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Brabus Ultima 55: così il celebre tuner conquista il mare

Il celebre tuner tedesco <strong>Brabus</strong>, che recentemente ha presentato il suo <a href="https://www.hdmotori.it/brabus-bodo-gran-turismo-indipendente/">primo modello indipendente</a>, trasferisce la propria filosofia ad alte prestazioni nel settore nautico presentando la <strong>Brabus Ultima 55</strong>, un catamarano di lusso lungo 55 piedi (circa 17 metri) realizzato in collaborazione con <strong>Sunreef Yachts</strong>.<h2>1.450 cv e tecnologia idrofoil</h2><img class="alignnone size-full wp-image-280619" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/876932-16x9-lg.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />L'imbarcazione è spinta da due propulsori a sei cilindri da 533 kW (725 CV ciascuno), capaci di erogare una potenza complessiva di <strong>1.450 CV</strong> e di spingere il catamarano oltre i <strong>40 nodi</strong> di velocità massima. Il vero punto di forza è rappresentato dall'adozione di un avanzato sistema <strong>idrofoil</strong>: queste appendici idrodinamiche sommerse sollevano parzialmente lo scafo dall'acqua, riducendo la resistenza all'avanzamento e garantendo maggiore stabilità, efficienza e comfort di navigazione.<h2>Stile Brabus</h2><blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DbaPgJEvPFK/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><div style="padding: 16px;">&nbsp;<div style="display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div><div style="display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;"></div><div style="padding-top: 8px;"><div style="color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div><div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg);"></div></div><div style="margin-left: auto;"><div style="width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div>&nbsp;<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/DbaPgJEvPFK/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da YachtBuyer ™ (@yachtbuyer_)</a></p></div></blockquote><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script>L'estetica richiama in modo evidente il mondo delle supercar di Brabus attraverso l'ampio uso della <strong>fibra di carbonio a vista</strong> su ali, montanti e prese d'aria, con livree disponibili nelle tonalità <em>Graphite Black</em> o <em>Phantom Gray</em>. Gli <strong>spazi esterni</strong> sono modulari: le piattaforme laterali pieghevoli permettono di estendere la larghezza di poppa da 5,6 a circa 7,6 metri. Negli <strong>interni</strong> spiccano i rivestimenti in pelle <em>Moonstone</em>, il soffitto in Alcantara, inserti in alluminio e una plancia di comando digitale con interfaccia personalizzata.<h2>Prezzo</h2><img class="alignnone size-full wp-image-280620" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/08/876933-16x9-lg.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Proposta in configurazioni che accolgono da quattro a sei ospiti (più l'equipaggio), la Brabus Ultima 55 ha un prezzo di partenza fissato a circa <strong>3,4 milioni di euro</strong>.

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Skoda: arrivano i nuovi pacchetti Ciclismo Smart e Clever

Skoda, che per il 2026 è Main Partner della<strong> Federazione Ciclistica Italiana (FCI)</strong>, rafforza il proprio legame con il mondo della bicicletta. La Casa boema introduce infatti i <strong>nuovi pacchetti Ciclismo Smart e Clever</strong>, pensati per facilitare il trasporto delle biciclette su Octavia, Superb e Kodiaq in linea con il claim “Let's Explore”.<h2>Ciclismo Smart</h2>Per chi trasporta la bici occasionalmente, il <strong>Pack Ciclismo Smart</strong> comprende<strong> barre sul tetto e due portabici</strong>, assicurando un vantaggio economico del 20% rispetto all'acquisto singolo. Le barre permettono anche il montaggio di altri accessori, come i porta-sci.<h2>Ciclismo Clever</h2>Il <strong>Pack Ciclismo Clever</strong>, ideato per i ciclisti più frequenti, include il <strong>gancio di traino</strong> e un <strong>portabici per tre biciclette</strong> realizzato da <strong>Thule,</strong> con un vantaggio per il cliente superiore al 30%. Entrambe le soluzioni sono disponibili per quasi tutta la gamma, mentre l'arrivo su <a href="https://www.hdmotori.it/prove/skoda-kodiaq-plug-in-hybrid-2025-prova-prezzi-video/">Kodiaq</a> è previsto da ottobre 2026.<h2>Model Year 2027</h2>Parallelamente, Skoda aggiorna <a href="https://www.hdmotori.it/skoda-octavia-full-hybrid-nuovo-plug-in/">Octavia</a>, Superb Wagon e Kodiaq al <strong>Model Year 2027</strong>. Tra le dotazioni di serie c’è il nuovo <strong>Charging Box Qi2 da 25W</strong> per la ricarica wireless. La sicurezza attiva viene aumentata con l’introduzione del <strong>Travel Assist 3.0</strong>, che comprende ora il riconoscimento dei semafori, e alla telecamera <strong>Area View 360°</strong> con una visualizzazione perimetrale più intuitiva. Infine, Superb Wagon aggiunge di serie il volante riscaldabile.[drivek_widget brand_id="skoda" model_id="epiq"]

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Il nobile scopo di una famosissima hit anni &lsquo;90: prevenire gli scontri stradali

Gli<strong> anni '90</strong> portano con sé il ricordo di <strong>brani dance iconici e indimenticabili</strong>, ma anche l'ombra di un fenomeno tragico che segnò profondamente le strade italiane in quel decennio: le <strong>"stragi del sabato sera"</strong>.<h2>Una strage ogni fine settimana</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279681" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/scontri-stradali-2-1.jpg" alt="" width="1566" height="1065" />In quegli anni, molto più di oggi, nel fine settimana <strong>migliaia di giovani</strong> facevano trasferte anche fuori regione per andare a ballare nei migliori locali e, a fine serata, si mettevano al volante per affrontare lunghi viaggi di ritorno verso casa. La stanchezza dopo ore di ballo, l’adrenalina accumulata e purtroppo anche l'uso di sostanze e alcol, si trasformavano in <strong>una combinazione letale alla guida</strong>. Le conseguenze furono drammatiche: a metà del 1996, le stime parlavano di circa<strong> 2.000 vittime di scontri stradali </strong>dall'inizio del decennio, di cui una buona parte durante i fine settimana.<h2>La prevenzione attraverso un brano</h2>Proprio in questo difficile contesto, l’indimenticato DJ e compositore italiano <strong>Robert Miles</strong>, pseudonimo di Roberto Concina, decise di usare il suo talento alla console con un obiettivo chiaro: provare a<strong> salvare la vita dei giovani frequentatori dei club</strong>, italiani e non solo. Nel 1995 rilasciò "Children", un brano composto come strumento pratico di prevenzione degli scontri stradali a fine serata. di Miles fu geniale: creare un brano che potesse essere utilizzato dai DJ <strong>come chiusura delle serate </strong>in discoteca con il fine di <strong>calmare i ragazzi </strong>prima che si mettessero al volante della loro auto per il rientro a casa. Pioniere del genere "dream trance", il brano abbandonava il beat aggressivo in favore di un ritmo morbido e di una <strong>melodia al pianoforte</strong> ipnotica e malinconica, capace di <strong>indurre riflessione e un senso di pace</strong>. Abbassando i livelli di adrenalina, la musica <strong>preparava i giovani a un viaggio in auto più lucido e tranquillo</strong>, contrastando la spregiudicatezza e le condotte azzardate al volante.<h2>L'origine del titolo</h2>Oltre al nobile scopo di aumentare la sicurezza stradale, l’ispirazione del brano venne anche da<strong> un episodio della vita personale</strong> dell’artista. Di rientro da una missione umanitaria nei territori della ex-Jugoslavia, il padre di Robert Miles mostrò al figlio delle <strong>foto di bambini vittime innocenti</strong> della guerra nei Balcani, che si combatteva in quegli anni. Quelle immagini scossero profondamente il compositore, che decise di scrivere un pezzo intitolato appunto “Children”.<h2>Il ringraziamento dei genitori delle vittime</h2>All’epoca, l'iniziativa di prevenire le stragi del sabato sera attraverso un brano fu<strong> accolta positivamente</strong> dalle autorità e dalle associazioni dei genitori delle giovani vittime di scontri stradali. Oggi, ascoltare "Children" in auto significa non solo apprezzare una pietra miliare dell'eurodance anni ‘90, ma anche viaggiare con un sottofondo musicale nato per proteggere chi guida.

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Il gigante delle batterie Varta dichiara fallimento in Germania

Crolla un altro pezzo dell’industria europea.<strong> Varta</strong>, lo storico produttore tedesco di batterie per auto e non solo, ha ufficialmente presentato quattro <strong>istanze di insolvenza in amministrazione controllata</strong> presso il tribunale di Stoccarda. Questa azione rappresenta il culmine di una <strong>profonda crisi</strong> per il marchio tedesco, fondato nel 1887, e si inserisce in un contesto europeo già scosso dal recente <strong>collasso della svedese NorthVolt</strong>.<h2>Il rifiuto degli azionisti</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279631" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/varta-2.png" alt="" width="950" height="530" />La decisione di ricorrere al tribunale è giunta dopo il<strong> rifiuto da parte degli azionisti di riferimento</strong> (tra cui <strong>Porsche,</strong> che aveva <a href="https://www.hdmotori.it/porsche-articoli-n611371-porsche-rafforza-legame-varta-compra-v4drive/">acquisito la maggioranza della divisione V4Drive</a> e l'imprenditore Michael Tojner) di<strong> conferire nuova liquidità</strong> nelle casse dell’azienda – le stime parlano di decine di milioni di euro – per salvare il gruppo ed evitare il fallimento. Nonostante una precedente ristrutturazione aziendale nel 2024, i conti hanno continuato a essere negativi: l'ultimo esercizio ha registrato un fatturato di circa <strong>793 milioni di euro e perdite nette per 64,5 milioni</strong>.<h2>Le cause della crisi</h2>Sono diversi i fattori che hanno portato al tracollo finanziario di <a href="https://www.hdmotori.it/porsche-articoli-n540113-v4drive-varta-porsche-celle-batterie-auto/">Varta</a>. Negli ultimi anni l'azienda ha subito pesantemente la <strong>concorrenza asiatica</strong>, capace di commercializzare volumi elevati a costi notevolmente inferiori. Il fattore precipitante è però arrivato dall'<strong>interruzione di importanti commesse</strong> nel settore tecnologico: <strong>Apple </strong>ha infatti deciso di non acquistare più le celle a bottone "Coin Power" destinate agli AirPods, scegliendo di rivolgersi a fornitori asiatici.<h2>Futuro incerto per 3.400 dipendenti</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279632" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/varta-3.png" alt="" width="1125" height="675" />Una conseguenza diretta del fallimento è che <strong>lo stabilimento di Nördlingen in Baviera chiuderà</strong> le attività operative<strong> in autunno</strong>, lasciando a casa circa 350 dipendenti. La dirigenza ha inoltre ammesso <strong>errori di valutazione strategici</strong>, per aver spinto troppo l'espansione produttiva in settori rivelatisi di nicchia. Attualmente, il futuro per i circa <strong>3.260 dipendenti</strong> (molti impiegati nella sede di Ellwangen) è incerto. L'ultima speranza potrebbe arrivare da un pool di creditori, guidato da Deutsche Bank, che sarebbe intenzionato a scorporare l’azienda e<strong> rilevare la divisione delle batterie per uso domestico</strong>, che è in attivo ed è stimata da sola in circa 240 milioni di euro.

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Mercedes-Benz, il ritorno del Classe G Cabriolet si avvicina sempre più: prime immagini

Dopo una spasmodica attesa, fatta di rumors e proclami sottobanco, <strong>Mercedes-Benz</strong> ha finalmente diffuso le prime immagini ravvicinate della <strong>nuova Classe G Cabriolet</strong>. Il celebre fuoristrada nudo e puro, presente sulle nostre strade dal 1979, è pronto a tornare alla guida en plein air, con il vento a soffiare sui capelli. Le recenti foto rivelano ora con chiarezza la filosofia costruttiva di questo mezzo sensazionale.<h2>Le caratteristiche primarie</h2>Al primo sguardo, il 4x4 conserva intatti i tratti somatici che hanno reso celebre questa serie in ogni angolo del globo: una silhouette squadrata, uno stile verticale e una presenza su strada imponente. La vera magia avviene tuttavia quando si decide di abbassare la capote: la <a href="https://www.hdmotori.it/mercedes-baby-classe-g-la-produzione-non-sara-in-germania-ma-in-ungheria/">Classe G</a> Cabriolet presenta un <strong>tetto morbido ripiegabile</strong> in tela che si adagia ordinatamente nella sezione posteriore del veicolo.<img class="alignnone size-full wp-image-279618" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/mercedes-g-class-cabriolet-3-860x484-1.jpg" alt="" width="860" height="484" />L'architettura del tetto svela una soluzione tecnica particolare che la distingue dalle cabriolet tradizionali. Nella parte anteriore, infatti, rimane una <strong>sezione fissa in metallo</strong> posizionata sopra la testa del guidatore e del passeggero, mentre un robusto <strong>roll bar</strong> è stato collocato subito dietro la seconda fila di sedili.<h2>Il motore è il V8 Biturbo</h2>Tra i dettagli estetici e funzionali che emergono da questa prima tornata di immagini, spicca l’integrazione della <strong>terza luce di stop</strong>, che adesso trova posto direttamente sulla copertura della ruota di scorta al posteriore. Per quanto riguarda il propulsore che agisce sotto il cofano del veicolo, sebbene le specifiche ufficiali siano ancora riservate, le indiscrezioni puntano verso una <strong>variante AMG</strong>.<img class="alignnone size-full wp-image-279619" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/mercedes-g-class-cabriolet-1.jpg" alt="" width="1536" height="2048" />Le aspettative sono alte, come è lecito per una vettura di questo lignaggio: si ipotizza l'adozione del motore <strong>V8 biturbo </strong>da <strong>4,0 litri</strong>, capace di erogare circa <strong>577 CV</strong>. Se questi dati venissero confermati, la Classe G Cabriolet garantirebbe prestazioni velocistiche di assoluto rilievo, mantenendo fede alla reputazione di potenza estrema tipica delle versioni curate dal reparto di <a href="https://www.hdmotori.it/mercedes-amg-gt-4-door-coupe-versioni-prezzi/">Affalterbach</a>.[drivek_widget brand_id="mercedes-benz" model_id="cla-coupe-eq"]

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Primo weekend di esodo estivo: 27 milioni di auto in viaggio sulle strade italiane

Il primo grande fine settimana di<strong> esodo estivo del 2026</strong> è ufficialmente iniziato. Da ieri, <strong>venerdì 24 luglio</strong>, fino a <strong>domenica 26 luglio</strong>, sulle strade e autostrade italiane sono attesi <strong>ben 27 milioni di spostamenti in auto</strong>.Per garantire la massima sicurezza e cercare di assicurare la fluidità del traffico, l'ente gestore <strong>ANAS</strong>, società del Gruppo FS, ha attivato il <a href="https://www.hdmotori.it/esodo-estivo-2026-piano-anas-traffico/">piano esodo 2026</a>, mettendo in campo un presidio rafforzato con 2.500 addetti su tutto il territorio. Per favorire la circolazione, inoltre, fino al 7 settembre è stata disposta la <strong>chiusura o la sospensione di 1.175 cantieri</strong>, che rappresentano l'83% delle aree di lavoro finora attive.<h2>I picchi di traffico</h2><img class="alignnone size-full wp-image-265119" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/04/92408236_m.jpg" alt="Limite autostrada" width="2508" height="1672" />Secondo le previsioni di Viabilità Italia, questo weekend il traffico sarà particolarmente intenso in uscita dai grandi centri urbani. È stato infatti diramato il bollino rosso fino alla <strong>mattinata di sabato 25 luglio</strong>. Massima allerta anche per la giornata di <strong>domenica 26 luglio</strong>: le ore pomeridiane saranno le più critiche perché inizieranno i primi rientri. Per facilitare la mobilità di chi si sposta per le vacanze, sarà in vigore il <strong>divieto di transito per i veicoli pesanti</strong>: la circolazione ai mezzi pesanti è interdetta sabato dalle 8 alle 16 e domenica dalle 7 alle 22.<h2>Le strade più critiche</h2>Durante l'intero fine settimana, diverse strade e autostrade vedranno volumi di traffico da bollino rosso. Ecco i tratti stradali e autostradali su cui il traffico sarà particolarmente elevato:<ul> <li>l’<strong>A2 Autostrada del Mediterraneo</strong>, lungo il tratto che attraversa Campania, Basilicata e Calabria;</li> <li>le <strong>Statali 106 Jonica</strong> e <strong>18 Tirrena Inferiore</strong>, in Calabria;</li> <li>le autostrade <strong>A19 Palermo-Catania</strong> e <strong>A29 Palermo-Mazara del Vallo</strong>, in Sicilia;</li> <li>la <strong>Statale 131 Carlo Felice</strong>, in Sardegna;</li> <li>la <strong>Statale 148 Pontina</strong> e la <strong>SS7 Appia</strong>, tra Roma e le località turistiche del basso Lazio;</li> <li>l’itinerario <strong>E45</strong> (SS675 e SS3 bis), asse che connette il Nordest con il Centro Italia passando per Emilia-Romagna, Toscana e Umbria;</li> <li>le direttrici litoranee <strong>SS1 Aurelia</strong> e<strong> SS16 Adriatica</strong>, molto frequentate sui rispettivi versanti costieri;</li> <li>in Friuli-Venezia Giulia, i raccordi <strong>RA13</strong> e <strong>RA14</strong> diretti verso i valichi;</li> <li>la <strong>SS36</strong> del Lago di Como in Lombardia;</li> <li>la <strong>SS45</strong> ligure;</li> <li>la <strong>SS26</strong> in Valle d'Aosta;</li> <li>a cavallo tra Emilia e Veneto, la <strong>SS309</strong> Romea e la <strong>SS51</strong> di Alemagna.</li></ul><h2>Come informarsi</h2><blockquote class="twitter-tweet"><p dir="ltr" lang="it">🚗 <a href="https://x.com/hashtag/EsodoEstivo2026?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#EsodoEstivo2026</a>:oltre 27 Mln di spostamenti nel primo weekend.</p>🔴 Bollino rosso:ven pomeriggio, sab mattina, dom pomeriggio👷 2.500 operatori h24🚧 Stop all’83% dei cantieri👉 Info traffico: <a href="https://t.co/aZxhofbN49">https://t.co/aZxhofbN49</a> <a href="https://t.co/rOdZfDCd26">pic.twitter.com/rOdZfDCd26</a>— Anas SpA (@StradeAnas) <a href="https://x.com/StradeAnas/status/2080561861074792620?ref_src=twsrc%5Etfw">July 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>Prima di mettersi in viaggio, <b>ANAS</b> raccomanda di controllare la viabilità in tempo reale. È possibile farlo visitando i siti istituzionali, utilizzando l'app gratuita "VAI" o contattando il numero verde Pronto Anas 800841148. Aggiornamenti continui sono inoltre disponibili sui i canali social di ANAS su Tgcom24 e dalle radio partner come Rai Isoradio e Radio Italia.

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Mercedes VLE: arrivano le versioni AMG Line e AMG Line Plus

La gamma della <a href="https://www.hdmotori.it/mercedes-benz-vle-limousine-formato-van-elettrico/"><strong>nuova Mercedes-Benz VLE</strong></a>, l'esclusiva limousine in formato monovolume 100% elettrica, si arricchisce con nuove varianti. Questo modello si distingue nel segmento degli MPV per <strong>l’allestimento particolarmente lussuoso</strong> che si aggiunge alla tradizionale <strong>versatilità</strong> di questa tipologia di veicoli. Risulta così una soluzione ideale sia per le famiglie che per i servizi noleggio con conducente.<h2>Estetica AMG</h2>La novità più di rilievo riguarda l'introduzione degli <strong>allestimenti AMG Line e AMG Line Plus</strong>, che vanno ad aggiungersi all’equipaggiamento di serie e alla linea Exclusive. Entrambe le versioni conferiscono un look più sportivo alla vettura grazie alla calandra con finiture specifiche e ai paraurti specifici AMG. In particolare, la <strong>AMG Line</strong> si distingue per i <strong>dettagli cromati</strong>, tra cui la<strong> cornice della calandra illuminata</strong>, i cerchi in lega da 20 pollici e un abitacolo impreziosito da finiture in alluminio spazzolato; l'<strong>AMG Line Plus</strong> accentua ulteriormente la sportività attraverso <strong>dettagli esterni in dark chrome e nero lucido</strong>, imponenti cerchi da 21 pollici e rivestimenti interni con cuciture rosse a contrasto, cinture di sicurezza rosse e inserti in fibra di carbonio.<h2>Dotazioni esclusive</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279601" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/26C0010_083.jpg" alt="" width="720" height="480" />È inoltre possibile scegliere i <strong>sedili Premium Comfort posteriori </strong>(dotati di braccioli, regolabili elettricamente e riscaldati) e configurare lo spazio interno per ospitare <strong>da 5 a 8 passeggeri</strong>. Aumentano le personalizzazioni tecnologiche: l'allestimento Exclusive può essere abbinato al <strong>Premium Plus Package</strong>, che comprende l'avanzato <strong>MBUX Superscreen e l'head-up display </strong>oltre ad altre dotazioni tecnologiche. Tra gli accessori a pagamento arrivano anche il tetto panoramico <strong>Sky View</strong> e il<strong> Night Package</strong>.<h2>Prezzi</h2>La versione al cuore della gamma è la <strong>VLE 300</strong>, disponibile con un <strong>prezzo di partenza di 89.260 euro </strong>(73.163,94 euro IVA esclusa). Il pacchetto AMG Line è offerto a 2.867 euro, mentre l'esclusivo pacchetto AMG Line Plus è disponibile a 6.182 euro.[drivek_widget brand_id="mercedes-benz" model_id="cla-coupe-eq"]

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50 anni di BMW RS, come una sigla ha cambiato per sempre le moto

Fino al 1976 la <strong>sigla RS</strong> significava soltanto una cosa: <em>Rennsport</em>, ovvero <strong>corsa pura</strong>. Poi, esattamente mezzo secolo fa, <strong>BMW</strong> ha cambiato le regole del gioco trasformando l'acronimo in <em>Reise und Sport</em>: <strong>viaggio e sport</strong>. Da quell'intuizione è nata la stirpe delle <strong>sport tourer bavaresi</strong>, una categoria di moto capace di unire prestazioni e macina-chilometri che ha segnato la storia della Casa dell'Elica.A 50 anni da quella svolta, il testimone è nelle mani della <a href="https://www.hdmotori.it/bmw-r1300gs-vs-kawasaki-z900-vendite-privati-germania-2026/"><strong>R 1300 RS</strong></a>. L'attuale ammiraglia incassa il motore bicilindrico boxer più potente mai costruito a Monaco, con <strong>145 CV </strong>gestiti da una ciclistica e una dotazione tecnica pensate per fare sul serio tra le curve.Del resto, spingere sull'innovazione per migliorare dinamica di guida, comfort e sicurezza è il marchio di fabbrica della gamma fin dai suoi esordi. Ripercorriamo l'evoluzione dei modelli RS spinti dal motore boxer bicilindrico.<h2>La prima R 100 RS, la carena Pininfarina e i record a Nardò</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279557" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/P90635668_highRes_24-hour-world-record-1536x1019-1.jpg" alt="" width="1536" height="1019" />Il primo capitolo della saga si apre nel 1976 con la <strong>BMW R 100 RS</strong>, terzo modello a montare il propulsore boxer da un litro. La grande novità era la carenatura integrale di serie, prima assoluta a livello mondiale su una moto di produzione. Disegnata insieme a <strong>Pininfarina</strong> e caratterizzata dalla tinta argento metallizzato con riflessi blu, non serviva solo a fare scena: serviva a riparare da aria e pioggia, alzando il livello di comfort e permettendo di tenere medie autostradali molto più alte.La <strong>R 100 RS</strong> è rimasta a listino fino al 1984, anno di uscita della serie speciale "<strong>R 100 RS Classic 500</strong>" (costruita appunto in mezzo migliaio di pezzi con livrea bicolore Madison Grey/Alaska Blue e filetti bianchi).Per dimostrare di cosa fosse capace la moto, BMW si affidò al collaudatore <strong>Helmut Dahne</strong> per una serie di tentativi di record sull'anello di Nardò. Gli obiettivi? Le distanze di 10, 100 e 1.000 chilometri e le prove di durata su 1, 6, 12 e 24 ore. Per l'occasione <strong>il motore boxer venne portato a 84 CV</strong>, dietro fu montata una ruota da 19 pollici e venne tolta la parte inferiore della carena. Risultato: <strong>oltre 220 km/h </strong>di <strong>velocità massima</strong> e cinque record mondiali conquistati (10 km, 100 km, 6 ore, 12 e 24 ore).<h2>Il ritorno del boxer e l'arrivo del Telelever</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279564" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/P90635661_highRes_bmw-r-100-rs-monolev-1536x1073-1.jpg" alt="" width="1536" height="1073" />Per vedere un'altra RS a due cilindri è bisognato attendere i <strong>saloni del 1986</strong>. Nel frattempo erano nate la <strong>K75</strong> a tre cilindri e la<strong> K100</strong> a quattro, ma il pubblico, soprattutto in Giappone e negli Stati Uniti, voleva a tutti i costi il boxer. Nata inizialmente come tiratura limitata a 1.000 esemplari, la <strong>R 100 RS</strong> del 1986 è rientrata a pieno titolo nei listini fino al 1992.<img class="alignnone size-full wp-image-279566" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/BMW-RS-1-1536x1025-1.jpg" alt="" width="1536" height="1025" />Nel <strong>1993</strong> è arrivata la svolta con la <strong>R 1100 RS</strong>. Su questo modello debuttavano le quattro valvole per cilindro, il raffreddamento misto aria/olio, l'accensione digitale e l'iniezione elettronica. La potenza salì del 50% toccando i 90 CV, i consumi scesero e all'anteriore comparve per la prima volta il Telelever, la sospensione pensata per azzerare l'affondamento e stabilizzare la moto nelle staccate violente.Nel <strong>1999</strong> è stato il turno della <strong>R 1150 GS</strong> con il motore da 1.130 cc, propulsore che non venne però montato sulla R 1100 S (l'evoluzione sportiva della RS, che non scaldò mai troppo il cuore degli appassionati). Bisognerà aspettare il 2001 e il lancio della R 1150 RT per vedere le cose muoversi: motore e scarico della RT vennero infatti presi e trapiantati direttamente sulla R 1150 RS, aggiornata con carenatura integrale e nuove colorazioni.<h2>L'era del raffreddamento a liquido e la tecnologia ShiftCam</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279567" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/P90635642_highRes_bmw-r-1150-rs-1536x1075-1.jpg" alt="" width="1536" height="1075" />La quinta generazione delle boxer RS si è vista <strong>all'Intermot del 2014</strong> con la <strong>R 1200 RS</strong>. Il motore passava al raffreddamento a liquido con flussi verticali anziché orizzontali, erogando 125 CV (92 kW) e 125 Nm di coppia, abbinato alle sospensioni semi-attive BMW Dynamic ESA.L'ultimo tassello prima dell'era attuale è stato posato <strong>nell'autunno 2018 a Milano</strong>: ad EICMA ha fatto il suo esordio la <strong>R 1250 RS</strong> (nella foto qui in alto), spinta dal boxer da <strong>1.254 cc da 136 CV</strong> (100 kW) dotato di fasatura variabile <strong>valvole ShiftCam</strong>. Nel pacchetto di serie e opzionale rientravano il monobraccio posteriore, il controllo di trazione <strong>Dynamic Traction Control</strong> e la versione evoluta delle <strong>sospensioni Dynamic ESA</strong> con compensazione automatica del carico.

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Uno zero in meno, 10mila litri in più: il pieno di carburante finisce in tribunale

Con i <a href="https://www.hdmotori.it/carburanti-rialzi-crisi-usa-iran-ingiustificati/" target="_blank" rel="noopener">prezzi di benzina e diesel sempre elevati</a>, ogni notizia che riguarda il mondo dei carburanti finisce inevitabilmente sotto i riflettori. Questa volta, però, a far parlare non è l'ennesimo aumento dei listini, bensì <strong>una vicenda giudiziaria decisamente fuori dall'ordinario</strong>. Uno zero mancante avrebbe consentito di ottenere<strong> uno scarico di 10.000 litri di carburante pagando appena 14,89 euro</strong> anziché 14.890 euro. Una vicenda che, a distanza di anni, si è conclusa con una condanna per truffa nei confronti del titolare di una stazione di servizio del Cicolano, in provincia di Rieti. Il giudice monocratico Auriemma ha inflitto all'imputato quattro mesi di reclusione, con pena sospesa e attenuanti generiche, oltre a 200 euro di multa, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento della parte civile, quantificato in 14.875 euro.<h2>Il presunto raggiro</h2>I fatti risalgono al giugno 2018. Secondo la ricostruzione della Procura di Rieti, il gestore dell'impianto avrebbe concordato l'acquisto di <strong>7.000 litri di gasolio e 3.000 litri di benzina</strong> per un valore complessivo di 14.890 euro. Per ottenere lo scarico del carburante avrebbe però disposto un bonifico con un importo volutamente errato: 14,89 euro, omettendo <strong>uno zero decisivo rispetto alla cifra pattuita</strong>. Al fornitore sarebbe stata quindi trasmessa una ricevuta che faceva apparire il pagamento corretto.<h2>La telefonata del falso direttore di banca</h2>Quando il fornitore ha segnalato l'anomalia, sarebbe entrato in scena un complice, presentatosi come direttore di banca, che avrebbe rassicurato il trasportatore parlando di <strong>un "semplice" errore del sistema informatico</strong> e garantendo che il bonifico sarebbe stato corretto in breve tempo. Convinto dalle spiegazioni ricevute, il fornitore avrebbe autorizzato lo scarico del carburante presso il distributore. Il pagamento, però, non sarebbe mai stato regolarizzato.<h2>La condanna per truffa</h2>Per il tribunale, il comportamento contestato integra il reato di truffa, poiché il fornitore sarebbe stato indotto in errore attraverso la falsa rappresentazione dell'avvenuto pagamento e dalle rassicurazioni provenienti dal sedicente funzionario bancario. Il pubblico ministero aveva chiesto <strong>una condanna a un anno di reclusione</strong> e 700 euro di multa. La difesa aveva invece sollecitato l'assoluzione, sostenendo che non vi fosse certezza della responsabilità dell'imputato e rilevando come non fossero state avviate azioni civili per il recupero del credito. In subordine aveva richiesto il minimo della pena con i benefici di legge. La sentenza sarà impugnata: la difesa ha infatti annunciato il ricorso in appello.[drivek_widget brand_id="fiat" model_id="pandina"]

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Jensen Interceptor GTX: il ritorno di un&rsquo;icona "ultra-analogica"

<strong>Jensen International</strong> è pronta a far sognare nuovamente i “petrolhead” con il ritorno dell'iconica Interceptor. Non si tratta di un restomod, cioè un restauro di un’auto d’epoca con motore e tecnologie moderne: la nuova <strong>Jensen Interceptor GTX</strong> è <a href="https://www.hdmotori.it/jensen-una-nuova-coupe-guida-analogica/">un progetto completamente inedito</a> e partito da zero. L’auto è concepita per essere una sportiva “dura e pura” e pensata per l'uso in pista.<h2>Motore V8</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278831" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/jensen-interceptor-2026-2.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Per quanto riguarda la meccanica, la vettura avrà il telaio e la carrozzeria realizzati interamente in <strong>alluminio</strong>. Sotto il cofano ci sarà un potente <strong>motore V8 sovralimentato</strong>. Le indiscrezioni parlano del possibile utilizzo di un V8 Chevrolet da 6,2 litri di derivazione Corvette. In ogni caso, l’azienda ha dichiarato che intende offrire un'<strong>esperienza di guida completamente analogica</strong>, lasciando intuire la presenza di un cambio manuale e di comandi fisici tradizionali all'interno dell'abitacolo.<h2>Guida <strong>"ultra-analogica"</strong></h2><img class="alignnone size-full wp-image-278830" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/jensen-interceptor-2026-3.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Il progetto è estremamente importante per il marchio: lo conferma il coinvolgimento per il lancio di <strong>Jeff Qvale</strong>, figlio dell'ex proprietario di Jensen Motors, il compianto Kjell Qvale. Secondo Jeff, la nuova GTX stabilirà nuovi standard di riferimento per chi cerca una <strong>dinamica di guida pura, ad alte prestazioni e "ultra-analogica"</strong>. Il modello rappresenta infatti la prima nuova Jensen dal lancio della S-V8 avvenuto nel lontano 2001.<h2>Arriva entro l'anno</h2>Non è ancora stata fissata una data ufficiale per il debutto, ma l'amministratore delegato <strong>David Duerden</strong> ha affermato che potrebbe avvenire entro la fine del 2026, proprio in occasione del 60° anniversario della prima, storica Interceptor.

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Bugatti si rifiuta di riparare la sua Chiron: quello che succede dopo è incredibile

Vi sono pochissime auto di lusso al mondo più prestigiose di una <strong>Bugatti</strong>, in particolar modo di una Chiron Pur Sport. La versione più estrema della Chiron che vedrete nel video in basso, limitata a 60 esemplari totali, è stata protagonista di un terribile incidente. L’hypercar vanta sotto il cofano un poderoso<strong> W16 da 8,0 litri </strong>e<strong> 1.500 CV</strong> ed è in grado di raggiungere performance supersoniche. La velocità massima di 347 km/h in curva è solo uno dei dati più impressionanti dell’auto. Grazie a rapporti del cambio più corti, un peso ridotto di 19 kg e sospensioni più rigide, la vettura accelera da <strong>0 a 100 km/h </strong>in <strong>2,3 secondi.</strong>Un'unità di Chiron Pur Sport supera di solito i 3 milioni di euro di valore. L’esemplare protagonista della nostra vicenda sta attraversando una fase di ricostruzione da parte del noto YouTuber britannico<strong> Mat Armstrong</strong>, seguito da oltre 7 milioni di utenti. Non potendo ricevere i pezzi di ricambio originali dal produttore, il protagonista di questo restauro ha scelto di installare personalmente un kit del costo di oltre 600.000 euro. Una cifra da capogiro, ma proporzionata al valore di uno dei modelli più esclusivi dell’era recente del marchio di Molsheim.<h2>Una storia da gustare</h2>Mat Armstrong si è specializzato nel restauro di auto di lusso incidentate, accettando una sfida entusiasmante: riportare in vita una Bugatti <a href="https://www.hdmotori.it/bugatti-chiron-pompa-benzina-video-virale/" target="_blank" rel="noopener">Chiron Pur Sport</a>. L'hypercar che <strong>Bugatti</strong> si rifiuta di riparare può valere sino a 5,3 milioni di euro in perfette condizioni, ma l’esemplare è stato gravemente danneggiato in un crash ed è stata dichiarato irrecuperabile.Lo YouTuber non si è arreso e ha scelto di <strong>ricostruirla pezzo per pezzo</strong>, dopo averla pagata ben 1,9 milioni di euro. L’idea di restauro si è scontrata con la resistenza di Bugatti che avrebbe preferito non rivederla più in strada. Il costruttore transalpino ha sentenziato che l’auto non avrebbe potuto più circolare, pur se sottoposta a un meticoloso restauro. kit speciale</h2>Mat Armstrong con tanta passione e fantasia ha messo su un team molto competente, ricreando la carrozzeria completa della <a href="https://www.hdmotori.it/bugatti-articoli-n575816-bugatti-chiron-pur-sport-grand-prix-sur-mesure/" target="_blank" rel="noopener">Bugatti</a>, pezzo dopo pezzo. Alcuni componenti, come gli airbag, sono stati adattati da un modello molto più comune, un'Audi A3. Mat Armstrong e la sua squadra si sono rivolti a <strong>Venuum,</strong> un'azienda con sede a Dubai specializzata in modifiche estreme.Gli esperti hanno creato uno specifico kit widebody, costato <strong>oltre 600.000 euro.</strong> Questo prezzo non include manodopera, regolazioni e altre spese relative al progetto. L'installazione di questo kit non è stata facile e ha richiesto ulteriori modifiche importanti. Sebbene nella parte finale del filmato emerga un design più aggressivo, inclusi i componenti in fibra di carbonio e gli elementi aerodinamici, l’hypercar deve ancora essere ultimata. Il lavoro compiuto sull'auto per ora appare spettacolare ed è già stata testata dallo YouTuber che ha subito espresso la sua gioia al volante.

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Volvo ci ripensa, clamoroso ritorno delle station wagon in salsa elettrica?

La decisione di pensionare la <strong>V60 Cross Country</strong> a fine 2026 sembrava aver chiuso definitivamente la storia delle station wagon in casa <strong>Volvo</strong>. Con una gamma ormai concentrata sui SUV, l'addio alle carrozzerie tradizionali pareva scontato. Eppure, <a href="https://www.hdmotori.it/volvo-station-wagon-ritorno-origini/"><strong>lo stop </strong></a>potrebbe essere<strong> solo temporaneo</strong>.<h2>Il piano di riscossa per l'Europa</h2>Secondo quanto riportato da <em>Automotive News</em>, nei piani europei di Volvo ci sono due nuove elettriche: una <strong>berlina</strong> e una <strong>wagon</strong>. La base sarà la <strong>piattaforma SPA3</strong>, già destinata al futuro SUV compatto EX60.Parliamo di un sistema a 800 Volt predisposto per ricariche rapide fino a 370 kW. Sul <a href="https://www.hdmotori.it/volvo-ex60-design-interni-prezzi-specifiche-cross-country/"><strong>SUV EX60</strong></a> (noto come progetto P12), questa tecnologia assicura circa <strong>640 km di autonomia</strong>, un dato record per la categoria.<h2>I "compromessi fisici"</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278569" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/2019-volvo-v60-first-drive-1.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Se venissero confermati i motori della EX60, i due modelli viaggeranno tra i <strong>369 </strong>e i<strong> 612 cavalli</strong>. Il vero nodo resta l'autonomia. Un passo più corto rispetto a quello del SUV significa <strong>meno spazio sotto il pianale</strong>, costringendo a usare pacchi batteria più piccoli e riducendo, inevitabilmente, i chilometri percorribili con un pieno di energia.Le indiscrezioni suggeriscono inoltre che entrambi i modelli adotteranno badge storici legati alle <strong>serie "-60" o "-70"</strong>. Sul fronte delle berline, seguendo la scia della più grande <a href="https://www.hdmotori.it/prove/volvo-es90-ammiraglia-scandinava-berlina-rialzata-video/"><strong>ES90</strong></a> già presente su altri mercati globali, il nuovo modello compatto potrebbe chiamarsi <strong>ES60</strong>. Per la wagon, invece, il nome naturale sarebbe <strong>EV60</strong>, la quale potrebbe in seguito sdoppiarsi in una variante <em>Cross Country</em> con assetto rialzato, replicando la filosofia della EX60.<h2>Prezzi e dinamiche di un mercato di nicchia</h2>Il listino di partenza stimato dovrebbe aggirarsi nella fascia medio-alta,<strong> intorno ai 46.000 euro</strong>. Un posizionamento in linea rispetto a concorrenti dirette come la Tesla Model 3 Premium a trazione integrale o la neonata Lexus ES 350e. Resta ancora da capire se Volvo deciderà di proporre anche varianti d'accesso a trazione posteriore (RWD) o se punterà esclusivamente su versioni a trazione integrale (AWD) con doppio motore..<h2>La scommessa di Volvo</h2>Eppure le carrozzerie classiche funzionano ancora bene tra i marchi di lusso. <strong>BMW</strong>, per dire, vende la M5 dividendola esattamente a metà tra berlina e la <a href="https://www.hdmotori.it/bmw-m5-touring-bovensiepen/"><strong>familiare Touring</strong></a>.Anche senza annunci ufficiali sulla piattaforma SPA3, i messaggi del management Volvo vanno in questa direzione. Qualche mese fa l'ex AD <strong>Håkan Samuelsson</strong> ha ammesso che forse si è esagerato con la "monocoltura dei SUV": "<em>Non credo che tra dieci anni la gamma Volvo sarà fatta solo di SUV</em>". Un'apertura netta al ritorno di <strong>berline</strong> e <strong>wagon</strong>, solo convertite all'elettrico.

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Un altro pilastro dell&#039;industria tedesca chiude una fabbrica: 216 dipendenti a casa

Non c'è pace per il settore dell'industria automobilistica tedesca, per anni la locomotiva dell'Europa intera e non soltanto della Germania. Oggi, però, i tempi d'oro sono un ricordo agrodolce perché adesso bisogna fronteggiare una crisi quasi senza precedenti. Il terremoto che sta sconquassando il Gruppo Volkswagen e l'intera automotive teutonica non fa sconti neppure alle <strong>aziende di componentistica.</strong> L'ultima "vittima" di questo momento buio è <strong>Magna</strong>, uno dei più grandi fornitori automobilistici a livello mondiale, che ha annunciato la chiusura definitiva e in anticipo sui tempi dello stabilimento situato a Dorfprozelten, nella Bassa Franconia. Purtroppo, ben <strong>216 dipendenti</strong> perdono il proprio impiego.<h2>Una chiusura non senza polemiche</h2>La notizia della dismissione anticipata della fabbrica di Magna ha destato scalpore perché giunge in aperta violazione di un percorso di salvataggio che sembrava aver dato i suoi frutti appena pochi anni fa. Nel 2023, infatti, l'azienda e il sindacato<a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-articoli-n603489-volkswagen-accordo-sindacati-ig-metall-dettagli/"> <strong>IG Metall</strong></a> avevano raggiunto un’intesa per garantire la continuità dell'impianto fino alla fine del 2028.Quell'accordo, che aveva già richiesto il sacrificio di circa 200 posti di lavoro, era stato accettato dai dipendenti proprio con la speranza di proteggere il futuro della fabbrica. Invece, la produzione di <strong>specchietti retrovisori esterni </strong>e<strong> interni</strong> cesserà definitivamente a metà del <strong>2027</strong>, con circa un anno e mezzo di anticipo rispetto a quanto pattuito.<h2>Le ragioni della resa</h2>Secondo quanto dichiarato dai vertici di Magna, lo stabilimento <strong>non è più sostenibile</strong> dal punto di vista economico nonostante i passati investimenti e le misure di riduzione dei costi messe in campo. La dirigenza punta il dito contro uno scenario di mercato estremamente negativo e una gestione operativa che non offre più margini di manovra.La crisi di Dorfprozelten si inserisce in un contesto più variegato che vede l’intero comparto della componentistica auto alle prese con <strong>volumi di produzione in calo</strong>, la necessità di investimenti massicci nelle nuove tecnologie di propulsione e una pressione sui costi diventata insostenibile.<h2>Lo scontro con i sindacati e la politica</h2>La reazione della IG Metall è stata ovviamente pesantissima, dicendo esplicitamente che il comportamento di Magna equivale a un <strong>"tradimento"</strong> degli accordi presi. Secondo il sindacato, l'azienda di componentistica non avrebbe rispettato gli impegni di localizzare nuovi prodotti nel sito o di trasferire commesse da altri impianti per saturare la capacità produttiva di Dorfprozelten.Un punto critico riguarda la tecnologia dei <strong>cristalli liquidi per specchietti (LC)</strong>: considerata una soluzione del futuro, non sarebbe mai stata portata alla maturità per la produzione in serie, nonostante i <strong>finanziamenti pubblici</strong> ricevuti dal Land della Baviera per il suo sviluppo.<h2>L'impatto sul territorio e sul settore</h2>Per la comunità di Dorfprozelten, questa chiusura rappresenta una sconfitta e, soprattutto, la scomparsa di uno dei più importanti datori di lavoro industriali della zona. Il colosso Magna, che conta oltre <strong>170.000 dipendenti</strong> in tutto il mondo e si occupa persino dell'assemblaggio completo di vetture per marchi come <a href="https://www.hdmotori.it/robot-umanoidi-fabbriche-auto/">BMW</a> e <a href="https://www.hdmotori.it/nuova-mercedes-benz-classe-c-elettrica-produzione-ungheria/">Mercedes </a>nel suo sito austriaco di Graz, sembra dunque aver deciso di riorganizzare le proprie capacità produttive sacrificando i siti meno efficienti. Un campanello d'allarme molto preoccupante, non solo per la Germania, ma per tutta l'Europa delle quattro ruote.FOTO: <span class="ippd7e">RONNY HARTMANN</span>

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Honda WN7 è arrivata, la prima elettrica è già nei concessionari

Togliete il rumore dello scarico, cancellate le vibrazioni sotto la sella e dimenticate il classico feeling meccanico. Per chiunque ami le due ruote, l'idea di una elettrica parte decisamente in salita. In Honda lo sanno bene. Progettare la <strong>nuova WN7</strong> (Wind Naked 7) non significava semplicemente infilare una batteria nel telaio, ma evitare di produrre un mezzo senz'anima dopo settant'anni di motori termici.E la <a href="https://www.hdmotori.it/honda-wn7-2026-moto-elettrica-motore-batteria-autonomia-prezzo/"><strong>Honda WN7 </strong></a>(aveva fatto il suo debutto a Eicma 2025) è finalmente disponibile nei concessionari europei. Non si tratta di un mezzo economico, ma di una proposta premium che punta tutto sulla qualità costruttiva e sulla tecnologia d'avanguardia. Il prezzo di listino <strong>parte da 15.190 euro</strong>.<h2>La filosofia "Be the Wind"</h2><img class="size-full wp-image-278556" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/6a53a10312bc6.jpeg" alt="" width="1349" height="900" />Sia chiaro. I primi a essere scettici erano gli stessi tecnici della Casa giapponese.<blockquote><em>"Il timore di perdere il legame fisico con la moto era forte anche nel nostro reparto"</em>, racconta Masatsugu Tanaka, Large Project Leader della WN7. <em>"Da qui è nata l'idea del 'Be the Wind': non vogliamo che il pilota subisca il vento, vogliamo che ne diventi parte"</em>.</blockquote>Evidente. Senza il<strong> "baccano" del motore termico</strong>, cambia la percezione della guida. Si avvertono rumori prima coperti dallo scarico, come il rotolamento delle gomme sull'asfalto e i suoni dell'ambiente circostante. La spinta del motore è immediata e fluida, controllata da quattro mappature (<strong>Standard, Sport, Rain ed Econ</strong>) che regolano l'accelerazione, il freno motore e l'intervento del controllo di trazione. Il vantaggio pratico, secondo Tanaka, è però la costanza. La risposta del gas è sempre identica e prevedibile, lasciando al pilota solo il compito di concentrarsi sulla traiettoria.<h2>Meccanica senza compromessi</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278557" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/6a53a16adbce3.jpeg" alt="" width="1349" height="900" />La <strong>WN7</strong> rompe con il passato anche nella ciclistica. Non c'è un telaio tradizionale: la batteria agli ioni di litio da <strong>9,3 kWh</strong> (raffreddata ad aria) funge da elemento portante, a cui si collegano direttamente il cannotto di sterzo e il telaietto posteriore in alluminio con forcellone monobraccio. Altra novità per Honda è la trasmissione finale a cinghia.Il motore elettrico, raffreddato a liquido, è disponibile in due versioni:<ul> <li><strong>da 18 kW (patente A2):</strong> tocca i 129 km/h con un'autonomia WMTC di <strong>140 km;</strong></li> <li><strong>da 11 kW (patente A1, dai 16 anni):</strong> arriva a 120 km/h e allunga l'autonomia a <strong>153 km</strong>.</li></ul>Per fare il pieno c'è lo standard automobilistico <strong>CCS2</strong>. Oltre alla normale ricarica da casa (circa 5 ore e mezza), la ricarica rapida permette di passare dal 20% all'80% in <strong>30 minuti</strong>, recuperando all'incirca 93 km di autonomia.

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Xiaomi reveals SkyNomad N90: a living room on wheels

Xiaomi has revealed the SkyNomad N90, the first model in its new SkyNomad series and the company’s first extended-range electric vehicle. CEO Lei Jun posted the first official exterior images today, and a new regulatory filing confirmed the full specs.

The N90 is a full-size, three-row SUV with a claimed combined range of more than 1,500 km (932 miles), aimed squarely at Li Auto and Huawei-backed Aito in China’s fast-growing EREV market.

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Xiaomi says Sky Nomad is a series, not a new brand, teases SUV

Xiaomi has answered the biggest open question about Sky Nomad: it’s a second product series under Xiaomi EV, not the standalone sub-brand that had been rumored for months.

The company also revealed the first clear look at the lineup’s debut model — a rugged, boxy extended-range SUV — in a set of official teaser posters.

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Xiaomi makes Sky Nomad official: new EREV brand to take on Li Auto

Xiaomi officially confirmed “Sky Nomad,” the name of its new extended-range electric vehicle (EREV) effort, after months of rumors. The first model is a full-size SUV expected to deliver over 1,500 km (932 miles) of combined range.

The announcement puts China’s hottest EV newcomer on a collision course with Li Auto and Huawei-backed Aito, which dominate the country’s lucrative family SUV segment.

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Niente Qashqai elettrica, Nissan sospende il progetto

Lo sviluppo di una variante full electric della Qashqai, popolarissimo SUV di <strong>Nissan</strong>, è stato fermato nell'ambito della riorganizzazione del gruppo giapponese. L’auto a ruote alte, battezzata come una popolazione raminga che risiede in una regione sulle montagne del sud dell'Iran, rimane una best seller nel Vecchio Continente nelle <strong>versioni ibride benzina MHEV.</strong>I vertici del marchio nipponico avevano ragionato sul lancio nei prossimi anni di una variante a zero emissioni, ma hanno cambiato idea. Un progetto full electric della Qashqai potrebbe rappresentare un autogol in una fase di ripresa dopo una profonda crisi, causata anche dall’uscita di scena di storiche vetture sostituite da EV dallo scarso appeal. In base a quanto riportato da Reuters che cita ben 6 fonti a conoscenza della vicenda, la Casa automobilistica avrebbe sospeso lo sviluppo della <strong>Qashqai elettrica.</strong><h2>Scelta sensata</h2>Il 2026 per Nissan Italia è iniziato con una crescita del +6% delle immatricolazioni rispetto all'anno precedente. La Nissan Qashqai è tra i <strong>SUV di segmento C</strong> più venduti alle nostre latitudini e nell’ottica di un incremento nel segmento delle ibride si è pensato di rinunciare a un’altra proposta elettrica. Lo stop allo sviluppo del crossover elettrico permetterà di risparmiare risorse.Si parlava dal 2023 di una versione elettrica della Qashqai, ma il marchio giapponese non aveva mai specificato tempistiche precise per l'arrivo di questo modello. La Casa automobilistica ha avviato un importante piano di ristrutturazione, essendo in trattative con Londra per ottenere il sostegno finanziario necessario per le attività dello stabilimento inglese. Ora, con il nuovo corso non verrà contemplata una Qashqai elettrica. A giudicare dal rapporto, Nissan potrebbe non essere in grado di immettere l'auto sul mercato prima dell'inizio del prossimo decennio e, qualora decidesse di ripensarci, potrebbe accusare un pesante gap coi <strong>principali competitor.</strong>[caption id="attachment_264499" align="alignnone" width="800"]<img class="wp-image-264499 size-full" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/03/Nuovo-Nissan-e-POWER-001.jpg" alt="Prezzi Nissan Qashqai N1" width="800" height="600" /> Prezzi Nissan Qashqai N1 2026[/caption]<h2>Si punta su altro</h2>A Sunderland, Nissan si impegna nella produzione della <strong>nuova Leaf</strong> e presto lancerà la versione elettrica della nuova Juke. L’azienda ha spiegato che il mercato europeo ha mostrato una “significativa volatilità” nella domanda di EV e la scelta di una strategia di elettrificazione è quella più equilibrata in questo momento storico. Nissan sta valutando con il colosso cinese <a href="https://www.hdmotori.it/nissan-accordo-chery-fabbrica-sunderland/" target="_blank" rel="noopener">Chery</a> l’utilizzo condiviso dell'impianto inglese.Qashqai è un bestseller a livello globale e Nissan non ha intenzione di rischiare. Non si tratta di una rinuncia totale all’elettrico (vedasi <strong>Micra, Leaf e Ariya</strong>), ma ad oggi è meno costoso tenere in commercio la Qashqai come ibrida che lanciare una variante alla spina nel segmento più competitivo del car market. Una EV di questa fascia dovrebbe vedersela con <a href="https://www.hdmotori.it/renault-scenic-e-tech-il-restyling-arriva-prima-del-previsto-ecco-le-prime-foto-spia/" target="_blank" rel="noopener">Renault Scenic E-Tech</a>, Skoda Elroq, Hyundai Kona Electric, BYD Atto 3 e MG4/ZS EV, forse per questo motivo la scelta della Casa nipponica appare come la più saggia.[drivek_widget brand_id="nissan" model_id="x-trail"]

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Un sogno artigianale Made in UK, una coupé retrò in appena 9 esemplari

Ne avevamo parlato quando Morgan aveva rilasciato un breve teaser riguardante il tettino panoramico di quella che sarebbe stata la prima coupé dopo un tempo infinito. Ora che l'attesa è terminata possiamo dare un caloroso benvenuto alla <strong>Morgan Midsummer Coupé</strong>, un'affascinante auto che porta in dote tutte quelle caratteristiche che sono tipiche della tradizione britannica. In poche parole, una macchina non per tutti, ma a farcelo capire ci aveva già pensato la sua tiratura limitata a soli 9 esemplari. Detto ciò, vale la pena conoscere più a fondo questo oggetto a quattro ruote per nulla banale.<h2>Nata dal dialogo</h2>La nascita di questo progetto non poteva essere lineare come quella di tutte le altre, infatti, la Midsummer Coupé deve la sua esistenza alla visione di un singolo cliente che, dopo il lancio della versione barchetta nel 2024, ha proposto a Morgan di realizzarne un’interpretazione <strong>fixed-head</strong>, in parole povere a tetto chiuso.Ciò che era cominciato come un dialogo strettamente privato si è mutato in un piano di ampio respiro quando l'appeal suscitato del prototipo ha attirato ben altre otto commissioni. Il risultato finale non ci dona una vettura che si limita a mettere una cerniera sul tetto del modello originale, ma che invece si staglia sulla scena come un prodotto originale molto carismatico.<h2>L'armonia della linea "fixed-head"</h2>Il design della Midsummer è il frutto di una collaborazione creativa molto intensa tra il team Morgan e i designer di <a href="https://www.hdmotori.it/pininfarina-95-anniversario-salone-auto-torino-esposizioni-festival-car/">Pininfarina</a>. L'aggiunta del tetto ha consentito di esplorare proporzioni diverse, introducendo una "terza linea" nella silhouette che muta in modo fondamentale il carattere del veicolo.[gallery ids="276023,276024,276025,276027,276028,276026"]Vista di profilo, la Midsummer Coupé sfoggia una <strong>silhouette </strong>dal forte impatto emotivo con un ampio tettuccio vetrato che inonda l'abitacolo di luce, dando forma a un ambiente leggero e arioso. La struttura del <a href="https://www.hdmotori.it/morgan-nuovo-modello/">tetto</a> si raccorda in modo fluido alla carrozzeria posteriore, guidando lo sguardo in un movimento continuo dal montante A fino alla coda della vettura. Tra i dettagli tecnici di pregio spiccano i cerchi in alluminio forgiato da 19 pollici, definiti come i più complessi mai realizzati dalla Casa britannica, e la linea di cintura lavorata dal pieno in alluminio che integra la maniglia della porta in modo sapiente.<h2>Interni dallo spirito nautico</h2>L'abitacolo è un concentrato di materiali pregiati e riferimenti al mondo nautico. Il <strong>legno di teak</strong>, ricavato dal genere di alberi tropicali <em class="eujQNb" data-sfc-root="ep" data-sfc-cb="" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 500; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(0, 29, 53);">Tectona</em><strong><em class="eujQNb" data-sfc-root="ep" data-sfc-cb="" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 500; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(0, 29, 53);">,</em></strong> è utilizzato in tutto l’interno, realizzando un tema visivo che rimanda immediatamente alla barchetta originale, anche se forse il livello di artigianalità percepito raggiunge un livello addirittura più elevato.La cura per il dettaglio è chiaramente maniacale: il selettore del cambio in alluminio presenta un inserto in teak, mentre gli interruttori dei finestrini sono montati direttamente nella struttura del tetto. Nonostante l'esclusività, la vettura mantiene una vocazione <strong>touring</strong>, offrendo climatizzazione avanzata e un ampio vano bagagli per incoraggiare viaggi a lungo raggio in ogni condizione atmosferica.<h2>La firma di Pininfarina</h2>A testimoniare l'eccezionalità del progetto, sulla carrozzeria (dietro le ruote anteriori) campeggia l’emblema <strong>Pininfarina Fuoriserie</strong>. A differenza del classico marchio "Design by Pininfarina", la dicitura "Fuoriserie" viene scelta per indicare veicoli prodotti al di fuori dei programmi convenzionali, sottolineando la natura altamente individuale e l'expertise congiunta delle due aziende. Ogni esemplare sarà dunque una "one-off" che riflette la visione unica del suo proprietario, segnando un momento decisivo nella storia del coachbuilding moderno.

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Batterie al sodio sui camion: la Cina fa 15.000 km e stupisce tutti

Le <strong>batterie al sodio</strong> sono uscite dai laboratori. Per anni sono state considerate una scommessa interessante ma futuribile, ottime sulla carta per abbattere i costi dell'auto elettrica grazie a materiali economici e abbondanti, ma giudicate troppo deboli per i ritmi del trasporto pesante. La risposta all'incognita è arrivata direttamente dall'asfalto: il costruttore cinese <strong>FAW Jiefang</strong> ha preso i suoi camion elettrici e, invece di testarli in pista, li ha aggregati a una vera flotta logistica.Il risultato sono <strong>15.000 chilometri</strong> di consegne reali. I mezzi hanno viaggiato nel traffico pesante, affrontando asfalto usurato, sbalzi termici continui e cicli di ricarica forzati. Niente ambienti protetti, ma la routine quotidiana di chi lavora su gomma.<h2>La prova del freddo a quaranta sotto zero</h2>I numeri della sperimentazione cambiano le prospettive d'uso di questa chimica. Il pacco da <strong>339 kWh</strong> sviluppato con <strong>Zhongke Haina</strong> ha mantenuto il 90% della capacità a -40°C. È la specifica che sblocca il trasporto invernale nel nord della Cina: ad Harbin o Shenyang, dove il termometro scende fisso sotto i -20°C, significa non dover tenere i camion fermi nei piazzali ad aspettare che le batterie si scaldino.L'altro riscontro cruciale per i tempi della logistica riguarda i tempi di sosta: il ciclo di ricarica richiede tra i <strong>20 e i 25 minuti</strong>, una finestra compatibile con le pause obbligatorie degli autisti. Quanto alla durata, i dati indicano una vita utile di oltre 8.000 cicli anche abusando della ricarica rapida, grazie a una stabilità termica strutturale adatta ai carichi di lavoro dei veicoli commerciali.<h2>L'assalto dei colossi industriali al dopo-litio</h2>Che la partita sia ormai industriale e non più accademica lo dimostrano i movimenti dei colossi del settore. <strong>FAW Jiefang</strong> ha aperto la strada, ma la concorrenza accelera: CATL ha investito <strong>700 milioni di dollari</strong> in un <strong>nuovo impianto da 40 GWh</strong> nel Fujian, mentre BYD dichiara di aver già sviluppato celle al sodio da 10.000 cicli. I test su strada di questi giorni confermano che la transizione energetica dei pesanti sta cambiando marcia, e il sodio non è più solo un progetto sulla carta

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