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Uno zero in meno, 10mila litri in più: il pieno di carburante finisce in tribunale

Con i <a href="https://www.hdmotori.it/carburanti-rialzi-crisi-usa-iran-ingiustificati/" target="_blank" rel="noopener">prezzi di benzina e diesel sempre elevati</a>, ogni notizia che riguarda il mondo dei carburanti finisce inevitabilmente sotto i riflettori. Questa volta, però, a far parlare non è l'ennesimo aumento dei listini, bensì <strong>una vicenda giudiziaria decisamente fuori dall'ordinario</strong>. Uno zero mancante avrebbe consentito di ottenere<strong> uno scarico di 10.000 litri di carburante pagando appena 14,89 euro</strong> anziché 14.890 euro. Una vicenda che, a distanza di anni, si è conclusa con una condanna per truffa nei confronti del titolare di una stazione di servizio del Cicolano, in provincia di Rieti. Il giudice monocratico Auriemma ha inflitto all'imputato quattro mesi di reclusione, con pena sospesa e attenuanti generiche, oltre a 200 euro di multa, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento della parte civile, quantificato in 14.875 euro.<h2>Il presunto raggiro</h2>I fatti risalgono al giugno 2018. Secondo la ricostruzione della Procura di Rieti, il gestore dell'impianto avrebbe concordato l'acquisto di <strong>7.000 litri di gasolio e 3.000 litri di benzina</strong> per un valore complessivo di 14.890 euro. Per ottenere lo scarico del carburante avrebbe però disposto un bonifico con un importo volutamente errato: 14,89 euro, omettendo <strong>uno zero decisivo rispetto alla cifra pattuita</strong>. Al fornitore sarebbe stata quindi trasmessa una ricevuta che faceva apparire il pagamento corretto.<h2>La telefonata del falso direttore di banca</h2>Quando il fornitore ha segnalato l'anomalia, sarebbe entrato in scena un complice, presentatosi come direttore di banca, che avrebbe rassicurato il trasportatore parlando di <strong>un "semplice" errore del sistema informatico</strong> e garantendo che il bonifico sarebbe stato corretto in breve tempo. Convinto dalle spiegazioni ricevute, il fornitore avrebbe autorizzato lo scarico del carburante presso il distributore. Il pagamento, però, non sarebbe mai stato regolarizzato.<h2>La condanna per truffa</h2>Per il tribunale, il comportamento contestato integra il reato di truffa, poiché il fornitore sarebbe stato indotto in errore attraverso la falsa rappresentazione dell'avvenuto pagamento e dalle rassicurazioni provenienti dal sedicente funzionario bancario. Il pubblico ministero aveva chiesto <strong>una condanna a un anno di reclusione</strong> e 700 euro di multa. La difesa aveva invece sollecitato l'assoluzione, sostenendo che non vi fosse certezza della responsabilità dell'imputato e rilevando come non fossero state avviate azioni civili per il recupero del credito. In subordine aveva richiesto il minimo della pena con i benefici di legge. La sentenza sarà impugnata: la difesa ha infatti annunciato il ricorso in appello.[drivek_widget brand_id="fiat" model_id="pandina"]

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Jensen Interceptor GTX: il ritorno di un&rsquo;icona "ultra-analogica"

<strong>Jensen International</strong> è pronta a far sognare nuovamente i “petrolhead” con il ritorno dell'iconica Interceptor. Non si tratta di un restomod, cioè un restauro di un’auto d’epoca con motore e tecnologie moderne: la nuova <strong>Jensen Interceptor GTX</strong> è <a href="https://www.hdmotori.it/jensen-una-nuova-coupe-guida-analogica/">un progetto completamente inedito</a> e partito da zero. L’auto è concepita per essere una sportiva “dura e pura” e pensata per l'uso in pista.<h2>Motore V8</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278831" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/jensen-interceptor-2026-2.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Per quanto riguarda la meccanica, la vettura avrà il telaio e la carrozzeria realizzati interamente in <strong>alluminio</strong>. Sotto il cofano ci sarà un potente <strong>motore V8 sovralimentato</strong>. Le indiscrezioni parlano del possibile utilizzo di un V8 Chevrolet da 6,2 litri di derivazione Corvette. In ogni caso, l’azienda ha dichiarato che intende offrire un'<strong>esperienza di guida completamente analogica</strong>, lasciando intuire la presenza di un cambio manuale e di comandi fisici tradizionali all'interno dell'abitacolo.<h2>Guida <strong>"ultra-analogica"</strong></h2><img class="alignnone size-full wp-image-278830" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/jensen-interceptor-2026-3.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Il progetto è estremamente importante per il marchio: lo conferma il coinvolgimento per il lancio di <strong>Jeff Qvale</strong>, figlio dell'ex proprietario di Jensen Motors, il compianto Kjell Qvale. Secondo Jeff, la nuova GTX stabilirà nuovi standard di riferimento per chi cerca una <strong>dinamica di guida pura, ad alte prestazioni e "ultra-analogica"</strong>. Il modello rappresenta infatti la prima nuova Jensen dal lancio della S-V8 avvenuto nel lontano 2001.<h2>Arriva entro l'anno</h2>Non è ancora stata fissata una data ufficiale per il debutto, ma l'amministratore delegato <strong>David Duerden</strong> ha affermato che potrebbe avvenire entro la fine del 2026, proprio in occasione del 60° anniversario della prima, storica Interceptor.

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Bugatti si rifiuta di riparare la sua Chiron: quello che succede dopo è incredibile

Vi sono pochissime auto di lusso al mondo più prestigiose di una <strong>Bugatti</strong>, in particolar modo di una Chiron Pur Sport. La versione più estrema della Chiron che vedrete nel video in basso, limitata a 60 esemplari totali, è stata protagonista di un terribile incidente. L’hypercar vanta sotto il cofano un poderoso<strong> W16 da 8,0 litri </strong>e<strong> 1.500 CV</strong> ed è in grado di raggiungere performance supersoniche. La velocità massima di 347 km/h in curva è solo uno dei dati più impressionanti dell’auto. Grazie a rapporti del cambio più corti, un peso ridotto di 19 kg e sospensioni più rigide, la vettura accelera da <strong>0 a 100 km/h </strong>in <strong>2,3 secondi.</strong>Un'unità di Chiron Pur Sport supera di solito i 3 milioni di euro di valore. L’esemplare protagonista della nostra vicenda sta attraversando una fase di ricostruzione da parte del noto YouTuber britannico<strong> Mat Armstrong</strong>, seguito da oltre 7 milioni di utenti. Non potendo ricevere i pezzi di ricambio originali dal produttore, il protagonista di questo restauro ha scelto di installare personalmente un kit del costo di oltre 600.000 euro. Una cifra da capogiro, ma proporzionata al valore di uno dei modelli più esclusivi dell’era recente del marchio di Molsheim.<h2>Una storia da gustare</h2>Mat Armstrong si è specializzato nel restauro di auto di lusso incidentate, accettando una sfida entusiasmante: riportare in vita una Bugatti <a href="https://www.hdmotori.it/bugatti-chiron-pompa-benzina-video-virale/" target="_blank" rel="noopener">Chiron Pur Sport</a>. L'hypercar che <strong>Bugatti</strong> si rifiuta di riparare può valere sino a 5,3 milioni di euro in perfette condizioni, ma l’esemplare è stato gravemente danneggiato in un crash ed è stata dichiarato irrecuperabile.Lo YouTuber non si è arreso e ha scelto di <strong>ricostruirla pezzo per pezzo</strong>, dopo averla pagata ben 1,9 milioni di euro. L’idea di restauro si è scontrata con la resistenza di Bugatti che avrebbe preferito non rivederla più in strada. Il costruttore transalpino ha sentenziato che l’auto non avrebbe potuto più circolare, pur se sottoposta a un meticoloso restauro. kit speciale</h2>Mat Armstrong con tanta passione e fantasia ha messo su un team molto competente, ricreando la carrozzeria completa della <a href="https://www.hdmotori.it/bugatti-articoli-n575816-bugatti-chiron-pur-sport-grand-prix-sur-mesure/" target="_blank" rel="noopener">Bugatti</a>, pezzo dopo pezzo. Alcuni componenti, come gli airbag, sono stati adattati da un modello molto più comune, un'Audi A3. Mat Armstrong e la sua squadra si sono rivolti a <strong>Venuum,</strong> un'azienda con sede a Dubai specializzata in modifiche estreme.Gli esperti hanno creato uno specifico kit widebody, costato <strong>oltre 600.000 euro.</strong> Questo prezzo non include manodopera, regolazioni e altre spese relative al progetto. L'installazione di questo kit non è stata facile e ha richiesto ulteriori modifiche importanti. Sebbene nella parte finale del filmato emerga un design più aggressivo, inclusi i componenti in fibra di carbonio e gli elementi aerodinamici, l’hypercar deve ancora essere ultimata. Il lavoro compiuto sull'auto per ora appare spettacolare ed è già stata testata dallo YouTuber che ha subito espresso la sua gioia al volante.

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Volvo ci ripensa, clamoroso ritorno delle station wagon in salsa elettrica?

La decisione di pensionare la <strong>V60 Cross Country</strong> a fine 2026 sembrava aver chiuso definitivamente la storia delle station wagon in casa <strong>Volvo</strong>. Con una gamma ormai concentrata sui SUV, l'addio alle carrozzerie tradizionali pareva scontato. Eppure, <a href="https://www.hdmotori.it/volvo-station-wagon-ritorno-origini/"><strong>lo stop </strong></a>potrebbe essere<strong> solo temporaneo</strong>.<h2>Il piano di riscossa per l'Europa</h2>Secondo quanto riportato da <em>Automotive News</em>, nei piani europei di Volvo ci sono due nuove elettriche: una <strong>berlina</strong> e una <strong>wagon</strong>. La base sarà la <strong>piattaforma SPA3</strong>, già destinata al futuro SUV compatto EX60.Parliamo di un sistema a 800 Volt predisposto per ricariche rapide fino a 370 kW. Sul <a href="https://www.hdmotori.it/volvo-ex60-design-interni-prezzi-specifiche-cross-country/"><strong>SUV EX60</strong></a> (noto come progetto P12), questa tecnologia assicura circa <strong>640 km di autonomia</strong>, un dato record per la categoria.<h2>I "compromessi fisici"</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278569" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/2019-volvo-v60-first-drive-1.jpg" alt="" width="1920" height="1080" />Se venissero confermati i motori della EX60, i due modelli viaggeranno tra i <strong>369 </strong>e i<strong> 612 cavalli</strong>. Il vero nodo resta l'autonomia. Un passo più corto rispetto a quello del SUV significa <strong>meno spazio sotto il pianale</strong>, costringendo a usare pacchi batteria più piccoli e riducendo, inevitabilmente, i chilometri percorribili con un pieno di energia.Le indiscrezioni suggeriscono inoltre che entrambi i modelli adotteranno badge storici legati alle <strong>serie "-60" o "-70"</strong>. Sul fronte delle berline, seguendo la scia della più grande <a href="https://www.hdmotori.it/prove/volvo-es90-ammiraglia-scandinava-berlina-rialzata-video/"><strong>ES90</strong></a> già presente su altri mercati globali, il nuovo modello compatto potrebbe chiamarsi <strong>ES60</strong>. Per la wagon, invece, il nome naturale sarebbe <strong>EV60</strong>, la quale potrebbe in seguito sdoppiarsi in una variante <em>Cross Country</em> con assetto rialzato, replicando la filosofia della EX60.<h2>Prezzi e dinamiche di un mercato di nicchia</h2>Il listino di partenza stimato dovrebbe aggirarsi nella fascia medio-alta,<strong> intorno ai 46.000 euro</strong>. Un posizionamento in linea rispetto a concorrenti dirette come la Tesla Model 3 Premium a trazione integrale o la neonata Lexus ES 350e. Resta ancora da capire se Volvo deciderà di proporre anche varianti d'accesso a trazione posteriore (RWD) o se punterà esclusivamente su versioni a trazione integrale (AWD) con doppio motore..<h2>La scommessa di Volvo</h2>Eppure le carrozzerie classiche funzionano ancora bene tra i marchi di lusso. <strong>BMW</strong>, per dire, vende la M5 dividendola esattamente a metà tra berlina e la <a href="https://www.hdmotori.it/bmw-m5-touring-bovensiepen/"><strong>familiare Touring</strong></a>.Anche senza annunci ufficiali sulla piattaforma SPA3, i messaggi del management Volvo vanno in questa direzione. Qualche mese fa l'ex AD <strong>Håkan Samuelsson</strong> ha ammesso che forse si è esagerato con la "monocoltura dei SUV": "<em>Non credo che tra dieci anni la gamma Volvo sarà fatta solo di SUV</em>". Un'apertura netta al ritorno di <strong>berline</strong> e <strong>wagon</strong>, solo convertite all'elettrico.

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Un altro pilastro dell&#039;industria tedesca chiude una fabbrica: 216 dipendenti a casa

Non c'è pace per il settore dell'industria automobilistica tedesca, per anni la locomotiva dell'Europa intera e non soltanto della Germania. Oggi, però, i tempi d'oro sono un ricordo agrodolce perché adesso bisogna fronteggiare una crisi quasi senza precedenti. Il terremoto che sta sconquassando il Gruppo Volkswagen e l'intera automotive teutonica non fa sconti neppure alle <strong>aziende di componentistica.</strong> L'ultima "vittima" di questo momento buio è <strong>Magna</strong>, uno dei più grandi fornitori automobilistici a livello mondiale, che ha annunciato la chiusura definitiva e in anticipo sui tempi dello stabilimento situato a Dorfprozelten, nella Bassa Franconia. Purtroppo, ben <strong>216 dipendenti</strong> perdono il proprio impiego.<h2>Una chiusura non senza polemiche</h2>La notizia della dismissione anticipata della fabbrica di Magna ha destato scalpore perché giunge in aperta violazione di un percorso di salvataggio che sembrava aver dato i suoi frutti appena pochi anni fa. Nel 2023, infatti, l'azienda e il sindacato<a href="https://www.hdmotori.it/volkswagen-articoli-n603489-volkswagen-accordo-sindacati-ig-metall-dettagli/"> <strong>IG Metall</strong></a> avevano raggiunto un’intesa per garantire la continuità dell'impianto fino alla fine del 2028.Quell'accordo, che aveva già richiesto il sacrificio di circa 200 posti di lavoro, era stato accettato dai dipendenti proprio con la speranza di proteggere il futuro della fabbrica. Invece, la produzione di <strong>specchietti retrovisori esterni </strong>e<strong> interni</strong> cesserà definitivamente a metà del <strong>2027</strong>, con circa un anno e mezzo di anticipo rispetto a quanto pattuito.<h2>Le ragioni della resa</h2>Secondo quanto dichiarato dai vertici di Magna, lo stabilimento <strong>non è più sostenibile</strong> dal punto di vista economico nonostante i passati investimenti e le misure di riduzione dei costi messe in campo. La dirigenza punta il dito contro uno scenario di mercato estremamente negativo e una gestione operativa che non offre più margini di manovra.La crisi di Dorfprozelten si inserisce in un contesto più variegato che vede l’intero comparto della componentistica auto alle prese con <strong>volumi di produzione in calo</strong>, la necessità di investimenti massicci nelle nuove tecnologie di propulsione e una pressione sui costi diventata insostenibile.<h2>Lo scontro con i sindacati e la politica</h2>La reazione della IG Metall è stata ovviamente pesantissima, dicendo esplicitamente che il comportamento di Magna equivale a un <strong>"tradimento"</strong> degli accordi presi. Secondo il sindacato, l'azienda di componentistica non avrebbe rispettato gli impegni di localizzare nuovi prodotti nel sito o di trasferire commesse da altri impianti per saturare la capacità produttiva di Dorfprozelten.Un punto critico riguarda la tecnologia dei <strong>cristalli liquidi per specchietti (LC)</strong>: considerata una soluzione del futuro, non sarebbe mai stata portata alla maturità per la produzione in serie, nonostante i <strong>finanziamenti pubblici</strong> ricevuti dal Land della Baviera per il suo sviluppo.<h2>L'impatto sul territorio e sul settore</h2>Per la comunità di Dorfprozelten, questa chiusura rappresenta una sconfitta e, soprattutto, la scomparsa di uno dei più importanti datori di lavoro industriali della zona. Il colosso Magna, che conta oltre <strong>170.000 dipendenti</strong> in tutto il mondo e si occupa persino dell'assemblaggio completo di vetture per marchi come <a href="https://www.hdmotori.it/robot-umanoidi-fabbriche-auto/">BMW</a> e <a href="https://www.hdmotori.it/nuova-mercedes-benz-classe-c-elettrica-produzione-ungheria/">Mercedes </a>nel suo sito austriaco di Graz, sembra dunque aver deciso di riorganizzare le proprie capacità produttive sacrificando i siti meno efficienti. Un campanello d'allarme molto preoccupante, non solo per la Germania, ma per tutta l'Europa delle quattro ruote.FOTO: <span class="ippd7e">RONNY HARTMANN</span>

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Honda WN7 è arrivata, la prima elettrica è già nei concessionari

Togliete il rumore dello scarico, cancellate le vibrazioni sotto la sella e dimenticate il classico feeling meccanico. Per chiunque ami le due ruote, l'idea di una elettrica parte decisamente in salita. In Honda lo sanno bene. Progettare la <strong>nuova WN7</strong> (Wind Naked 7) non significava semplicemente infilare una batteria nel telaio, ma evitare di produrre un mezzo senz'anima dopo settant'anni di motori termici.E la <a href="https://www.hdmotori.it/honda-wn7-2026-moto-elettrica-motore-batteria-autonomia-prezzo/"><strong>Honda WN7 </strong></a>(aveva fatto il suo debutto a Eicma 2025) è finalmente disponibile nei concessionari europei. Non si tratta di un mezzo economico, ma di una proposta premium che punta tutto sulla qualità costruttiva e sulla tecnologia d'avanguardia. Il prezzo di listino <strong>parte da 15.190 euro</strong>.<h2>La filosofia "Be the Wind"</h2><img class="size-full wp-image-278556" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/6a53a10312bc6.jpeg" alt="" width="1349" height="900" />Sia chiaro. I primi a essere scettici erano gli stessi tecnici della Casa giapponese.<blockquote><em>"Il timore di perdere il legame fisico con la moto era forte anche nel nostro reparto"</em>, racconta Masatsugu Tanaka, Large Project Leader della WN7. <em>"Da qui è nata l'idea del 'Be the Wind': non vogliamo che il pilota subisca il vento, vogliamo che ne diventi parte"</em>.</blockquote>Evidente. Senza il<strong> "baccano" del motore termico</strong>, cambia la percezione della guida. Si avvertono rumori prima coperti dallo scarico, come il rotolamento delle gomme sull'asfalto e i suoni dell'ambiente circostante. La spinta del motore è immediata e fluida, controllata da quattro mappature (<strong>Standard, Sport, Rain ed Econ</strong>) che regolano l'accelerazione, il freno motore e l'intervento del controllo di trazione. Il vantaggio pratico, secondo Tanaka, è però la costanza. La risposta del gas è sempre identica e prevedibile, lasciando al pilota solo il compito di concentrarsi sulla traiettoria.<h2>Meccanica senza compromessi</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278557" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/6a53a16adbce3.jpeg" alt="" width="1349" height="900" />La <strong>WN7</strong> rompe con il passato anche nella ciclistica. Non c'è un telaio tradizionale: la batteria agli ioni di litio da <strong>9,3 kWh</strong> (raffreddata ad aria) funge da elemento portante, a cui si collegano direttamente il cannotto di sterzo e il telaietto posteriore in alluminio con forcellone monobraccio. Altra novità per Honda è la trasmissione finale a cinghia.Il motore elettrico, raffreddato a liquido, è disponibile in due versioni:<ul> <li><strong>da 18 kW (patente A2):</strong> tocca i 129 km/h con un'autonomia WMTC di <strong>140 km;</strong></li> <li><strong>da 11 kW (patente A1, dai 16 anni):</strong> arriva a 120 km/h e allunga l'autonomia a <strong>153 km</strong>.</li></ul>Per fare il pieno c'è lo standard automobilistico <strong>CCS2</strong>. Oltre alla normale ricarica da casa (circa 5 ore e mezza), la ricarica rapida permette di passare dal 20% all'80% in <strong>30 minuti</strong>, recuperando all'incirca 93 km di autonomia.

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Xiaomi reveals SkyNomad N90: a living room on wheels

Xiaomi has revealed the SkyNomad N90, the first model in its new SkyNomad series and the company’s first extended-range electric vehicle. CEO Lei Jun posted the first official exterior images today, and a new regulatory filing confirmed the full specs.

The N90 is a full-size, three-row SUV with a claimed combined range of more than 1,500 km (932 miles), aimed squarely at Li Auto and Huawei-backed Aito in China’s fast-growing EREV market.

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Xiaomi says Sky Nomad is a series, not a new brand, teases SUV

Xiaomi has answered the biggest open question about Sky Nomad: it’s a second product series under Xiaomi EV, not the standalone sub-brand that had been rumored for months.

The company also revealed the first clear look at the lineup’s debut model — a rugged, boxy extended-range SUV — in a set of official teaser posters.

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Xiaomi makes Sky Nomad official: new EREV brand to take on Li Auto

Xiaomi officially confirmed “Sky Nomad,” the name of its new extended-range electric vehicle (EREV) effort, after months of rumors. The first model is a full-size SUV expected to deliver over 1,500 km (932 miles) of combined range.

The announcement puts China’s hottest EV newcomer on a collision course with Li Auto and Huawei-backed Aito, which dominate the country’s lucrative family SUV segment.

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Niente Qashqai elettrica, Nissan sospende il progetto

Lo sviluppo di una variante full electric della Qashqai, popolarissimo SUV di <strong>Nissan</strong>, è stato fermato nell'ambito della riorganizzazione del gruppo giapponese. L’auto a ruote alte, battezzata come una popolazione raminga che risiede in una regione sulle montagne del sud dell'Iran, rimane una best seller nel Vecchio Continente nelle <strong>versioni ibride benzina MHEV.</strong>I vertici del marchio nipponico avevano ragionato sul lancio nei prossimi anni di una variante a zero emissioni, ma hanno cambiato idea. Un progetto full electric della Qashqai potrebbe rappresentare un autogol in una fase di ripresa dopo una profonda crisi, causata anche dall’uscita di scena di storiche vetture sostituite da EV dallo scarso appeal. In base a quanto riportato da Reuters che cita ben 6 fonti a conoscenza della vicenda, la Casa automobilistica avrebbe sospeso lo sviluppo della <strong>Qashqai elettrica.</strong><h2>Scelta sensata</h2>Il 2026 per Nissan Italia è iniziato con una crescita del +6% delle immatricolazioni rispetto all'anno precedente. La Nissan Qashqai è tra i <strong>SUV di segmento C</strong> più venduti alle nostre latitudini e nell’ottica di un incremento nel segmento delle ibride si è pensato di rinunciare a un’altra proposta elettrica. Lo stop allo sviluppo del crossover elettrico permetterà di risparmiare risorse.Si parlava dal 2023 di una versione elettrica della Qashqai, ma il marchio giapponese non aveva mai specificato tempistiche precise per l'arrivo di questo modello. La Casa automobilistica ha avviato un importante piano di ristrutturazione, essendo in trattative con Londra per ottenere il sostegno finanziario necessario per le attività dello stabilimento inglese. Ora, con il nuovo corso non verrà contemplata una Qashqai elettrica. A giudicare dal rapporto, Nissan potrebbe non essere in grado di immettere l'auto sul mercato prima dell'inizio del prossimo decennio e, qualora decidesse di ripensarci, potrebbe accusare un pesante gap coi <strong>principali competitor.</strong>[caption id="attachment_264499" align="alignnone" width="800"]<img class="wp-image-264499 size-full" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/03/Nuovo-Nissan-e-POWER-001.jpg" alt="Prezzi Nissan Qashqai N1" width="800" height="600" /> Prezzi Nissan Qashqai N1 2026[/caption]<h2>Si punta su altro</h2>A Sunderland, Nissan si impegna nella produzione della <strong>nuova Leaf</strong> e presto lancerà la versione elettrica della nuova Juke. L’azienda ha spiegato che il mercato europeo ha mostrato una “significativa volatilità” nella domanda di EV e la scelta di una strategia di elettrificazione è quella più equilibrata in questo momento storico. Nissan sta valutando con il colosso cinese <a href="https://www.hdmotori.it/nissan-accordo-chery-fabbrica-sunderland/" target="_blank" rel="noopener">Chery</a> l’utilizzo condiviso dell'impianto inglese.Qashqai è un bestseller a livello globale e Nissan non ha intenzione di rischiare. Non si tratta di una rinuncia totale all’elettrico (vedasi <strong>Micra, Leaf e Ariya</strong>), ma ad oggi è meno costoso tenere in commercio la Qashqai come ibrida che lanciare una variante alla spina nel segmento più competitivo del car market. Una EV di questa fascia dovrebbe vedersela con <a href="https://www.hdmotori.it/renault-scenic-e-tech-il-restyling-arriva-prima-del-previsto-ecco-le-prime-foto-spia/" target="_blank" rel="noopener">Renault Scenic E-Tech</a>, Skoda Elroq, Hyundai Kona Electric, BYD Atto 3 e MG4/ZS EV, forse per questo motivo la scelta della Casa nipponica appare come la più saggia.[drivek_widget brand_id="nissan" model_id="x-trail"]

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Un sogno artigianale Made in UK, una coupé retrò in appena 9 esemplari

Ne avevamo parlato quando Morgan aveva rilasciato un breve teaser riguardante il tettino panoramico di quella che sarebbe stata la prima coupé dopo un tempo infinito. Ora che l'attesa è terminata possiamo dare un caloroso benvenuto alla <strong>Morgan Midsummer Coupé</strong>, un'affascinante auto che porta in dote tutte quelle caratteristiche che sono tipiche della tradizione britannica. In poche parole, una macchina non per tutti, ma a farcelo capire ci aveva già pensato la sua tiratura limitata a soli 9 esemplari. Detto ciò, vale la pena conoscere più a fondo questo oggetto a quattro ruote per nulla banale.<h2>Nata dal dialogo</h2>La nascita di questo progetto non poteva essere lineare come quella di tutte le altre, infatti, la Midsummer Coupé deve la sua esistenza alla visione di un singolo cliente che, dopo il lancio della versione barchetta nel 2024, ha proposto a Morgan di realizzarne un’interpretazione <strong>fixed-head</strong>, in parole povere a tetto chiuso.Ciò che era cominciato come un dialogo strettamente privato si è mutato in un piano di ampio respiro quando l'appeal suscitato del prototipo ha attirato ben altre otto commissioni. Il risultato finale non ci dona una vettura che si limita a mettere una cerniera sul tetto del modello originale, ma che invece si staglia sulla scena come un prodotto originale molto carismatico.<h2>L'armonia della linea "fixed-head"</h2>Il design della Midsummer è il frutto di una collaborazione creativa molto intensa tra il team Morgan e i designer di <a href="https://www.hdmotori.it/pininfarina-95-anniversario-salone-auto-torino-esposizioni-festival-car/">Pininfarina</a>. L'aggiunta del tetto ha consentito di esplorare proporzioni diverse, introducendo una "terza linea" nella silhouette che muta in modo fondamentale il carattere del veicolo.[gallery ids="276023,276024,276025,276027,276028,276026"]Vista di profilo, la Midsummer Coupé sfoggia una <strong>silhouette </strong>dal forte impatto emotivo con un ampio tettuccio vetrato che inonda l'abitacolo di luce, dando forma a un ambiente leggero e arioso. La struttura del <a href="https://www.hdmotori.it/morgan-nuovo-modello/">tetto</a> si raccorda in modo fluido alla carrozzeria posteriore, guidando lo sguardo in un movimento continuo dal montante A fino alla coda della vettura. Tra i dettagli tecnici di pregio spiccano i cerchi in alluminio forgiato da 19 pollici, definiti come i più complessi mai realizzati dalla Casa britannica, e la linea di cintura lavorata dal pieno in alluminio che integra la maniglia della porta in modo sapiente.<h2>Interni dallo spirito nautico</h2>L'abitacolo è un concentrato di materiali pregiati e riferimenti al mondo nautico. Il <strong>legno di teak</strong>, ricavato dal genere di alberi tropicali <em class="eujQNb" data-sfc-root="ep" data-sfc-cb="" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 500; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(0, 29, 53);">Tectona</em><strong><em class="eujQNb" data-sfc-root="ep" data-sfc-cb="" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 500; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(0, 29, 53);">,</em></strong> è utilizzato in tutto l’interno, realizzando un tema visivo che rimanda immediatamente alla barchetta originale, anche se forse il livello di artigianalità percepito raggiunge un livello addirittura più elevato.La cura per il dettaglio è chiaramente maniacale: il selettore del cambio in alluminio presenta un inserto in teak, mentre gli interruttori dei finestrini sono montati direttamente nella struttura del tetto. Nonostante l'esclusività, la vettura mantiene una vocazione <strong>touring</strong>, offrendo climatizzazione avanzata e un ampio vano bagagli per incoraggiare viaggi a lungo raggio in ogni condizione atmosferica.<h2>La firma di Pininfarina</h2>A testimoniare l'eccezionalità del progetto, sulla carrozzeria (dietro le ruote anteriori) campeggia l’emblema <strong>Pininfarina Fuoriserie</strong>. A differenza del classico marchio "Design by Pininfarina", la dicitura "Fuoriserie" viene scelta per indicare veicoli prodotti al di fuori dei programmi convenzionali, sottolineando la natura altamente individuale e l'expertise congiunta delle due aziende. Ogni esemplare sarà dunque una "one-off" che riflette la visione unica del suo proprietario, segnando un momento decisivo nella storia del coachbuilding moderno.

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Batterie al sodio sui camion: la Cina fa 15.000 km e stupisce tutti

Le <strong>batterie al sodio</strong> sono uscite dai laboratori. Per anni sono state considerate una scommessa interessante ma futuribile, ottime sulla carta per abbattere i costi dell'auto elettrica grazie a materiali economici e abbondanti, ma giudicate troppo deboli per i ritmi del trasporto pesante. La risposta all'incognita è arrivata direttamente dall'asfalto: il costruttore cinese <strong>FAW Jiefang</strong> ha preso i suoi camion elettrici e, invece di testarli in pista, li ha aggregati a una vera flotta logistica.Il risultato sono <strong>15.000 chilometri</strong> di consegne reali. I mezzi hanno viaggiato nel traffico pesante, affrontando asfalto usurato, sbalzi termici continui e cicli di ricarica forzati. Niente ambienti protetti, ma la routine quotidiana di chi lavora su gomma.<h2>La prova del freddo a quaranta sotto zero</h2>I numeri della sperimentazione cambiano le prospettive d'uso di questa chimica. Il pacco da <strong>339 kWh</strong> sviluppato con <strong>Zhongke Haina</strong> ha mantenuto il 90% della capacità a -40°C. È la specifica che sblocca il trasporto invernale nel nord della Cina: ad Harbin o Shenyang, dove il termometro scende fisso sotto i -20°C, significa non dover tenere i camion fermi nei piazzali ad aspettare che le batterie si scaldino.L'altro riscontro cruciale per i tempi della logistica riguarda i tempi di sosta: il ciclo di ricarica richiede tra i <strong>20 e i 25 minuti</strong>, una finestra compatibile con le pause obbligatorie degli autisti. Quanto alla durata, i dati indicano una vita utile di oltre 8.000 cicli anche abusando della ricarica rapida, grazie a una stabilità termica strutturale adatta ai carichi di lavoro dei veicoli commerciali.<h2>L'assalto dei colossi industriali al dopo-litio</h2>Che la partita sia ormai industriale e non più accademica lo dimostrano i movimenti dei colossi del settore. <strong>FAW Jiefang</strong> ha aperto la strada, ma la concorrenza accelera: CATL ha investito <strong>700 milioni di dollari</strong> in un <strong>nuovo impianto da 40 GWh</strong> nel Fujian, mentre BYD dichiara di aver già sviluppato celle al sodio da 10.000 cicli. I test su strada di questi giorni confermano che la transizione energetica dei pesanti sta cambiando marcia, e il sodio non è più solo un progetto sulla carta

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Porsche, in vendita anche la villa della discordia con tunnel privato

Nonostante il caldo estivo, il sole non brilla sopra alla testa di Porsche. La crisi che attanaglia la Casa di Zuffenhausen fa tremare i polsi mentre, nel frattempo, un'altra vicenda spinosa piomba intorno alla storica famiglia. <strong>Wolfgang Porsche</strong>, nipote del leggendario Ferdinand nonché presidente del consiglio di amministrazione di Porsche AG, ha deciso di separarsi dalla sua più prestigiosa e controversa proprietà: la villa che troneggia sopra Salisburgo.La residenza situata sul Kapuzinerberg, nota come <strong>Paschinger Schlössl</strong>, è stata ufficialmente messa in vendita attraverso il broker di lusso Le Figaro Properties. La notizia ha destato scalpore non soltanto per la cifra richiesta — circa <strong>12,7 milioni di euro</strong> — ma soprattutto per il tempismo della decisione, che arriva appena dopo la conclusione di una logorante battaglia burocratica per la realizzazione di un <strong>tunnel privato</strong>.<h2>Tanta storia alle spalle</h2>Questa famigerata villa non è un immobile di lusso come ce ne sono tanti sparsi per il mondo, ma è un pezzo pregiato della storia culturale europea. Tra le sue mura, infatti, visse il celebre scrittore austriaco <strong>Stefan Zweig</strong> dal 1919 fino al 1934, anno in cui fu costretto all'esilio dall'ascesa del nazionalsocialismo. Wolfgang Porsche aveva acquistato la proprietà nell'ottobre del 2020 per un valore di 8,4 milioni di euro, dedicandosi successivamente a una profonda e meticolosa opera di restauro.Nonostante l'impegno profuso nel recupero dell'edificio, l'imprenditore 83enne non ha mai stabilito la propria residenza permanente in questa lussuosa dimora. La proprietà si estende su un lotto di <strong>7.816 metri quadrati</strong> e offre una vista impareggiabile sulla città vecchia di Salisburgo, con una superficie abitabile di 616 metri quadrati distribuita in dodici stanze. In poche parole, un posto da sogno, che Wolfgang Porsche ha cercato di modellare secondo le proprie esigenze, ma non senza turbare la quiete di tutta la comunità della città natale di Mozart.<h2>Un tunnel privato di troppo</h2>Ne hanno parlato un po' tutti quanti, poiché l'ambizioso progetto infrastrutturale voluto da Porsche per superare i limiti logistici della villa ha scatenato delle reazioni violente a Salisburgo. L'accesso alla vila era stata descritto originariamente come stretto, tortuoso e particolarmente impervio da attraversare durante i rigidi mesi invernali. Per ovviare a ciò, è stata pianificata la costruzione di un <strong>tunnel privato</strong> di circa <strong>500 metri</strong> che avrebbe messo in comunicazione un parcheggio pubblico direttamente con il terreno della villa, dove sarebbe poi sorta un'autorimessa sotterranea.Il costo dell'opera, stimato intorno ai <strong>10 milioni di euro</strong>, sarebbe stato supportato interamente dal portafoglio personale di Porsche. Tuttavia, il progetto si è trasformato in men che non si dica in un caso politico. Le critiche sono piovute principalmente da gruppi ambientalisti e dai rappresentanti dei Verdi e del partito KPÖ, che hanno raccolto oltre <strong>19.000 firme</strong> contro l'opera. Gli oppositori hanno visto nel tunnel un simbolo di "diritti speciali" concessi a un individuo influente, quasi fosse un sovrano medievale, contestando inoltre l'occupazione di suolo pubblico per scopi puramente privati.<h2>Un epilogo inaspettato</h2>Il paradosso della vicenda risiede nel fatto che, nonostante le proteste e le azioni legali, il comitato di pianificazione di Salisburgo aveva <strong>approvato la costruzione</strong> del tunnel e del garage alla fine del 2025. Con la vittoria in pugno e i permessi ottenuti, Porsche avrebbe potuto finalmente rendere la villa facilmente accessibile, ma ha preferito la via della cessione.Sebbene non ci siano conferme ufficiali dai portavoce dell'imprenditore o dalla <a href="https://www.hdmotori.it/porsche-ritrovata-fienile-45-anni/">Porsche</a> SE, fonti vicine alla famiglia suggeriscono che la durissima esposizione mediatica e le critiche incessanti abbiano giocato un ruolo decisivo nella scelta di abbandonare il progetto di vita sul Kapuzinerberg. Un dettaglio interessante per i potenziali acquirenti è che <strong>i permessi per il tunnel</strong> rimangono validi e sono inclusi nell'offerta di vendita: chiunque acquisterà il Paschinger Schlössl erediterà anche il diritto di realizzare l'opera che ha diviso la città di Salisburgo per anni. Polemiche permettendo.

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Slate Auto’s electric truck starts at $24,950 with 205 miles of range

Slate Auto, the EV startup backed by Jeff Bezos, finally revealed pricing for its bare-bones electric truck today: $24,950 to start. The company opened preorders the same day.

Slate also boosted the base model’s estimated range from 150 miles to around 205 miles, making the price look even better against a US new-car market where almost nothing starts under $30,000.

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Tesla accende il Supercharger V4 in Europa: la potenza è mostruosa

La rincorsa alla ricarica ultra-rapida fa tappa a Oslo. È la Norvegia la prima a tagliare il traguardo europeo per i nuovi <strong>Supercharger V4</strong> di <strong>Tesla</strong>, i sistemi più evoluti presentati dal marchio. Nella capitale è spuntata una stazione di nuova generazione che promette faville. Parliamo di ben <strong>500 kW</strong> di potenza massima. Un bel salto in avanti se pensiamo ai V3 aggiornati che <a href="https://www.hdmotori.it/tesla-full-self-driving-europa-paesi-bassi-2026-ecco-come/">avevamo già visto nei Paesi Bassi</a>, che a cifre del genere non riescono proprio ad arrivare.<h2>Una potenza mostruosa, ma aperta a tutti</h2><img class="alignnone size-full wp-image-275932" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/supercharger-tesla-a-grugliasco-torino.jpg" alt="" width="1280" height="720" />Per capire di cosa parliamo, questi V4, svelati a fine 2024, mettono sul piatto una potenza complessiva da<strong> 1,2 megawatt</strong>, riuscendo a gestire fino a otto colonnine nello stesso momento. C’è un piccolo paradosso, però: l’unica Tesla capace di digerire tutti i 500 kW è il <strong>Cybertruck,</strong> che dalle nostre parti non è nemmeno in vendita ufficialmente. Poco male, perché la vera mossa strategica è un'altra. L'infrastruttura guarda oltre i confini di casa e strizza l'occhio alle auto degli altri marchi, nello specifico quelle pronte a supportare l'architettura a 800 Volt.<h2>Cosa succede adesso? La strategia per il 2026</h2>L'arrivo della stazione norvegese fa parte di un piano più grande. Proprio in questo 2026, Tesla ha dato il via a una campagna per aggiornare l'intera rete dei <strong>Supercharger in Europa</strong>. C'è però un'incognita: da qui a capire quante e quali saranno le prossime stazioni V4 a spuntare sul territorio ce ne passa, visto che l'azienda per ora non ha voluto diffondere tabelle di marcia o dettagli precisi sui nuovi cantieri.

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Carburanti: per il Governo non è più necessario il taglio delle accise

Il <strong>taglio delle accise sui carburanti,</strong> la misura d’urgenza nata per<strong> contenere il prezzo alla pompa </strong>negli scorsi mesi, si avvia alla sua conclusione. L’ultima proroga approvata dal Governo <a href="https://www.hdmotori.it/carburanti-proroga-taglio-accise-3-luglio/">scadrà il prossimo 3 luglio</a> e con tutta probabilità non sarà rinnovata. A confermare questa tesi sono arrivate anche le recenti dichiarazioni dei Ministri <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> e <strong>Adolfo Urso</strong>, i quali hanno fatto chiaramente intendere che questa è la linea dell’esecutivo, visto il progressivo abbassamento dei prezzi dei carburanti dopo <a href="https://www.hdmotori.it/carburanti-intesa-usa-iran-prezzo-petrolio/">l’accordo tra Stati Uniti e Iran</a> e la conseguente <strong>riapertura dello Stretto di Hormuz</strong>.<h2>Le dichiarazioni di Giorgetti</h2><img class="alignnone size-full wp-image-275949" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/ministroGiorgetti.jpg" alt="" width="1600" height="994" />Il Ministro dell'Economia, <strong>Giancarlo Giorgetti</strong>, ha esposto in modo trasparente la visione dell'esecutivo. Durante un suo intervento a Roma nel corso dell’evento “Il giorno de La Verità", ha esplicitamente dichiarato che «<em>Gli interventi sulle accise vanno a esaurirsi perché la bonaccia della pace ha generato un calo dei prezzi alle stazioni di servizio"</em>. Ha inoltre aggiunto che lo sconto «<em>non è più necessario nella situazione attuale, che mi auguro in miglioramento"</em>. Alla precisa domanda se, dunque, la misura non verrà rinnovata alla sua imminente scadenza, Giorgetti ha risposto: <em>"alla situazione attuale - che mi auguro continui - no</em>.<h2>L'opinione di Urso</h2><img class="alignnone size-full wp-image-275950" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/urso-ansa-169-sironi.jpg" alt="" width="900" height="506" />Anche il Ministro <strong>Adolfo Urso</strong> condivide pienamente questa linea, ritenendo che la discesa delle quotazioni globali del petrolio renda <strong>superflua la necessità di intervenire nuovamente</strong> per mitigare il problema del caro carburante. L'attuale sconto in vigore garantisce un risparmio limitato a <strong>5 centesimi di euro al litro più IVA</strong> per benzina e diesel, ma continua comunque ad avere un impatto rilevante e non trascurabile sulle Casse dello Stato.<h2>La decisione non è ancora stata presa</h2>Nonostante la presa di posizione degli esponenti del Governo, <strong>c’è ancora la possibilità </strong>che venga comunque approvata una <strong>misura per contenere i prezzi alla pompa</strong>. Il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong>, ha infatti suggerito che intorno al 6 luglio verrà fatta un'ulteriore valutazione analizzando l'andamento dei prezzi a livello nazionale: solo dopo verrà presa la decisione definitiva.Per automobilisti, dunque, se il calo delle quotazioni del greggio non dovesse essere sufficiente a compensare l’attuale sconto delle accise, potrebbero esserci nuovi rincari in vista.

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La nuova Jaguar Type 01 verso il debutto: sarà presentata a New York

Dopo le critiche piovute su Jaguar per le scelte green in controtendenza con la tradizione, i vertici hanno immaginato un unveiling in grande stile per la Type 01. Un numero simbolico perché il 2026 sarà un anno zero per il brand britannico in cerca di una <strong>nuova identità.</strong> Lo scorso anno le vendite sono crollate di oltre il 95% in Europa.La nuova <strong>Jaguar Type 01</strong>, dopo la presentazione a Miami della <a href="https://www.hdmotori.it/jaguar-nuova-era-type-00/" target="_blank" rel="noopener">concept car Type 00</a>, sarà rivelata nel mese di ottobre a New York. Lo ha annunciato Leonard Hoornik, direttore commerciale di Jaguar Land Rover, all’incontro con gli investitori dello scorso 17 giugno. Un unveiling che, secondo quanto emerso dal manager, sarà gestito in modo <em>"molto, molto speciale".</em><h2>Evento in grande stile</h2>Un brand che ha fatto la storia dell’Automotive europea ha scelto in modo non casuale la Grande Mela, confermando l’interesse di eccellere nel mercato americano. La Casa di Coventry ha cercato di catturare l’attenzione con un prototipo mastodontico che strizza l’occhio agli amanti delle possenti berline a stelle e strisce, come la storica Chrysler 300 C. La<strong> campagna "Copy Nothing"</strong>, criticata per non essere completamente in linea con i valori storici del marchio, simboleggia l’inizio di un nuovo corso a zero emissioni.Jaguar ha deciso di fermare la produzione di veicoli con motori termici nel dicembre 2025 con l’uscita dalla fabbrica dell’ultima F-Pace, puntando su una strategia a zero emissioni che rappresenta un rischio enorme in questa fase di transizione. Land Rover ha preso una strada diversa e la <strong>piattaforma EMA</strong>, che in precedenza doveva essere esclusivamente elettrica, è stata ampliata all’ibrido e sarà la base di modelli come <a href="https://www.hdmotori.it/range-rover-evoque-velar-edizioni-speciali-londra/" target="_blank" rel="noopener">Range Rover Evoque</a> e Velar.[caption id="attachment_270602" align="alignnone" width="1200"]<img class="size-full wp-image-270602" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/05/Jaguar-Type-01-1.jpg" alt="Jaguar Type 01" width="1200" height="800" /> Lancio nuova Jaguar Type 01[/caption]<h2>La strategia di Jaguar</h2><em>“Il tipo di qualità prestazionale che vogliamo offrire con Jaguar</em> - ha spiegato il CEO PB Balaji -<em> può essere ottenuto solo da un’elettrica"</em>. La <a href="https://www.hdmotori.it/rivoluzione-jaguar-type-01/">Type 01</a> equipaggerà tre motori capaci di sprigionare oltre <strong>1.000 CV.</strong> La grande berlina a quattro porte full electric sarà dotata di trazione integrale e arriverà sul mercato nella prima metà del 2027, con un prezzo compreso<strong> tra i 140mila e i 175mila euro.</strong>La cavalleria record sarà scaricata a terra da quattro ruote motrici sterzanti, oltre al torque vectoring un assetto con molle pneumatiche e ammortizzatori a doppia valvola. In base ai rumor rimbalzati sulle colonne di<em> Autocar</em>, dopo la Type 01, potrebbero arrivare altri due modelli, una grande limousine e un SUV, basati sulla stessa<strong> architettura JEA</strong>, con la nomenclatura di Type 02 e Type 03 per ampliare la gamma. Il rebranding del marchio britannico potrebbe tramutarsi in un fallimento epocale, ma solo il tempo darà le risposte ai tanti interrogativi che affollano la mente degli appassionati.

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Suzuki Bike Day: non solo motori per il brand giapponese

Per Suzuki la passione non è fatta solo di motori e prestazioni. Da anni il marchio nipponico affianca la propria attività nel settore delle auto, delle moto e dei motori marini, offrendo un impegno concreto anche nel mondo dello sport e nella beneficenza.Il frutto di questi impegni è raccolto nel Suzuki Bike Day, un evento capace di riunire migliaia di appassionati in una giornata dedicata al ciclismo, alla condivisione di valori comuni e alla beneficenza.Organizzato e promosso da Suzuki Italia – dopo il grande successo delle passate edizioni – il Suzuki Bike Day si è replicato anche quest’anno senza deludere, chiudendo questa sesta edizione con circa duemila partecipanti pronti a mettersi in gioco per una causa forte come la raccolta fondi per i bambini malati.<h2>Suzuki Bike Day 2026: tra mare e colline partendo dal Misano World Circuit</h2>Dalla prima manifestazione, datata giugno 2021, l’evento si è evoluto in maniera itinerante, trovando casa dopo le ultime edizioni proprio nella regione dei motori, la Romagna. Ad impreziosire negli ultimi tre anni, il Bike Day, sono state le partenze all’interno di circuiti leggendari del calibro di Monza, Imola e Misano e la partecipazione di atleti e personaggi dello sport come il dirigente sportivo ed ex ciclista professionista Davide Cassani.Il Suzuki Bike Day 2026 è stato ideato su un circuito di lunghezza variabile, dai 50 km della versione breve, agli oltre 65 di quella lunga, consentendo di fatto anche ai partecipanti non agonisti di questo sport, di poter lasciare il proprio segno.<img class="alignnone size-full wp-image-275563" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/sbd2026-3.jpg" alt="" width="1179" height="765" />Il percorso, che si è sviluppato tra mare e colline – ricco di paesaggi mozzafiato - è stato interdetto alla circolazione del traffico cittadino – per quasi la totalità dei chilometri – al fine di garantire maggiore sicurezza ai partecipanti; ad affiancare i quasi duemila partecipanti durante la pedalata vi erano i membri del Team Suzuki che a bordo delle loro vetture ammiraglie, come Suzuki Vitara Hybrid, si assicuravano della salute dei partecipanti; il servizio d’ordine e i fotografi di gara, gestiti sempre dal Team, si sono mossi durante tutto il tragitto su una flotta di moto Suzuki, arricchita dalla presenza di modelli come Suzuki V-Strom e Suzuki SV-7GX.<h2>L’impegno per la Dynamo Camp</h2>Da anni, Suzuki Italia sposa il progetto della Dynamo Camp, un’associazione che da tempo si impegna sul nostro territorio, al fine di offrire programmi di terapia ricreativa a minori affetti da patologie gravi o croniche. La beneficenza devoluta con l’evento è figlia di ogni partecipante, in quanto conseguendo la quota d’iscrizione alla gara, l’intera somma viene devoluta direttamente alla Dynamo Camp; grazie al numeroso consenso raccolto dall’evento nelle ultime tre edizioni, si è raggiunta una somma di circa centomila euro, che ha permesso ad oltre ottanta ragazzi affetti da malattia di ricevere le cure promesse.Le dichiarazioni di Massimo Nalli, presidente e amministratore delegato Suzuki Italia: "una multinazionale come Suzuki - che costruisce auto, moto e motori marini - ha il dovere, oltre che il piacere, di restituire qualcosa ( esperienze come il Bike Day ndr) ai propri clienti e ai potenziali clienti. Noi lo facciamo supportando la passione per lo sport.”<img class="alignnone size-full wp-image-275564" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/sbd2026-2.jpg" alt="" width="1179" height="670" />

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Alpine A110 elettrica: il concept in anteprima a Goodwood

<div dir="auto">Al <strong>Goodwood Festival of Speed 2026</strong>, in programma dal 9 al 12 luglio prossimi, debutterà il concept di quella che promette di essere una vera sportiva elettrica. Di alto livello i contenuti, tra piattaforma a 800 V, batterie separate e dinamica da pista.</div><h2 dir="auto">Solo elettrica</h2><div dir="auto">Dopo l'arrivo sul mercato dell'ammiraglia <strong>A390 GT</strong>, che <a href="https://www.hdmotori.it/prove/alpine-a390-gt-ammiraglia-elettrica-prova-su-strada/">abbiamo recentemente provato</a>, Alpine con la <strong>terza generazione della A110</strong> accelera verso il futuro elettrico e alza ulteriormente l'asticella in fatto di prestazioni: l'auto <a href="https://www.hdmotori.it/alpine-a110-elettrica-caratteristiche-tecniche/">sarà unicamente elettrica</a>, dando quindi definitivamente addio ai motori termici. Come detto, l'evento scelto dalla Casa francese per presentare questa importante evoluzione è <strong>Goodwood,</strong> dove farà il suo debutto - <strong>dinamico</strong> - un prototipo della nuova sportiva, probabilmente camuffato per celarne l'aspetto.</div><h2 dir="auto">Piattaforma in alluminio</h2><div dir="auto"><img class="alignnone size-full wp-image-275550" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/alpine-performance-platform.jpg" alt="" width="1920" height="1080" /></div><div dir="auto">Il pacchetto tecnico è di assoluto rilievo ed è costruito sulla base della nuovissima <strong>Alpine Performance Platform (APP)</strong>. Si tratta di un'architettura<strong> in alluminio</strong> sviluppata dal Gruppo Renault e studiata appositamente per contenere la massa del veicolo, che è stimata intorno ai <strong>1.500 kg</strong>. Per massimizzare l'agilità e aumentare il piacere di guida, come ci si aspetta dalla A110, i tecnici hanno previsto una soluzione con <strong>due pacchi batteria separati</strong>, posizionati rispettivamente all'anteriore e al posteriore. Questa scelta assicura una migliore distribuzione dei pesi, che dovrebbe essere nel rapporto <strong>40:60</strong>, il tutto con un'altezza da terra uguale a quella dell'attuale modello a benzina. Inoltre, l'avanzata architettura a<strong> 800 Volt</strong> consentirà tempi di ricarica ridotti.</div><h2 dir="auto">Due motori al posteriore</h2><div dir="auto">Le prestazioni sono da vettura sportiva di alto livello: la trazione è affidata a<strong> due motori posizionati sull'asse posteriore</strong> che gestiscono la coppia indipendentemente tra le ruote, replicando il funzionamento di un differenziale. La vettura vanta <strong>un'autonomia stimata di oltre 550 chilometri</strong>. Interessante il fatto che sia stata progettata per completare tre giri al Nürburgring al massimo delle prestazioni, senza mostrare cali di potenza della batteria.</div><h2 dir="auto">Quando arriva</h2><div dir="auto">Dopo l'anteprima a Goodwood, sarà presentato un concept quasi definitivo al <strong>Salone di Parigi</strong> a ottobre, mentre l'arrivo nelle concessionarie è previsto per il 2027.</div>

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