronese. Partito il 15 luglio da Legnago, in provincia di Verona, Francesco ha guidato un’<strong>Ape Piaggio TM 703</strong> camperizzata fino a Capo Nord, arrivando a destinazione a inizio agosto con ben<strong> diciannove giorni di anticipo</strong> rispetto alla data prevista. Durante il viaggio, lungo <strong>oltre 4.500 chilometri</strong>, ha attraversato nove Paesi europei – tra cui Austria, Finlandia e Norvegia – arrivando oltre il Circolo Polare Artico.<h2>Un mezzo camperizzato stampato in 3D</h2>L’impegnativo tragitto è stato affrontato con un mezzo dal forte valore affettivo. L’<a href="https://www.hdmotori.it/ape-piaggio-autostrada-multa/">Ape</a> è infatti stata prestata a Furlani da una famiglia che in passato la utilizzava per trasportare la frutta da vendere nella provincia di Verona. Con il supporto di un team di professionisti, sul veicolo – con una<strong> cilindrata di soli 200 cc</strong> e una<strong> potenza di appena 10 CV</strong> – è stata montata una <strong>cellula abitativa stampata in 3D</strong> con plastica riciclata e atossica dal peso di appena 70 kg, per rispettare i limiti di portata previsti dal libretto. In questo ristretto spazio c’era tutto il necessario vivere in completa autonomia: cucina, letto, bagno e doccia.<img class="alignnone size-full wp-image-281397" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/ape-capo-nord-2.png" alt="" width="1152" height="947" /><h2>Tra le sfide guasti meccanici e venti a 90 km/h</h2>La bassissima velocità del veicolo, che viaggiava a una media di circa <strong>40 km/h</strong>, ha richiesto un incredibile spirito di adattamento e fino a dodici ore consecutive di guida al giorno. Francesco ha dovuto resistere a <strong>pioggia e vento forte</strong> con raffiche che in Norvegia arrivavano fino a 90 km/h. Non sono mancati vari<strong> guasti meccanici</strong> come problemi al motore e al freno a mano. Durante un temporale in Austria è nata <strong>un'amicizia con Pietro</strong>, un ragazzo che viaggiava su una <a href="https://www.hdmotori.it/vespa-primavera-gts-80th-prezzi-caratteristiche/">Vespa</a> d'epoca: i due si sono aiutati a vicenda e hanno successivamente proseguito insieme fino alla meta.<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DbtGMDzq3DH/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><div style="padding: 16px;">&nbsp;<div style="display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div><div style="display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;"></div><div style="padding-top: 8px;"><div style="color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div><div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg);"></div></div><div style="margin-left: auto;"><div style="width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div>&nbsp;<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/DbtGMDzq3DH/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Francesco Furlani ️️ (@furlanifrancesco)</a></p></div></blockquote><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script><h2>La finalità benefica</h2>L’incredibile avventura è nata per promuovere una raccolta fondi a favore della <strong>Fondazione "Tra Terra e Cielo"</strong>, creata da Elisa Amighini e Jacopo Reale per offrire supporto specialistico alle famiglie colpite dalla perdita di un figlio. Finora, Francesco ha raccolto quasi 3.000 euro da donare interamente alla fondazione.Raggiunta la meta, ora inizia il ritorno a casa, che sarà compiuto sempre a bordo dell’Ape ma su un itinerario diverso, ma altrettanto affascinante.

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Brabus Ultima 55: così il celebre tuner conquista il mare

Il celebre tuner tedesco <strong>Brabus</strong>, che recentemente ha presentato il suo <a href="https://www.hdmotori.it/brabus-bodo-gran-turismo-indipendente/">primo modello indipendente</a>, trasferisce la propria filosofia ad alte prestazioni nel settore nautico presentando la <strong>Brabus Ultima 55</strong>, un catamarano di lusso lungo 55 piedi (circa 17 metri) realizzato in collaborazione con <strong>Sunreef Yachts</strong>.<h2>1.450 cv e tecnologia idrofoil</h2><img class="alignnone size-full wp-image-280619" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/876932-16x9-lg.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />L'imbarcazione è spinta da due propulsori a sei cilindri da 533 kW (725 CV ciascuno), capaci di erogare una potenza complessiva di <strong>1.450 CV</strong> e di spingere il catamarano oltre i <strong>40 nodi</strong> di velocità massima. Il vero punto di forza è rappresentato dall'adozione di un avanzato sistema <strong>idrofoil</strong>: queste appendici idrodinamiche sommerse sollevano parzialmente lo scafo dall'acqua, riducendo la resistenza all'avanzamento e garantendo maggiore stabilità, efficienza e comfort di navigazione.<h2>Stile Brabus</h2><blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DbaPgJEvPFK/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><div style="padding: 16px;">&nbsp;<div style="display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div><div style="display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;"></div><div style="padding-top: 8px;"><div style="color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div><div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg);"></div></div><div style="margin-left: auto;"><div style="width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div>&nbsp;<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/DbaPgJEvPFK/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da YachtBuyer ™ (@yachtbuyer_)</a></p></div></blockquote><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script>L'estetica richiama in modo evidente il mondo delle supercar di Brabus attraverso l'ampio uso della <strong>fibra di carbonio a vista</strong> su ali, montanti e prese d'aria, con livree disponibili nelle tonalità <em>Graphite Black</em> o <em>Phantom Gray</em>. Gli <strong>spazi esterni</strong> sono modulari: le piattaforme laterali pieghevoli permettono di estendere la larghezza di poppa da 5,6 a circa 7,6 metri. Negli <strong>interni</strong> spiccano i rivestimenti in pelle <em>Moonstone</em>, il soffitto in Alcantara, inserti in alluminio e una plancia di comando digitale con interfaccia personalizzata.<h2>Prezzo</h2><img class="alignnone size-full wp-image-280620" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/876933-16x9-lg.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Proposta in configurazioni che accolgono da quattro a sei ospiti (più l'equipaggio), la Brabus Ultima 55 ha un prezzo di partenza fissato a circa <strong>3,4 milioni di euro</strong>.

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Skoda: arrivano i nuovi pacchetti Ciclismo Smart e Clever

Skoda, che per il 2026 è Main Partner della<strong> Federazione Ciclistica Italiana (FCI)</strong>, rafforza il proprio legame con il mondo della bicicletta. La Casa boema introduce infatti i <strong>nuovi pacchetti Ciclismo Smart e Clever</strong>, pensati per facilitare il trasporto delle biciclette su Octavia, Superb e Kodiaq in linea con il claim “Let's Explore”.<h2>Ciclismo Smart</h2>Per chi trasporta la bici occasionalmente, il <strong>Pack Ciclismo Smart</strong> comprende<strong> barre sul tetto e due portabici</strong>, assicurando un vantaggio economico del 20% rispetto all'acquisto singolo. Le barre permettono anche il montaggio di altri accessori, come i porta-sci.<h2>Ciclismo Clever</h2>Il <strong>Pack Ciclismo Clever</strong>, ideato per i ciclisti più frequenti, include il <strong>gancio di traino</strong> e un <strong>portabici per tre biciclette</strong> realizzato da <strong>Thule,</strong> con un vantaggio per il cliente superiore al 30%. Entrambe le soluzioni sono disponibili per quasi tutta la gamma, mentre l'arrivo su <a href="https://www.hdmotori.it/prove/skoda-kodiaq-plug-in-hybrid-2025-prova-prezzi-video/">Kodiaq</a> è previsto da ottobre 2026.<h2>Model Year 2027</h2>Parallelamente, Skoda aggiorna <a href="https://www.hdmotori.it/skoda-octavia-full-hybrid-nuovo-plug-in/">Octavia</a>, Superb Wagon e Kodiaq al <strong>Model Year 2027</strong>. Tra le dotazioni di serie c’è il nuovo <strong>Charging Box Qi2 da 25W</strong> per la ricarica wireless. La sicurezza attiva viene aumentata con l’introduzione del <strong>Travel Assist 3.0</strong>, che comprende ora il riconoscimento dei semafori, e alla telecamera <strong>Area View 360°</strong> con una visualizzazione perimetrale più intuitiva. Infine, Superb Wagon aggiunge di serie il volante riscaldabile.[drivek_widget brand_id="skoda" model_id="epiq"]

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Il nobile scopo di una famosissima hit anni &lsquo;90: prevenire gli scontri stradali

Gli<strong> anni '90</strong> portano con sé il ricordo di <strong>brani dance iconici e indimenticabili</strong>, ma anche l'ombra di un fenomeno tragico che segnò profondamente le strade italiane in quel decennio: le <strong>"stragi del sabato sera"</strong>.<h2>Una strage ogni fine settimana</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279681" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/scontri-stradali-2-1.jpg" alt="" width="1566" height="1065" />In quegli anni, molto più di oggi, nel fine settimana <strong>migliaia di giovani</strong> facevano trasferte anche fuori regione per andare a ballare nei migliori locali e, a fine serata, si mettevano al volante per affrontare lunghi viaggi di ritorno verso casa. La stanchezza dopo ore di ballo, l’adrenalina accumulata e purtroppo anche l'uso di sostanze e alcol, si trasformavano in <strong>una combinazione letale alla guida</strong>. Le conseguenze furono drammatiche: a metà del 1996, le stime parlavano di circa<strong> 2.000 vittime di scontri stradali </strong>dall'inizio del decennio, di cui una buona parte durante i fine settimana.<h2>La prevenzione attraverso un brano</h2>Proprio in questo difficile contesto, l’indimenticato DJ e compositore italiano <strong>Robert Miles</strong>, pseudonimo di Roberto Concina, decise di usare il suo talento alla console con un obiettivo chiaro: provare a<strong> salvare la vita dei giovani frequentatori dei club</strong>, italiani e non solo. Nel 1995 rilasciò "Children", un brano composto come strumento pratico di prevenzione degli scontri stradali a fine serata. di Miles fu geniale: creare un brano che potesse essere utilizzato dai DJ <strong>come chiusura delle serate </strong>in discoteca con il fine di <strong>calmare i ragazzi </strong>prima che si mettessero al volante della loro auto per il rientro a casa. Pioniere del genere "dream trance", il brano abbandonava il beat aggressivo in favore di un ritmo morbido e di una <strong>melodia al pianoforte</strong> ipnotica e malinconica, capace di <strong>indurre riflessione e un senso di pace</strong>. Abbassando i livelli di adrenalina, la musica <strong>preparava i giovani a un viaggio in auto più lucido e tranquillo</strong>, contrastando la spregiudicatezza e le condotte azzardate al volante.<h2>L'origine del titolo</h2>Oltre al nobile scopo di aumentare la sicurezza stradale, l’ispirazione del brano venne anche da<strong> un episodio della vita personale</strong> dell’artista. Di rientro da una missione umanitaria nei territori della ex-Jugoslavia, il padre di Robert Miles mostrò al figlio delle <strong>foto di bambini vittime innocenti</strong> della guerra nei Balcani, che si combatteva in quegli anni. Quelle immagini scossero profondamente il compositore, che decise di scrivere un pezzo intitolato appunto “Children”.<h2>Il ringraziamento dei genitori delle vittime</h2>All’epoca, l'iniziativa di prevenire le stragi del sabato sera attraverso un brano fu<strong> accolta positivamente</strong> dalle autorità e dalle associazioni dei genitori delle giovani vittime di scontri stradali. Oggi, ascoltare "Children" in auto significa non solo apprezzare una pietra miliare dell'eurodance anni ‘90, ma anche viaggiare con un sottofondo musicale nato per proteggere chi guida.

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Il gigante delle batterie Varta dichiara fallimento in Germania

Crolla un altro pezzo dell’industria europea.<strong> Varta</strong>, lo storico produttore tedesco di batterie per auto e non solo, ha ufficialmente presentato quattro <strong>istanze di insolvenza in amministrazione controllata</strong> presso il tribunale di Stoccarda. Questa azione rappresenta il culmine di una <strong>profonda crisi</strong> per il marchio tedesco, fondato nel 1887, e si inserisce in un contesto europeo già scosso dal recente <strong>collasso della svedese NorthVolt</strong>.<h2>Il rifiuto degli azionisti</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279631" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/varta-2.png" alt="" width="950" height="530" />La decisione di ricorrere al tribunale è giunta dopo il<strong> rifiuto da parte degli azionisti di riferimento</strong> (tra cui <strong>Porsche,</strong> che aveva <a href="https://www.hdmotori.it/porsche-articoli-n611371-porsche-rafforza-legame-varta-compra-v4drive/">acquisito la maggioranza della divisione V4Drive</a> e l'imprenditore Michael Tojner) di<strong> conferire nuova liquidità</strong> nelle casse dell’azienda – le stime parlano di decine di milioni di euro – per salvare il gruppo ed evitare il fallimento. Nonostante una precedente ristrutturazione aziendale nel 2024, i conti hanno continuato a essere negativi: l'ultimo esercizio ha registrato un fatturato di circa <strong>793 milioni di euro e perdite nette per 64,5 milioni</strong>.<h2>Le cause della crisi</h2>Sono diversi i fattori che hanno portato al tracollo finanziario di <a href="https://www.hdmotori.it/porsche-articoli-n540113-v4drive-varta-porsche-celle-batterie-auto/">Varta</a>. Negli ultimi anni l'azienda ha subito pesantemente la <strong>concorrenza asiatica</strong>, capace di commercializzare volumi elevati a costi notevolmente inferiori. Il fattore precipitante è però arrivato dall'<strong>interruzione di importanti commesse</strong> nel settore tecnologico: <strong>Apple </strong>ha infatti deciso di non acquistare più le celle a bottone "Coin Power" destinate agli AirPods, scegliendo di rivolgersi a fornitori asiatici.<h2>Futuro incerto per 3.400 dipendenti</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279632" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/varta-3.png" alt="" width="1125" height="675" />Una conseguenza diretta del fallimento è che <strong>lo stabilimento di Nördlingen in Baviera chiuderà</strong> le attività operative<strong> in autunno</strong>, lasciando a casa circa 350 dipendenti. La dirigenza ha inoltre ammesso <strong>errori di valutazione strategici</strong>, per aver spinto troppo l'espansione produttiva in settori rivelatisi di nicchia. Attualmente, il futuro per i circa <strong>3.260 dipendenti</strong> (molti impiegati nella sede di Ellwangen) è incerto. L'ultima speranza potrebbe arrivare da un pool di creditori, guidato da Deutsche Bank, che sarebbe intenzionato a scorporare l’azienda e<strong> rilevare la divisione delle batterie per uso domestico</strong>, che è in attivo ed è stimata da sola in circa 240 milioni di euro.

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Mercedes-Benz, il ritorno del Classe G Cabriolet si avvicina sempre più: prime immagini

Dopo una spasmodica attesa, fatta di rumors e proclami sottobanco, <strong>Mercedes-Benz</strong> ha finalmente diffuso le prime immagini ravvicinate della <strong>nuova Classe G Cabriolet</strong>. Il celebre fuoristrada nudo e puro, presente sulle nostre strade dal 1979, è pronto a tornare alla guida en plein air, con il vento a soffiare sui capelli. Le recenti foto rivelano ora con chiarezza la filosofia costruttiva di questo mezzo sensazionale.<h2>Le caratteristiche primarie</h2>Al primo sguardo, il 4x4 conserva intatti i tratti somatici che hanno reso celebre questa serie in ogni angolo del globo: una silhouette squadrata, uno stile verticale e una presenza su strada imponente. La vera magia avviene tuttavia quando si decide di abbassare la capote: la <a href="https://www.hdmotori.it/mercedes-baby-classe-g-la-produzione-non-sara-in-germania-ma-in-ungheria/">Classe G</a> Cabriolet presenta un <strong>tetto morbido ripiegabile</strong> in tela che si adagia ordinatamente nella sezione posteriore del veicolo.<img class="alignnone size-full wp-image-279618" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/mercedes-g-class-cabriolet-3-860x484-1.jpg" alt="" width="860" height="484" />L'architettura del tetto svela una soluzione tecnica particolare che la distingue dalle cabriolet tradizionali. Nella parte anteriore, infatti, rimane una <strong>sezione fissa in metallo</strong> posizionata sopra la testa del guidatore e del passeggero, mentre un robusto <strong>roll bar</strong> è stato collocato subito dietro la seconda fila di sedili.<h2>Il motore è il V8 Biturbo</h2>Tra i dettagli estetici e funzionali che emergono da questa prima tornata di immagini, spicca l’integrazione della <strong>terza luce di stop</strong>, che adesso trova posto direttamente sulla copertura della ruota di scorta al posteriore. Per quanto riguarda il propulsore che agisce sotto il cofano del veicolo, sebbene le specifiche ufficiali siano ancora riservate, le indiscrezioni puntano verso una <strong>variante AMG</strong>.<img class="alignnone size-full wp-image-279619" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/mercedes-g-class-cabriolet-1.jpg" alt="" width="1536" height="2048" />Le aspettative sono alte, come è lecito per una vettura di questo lignaggio: si ipotizza l'adozione del motore <strong>V8 biturbo </strong>da <strong>4,0 litri</strong>, capace di erogare circa <strong>577 CV</strong>. Se questi dati venissero confermati, la Classe G Cabriolet garantirebbe prestazioni velocistiche di assoluto rilievo, mantenendo fede alla reputazione di potenza estrema tipica delle versioni curate dal reparto di <a href="https://www.hdmotori.it/mercedes-amg-gt-4-door-coupe-versioni-prezzi/">Affalterbach</a>.[drivek_widget brand_id="mercedes-benz" model_id="cla-coupe-eq"]

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Primo weekend di esodo estivo: 27 milioni di auto in viaggio sulle strade italiane

Il primo grande fine settimana di<strong> esodo estivo del 2026</strong> è ufficialmente iniziato. Da ieri, <strong>venerdì 24 luglio</strong>, fino a <strong>domenica 26 luglio</strong>, sulle strade e autostrade italiane sono attesi <strong>ben 27 milioni di spostamenti in auto</strong>.Per garantire la massima sicurezza e cercare di assicurare la fluidità del traffico, l'ente gestore <strong>ANAS</strong>, società del Gruppo FS, ha attivato il <a href="https://www.hdmotori.it/esodo-estivo-2026-piano-anas-traffico/">piano esodo 2026</a>, mettendo in campo un presidio rafforzato con 2.500 addetti su tutto il territorio. Per favorire la circolazione, inoltre, fino al 7 settembre è stata disposta la <strong>chiusura o la sospensione di 1.175 cantieri</strong>, che rappresentano l'83% delle aree di lavoro finora attive.<h2>I picchi di traffico</h2><img class="alignnone size-full wp-image-265119" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/04/92408236_m.jpg" alt="Limite autostrada" width="2508" height="1672" />Secondo le previsioni di Viabilità Italia, questo weekend il traffico sarà particolarmente intenso in uscita dai grandi centri urbani. È stato infatti diramato il bollino rosso fino alla <strong>mattinata di sabato 25 luglio</strong>. Massima allerta anche per la giornata di <strong>domenica 26 luglio</strong>: le ore pomeridiane saranno le più critiche perché inizieranno i primi rientri. Per facilitare la mobilità di chi si sposta per le vacanze, sarà in vigore il <strong>divieto di transito per i veicoli pesanti</strong>: la circolazione ai mezzi pesanti è interdetta sabato dalle 8 alle 16 e domenica dalle 7 alle 22.<h2>Le strade più critiche</h2>Durante l'intero fine settimana, diverse strade e autostrade vedranno volumi di traffico da bollino rosso. Ecco i tratti stradali e autostradali su cui il traffico sarà particolarmente elevato:<ul> <li>l’<strong>A2 Autostrada del Mediterraneo</strong>, lungo il tratto che attraversa Campania, Basilicata e Calabria;</li> <li>le <strong>Statali 106 Jonica</strong> e <strong>18 Tirrena Inferiore</strong>, in Calabria;</li> <li>le autostrade <strong>A19 Palermo-Catania</strong> e <strong>A29 Palermo-Mazara del Vallo</strong>, in Sicilia;</li> <li>la <strong>Statale 131 Carlo Felice</strong>, in Sardegna;</li> <li>la <strong>Statale 148 Pontina</strong> e la <strong>SS7 Appia</strong>, tra Roma e le località turistiche del basso Lazio;</li> <li>l’itinerario <strong>E45</strong> (SS675 e SS3 bis), asse che connette il Nordest con il Centro Italia passando per Emilia-Romagna, Toscana e Umbria;</li> <li>le direttrici litoranee <strong>SS1 Aurelia</strong> e<strong> SS16 Adriatica</strong>, molto frequentate sui rispettivi versanti costieri;</li> <li>in Friuli-Venezia Giulia, i raccordi <strong>RA13</strong> e <strong>RA14</strong> diretti verso i valichi;</li> <li>la <strong>SS36</strong> del Lago di Como in Lombardia;</li> <li>la <strong>SS45</strong> ligure;</li> <li>la <strong>SS26</strong> in Valle d'Aosta;</li> <li>a cavallo tra Emilia e Veneto, la <strong>SS309</strong> Romea e la <strong>SS51</strong> di Alemagna.</li></ul><h2>Come informarsi</h2><blockquote class="twitter-tweet"><p dir="ltr" lang="it">🚗 <a href="https://x.com/hashtag/EsodoEstivo2026?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#EsodoEstivo2026</a>:oltre 27 Mln di spostamenti nel primo weekend.</p>🔴 Bollino rosso:ven pomeriggio, sab mattina, dom pomeriggio👷 2.500 operatori h24🚧 Stop all’83% dei cantieri👉 Info traffico: <a href="https://t.co/aZxhofbN49">https://t.co/aZxhofbN49</a> <a href="https://t.co/rOdZfDCd26">pic.twitter.com/rOdZfDCd26</a>— Anas SpA (@StradeAnas) <a href="https://x.com/StradeAnas/status/2080561861074792620?ref_src=twsrc%5Etfw">July 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>Prima di mettersi in viaggio, <b>ANAS</b> raccomanda di controllare la viabilità in tempo reale. È possibile farlo visitando i siti istituzionali, utilizzando l'app gratuita "VAI" o contattando il numero verde Pronto Anas 800841148. Aggiornamenti continui sono inoltre disponibili sui i canali social di ANAS su Tgcom24 e dalle radio partner come Rai Isoradio e Radio Italia.

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Mercedes VLE: arrivano le versioni AMG Line e AMG Line Plus

La gamma della <a href="https://www.hdmotori.it/mercedes-benz-vle-limousine-formato-van-elettrico/"><strong>nuova Mercedes-Benz VLE</strong></a>, l'esclusiva limousine in formato monovolume 100% elettrica, si arricchisce con nuove varianti. Questo modello si distingue nel segmento degli MPV per <strong>l’allestimento particolarmente lussuoso</strong> che si aggiunge alla tradizionale <strong>versatilità</strong> di questa tipologia di veicoli. Risulta così una soluzione ideale sia per le famiglie che per i servizi noleggio con conducente.<h2>Estetica AMG</h2>La novità più di rilievo riguarda l'introduzione degli <strong>allestimenti AMG Line e AMG Line Plus</strong>, che vanno ad aggiungersi all’equipaggiamento di serie e alla linea Exclusive. Entrambe le versioni conferiscono un look più sportivo alla vettura grazie alla calandra con finiture specifiche e ai paraurti specifici AMG. In particolare, la <strong>AMG Line</strong> si distingue per i <strong>dettagli cromati</strong>, tra cui la<strong> cornice della calandra illuminata</strong>, i cerchi in lega da 20 pollici e un abitacolo impreziosito da finiture in alluminio spazzolato; l'<strong>AMG Line Plus</strong> accentua ulteriormente la sportività attraverso <strong>dettagli esterni in dark chrome e nero lucido</strong>, imponenti cerchi da 21 pollici e rivestimenti interni con cuciture rosse a contrasto, cinture di sicurezza rosse e inserti in fibra di carbonio.<h2>Dotazioni esclusive</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279601" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/26C0010_083.jpg" alt="" width="720" height="480" />È inoltre possibile scegliere i <strong>sedili Premium Comfort posteriori </strong>(dotati di braccioli, regolabili elettricamente e riscaldati) e configurare lo spazio interno per ospitare <strong>da 5 a 8 passeggeri</strong>. Aumentano le personalizzazioni tecnologiche: l'allestimento Exclusive può essere abbinato al <strong>Premium Plus Package</strong>, che comprende l'avanzato <strong>MBUX Superscreen e l'head-up display </strong>oltre ad altre dotazioni tecnologiche. Tra gli accessori a pagamento arrivano anche il tetto panoramico <strong>Sky View</strong> e il<strong> Night Package</strong>.<h2>Prezzi</h2>La versione al cuore della gamma è la <strong>VLE 300</strong>, disponibile con un <strong>prezzo di partenza di 89.260 euro </strong>(73.163,94 euro IVA esclusa). Il pacchetto AMG Line è offerto a 2.867 euro, mentre l'esclusivo pacchetto AMG Line Plus è disponibile a 6.182 euro.[drivek_widget brand_id="mercedes-benz" model_id="cla-coupe-eq"]

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50 anni di BMW RS, come una sigla ha cambiato per sempre le moto

Fino al 1976 la <strong>sigla RS</strong> significava soltanto una cosa: <em>Rennsport</em>, ovvero <strong>corsa pura</strong>. Poi, esattamente mezzo secolo fa, <strong>BMW</strong> ha cambiato le regole del gioco trasformando l'acronimo in <em>Reise und Sport</em>: <strong>viaggio e sport</strong>. Da quell'intuizione è nata la stirpe delle <strong>sport tourer bavaresi</strong>, una categoria di moto capace di unire prestazioni e macina-chilometri che ha segnato la storia della Casa dell'Elica.A 50 anni da quella svolta, il testimone è nelle mani della <a href="https://www.hdmotori.it/bmw-r1300gs-vs-kawasaki-z900-vendite-privati-germania-2026/"><strong>R 1300 RS</strong></a>. L'attuale ammiraglia incassa il motore bicilindrico boxer più potente mai costruito a Monaco, con <strong>145 CV </strong>gestiti da una ciclistica e una dotazione tecnica pensate per fare sul serio tra le curve.Del resto, spingere sull'innovazione per migliorare dinamica di guida, comfort e sicurezza è il marchio di fabbrica della gamma fin dai suoi esordi. Ripercorriamo l'evoluzione dei modelli RS spinti dal motore boxer bicilindrico.<h2>La prima R 100 RS, la carena Pininfarina e i record a Nardò</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279557" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/P90635668_highRes_24-hour-world-record-1536x1019-1.jpg" alt="" width="1536" height="1019" />Il primo capitolo della saga si apre nel 1976 con la <strong>BMW R 100 RS</strong>, terzo modello a montare il propulsore boxer da un litro. La grande novità era la carenatura integrale di serie, prima assoluta a livello mondiale su una moto di produzione. Disegnata insieme a <strong>Pininfarina</strong> e caratterizzata dalla tinta argento metallizzato con riflessi blu, non serviva solo a fare scena: serviva a riparare da aria e pioggia, alzando il livello di comfort e permettendo di tenere medie autostradali molto più alte.La <strong>R 100 RS</strong> è rimasta a listino fino al 1984, anno di uscita della serie speciale "<strong>R 100 RS Classic 500</strong>" (costruita appunto in mezzo migliaio di pezzi con livrea bicolore Madison Grey/Alaska Blue e filetti bianchi).Per dimostrare di cosa fosse capace la moto, BMW si affidò al collaudatore <strong>Helmut Dahne</strong> per una serie di tentativi di record sull'anello di Nardò. Gli obiettivi? Le distanze di 10, 100 e 1.000 chilometri e le prove di durata su 1, 6, 12 e 24 ore. Per l'occasione <strong>il motore boxer venne portato a 84 CV</strong>, dietro fu montata una ruota da 19 pollici e venne tolta la parte inferiore della carena. Risultato: <strong>oltre 220 km/h </strong>di <strong>velocità massima</strong> e cinque record mondiali conquistati (10 km, 100 km, 6 ore, 12 e 24 ore).<h2>Il ritorno del boxer e l'arrivo del Telelever</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279564" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/P90635661_highRes_bmw-r-100-rs-monolev-1536x1073-1.jpg" alt="" width="1536" height="1073" />Per vedere un'altra RS a due cilindri è bisognato attendere i <strong>saloni del 1986</strong>. Nel frattempo erano nate la <strong>K75</strong> a tre cilindri e la<strong> K100</strong> a quattro, ma il pubblico, soprattutto in Giappone e negli Stati Uniti, voleva a tutti i costi il boxer. Nata inizialmente come tiratura limitata a 1.000 esemplari, la <strong>R 100 RS</strong> del 1986 è rientrata a pieno titolo nei listini fino al 1992.<img class="alignnone size-full wp-image-279566" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/BMW-RS-1-1536x1025-1.jpg" alt="" width="1536" height="1025" />Nel <strong>1993</strong> è arrivata la svolta con la <strong>R 1100 RS</strong>. Su questo modello debuttavano le quattro valvole per cilindro, il raffreddamento misto aria/olio, l'accensione digitale e l'iniezione elettronica. La potenza salì del 50% toccando i 90 CV, i consumi scesero e all'anteriore comparve per la prima volta il Telelever, la sospensione pensata per azzerare l'affondamento e stabilizzare la moto nelle staccate violente.Nel <strong>1999</strong> è stato il turno della <strong>R 1150 GS</strong> con il motore da 1.130 cc, propulsore che non venne però montato sulla R 1100 S (l'evoluzione sportiva della RS, che non scaldò mai troppo il cuore degli appassionati). Bisognerà aspettare il 2001 e il lancio della R 1150 RT per vedere le cose muoversi: motore e scarico della RT vennero infatti presi e trapiantati direttamente sulla R 1150 RS, aggiornata con carenatura integrale e nuove colorazioni.<h2>L'era del raffreddamento a liquido e la tecnologia ShiftCam</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279567" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/P90635642_highRes_bmw-r-1150-rs-1536x1075-1.jpg" alt="" width="1536" height="1075" />La quinta generazione delle boxer RS si è vista <strong>all'Intermot del 2014</strong> con la <strong>R 1200 RS</strong>. Il motore passava al raffreddamento a liquido con flussi verticali anziché orizzontali, erogando 125 CV (92 kW) e 125 Nm di coppia, abbinato alle sospensioni semi-attive BMW Dynamic ESA.L'ultimo tassello prima dell'era attuale è stato posato <strong>nell'autunno 2018 a Milano</strong>: ad EICMA ha fatto il suo esordio la <strong>R 1250 RS</strong> (nella foto qui in alto), spinta dal boxer da <strong>1.254 cc da 136 CV</strong> (100 kW) dotato di fasatura variabile <strong>valvole ShiftCam</strong>. Nel pacchetto di serie e opzionale rientravano il monobraccio posteriore, il controllo di trazione <strong>Dynamic Traction Control</strong> e la versione evoluta delle <strong>sospensioni Dynamic ESA</strong> con compensazione automatica del carico.

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Uno zero in meno, 10mila litri in più: il pieno di carburante finisce in tribunale

Con i <a href="https://www.hdmotori.it/carburanti-rialzi-crisi-usa-iran-ingiustificati/" target="_blank" rel="noopener">prezzi di benzina e diesel sempre elevati</a>, ogni notizia che riguarda il mondo dei carburanti finisce inevitabilmente sotto i riflettori. Questa volta, però, a far parlare non è l'ennesimo aumento dei listini, bensì <strong>una vicenda giudiziaria decisamente fuori dall'ordinario</strong>. Uno zero mancante avrebbe consentito di ottenere<strong> uno scarico di 10.000 litri di carburante pagando appena 14,89 euro</strong> anziché 14.890 euro. Una vicenda che, a distanza di anni, si è conclusa con una condanna per truffa nei confronti del titolare di una stazione di servizio del Cicolano, in provincia di Rieti. Il giudice monocratico Auriemma ha inflitto all'imputato quattro mesi di reclusione, con pena sospesa e attenuanti generiche, oltre a 200 euro di multa, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento della parte civile, quantificato in 14.875 euro.<h2>Il presunto raggiro</h2>I fatti risalgono al giugno 2018. Secondo la ricostruzione della Procura di Rieti, il gestore dell'impianto avrebbe concordato l'acquisto di <strong>7.000 litri di gasolio e 3.000 litri di benzina</strong> per un valore complessivo di 14.890 euro. Per ottenere lo scarico del carburante avrebbe però disposto un bonifico con un importo volutamente errato: 14,89 euro, omettendo <strong>uno zero decisivo rispetto alla cifra pattuita</strong>. Al fornitore sarebbe stata quindi trasmessa una ricevuta che faceva apparire il pagamento corretto.<h2>La telefonata del falso direttore di banca</h2>Quando il fornitore ha segnalato l'anomalia, sarebbe entrato in scena un complice, presentatosi come direttore di banca, che avrebbe rassicurato il trasportatore parlando di <strong>un "semplice" errore del sistema informatico</strong> e garantendo che il bonifico sarebbe stato corretto in breve tempo. Convinto dalle spiegazioni ricevute, il fornitore avrebbe autorizzato lo scarico del carburante presso il distributore. Il pagamento, però, non sarebbe mai stato regolarizzato.<h2>La condanna per truffa</h2>Per il tribunale, il comportamento contestato integra il reato di truffa, poiché il fornitore sarebbe stato indotto in errore attraverso la falsa rappresentazione dell'avvenuto pagamento e dalle rassicurazioni provenienti dal sedicente funzionario bancario. Il pubblico ministero aveva chiesto <strong>una condanna a un anno di reclusione</strong> e 700 euro di multa. La difesa aveva invece sollecitato l'assoluzione, sostenendo che non vi fosse certezza della responsabilità dell'imputato e rilevando come non fossero state avviate azioni civili per il recupero del credito. In subordine aveva richiesto il minimo della pena con i benefici di legge. La sentenza sarà impugnata: la difesa ha infatti annunciato il ricorso in appello.[drivek_widget brand_id="fiat" model_id="pandina"]

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Jensen Interceptor GTX: il ritorno di un&rsquo;icona "ultra-analogica"

<strong>Jensen International</strong> è pronta a far sognare nuovamente i “petrolhead” con il ritorno dell'iconica Interceptor. Non si tratta di un restomod, cioè un restauro di un’auto d’epoca con motore e tecnologie moderne: la nuova <strong>Jensen Interceptor GTX</strong> è <a href="https://www.hdmotori.it/jensen-una-nuova-coupe-guida-analogica/">un progetto completamente inedito</a> e partito da zero. L’auto è concepita per essere una sportiva “dura e pura” e pensata per l'uso in pista.<h2>Motore V8</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278831" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/jensen-interceptor-2026-2.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Per quanto riguarda la meccanica, la vettura avrà il telaio e la carrozzeria realizzati interamente in <strong>alluminio</strong>. Sotto il cofano ci sarà un potente <strong>motore V8 sovralimentato</strong>. Le indiscrezioni parlano del possibile utilizzo di un V8 Chevrolet da 6,2 litri di derivazione Corvette. In ogni caso, l’azienda ha dichiarato che intende offrire un'<strong>esperienza di guida completamente analogica</strong>, lasciando intuire la presenza di un cambio manuale e di comandi fisici tradizionali all'interno dell'abitacolo.<h2>Guida <strong>"ultra-analogica"</strong></h2><img class="alignnone size-full wp-image-278830" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/jensen-interceptor-2026-3.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Il progetto è estremamente importante per il marchio: lo conferma il coinvolgimento per il lancio di <strong>Jeff Qvale</strong>, figlio dell'ex proprietario di Jensen Motors, il compianto Kjell Qvale. Secondo Jeff, la nuova GTX stabilirà nuovi standard di riferimento per chi cerca una <strong>dinamica di guida pura, ad alte prestazioni e "ultra-analogica"</strong>. Il modello rappresenta infatti la prima nuova Jensen dal lancio della S-V8 avvenuto nel lontano 2001.<h2>Arriva entro l'anno</h2>Non è ancora stata fissata una data ufficiale per il debutto, ma l'amministratore delegato <strong>David Duerden</strong> ha affermato che potrebbe avvenire entro la fine del 2026, proprio in occasione del 60° anniversario della prima, storica Interceptor.

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Bugatti si rifiuta di riparare la sua Chiron: quello che succede dopo è incredibile

Vi sono pochissime auto di lusso al mondo più prestigiose di una <strong>Bugatti</strong>, in particolar modo di una Chiron Pur Sport. La versione più estrema della Chiron che vedrete nel video in basso, limitata a 60 esemplari totali, è stata protagonista di un terribile incidente. L’hypercar vanta sotto il cofano un poderoso<strong> W16 da 8,0 litri </strong>e<strong> 1.500 CV</strong> ed è in grado di raggiungere performance supersoniche. La velocità massima di 347 km/h in curva è solo uno dei dati più impressionanti dell’auto. Grazie a rapporti del cambio più corti, un peso ridotto di 19 kg e sospensioni più rigide, la vettura accelera da <strong>0 a 100 km/h </strong>in <strong>2,3 secondi.</strong>Un'unità di Chiron Pur Sport supera di solito i 3 milioni di euro di valore. L’esemplare protagonista della nostra vicenda sta attraversando una fase di ricostruzione da parte del noto YouTuber britannico<strong> Mat Armstrong</strong>, seguito da oltre 7 milioni di utenti. Non potendo ricevere i pezzi di ricambio originali dal produttore, il protagonista di questo restauro ha scelto di installare personalmente un kit del costo di oltre 600.000 euro. Una cifra da capogiro, ma proporzionata al valore di uno dei modelli più esclusivi dell’era recente del marchio di Molsheim.<h2>Una storia da gustare</h2>Mat Armstrong si è specializzato nel restauro di auto di lusso incidentate, accettando una sfida entusiasmante: riportare in vita una Bugatti <a href="https://www.hdmotori.it/bugatti-chiron-pompa-benzina-video-virale/" target="_blank" rel="noopener">Chiron Pur Sport</a>. L'hypercar che <strong>Bugatti</strong> si rifiuta di riparare può valere sino a 5,3 milioni di euro in perfette condizioni, ma l’esemplare è stato gravemente danneggiato in un crash ed è stata dichiarato irrecuperabile.Lo YouTuber non si è arreso e ha scelto di <strong>ricostruirla pezzo per pezzo</strong>, dopo averla pagata ben 1,9 milioni di euro. L’idea di restauro si è scontrata con la resistenza di Bugatti che avrebbe preferito non rivederla più in strada. Il costruttore transalpino ha sentenziato che l’auto non avrebbe potuto più circolare, pur se sottoposta a un meticoloso restauro. kit speciale</h2>Mat Armstrong con tanta passione e fantasia ha messo su un team molto competente, ricreando la carrozzeria completa della <a href="https://www.hdmotori.it/bugatti-articoli-n575816-bugatti-chiron-pur-sport-grand-prix-sur-mesure/" target="_blank" rel="noopener">Bugatti</a>, pezzo dopo pezzo. Alcuni componenti, come gli airbag, sono stati adattati da un modello molto più comune, un'Audi A3. Mat Armstrong e la sua squadra si sono rivolti a <strong>Venuum,</strong> un'azienda con sede a Dubai specializzata in modifiche estreme.Gli esperti hanno creato uno specifico kit widebody, costato <strong>oltre 600.000 euro.</strong> Questo prezzo non include manodopera, regolazioni e altre spese relative al progetto. L'installazione di questo kit non è stata facile e ha richiesto ulteriori modifiche importanti. Sebbene nella parte finale del filmato emerga un design più aggressivo, inclusi i componenti in fibra di carbonio e gli elementi aerodinamici, l’hypercar deve ancora essere ultimata. Il lavoro compiuto sull'auto per ora appare spettacolare ed è già stata testata dallo YouTuber che ha subito espresso la sua gioia al volante.

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Volvo ci ripensa, clamoroso ritorno delle station wagon in salsa elettrica?

La decisione di pensionare la <strong>V60 Cross Country</strong> a fine 2026 sembrava aver chiuso definitivamente la storia delle station wagon in casa <strong>Volvo</strong>. Con una gamma ormai concentrata sui SUV, l'addio alle carrozzerie tradizionali pareva scontato. Eppure, <a href="https://www.hdmotori.it/volvo-station-wagon-ritorno-origini/"><strong>lo stop </strong></a>potrebbe essere<strong> solo temporaneo</strong>.<h2>Il piano di riscossa per l'Europa</h2>Secondo quanto riportato da <em>Automotive News</em>, nei piani europei di Volvo ci sono due nuove elettriche: una <strong>berlina</strong> e una <strong>wagon</strong>. La base sarà la <strong>piattaforma SPA3</strong>, già destinata al futuro SUV compatto EX60.Parliamo di un sistema a 800 Volt predisposto per ricariche rapide fino a 370 kW. Sul <a href="https://www.hdmotori.it/volvo-ex60-design-interni-prezzi-specifiche-cross-country/"><strong>SUV EX60</strong></a> (noto come progetto P12), questa tecnologia assicura circa <strong>640 km di autonomia</strong>, un dato record per la categoria.<h2>I "compromessi fisici"</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278569" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/2019-volvo-v60-first-drive-1.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Se venissero confermati i motori della EX60, i due modelli viaggeranno tra i <strong>369 </strong>e i<strong> 612 cavalli</strong>. Il vero nodo resta l'autonomia. Un passo più corto rispetto a quello del SUV significa <strong>meno spazio sotto il pianale</strong>, costringendo a usare pacchi batteria più piccoli e riducendo, inevitabilmente, i chilometri percorribili con un pieno di energia.Le indiscrezioni suggeriscono inoltre che entrambi i modelli adotteranno badge storici legati alle <strong>serie "-60" o "-70"</strong>. Sul fronte delle berline, seguendo la scia della più grande <a href="https://www.hdmotori.it/prove/volvo-es90-ammiraglia-scandinava-berlina-rialzata-video/"><strong>ES90</strong></a> già presente su altri mercati globali, il nuovo modello compatto potrebbe chiamarsi <strong>ES60</strong>. Per la wagon, invece, il nome naturale sarebbe <strong>EV60</strong>, la quale potrebbe in seguito sdoppiarsi in una variante <em>Cross Country</em> con assetto rialzato, replicando la filosofia della EX60.<h2>Prezzi e dinamiche di un mercato di nicchia</h2>Il listino di partenza stimato dovrebbe aggirarsi nella fascia medio-alta,<strong> intorno ai 46.000 euro</strong>. Un posizionamento in linea rispetto a concorrenti dirette come la Tesla Model 3 Premium a trazione integrale o la neonata Lexus ES 350e. Resta ancora da capire se Volvo deciderà di proporre anche varianti d'accesso a trazione posteriore (RWD) o se punterà esclusivamente su versioni a trazione integrale (AWD) con doppio motore..<h2>La scommessa di Volvo</h2>Eppure le carrozzerie classiche funzionano ancora bene tra i marchi di lusso. <strong>BMW</strong>, per dire, vende la M5 dividendola esattamente a metà tra berlina e la <a href="https://www.hdmotori.it/bmw-m5-touring-bovensiepen/"><strong>familiare Touring</strong></a>.Anche senza annunci ufficiali sulla piattaforma SPA3, i messaggi del management Volvo vanno in questa direzione. Qualche mese fa l'ex AD <strong>Håkan Samuelsson</strong> ha ammesso che forse si è esagerato con la "monocoltura dei SUV": "<em>Non credo che tra dieci anni la gamma Volvo sarà fatta solo di SUV</em>". Un'apertura netta al ritorno di <strong>berline</strong> e <strong>wagon</strong>, solo convertite all'elettrico.

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Un altro pilastro dell&#039;industria tedesca chiude una fabbrica: 216 dipendenti a casa

Non c'è pace per il settore dell'industria automobilistica tedesca, per anni la locomotiva dell'Europa intera e non soltanto della Germania. Oggi, però, i tempi d'oro sono un ricordo agrodolce perché adesso bisogna fronteggiare una crisi quasi senza precedenti. Il terremoto che sta sconquassando il Gruppo Volkswagen e l'intera automotive teutonica non fa sconti neppure alle <strong>aziende di componentistica.</strong> L'ultima "vittima" di questo momento buio è <strong>Magna</strong>, uno dei più grandi fornitori automobilistici a livello mondiale, che ha annunciato la chiusura definitiva e in anticipo sui tempi dello stabilimento situato a Dorfprozelten, nella Bassa Franconia. Purtroppo, ben <strong>216 dipendenti</strong> perdono il proprio impiego.<h2>Una chiusura non senza polemiche</h2>La notizia della dismissione anticipata della fabbrica di Magna ha destato scalpore perché giunge in aperta violazione di un percorso di salvataggio che sembrava aver dato i suoi frutti appena pochi anni fa. Nel 2023, infatti, l'azienda e il sindacato<a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-articoli-n603489-volkswagen-accordo-sindacati-ig-metall-dettagli/"> <strong>IG Metall</strong></a> avevano raggiunto un’intesa per garantire la continuità dell'impianto fino alla fine del 2028.Quell'accordo, che aveva già richiesto il sacrificio di circa 200 posti di lavoro, era stato accettato dai dipendenti proprio con la speranza di proteggere il futuro della fabbrica. Invece, la produzione di <strong>specchietti retrovisori esterni </strong>e<strong> interni</strong> cesserà definitivamente a metà del <strong>2027</strong>, con circa un anno e mezzo di anticipo rispetto a quanto pattuito.<h2>Le ragioni della resa</h2>Secondo quanto dichiarato dai vertici di Magna, lo stabilimento <strong>non è più sostenibile</strong> dal punto di vista economico nonostante i passati investimenti e le misure di riduzione dei costi messe in campo. La dirigenza punta il dito contro uno scenario di mercato estremamente negativo e una gestione operativa che non offre più margini di manovra.La crisi di Dorfprozelten si inserisce in un contesto più variegato che vede l’intero comparto della componentistica auto alle prese con <strong>volumi di produzione in calo</strong>, la necessità di investimenti massicci nelle nuove tecnologie di propulsione e una pressione sui costi diventata insostenibile.<h2>Lo scontro con i sindacati e la politica</h2>La reazione della IG Metall è stata ovviamente pesantissima, dicendo esplicitamente che il comportamento di Magna equivale a un <strong>"tradimento"</strong> degli accordi presi. Secondo il sindacato, l'azienda di componentistica non avrebbe rispettato gli impegni di localizzare nuovi prodotti nel sito o di trasferire commesse da altri impianti per saturare la capacità produttiva di Dorfprozelten.Un punto critico riguarda la tecnologia dei <strong>cristalli liquidi per specchietti (LC)</strong>: considerata una soluzione del futuro, non sarebbe mai stata portata alla maturità per la produzione in serie, nonostante i <strong>finanziamenti pubblici</strong> ricevuti dal Land della Baviera per il suo sviluppo.<h2>L'impatto sul territorio e sul settore</h2>Per la comunità di Dorfprozelten, questa chiusura rappresenta una sconfitta e, soprattutto, la scomparsa di uno dei più importanti datori di lavoro industriali della zona. Il colosso Magna, che conta oltre <strong>170.000 dipendenti</strong> in tutto il mondo e si occupa persino dell'assemblaggio completo di vetture per marchi come <a href="https://www.hdmotori.it/robot-umanoidi-fabbriche-auto/">BMW</a> e <a href="https://www.hdmotori.it/nuova-mercedes-benz-classe-c-elettrica-produzione-ungheria/">Mercedes </a>nel suo sito austriaco di Graz, sembra dunque aver deciso di riorganizzare le proprie capacità produttive sacrificando i siti meno efficienti. Un campanello d'allarme molto preoccupante, non solo per la Germania, ma per tutta l'Europa delle quattro ruote.FOTO: <span class="ippd7e">RONNY HARTMANN</span>

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