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Fawcar sbarca in Italia: il colosso asiatico porta 5 SUV (anche benzina)

21 October 2026 at 19:00
Una piacevole serata di nuove conoscenze quella a cui abbiamo partecipato a Milano per il lancio ufficiale del <strong>brand cinese Fawcar</strong> in Italia. Una conferenza stampa di presentazione organizzata da <strong>China Car Company</strong> che ci ha dato modo per la prima volta di avvicinarci ai primi esemplari dello <strong>storico marchio cinese</strong> destinati proprio al mercato italiano.Eh sì, perché non parliamo di un brand qualsiasi tra i tanti che affollano il mercato asiatico, ma del <strong>primo costruttore automobilistico cinese</strong>, nato a metà degli anni Cinquanta e autentico pilastro dell’<strong>industria automotive</strong> nazionale.<img class="alignnone size-full wp-image-292039" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/FawCar-Preview-B-32.jpg" alt="" width="1200" height="800" />E il suo <strong>debutto in Italia</strong> avviene attraverso una gamma di ben <strong>cinque SUV </strong>e<strong> SUV/coupé</strong> suddivisi su due marchi distinti: <strong>Bestune</strong> per le motorizzazioni tradizionali a <strong>benzina</strong> e <strong>Joyee</strong> per i modelli <strong>elettrici ed elettrificati</strong>.A fare da denominatore comune? Sono un design decisamente moderno, tanta tecnologia a bordo, materiali che restituiscono una reale percezione di qualità premium e scelte meccaniche molto centrate. Sì, perché a differenza della maggior parte dei concorrenti, orientati quasi solo sull'elettrico, <a href="https://www.hdmotori.it/listino/fawcar/">Fawcar</a> sceglie di decollare sul nostro mercato offrendo anche concreti motori turbo-benzina a quattro cilindri privi di qualsiasi ausilio a batteria. Abbiamo quindi analizzato da vicino i cinque modelli chiamati a lanciare il marchio in Italia.<h2>Bestune T77: compatta, moderna e con un 1.5 turbo puro</h2><img class="alignnone size-full wp-image-292016" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/BESTUNE_T77_amb3-1.jpeg" alt="" width="1200" height="675" />Guardandola dal vivo, la <strong>Bestune T77</strong> si presenta come una proposta estremamente concreta. Lungo 4,53 metri, questo <strong>SUV compatto</strong> sfoggia proporzioni classiche arricchite da dettagli al passo con i tempi: una calandra importante sul frontale, <strong>gruppi ottici a LED</strong> molto sottili e un retrotreno dinamico, caratterizzato dallo spoiler superiore e dalla fascia luminosa a tutta larghezza.<img class="alignnone size-full wp-image-292017" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/BESTUNE_T77_int2.jpg" alt="" width="1200" height="945" />Entrando nell'abitacolo si percepisce subito l'attenzione per l'accoglienza dei cinque passeggeri. I rivestimenti sono in eco-pelle, le sedute anteriori integrano il riscaldamento (con regolazione elettrica sul lato guida) e sopra la testa si apre un ampio <strong>tetto panoramico</strong>. La <strong>strumentazione digitale</strong> e il <strong>display per l'infotainment</strong> condividono la stessa diagonale da 12,3 pollici, garantendo un'interfaccia di bordo completa. Per i bagagli ci sono 391 litri di capacità.Niente moduli ibridi sul fronte meccanico: la T77 spinge grazie a un 1.5 turbo a benzina a quattro cilindri capace di erogare 160 CV e 258 Nm di coppia, gestito da un cambio automatico a doppia frizione DCT a 7 rapporti con trazione anteriore. I <strong>prezzi partono </strong>da <strong>26.998 euro</strong>.<h2>Bestune T90: spazio da grande e ADAS di Livello 2</h2><img class="alignnone size-full wp-image-292030" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/883143-16x9-lg-scaled.jpg" alt="" width="1200" height="675" />La <strong>Bestune T90</strong> alza l'asticella delle dimensioni con i suoi 4,72 metri di lunghezza e 1,88 di larghezza. L'impatto visivo durante l'evento è stato quello di una vettura imponente ed elegante, dove gli elementi cromati e le firme luminose <strong>full LED</strong> mettono in risalto la presenza su strada.<img class="alignnone size-full wp-image-292018" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/BESTUNE_T90_int4.jpg" alt="" width="1200" height="800" />All'interno si respira una gran sensazione di solidità. I cinque posti a sedere utilizzano un rivestimento in microfibra traforata, sovrastati dal tetto panoramico apribile. La plancia adotta un <strong>cruscotto digitale da 8 pollici</strong> affiancato dallo <strong>schermo centrale da 12,6 pollici</strong>, mentre il bagagliaio risponde ad ogni esigenza di carico passando da 585 ad ben 1.365 litri. Quanto a sicurezza, la dotazione comprende l'intero pacchetto per la <strong>guida semi-autonoma di livello 2</strong>.Invariato il propulsore rispetto alla sorella minore: sotto la carrozzeria lavora ancora il 1.5 quattro cilindri turbo-benzina da 160 CV e 258 Nm, abbinato al cambio DCT a 7 marce e alla trazione anteriore. Il <strong>listino attacca a 29.998 euro</strong>.<h2>Bestune B70S: stile fastback e impostazione sportiva</h2><img class="alignnone size-full wp-image-292031" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/BESTUNE_B70S_est1.jpg" alt="" width="1200" height="902" />Tra le novità a benzina, la <strong>Bestune B70S</strong> è quella che attira maggiormente lo sguardo grazie alle forme da <strong>SUV/coupé</strong>. Lunga 4,56 metri, sfrutta la linea del tetto discendente verso la coda e dettagli dal chiaro orientamento sportivo: <strong>cerchi in lega da 19 pollici</strong>, pinze freno in tinta rossa, spoiler pronunciato e fari LED posteriori con indicatori dinamici.Il taglio del padiglione richiede un piccolissimo sacrificio per l'altezza di chi siede dietro, ma l'abitacolo ospita comunque comodamente cinque persone. Le finiture sono di ottimo livello, impreziosite dal tetto panoramico in vetro e dal portellone posteriore azionabile elettricamente.<img class="alignnone size-full wp-image-292032" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/BESTUNE_B70S_int4.jpg" alt="" width="1200" height="800" />Diverso anche il layout tecnologico: qui la plancia integra in un unico elemento orizzontale il quadro da 7 pollici e il display multimediale da 12,3 con <strong>Apple CarPlay </strong>e<strong> Android Auto senza fili</strong>. Il climatizzatore, invece, si comanda da un ulteriore schermo sul tunnel centrale. Il baule ha un volume utile di 360 litri.Riconfermata la parte meccanica (1.5 turbo-benzina da 160 CV e 258 Nm con cambio DCT a 7 marce e trazione anteriore), mentre la suite di assistenza alla guida di livello 2 aggiunge le telecamere a 360° e la funzione di parcheggio automatico. Si parte da <strong>29.998 euro</strong>.<h2>Joyee S04: l'elettrico compatto atteso per il 2027</h2><img class="alignnone size-full wp-image-292034" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/883154-16x9-lg-scaled.jpg" alt="" width="1200" height="675" />Spostandoci sui <strong>modelli a zero emissioni</strong>, la nostra attenzione si è posata sulla <strong>Joyee S04</strong>, uno <strong>sport utility</strong> da 4,45 metri pensato per la città e i percorsi extraurbani, il cui debutto nelle concessionarie è fissato per il 2027. Sfruttando un passo di ben 2,75 metri, la vettura offre un'ottima abitabilità.<img class="alignnone size-full wp-image-292035" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/883156-16x9-lg-scaled.jpg" alt="" width="1200" height="675" />Anche qui il livello costruttivo convince: i sedili sono regolabili e riscaldabili elettricamente (con ventilazione dedicata a chi guida), la plancia ospita il quadro strumenti da 8 pollici e un generoso <strong>touchscreen da 14,6 pollici</strong>. Molto buona la versatilità quotidiana, forte di 22 vani portaoggetti sparsi nell'abitacolo e di un vano bagagli modulabile da 415 fino a 1.601 litri.Il <strong>powertrain</strong> adotta un <strong>motore sincrono a magneti permanenti da 166 CV</strong> e 225 Nm di coppia (monomarcia a trazione anteriore), alimentato da una batteria LFP da 63 kWh. Grazie ad un'aerodinamica curata ($C_x$ di 0,25), l'autonomia dichiarata arriva a 565 km. Per una ricarica completa servono circa 47 minuti in corrente continua (DC) o poco più di quattro ore e mezza ad una colonnina in corrente alternata (AC). Il <strong>prezzo d'attacco è di 35.998 euro</strong>.<h2>Joyee S08: il Plug-in Hybrid da oltre 1.550 km d'autonomia</h2><img class="alignnone size-full wp-image-292036" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/883160-16x9-lg-scaled.jpg" alt="" width="1200" height="675" />A chiudere l'esposizione durante il nostro contatto dal vivo era presente la <strong>Joyee S08</strong>, imponente <strong>SUV Plug-in Hybrid</strong> lungo 4,75 metri. Il design punta su carreggiate larghe, cerchi da 19 pollici, tratti decisi e proiettori LED affilati.<img class="alignnone size-full wp-image-292037" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/883162-16x9-lg-scaled.jpg" alt="" width="1200" height="675" />L'ambiente interno ha un'impostazione pulita e minimale, ma ricca di contenuti: sedili riscaldabili, ventilati e regolabili elettricamente, illuminazione d'ambiente multicolor, bocchette posteriori e tetto panoramico. Il vano di carico offre da 585 a 1.365 litri, mentre tutte le informazioni di bordo passano dal display digitale LCD e dallo <strong>schermo verticale </strong>da <strong>12,6 pollici</strong>.Il sistema propulsivo unisce un 1.5 turbo-benzina da 150 CV (caratterizzato da un'efficienza termica del 45,21%) a un motore elettrico da 228 CV e 340 Nm, accoppiati alla trazione anteriore e ad un cambio automatico. La batteria LFP da 30,9 kWh si ricarica in DC a 67 kW in circa 30 minuti e permette di percorrere oltre 150 km a zero emissioni nel ciclo WLTP (200 km nel ciclo CLTC). Ma è il dato globale a stupire: combinando il pieno di carburante e la carica della batteria, l'autonomia complessiva dichiarata supera i<strong> 1.550 km</strong>. Prezzi a partire da <strong>38.998 euro</strong>.

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Da KITT di Supercar alla Mercedes SLR Stirling Moss: all&#039;asta 80 auto da sogno

21 October 2026 at 18:30
I collezionisti più facoltosi al mondo si ritroveranno a Zurigo per aggiudicarsi degli esemplari straordinari, accuratamente conservati dai proprietari. La vendita <strong>Dolder Grand</strong>, dopo i numeri record dell'asta Zoute Concours, proporrà 80 vetture, tra cui la BMW 3.0 CSL del 2023 di Nick Heidfeld, la Mercedes-Benz SLR McLaren Stirling Moss e una Knight Industries Two Thousand (KITT) appartenuta a Michael Knight in persona, l’attore David Hasselhoff, e tanti altri esemplari leggendari.L’osservata speciale sarà la <strong>Mercedes-Benz SLR McLaren Stirling Moss</strong> del 2009, stimata tra i 2.695.665 e i 3.234.798 euro. Nel mondo ne sono state prodotte appena 75, rappresentando un omaggio al trionfo storico di Sir Stirling Moss e Denis Jenkinson nella Mille Miglia del 1955. L’unità è rifinita in Argento Laurit Metallizzato con un sorprendente interno nero e rosso 300 SL Silver Arrow e ha percorso appena 13.410 chilometri. Sotto al cofano c’è il magnifico V8 da 5,4 litri AMG, capace di bruciare lo 0 a 100 km/h in circa 3,5 secondi e di raggiungere una velocità massima di 350 km/h.La seconda rarità del marchio della Stella a tre punte è una<strong> Mercedes-Benz SLR McLaren Edition Roadster</strong> del 2008, quotata a una cifra compresa tra i 621.292,67 e i 729.343,57 euro. I 25 esemplari, creati dalle mani sapienti dei tecnici della divisione McLaren Special Operations, potrebbe andare a ruba. La terza del trio magico è SLR è una<strong> Mercedes-Benz McLaren SLR Coupé</strong> del 2005, stimata tra i 269.605 e i 323.526 euro, in grigio arabo e interni in pelle nera e antracite.<h2>Auto da sogno</h2>Spicca la<strong> BMW 3.0 CSL</strong> del 2023, quotata tra 972.479 e 1.296.638 euro, appartenuta al pilota di F1 Nick Heidfeld. Il bolide da turismo è uno dei soli 50 esemplari prodotti da BMW ed è accompagnata da una ricca collezione di oggetti personalizzati, tra cui uno schizzo su tela incorniciato e firmato dal Direttore Creativo di BMW M, Viktor Bar. All’asta andrà anche una <a href="https://www.hdmotori.it/bmw-articoli-n602135-bmw-m1-kith-dettagli-caratteristiche-foto/" target="_blank" rel="noopener">BMW M1</a> del 1981 e uno dei soli dieci esemplari esistenti al mondo della <strong>BMW Z1 AC Schnitzer</strong> del 1991.<em>“Abbiamo curato uno dei cataloghi di auto da collezione più interessanti del 2026, con una selezione variegata di vetture di tutte le epoche e generi, adatte a un'ampia gamma di budget</em> - ha sancito Paul Gaucher, responsabile delle vendite in Svizzera presso Broad Arrow Auctions - <em>Saranno offerti modelli iconici come l'Audi Sport Quattro, insieme a un esemplare del prestigioso marchio svizzero Monteverdi ed esclusive hypercar moderne come la<strong> McLaren Senna</strong> e una <a href="https://www.hdmotori.it/2017-02-20-ferrari-laferrari-brevetti-disegni-sp-special-project/" target="_blank" rel="noopener">Ferrari LaFerrari</a>, offerte senza prezzo di riserva. Presentare queste auto ai collezionisti nella splendida e storica cornice del Dolder Grand renderà la nostra asta di Zurigo un modo fantastico per concludere l'anno delle aste”.</em>[gallery ids="291990,291989"]<h2>Per tutti i gusti</h2>Gli appassionati di serie TV non si lasceranno sfuggire<strong> KITT</strong>, la vettura futuristica di Supercar. Si tratta della Pontiac Firebird Trans Am Knight Rider Tour Car del 1982, stimata tra i 270.000 e i 540.000 euro. Appartenuta inizialmente a David Hasselhoff, è oggi proposta con un ampio archivio di documentazione e fotografie che ne raccontano la storia. I fan dei rally del Gruppo B, invece, potranno mettere le mani su un'<strong>Audi Sport Quattro</strong> del 1985.Nella lista figura anche una delle 20 unità della Gumpert Apollo Sport del 2008, una<strong> Lamborghini Murciélago</strong> del 2003, di colore giallo Orion con cambio manuale a griglia, una Ferrari LaFerrari del 2015 nel raffinato colore Bianco Fuji e una Ferrari F12tdf del 2017. Verrà venduta persino la <strong>Monteverdi High Speed 375/4</strong> del 1975. Un’altra supercar difficile da trovare è la De Tomaso Guará Coupé del 1996. Altri modelli <strong>De Tomaso</strong> molto ricercati dai collezionisti includono una Mangusta del 1969, una Deauville Serie 2 del 1980 e una potente Pantera Si del 1991.

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La leggenda del rally Sébastien Loeb stregato da una supercar italiana

21 October 2026 at 18:00
I campioni dell’automobilismo hanno gusto e lo dimostra anche il fuoriclasse francese<strong> Sébastien Loeb</strong>. Da bambino sembrava destinato a diventare un ginnasta, una passione poi abbandonata all'età di 15 anni, per dedicarsi alla velocità. Con un volante tra le mani, incoronato con Citroën e successivamente protagonista con Peugeot e più recentemente con Dacia alla Dakar, Sébastien è diventato uno dei piloti più forti della storia del WRC.Nel corso della sua carriera il nativo di Haguenau è stato in grado di vincere a livello mondiale in rally, rally cross, turismo e GT, e di arrivare cinque volte sul podio nel <strong>Rally Dakar.</strong> Un manico che ha dimostrato una straordinaria versatilità e, persino nella scelta di una supercar nostrana, non è stato banale. Di recente Loeb si è presentato a un rally con una nuova regina, rimanendo fedele alla sua passione per le auto potenti.<h2>La supercar di Loeb</h2>Il pilota francese è stato immortalato al volante di una magnifica Lamborghini <strong>Temerario</strong> opaca. L’entry-level sportiva della Casa di Sant’Agata Bolognese, lanciata nel 2024, ha preso il posto della Huracan, proponendo un <strong>motore V8 biturbo</strong> da 4,0 litri con bancate a 90° abbinato a tre motori elettrici i quali sprigionano rispettivamente 800 (a 9750 giri/min) e 120 CV di potenza. La coppia complessiva è di 730 Nm, offrendo performance da brividi.La soluzione ibrida della supersportiva emiliana può arrivare fino a 10.000 giri/min, offrendo una accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi, da 0 a 200 km/h in 7 secondi e toccando una top speed di<strong> 343 km/h.</strong><blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/Deog04CoogN/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><div style="padding: 16px;">&nbsp;<div style="display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div><div style="display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;"></div><div style="padding-top: 8px;"><div style="color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div><div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg);"></div></div><div style="margin-left: auto;"><div style="width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div><div style="background-color: #f4f4f4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div><div style="width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div><div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div><div style="background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div>&nbsp;<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/Deog04CoogN/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Nico Decomis (@nico.spot)</a></p></div></blockquote><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script><h2>Parco auto da sogno</h2>Sébastien Loeb è un grande appassionato di auto sportive ed è già stato paparazzato a bordo di Porsche GT3 o di diverse vetture della gamma Lamborghini. Da purista ha apprezzato il V10 della <a href="https://www.hdmotori.it/lamborghini-polizia-new-jersey-campagna-oppiodi/" target="_blank" rel="noopener">Huracán</a> e ha posseduto un'<strong>Aventador V12</strong>, ma ha preferito passare all’innovativa proposta del marchio del Toro, optando per una tinta verde militare opaca. Come vedrete nel video in alto, pubblicato dalla pagina IG nico.spot, Loeb si è fermato per firmare alcuni autografi ai fan e non era l’unico a possedere una <a href="https://www.hdmotori.it/polizia-dubai-lamborghini-supercar/">Lamborghini</a>.Sébastien Loeb rimarrà un simbolo di <strong>Citroën</strong>, con cui ha vinto nel WRC nell’abitacolo della Xsara, poi con la C4 e infine con la DS 3. L'alsaziano ha corso anche nel campionato WTCC turismo con la Casa automobilistica del Doppio Chevron, oltre che con Peugeot alla 24 Ore di Le Mans e ha preso parti alle temibili sfide recenti della Dakar con <strong>Dacia.</strong>

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Auto e Moto d&#039;Epoca 2026: Alfa Romeo espone le sue iconiche berline sportive

21 October 2026 at 17:30
Quattro auto per raccontare un'idea tutta italiana. Quella di prendere una vettura da famiglia e trasformarla in un'arma da pista. Dal 22 al 25 ottobre 2026, <a href="https://www.hdmotori.it/alfa-romeo-driving-academy/"><strong>Alfa Romeo</strong></a> e la divisione <strong>Alfa Romeo Classiche</strong> sbarcano al quartiere fieristico di BolognaFiere per <strong>Auto e Moto d’Epoca</strong>, tra i padiglioni di uno dei Saloni di auto, moto e ricambi più grandi d’Europa.Il filo conduttore dello stand? L'evoluzione tecnica e stilistica della "berlina sportiva". Tre dei pezzi in esposizione arrivano direttamente da Arese, sponda Heritage Hub Italy (la collezione del Museo Alfa Romeo). Insieme ai modelli storici, il pubblico troverà uno spazio dedicato ai servizi ufficiali per i collezionisti. Dal Certificato di Origine alla Certificazione di Autenticità, fino agli interventi di Restauro curati dal Marchio. Vediamole nel dettaglio.<h2>1963: Giulia TI Super, la genesi con il Quadrifoglio</h2><img class="alignnone size-full wp-image-291998" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/giulia-ti-super-1.jpg" alt="" width="1200" height="777" />Tutto comincia il 24 aprile 1963 all’<strong>Autodromo Nazionale di Monza</strong>. Quel giorno Alfa Romeo svela la <strong>Giulia TI Super</strong>, variante pensata per correre partendo dalla berlina del Portello.Ne assemblano appena 501 esemplari. Rispetto alla versione stradale cambia la sostanza: carrozzeria alleggerita, lo stemma del <strong>Quadrifoglio</strong> sulle cascate e sotto il cofano il bialbero da 1,6 litri portato a 112 CV. Un pacchetto che la rende la base perfetta per i preparatori privati dell'epoca. Tra i successi in gara spicca la vittoria di classe al "Tour de France - Auto" del 1963, prima dimostrazione pratica di come una vettura di serie potesse trasformarsi in un'auto da corsa pura.<h2>1987: 75 Turbo Evoluzione, l'era del turbo</h2><img class="alignnone size-full wp-image-291999" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/75-turbo-evoluzione.jpg" alt="" width="1200" height="701" />Nel 1987 la ricetta cambia ingredienti per adeguarsi ai regolamenti. Ed è così che nasce la <strong>75 Turbo Evoluzione</strong>, prodotta in soli 500 esemplari con un obiettivo preciso. Ottenere l’<strong>omologazione in Gruppo A</strong> e permettere al Biscione di schierarsi nel Campionato Mondiale Turismo, sia con la squadra ufficiale sia con i team privati.La scheda tecnica è un manifesto dell'epoca: propulsore bialbero turbo da 1.762 cm³, sovralimentato con intercooler e abbinato all'architettura transaxle con ponte De Dion. All'esterno, le vistose appendici aerodinamiche nascono per dare stabilità in pista e rispettare le schede di omologazione, definendo il look dell'Alfa nell'epoca d'oro delle gare Turismo.<h2>1996: 155 V6 TI "ITC", 490 CV a 12.000 giri</h2><img class="alignnone size-full wp-image-292000" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/155-v6-ti-itc-2.jpg" alt="" width="1200" height="798" />Anni Novanta...la sfida si sposta nell'<strong>International Touring Championship</strong>. La <strong>155 V6 TI "ITC"</strong> del 1996 rappresenta l'evoluzione spinta della vettura con cui <strong>Nicola Larini</strong> aveva conquistato il <strong>DTM</strong> nel 1993.Il punto di svolta arriva a metà stagione, quando debutta un motore V6 da 90° studiato per abbassare il baricentro dell'auto. I numeri raccontano l'estremizzazione tecnica di quella berlina: 490 CV erogati a quasi 12.000 giri/min. Un propulsore che riporta subito l'Alfa Romeo in cima alle classifiche, segnando il punto più alto mai raggiunto dalla casa di Arese nelle competizioni a ruote coperte.<h2>2024: Giulia Quadrifoglio Super Sport</h2><img class="alignnone size-full wp-image-292001" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/giulia-quadrifoglio-super-sport-1.jpg" alt="" width="1200" height="800" />E a chiudere la sequenza non poteva che esserci la <strong>Giulia Quadrifoglio Super Sport</strong> del 2024. Prodotta in 275 unità, questa serie speciale omaggia la prima vittoria del Marchio alla <strong>Mille Miglia del 1928</strong>, firmata dall'equipaggio <strong>C</strong>ampari-Ramponi a bordo della 6C 1500 Super Sport.La vettura introduce un dettaglio mai visto prima in oltre un secolo di storia: lo sfondo nero per lo stemma del <a href="https://www.hdmotori.it/alfa-romeo-giulia-quadrifoglio-oro/">Quadrifoglio</a>. Sotto la carrozzeria lavora il 2.9 V6 da 520 CV unito al differenziale autobloccante meccanico. L'allestimento si completa con componenti in fibra di carbonio, cerchi sportivi bruniti da 19 pollici, finiture interne in carbonio 3D rosso e la targhetta con la numerazione progressiva dell'esemplare.<h2>Nello stand ACI spuntano le radici Lancia</h2>Il racconto delle icone italiane proseguirà poi nello spazio riservato all’<strong>Automobile Club d’Italia (ACI)</strong>. Qui si festeggeranno i <strong>120 anni del marchio Lancia</strong> con due modelli legati a doppio filo alla storia del motorsport: la Alfa Sport del 1907 (la prima Lancia da gara in assoluto) e la Fulvia HF del 1972, nota agli appassionati come "Fulvia-14", l'auto con cui Sandro Munari e Mario Mannucci conquistarono il Rallye Monte-Carlo.

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OMODA 7, debutta la full hybrid con batteria da 5 kWh: più autonomia in EV

21 October 2026 at 17:30
Una <strong>full hybrid con batteria </strong>da <strong>5 kWh</strong>, in grado di alimentare dispositivi elettrici esterni e di offrire una maggiore disponibilità di energia per le funzioni di bordo. È una delle novità annunciate da <strong>OMODA &amp; JAECOO</strong> durante l'International User Summit 2026, organizzato dal gruppo Chery a Wuhu, in Cina.La tecnologia debutterà sulla <strong>OMODA 7</strong> e rappresenta un'evoluzione rispetto ai sistemi full hybrid tradizionali, generalmente equipaggiati con accumulatori di capacità molto inferiore. Ma le novità del costruttore non si fermano all'elettrificazione: sono in arrivo anche soluzioni per migliorare il comfort termico, il parcheggio automatizzato e l'interazione tra conducente e automobile.<h2>OMODA 7, una full hybrid con batteria più grande</h2>La pietra angolare del nuovo sistema è la capacità dell'accumulatore, che raggiunge <strong>5 kWh</strong> contro valori generalmente inferiori a 2 kWh delle full hybrid convenzionali. Una riserva energetica superiore permette di ampliare le possibilità di utilizzo della componente elettrica, pur senza trasformare necessariamente il veicolo in un'ibrida <a href="https://www.hdmotori.it/auto-phev-consumi-reali-costi-emissioni/">plug-in</a>.Tra le funzionalità annunciate compare la <strong>Super Quiet Mode</strong>, progettata per garantire un funzionamento particolarmente silenzioso nelle partenze, durante le accelerazioni e anche nella marcia autostradale. La batteria consente inoltre di utilizzare la tecnologia <strong>Vehicle-to-Load (V2L)</strong>, con una potenza disponibile fino a <strong>2,2 kW</strong> per alimentare apparecchiature esterne.Durante una sosta, per esempio, sarà possibile collegare dispositivi come una macchina per il caffè o altre attrezzature compatibili. L'energia accumulata potrà essere sfruttata anche per la climatizzazione, la sorveglianza del veicolo parcheggiato e specifiche modalità dedicate al riposo nell'abitacolo. Per altre informazioni, tuttavia, bisognerà aspettare il debutto vero e proprio di questo sistema ibrido.<h2>Alter tecnologie in arrivo</h2>Un'altra innovazione riguarda la <strong>OMODA 4</strong>, che introdurrà un particolare trattamento argentato del tetto denominato <em>Super Thermal Insulation Coating Technology</em>. La soluzione è stata progettata per limitare il riscaldamento dell'abitacolo senza rinunciare alla possibilità di osservare il cielo attraverso la superficie superiore.<img class="alignnone size-full wp-image-292047" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/JAECOO_5_SHS-H-scaled.jpeg" alt="" width="1200" height="800" />Secondo le prove comparative dichiarate dal costruttore, la temperatura interna è risultata inferiore di <strong>8-10 °C</strong> rispetto a un modello concorrente e di 5 °C rispetto alla stessa vettura con tendina parasole chiusa. Sul fronte dell'automazione arriva invece il sistema <strong>SIVP</strong>, Super Intelligent Valet Parking, destinato alle <a href="https://www.hdmotori.it/jaecoo-5-dimensioni-motori-allestimenti-prezzi/">JAECOO 5</a> e <a href="https://www.hdmotori.it/jaecoo-7-omoda-9-omologazione-autocarro-n1/">JAECOO 7.</a>Nei contesti compatibili, la tecnologia permette all'automobile di cercare autonomamente un parcheggio, effettuare la manovra e raggiungere successivamente il conducente. Le prime consegne dei modelli equipaggiati con questa funzione sono previste nel Sud-est asiatico e in Medio Oriente. L'assistente vocale <strong>SIAS</strong>, presentato a luglio, verrà progressivamente esteso alle OMODA 4 commercializzate nei diversi mercati.<h2>Tredici modelli in tre anni e vendite in crescita</h2>Per quanto riguarda la strategia industriale, questa prevede un ampliamento significativo dell'offerta: entro tre anni la gamma OMODA &amp; JAECOO dovrebbe raggiungere <strong>13 modelli</strong>. Tra le novità figura anche<a href="https://www.hdmotori.it/omoda-x-nuovo-suv-offroad/"> OMODA X</a>, crossover presentato a Wuhu con un linguaggio stilistico futuristico destinato a influenzare le prossime vetture del marchio.L'Europa rappresenta attualmente il 48% delle vendite globali, confermandosi un mercato strategico per l'espansione del gruppo. Particolarmente significativa la crescita italiana: secondo i dati UNRAE, a settembre sono state immatricolate <strong>4.678 vetture</strong>, con una quota di mercato del 3,31%. Nei primi nove mesi del 2026 le immatricolazioni hanno raggiunto <strong>32.945 unità</strong>, registrando un incremento del 256%.Numeri che certificano OMODA &amp; JAECOO come un costruttore nel pieno dell'ascesa nel territorio italiano. Guai a chiamarli outsider, il ruolo adesso è cambiato.

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Honda CBR600RR 2027, freni da Superbike, display TFT e kit HRC

21 October 2026 at 17:00
Chi temeva che le seicento a quattro cilindri fossero destinate a finire in un museo dovrà ricredersi. Per il 2027 <strong>Honda</strong> ha deciso di affilare di nuovo le armi della sua <strong>CBR600RR</strong>, confermando una scelta di campo chiara. Niente ridimensionamenti o stravolgimenti concettuali, ma un affinamento mirato dove conta davvero, ovvero quando si stringe il semimanubrio e si va in cerca del limite tra i cordoli.La filosofia resta quella di sempre. Ovvero un motore che va urlato in alto per tirare fuori fino all'ultimo dei suoi <strong>121 cavalli</strong>. Se la base meccanica rimane infatti invariata, con il quattro in linea da 599 cc capace di allungare fino a 14.250 giri/min e scaricare 63 Nm di coppia a 11.500 giri, è sul fronte della ciclistica e della tecnologia a bordo che la media di Tokyo fa il salto di qualità definitivo.<h2>Staccate da Superbike e gestione dell'ABS</h2><img class="alignnone size-full wp-image-291962" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/HondaCBR600RR-2027-9_compressed.jpg" alt="" width="1200" height="1015" />L'intervento più sostanzioso riguarda l'impianto frenante. La <strong>CBR600RR 2027</strong> lo prende in prestito a piene mani dalla sorella maggiore, la<a href="https://www.motoblog.it/post/honda-fireblade-e-cbr600rr-race-base-versioni-solo-pista"><strong> CBR1000RR-R Fireblade</strong></a>, ereditando le sue pinze radiali Nissin a quattro pistoncini. Lavorano accoppiate a doppi dischi anteriori da 310 mm e a una nuova pompa radiale: una dote pensata per garantire morsi decisi e, soprattutto, una costante resistenza alla fatica nelle staccate più violente in circuito.Rinnovata anche la logica dell'ABS, che ora permette di scegliere fra tre strategie d'intervento. Si parte dalla mappa Standard, pensata per la strada, per passare alla Track, che limita il controllo sul sollevamento della ruota posteriore durante i trasferimenti di carico estremi.Per chi fa sul serio c'è poi la <strong>modalità Race</strong>. In questo caso l'anti-bloccaggio al retrotreno viene del tutto escluso, lasciando la gestione della ruota dietro totalmente in mano al pilota e mantenendo attivo l'aiuto solo sull'anteriore.A supervisionare il tutto resta la <strong>piattaforma inerziale Bosch a sei assi</strong>, cervello elettronico che governa anche il comando <strong>Ride-by-Wire</strong>, il controllo di trazione HSTC a nove livelli, il freno motore, l'anti-impennata e l'immancabile cambio elettronico bidirezionale di serie, regolabile su tre soglie di reattività.<h2>Aerodinamica pulita e cruscotto da pista</h2><img class="alignnone size-full wp-image-291961" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/HondaCBR600RR-2027-8_compressed.jpg" alt="" width="1200" height="806" />Guardandola da vicino, le <strong>differenze </strong>con la <strong>versione precedente </strong>si notano subito sul muso. I tecnici giapponesi hanno sfilato e pulito le alette aerodinamiche, integrandole con maggiore grazia sotto i gruppi ottici. L'obiettivo dichiaratamente raggiunto è stato quello di conservare la spinta verso il basso alle alte velocità senza però penalizzare la penetrazione all'avanzamento.<img class="alignnone size-full wp-image-291963" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/HondaCBR600RR-2027-5_compressed.jpg" alt="" width="1200" height="800" />Saliti in sella, posizionata a 820 mm da terra all'interno di un'ergonomia rimasta pura ed esigente, ci si trova davanti alla seconda vera novità. <strong>Un display TFT a colori </strong>da <strong>5 pollici</strong>. Oltre alle solite schermate di servizio, la nuova strumentazione introduce funzioni espressamente dedicate alla pista, dal rilevamento dei tempi sul giro all'indicatore del <em>best lap</em>.In cima al quadro spicca ora <strong>una spia di cambiata </strong>a<strong> cinque LED bianchi</strong>: un dettaglio fondamentale su una moto che richiede di cambiare marcia a regimi altissimi, quando staccare gli occhi dalla traiettoria anche solo per un istante non è un'opzione.Invariata la struttura portante, affidata al telaio a doppia trave in alluminio con basculante coordinato e al <strong>comparto sospensioni Showa</strong> (forcella Big Piston da 41 mm davanti e sistema Unit Pro-Link dietro, entrambi regolabili). Stabili anche i numeri sulla bilancia: 194 kg in ordine di marcia, con un passo di 1.370 mm e coperture da 120/70 all'anteriore e 180/55 al posteriore, supportate dall'ammortizzatore di sterzo elettronico HESD.<h2>Kit pista HRC e pacchetti stradali</h2><img class="alignnone size-full wp-image-291964" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/10/HondaCBR600RR-2027-6_compressed.jpg" alt="" width="1200" height="748" />Per chi intende usare la <strong>CBR600RR</strong> esclusivamente tra i cordoli, Honda ha messo a punto <strong>tre diversi kit</strong> HRC Race acquistabili sia in blocco sia per singoli componenti. L'elenco attinge a piene mani dal mondo delle corse. Centralina con cablaggio dedicato, radiatore maggiorato, scarico aperto e componenti specifici per freni e sospensioni.Chi invece la userà anche su strada potrà scegliere tra due pacchetti di accessori originali. Il <strong>Racing Pack</strong> punta sull'impatto visivo con i<strong> colori HRC</strong>, dettagli ricavati dal pieno e la cover monoposto; il <strong>Comfort Pack</strong> strizza invece l'occhio all'usabilità quotidiana introducendo le manopole riscaldabili, una presa USB-C e una borsa da sella posteriore da 22 litri.La Honda CBR600RR 2027 arriverà nelle concessionarie in due tonalità. La classica livrea tricolore <strong>Ignition Red Tricolour</strong> e la più cupa <strong>Matt Ballistic Black Metallic</strong>. I prezzi per l'Italia non sono ancora stati resi noti, ma è lecito attendersi un listino non troppo distante dai<strong> circa 13.200 euro</strong> richiesti per il modello uscente.

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OMODA X, debutta il SUV che sfida i fuoristrada: guadi di oltre 70 cm e visione notturna

21 October 2026 at 16:30
<strong>OMODA</strong> non è più un nome esotico dell'automobilismo mondiale. Il marchio cinese sta diventando sempre più una realtà anche alle nostre latitudini. L'ambizione, però, cresce e tocca alte vette come dimostra l'ultima creatura che è stata presentata a Wuhu, in Cina: il <strong>nuovo OMODA X</strong>. Parliamo di un SUV ideato per fronteggiare tanto la giungla del traffico quotidiano, quanto l'avventura vera e propria, grazie a una dotazione tecnologica comprensiva persino della visione notturna a infrarossi.Il costruttore asiatico lo definisce come il suo primo <em>Cross Off-Road Vehicle</em>, una categoria che intende mettere insieme la versatilità dei crossover con alcune caratteristiche tipiche dei fuoristrada, il tutto senza tralasciare neppure la sportività. Tra i dati più interessanti figurano <strong>200 mm di altezza da terra</strong>, una capacità di guado dichiarata superiore a 700 mm e una massa rimorchiabile fino a 1.800 kg.<h2>Design futuristico e anima offroad</h2>La nuova <a href="https://www.hdmotori.it/omoda-x-teaser/">OMODA X</a> porta avanti un linguaggio stilistico chiamato <strong>Mecha</strong>, ispirato all'estetica dei robot e dei mezzi del futuro. La carrozzeria presenta superfici geometriche, passaruota pronunciati e una carreggiata larga, mentre le fiancate scolpite pongono l'attenzione sul carattere dinamico. Al posteriore spiccano gruppi ottici dalla forma a saetta. L'aspetto più interessante riguarda tuttavia le caratteristiche progettate per l'utilizzo sulle strade non battute.L'altezza libera dal suolo di <strong>20 centimetri</strong> consente di affrontare ostacoli e fondi sconnessi con più tranquillità rispetto a una normale automobile da tutti i giorni. Particolarmente significativo è il dato relativo al guado, che secondo gli obiettivi progettuali supera i <strong>70 centimetri</strong>. La massa rimorchiabile raggiunge 1.800 kg, mentre il tetto può sostenere un carico di 75 kg.<h2>Abitacolo digitale, comandi fisici e visione notturna</h2>L'abitacolo persegue l'impostazione originale degli esterni, con una plancia a doppia ala e un tunnel centrale sospeso che richiama la lettera X. La strumentazione digitale sfrutta uno schermo da <strong>10,25 pollici</strong>, affiancato da un display centrale touchscreen da <strong>13,2 pollici</strong>. <a href="https://www.hdmotori.it/omoda-4-omoda-5-next-salone-parigi/">OMODA</a> ha però scelto di conservare alcuni comandi fisici, destinati soprattutto alla climatizzazione e alla selezione delle modalità di guida.Una scelta che permette di gestire le funzioni principali senza dover necessariamente navigare nei menu dello schermo. Il sistema <strong>SIAS</strong>, acronimo di Super Intelligent AI Space, introduce un assistente vocale progettato per comprendere richieste naturali senza pronunciare una specifica parola di attivazione.[gallery ids="292024,292023,292022,292021,292020,292019"]La modalità <strong>X-MODE</strong> permette invece di personalizzare alcune impostazioni e la risposta della vettura in funzione delle preferenze del conducente. Meritevole di attenzione è certamente il sistema di <strong>visione notturna termica</strong>, sviluppato per individuare potenziali pericoli fino a 90 metri di distanza.Infine, non mancano soluzioni più insolite, come Open Mic, che sfrutta quattro zone di rilevamento audio per il karaoke senza microfoni, e i MECHA Pets, piccoli accessori magnetici dotati di tecnologia NFC.<h2>Arrivo in Italia</h2>La nuova OMODA X arriverà anche in Italia, anche se l'attesa sarà abbastanza lunga: il debutto del modello di produzione sul mercato nostrano ed europeo è previsto per il 2028. Insomma, ci sarà da pazienterà ancora un po'. E si sa l'attesa, alimenta il desiderio.

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Gemini's Personal Intelligence is coming to cars

20 October 2026 at 21:00

Google kicked off 2026 with the addition of Personal Intelligence to Gemini, allowing its AI to pull in more of your data to formulate answers. It started as a paid feature but eventually came to all Gemini users. However, this feature wasn't available in the car until now. Google is rolling out Personal Intelligence to Android Auto and Google Built-in, and it is still, thankfully, an optional feature.

As Google points out, a generative AI's outputs are better "when it knows the world and knows you," which is correct in an uncomfortable sort of way. The more context you can provide to a model, the better the output will be at the end of the token shuffle. Since Google has so much of your data already, it sees Personal Intelligence as a differentiator versus other AI systems. You don't have to provide the AI context because it already has it from apps like Gmail and Calendar.

Personal Intelligence is beginning its rollout in Android Auto today, and it will come to vehicles with Google built-in in the next few months. As an aside, "Google built-in" is questionable branding, but it refers to cars that run Google software in the infotainment system rather than projecting an interface from your phone. Very few vehicles have Google built-in, but Google often releases new car features on them first. This time, it's the other way around.

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Comments

© Google

Personal Intelligence hits the road: Google brings Gemini's tailored assistance to Android Auto

What you need to know

  • Google announced that it's bringing Gemini's Personal Intelligence to vehicles.
  • The feature mirrors the experience in AI Mode or on your phone, as the AI can connect to your Workspace apps, Gmail, Photos, Search, and more for tailored help that matters to you.
  • Gemini can pick up old conversations with you through Personal Intelligence, and it can look for restaurants to eat and bring directions straight to your car's display.
  • None of this works without your permission, and Google says drivers remain in control of what they share.

Sorry, Microsoft: Apparently Gemini is your new copilot.

This afternoon (Oct. 20), Google announced that Gemini's Personal Intelligence is rolling out for Android Auto. The post states Personal Intelligence does nothing without your express permission. But once given, the feature will mirror the experience you'd receive on your Android phone.

Google states that connecting Personal Intelligence opens access to Gmail, Photos, Maps, Search, Workspace apps, and more. Gemini will tailor its responses to your voice queries using your data as its knowledge base. Since Personal Intelligence is connected to your Gmail (if given permission), users can ask whether their flight is on time and what their gate number is. Google says drivers won't have to do much else.

The AI will dive into your emails and find that information for you. What's more, since Personal Intelligence is arriving in vehicles, Google says Gemini can "suggest curated dinner stops" along the driver's route when asked. If you're a vegetarian, Google says Gemini can tailor its responses for your needs.

Driving got a little easier

Gemini's Personal Intelligence can surface important details about your flight while the driver remains focused on the road.

Gemini's Personal Intelligence can surface important details about your flight while the driver remains focused on the road. (Image credit: Google)

Another key feature is users can "pick up where they left off" with Gemini. If you asked Gemini about a coffee shop, the next time you get into your car, you can bring it up. Google states Gemini will resurface those details for you and create a route in Maps to get you there.

Google says your privacy remains at the center of this feature, and you don't have to share anything if you don't want to. Personal Intelligence will arrive for cars with Google built-in "in the next few months." For users with this feature already set up on their phone, you won't have to do much once it hits your car.

If you haven't set it up, Google says you can do so from Gemini's settings.

Google has been bringing Gemini's Personal Intelligence to more places since its arrival in January. Most recently, the company added the feature to AI Mode. It works the same as you'd expect on your phone through the Gemini app and, as announced today, for Android Auto. Users can ask Gemini about specific questions that pertain to them or their situation. If you're looking for meal ideas but you have an allergy, for example, Gemini would tailor its responses.

What's more, you can ask Gemini to find information about your car's tires. The AI would look into your photos to find them and search for relevant information.

Can't miss alerts: Android Auto might support 'Work Accounts' for busy drivers

What you need to know

  • A tipster discovered that Android Auto could bring full work profile support, mirroring what users experience on Android phones.
  • Android Auto could roll out "Work Accounts" sometime in the future, delivering notifications and more from a user's work profile.
  • A recent Android Auto update brought a refined Play Store with curated apps and more, as well as upgraded YouTube playback.

A dip into Android Auto's app code suggests Google is working on bringing full work profile support to drivers.

Tipster AssembleDebug and Android Authority discovered a new feature in the works for Android Auto called "Work Account." It's speculated that this would work similarly to how work profiles operate on your Android phone. Users can separate their profiles, keeping work-related apps and things in their own corner. The tipster discovered that Google is working on a Work Account toggle inside Android Auto's Quick Settings.

When toggled, users would begin receiving notifications on their car's display while driving. The feature may also display a briefcase icon on Android Auto's home screen so you know it's been enabled.

Much of what Work Account will support and do is still under speculation. AssembleDebug states that the feature isn't working properly; only the icons are present in their deep dive. However, the tipster assumes Work Account would support Google Meet and potentially other Workspace apps.

Better driving experiences

A leaked screenshot of

(Image credit: Android Authority)

For the good, Android Auto recently rolled out a redesigned Play Store with new apps and improved YouTube playback. The Play Store is now much easier to browse on your car's display. Google also included "featured picks, new releases, and curated collections." On YouTube's side, videos will automatically switch to audio-only when you start driving.

This keeps drivers involved in what they were doing, but minus the distracting elements videos tend to have.

On the downside, October got off to a rocky start for drivers. The funny thing is this issue had been going on for months. Users on Reddit said that Android Auto wouldn't alert them about incoming notifications if their foldable was closed. The reports involved the Motorola Razr series quite heavily, forcing users to open their foldables for proper functionality.

Motorola and Google were aware and started reaching out to users to help fix it.

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