
Fino al 1976 la <strong>sigla RS</strong> significava soltanto una cosa: <em>Rennsport</em>, ovvero <strong>corsa pura</strong>. Poi, esattamente mezzo secolo fa, <strong>BMW</strong> ha cambiato le regole del gioco trasformando l'acronimo in <em>Reise und Sport</em>: <strong>viaggio e sport</strong>. Da quell'intuizione è nata la stirpe delle <strong>sport tourer bavaresi</strong>, una categoria di moto capace di unire prestazioni e macina-chilometri che ha segnato la storia della Casa dell'Elica.A 50 anni da quella svolta, il testimone è nelle mani della <a href="https://www.hdmotori.it/bmw-r1300gs-vs-kawasaki-z900-vendite-privati-germania-2026/"><strong>R 1300 RS</strong></a>. L'attuale ammiraglia incassa il motore bicilindrico boxer più potente mai costruito a Monaco, con <strong>145 CV </strong>gestiti da una ciclistica e una dotazione tecnica pensate per fare sul serio tra le curve.Del resto, spingere sull'innovazione per migliorare dinamica di guida, comfort e sicurezza è il marchio di fabbrica della gamma fin dai suoi esordi. Ripercorriamo l'evoluzione dei modelli RS spinti dal motore boxer bicilindrico.<h2>La prima R 100 RS, la carena Pininfarina e i record a Nardò</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279557" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/P90635668_highRes_24-hour-world-record-1536x1019-1.jpg" alt="" width="1536" height="1019" />Il primo capitolo della saga si apre nel 1976 con la <strong>BMW R 100 RS</strong>, terzo modello a montare il propulsore boxer da un litro. La grande novità era la carenatura integrale di serie, prima assoluta a livello mondiale su una moto di produzione. Disegnata insieme a <strong>Pininfarina</strong> e caratterizzata dalla tinta argento metallizzato con riflessi blu, non serviva solo a fare scena: serviva a riparare da aria e pioggia, alzando il livello di comfort e permettendo di tenere medie autostradali molto più alte.La <strong>R 100 RS</strong> è rimasta a listino fino al 1984, anno di uscita della serie speciale "<strong>R 100 RS Classic 500</strong>" (costruita appunto in mezzo migliaio di pezzi con livrea bicolore Madison Grey/Alaska Blue e filetti bianchi).Per dimostrare di cosa fosse capace la moto, BMW si affidò al collaudatore <strong>Helmut Dahne</strong> per una serie di tentativi di record sull'anello di Nardò. Gli obiettivi? Le distanze di 10, 100 e 1.000 chilometri e le prove di durata su 1, 6, 12 e 24 ore. Per l'occasione <strong>il motore boxer venne portato a 84 CV</strong>, dietro fu montata una ruota da 19 pollici e venne tolta la parte inferiore della carena. Risultato: <strong>oltre 220 km/h </strong>di <strong>velocità massima</strong> e cinque record mondiali conquistati (10 km, 100 km, 6 ore, 12 e 24 ore).<h2>Il ritorno del boxer e l'arrivo del Telelever</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279564" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/P90635661_highRes_bmw-r-100-rs-monolev-1536x1073-1.jpg" alt="" width="1536" height="1073" />Per vedere un'altra RS a due cilindri è bisognato attendere i <strong>saloni del 1986</strong>. Nel frattempo erano nate la <strong>K75</strong> a tre cilindri e la<strong> K100</strong> a quattro, ma il pubblico, soprattutto in Giappone e negli Stati Uniti, voleva a tutti i costi il boxer. Nata inizialmente come tiratura limitata a 1.000 esemplari, la <strong>R 100 RS</strong> del 1986 è rientrata a pieno titolo nei listini fino al 1992.<img class="alignnone size-full wp-image-279566" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/BMW-RS-1-1536x1025-1.jpg" alt="" width="1536" height="1025" />Nel <strong>1993</strong> è arrivata la svolta con la <strong>R 1100 RS</strong>. Su questo modello debuttavano le quattro valvole per cilindro, il raffreddamento misto aria/olio, l'accensione digitale e l'iniezione elettronica. La potenza salì del 50% toccando i 90 CV, i consumi scesero e all'anteriore comparve per la prima volta il Telelever, la sospensione pensata per azzerare l'affondamento e stabilizzare la moto nelle staccate violente.Nel <strong>1999</strong> è stato il turno della <strong>R 1150 GS</strong> con il motore da 1.130 cc, propulsore che non venne però montato sulla R 1100 S (l'evoluzione sportiva della RS, che non scaldò mai troppo il cuore degli appassionati). Bisognerà aspettare il 2001 e il lancio della R 1150 RT per vedere le cose muoversi: motore e scarico della RT vennero infatti presi e trapiantati direttamente sulla R 1150 RS, aggiornata con carenatura integrale e nuove colorazioni.<h2>L'era del raffreddamento a liquido e la tecnologia ShiftCam</h2><img class="alignnone size-full wp-image-279567" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/P90635642_highRes_bmw-r-1150-rs-1536x1075-1.jpg" alt="" width="1536" height="1075" />La quinta generazione delle boxer RS si è vista <strong>all'Intermot del 2014</strong> con la <strong>R 1200 RS</strong>. Il motore passava al raffreddamento a liquido con flussi verticali anziché orizzontali, erogando 125 CV (92 kW) e 125 Nm di coppia, abbinato alle sospensioni semi-attive BMW Dynamic ESA.L'ultimo tassello prima dell'era attuale è stato posato <strong>nell'autunno 2018 a Milano</strong>: ad EICMA ha fatto il suo esordio la <strong>R 1250 RS</strong> (nella foto qui in alto), spinta dal boxer da <strong>1.254 cc da 136 CV</strong> (100 kW) dotato di fasatura variabile <strong>valvole ShiftCam</strong>. Nel pacchetto di serie e opzionale rientravano il monobraccio posteriore, il controllo di trazione <strong>Dynamic Traction Control</strong> e la versione evoluta delle <strong>sospensioni Dynamic ESA</strong> con compensazione automatica del carico.