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Google privilegia i Pixel con il supporto software di Android?

Il rilascio di Android 17 QPR1 stabile, avvenuto proprio in questi giorni insieme all’ultimo Pixel Drop, sta causando un po’ di polemica inaspettata: gli sviluppatori di GrapheneOS, il progetto open source basato su Android noto per il focus sulla privacy e sulla sicurezza, accusa infatti Google di rendere disponibili in anticipo ai Pixel alcune novità e soprattutto correzioni di vulnerabilità, costringendo gli altri produttori e i progetti basati su AOSP, ad aspettare un secondo momento.

Il contenzioso verte soprattutto su alcune modifiche alle API introdotte con la nuova QPR. GrapheneOS dice che è la prima volta dall’epoca di Android Honeycomb in cui una versione di Android introduce nuove API senza renderle disponibili contemporaneamente attraverso l’Android Open Source Project. La documentazione ufficiale del sito dedicato Android Developers conferma che esistono differenze tra le API di Android 17 e quelle di QPR1. GrapheneOS dice di aver già effettuato il porting del proprio codice a QPR1 prima del rilascio del 15 settembre, ma al momento è bloccata proprio perché non può accedere alle API.

Il team sta quindi lavorando a una soluzione alternativa, effettuando il backport su Android 17 del firmware Pixel, dei driver del kernel e dello userspace e delle componenti HAL presenti nella nuova release. Il team GrapheneOS ha anche evidenziato alcune differenze tra il bollettino di sicurezza Android di settembre e quello specifico per i dispositivi Pixel: quest’ultimo elenca ulteriori vulnerabilità corrette, e non sempre sono specifiche di hardware e software Pixel, ma anche di componenti standard della piattaforma operativa da cui dipendono anche dispositivi e produttori terzi.


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Googlebook, l'evento di lancio si terrà... due settimane dopo i preordini

Lunedì Google ha finalmente annunciato che a breve, per la precisione il 21 settembre, partiranno i preordini per i suoi nuovi computer portatili basati su Android e incentrati sull’assistente AI gemini, i Googlebook. Tuttavia, qualche ora fa ha iniziato a diffondere gli inviti per quella che chiama una... celebrazione di queste macchine per il 5 ottobre. Due settimane dopo l’apertura dei preordini. L’evento si terrà a New York e pare abbastanza chiaro che sarà in quell’occasione che il sistema sarà effettivamente reso ufficiale a tutti gli effetti.

Google ha presentato l’iniziativa Googlebook già da qualche mese, ma finora possiamo dire piuttosto tranquillamente che è rimasta parecchio vaga sui dettagli tecnici e le capacità precise della piattaforma. Durante la “Opening Night” di New York, sono previste dimostrazioni interattive dedicate alle funzionalità software, approfondimenti sull’hardware e sulle caratteristiche dei vari modelli, che come sappiamo saranno proposti da vari partner come Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo. Al momento l’azienda di Mountain View non ha annunciato un modello sviluppato direttamente in casa, anche se non è escluso che un Googlebook a marchio Google possa arrivare in futuro.

Quello che rende il tutto un po’ strano è che in buona sostanza gli utenti potranno preordinare i dispositivi ancora prima che Google ne mostri ufficialmente tutte le caratteristiche. A questo punto sembra facile ipotizzare che nelle prossime settimane la società intensificherà la comunicazione sui dispositivi, magari con contenuti online; del resto ormai un evento in presenza non è più il modo migliore per scoprire un dispositivo già da qualche anno (pensiamo ai keynote di lancio degli iPhone, ormai registrati in anticipo dai tempi della pandemia).


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Google will now let any AI agent run your smart home

Google is inviting third-party agents, including Claude and Open Claw, into Google Home. | Photo by Jennifer Pattison Tuohy / The Verge

Google is opening up its smart home to AI agents, letting tools like Claude and Open Claw access and control your connected devices and analyze your home's data using the standardized Model Context Protocol.

Google Home MCP is a new integration that lets third-party AI agents control and monitor your smart home and act on your behalf. It "allows any AI agents that support MCP, including Google Antigravity, Claude, Hermes or Open Claw, to securely work with all of the devices and event history in your Google Home ecosystem," Taylor Lehman, group product manager at Google Home & Nest, said in a blog post.

According to Lehman, Home MCP integ …

Read the full story at The Verge.

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