Un'analisi genomica condotta dai ricercatori della Stanford University e pubblicata su Nature Communications ha rivelato la presenza di sequenze di DNA di coyote selvatico (Canis latrans) nel genoma del Chihuahua. Attraverso le piattaforme software Gnomix e Gnofix, basate sulla tecnica di local ancestry inference (LAI), il team ha mappato l'origine evolutiva di specifici segmenti genetici nelle razze autoctone messicane. A differenza della maggior parte dei cani moderni di origine europea, il Chihuahua e lo Xoloitzcuintli conservano una componente precolombiana distintiva: il primo mostra tratti ereditati dal coyote, mentre il secondo racchiude oltre il 4 per cento di ascendenza legata ai cani artici. L'ibridazione Γ¨ avvenuta prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo nelle Americhe, sebbene resti da chiarire se si sia trattato di incroci spontanei o guidati. La statura ridotta del Chihuahua rappresenta invece l'esito di una successiva selezione artificiale condotta dalle popolazioni locali.
I discuss age-related BPH and prostate cancer screenings, highlighting the unreliability of PSA tests. Having BPH does not increase prostate cancer risk. No advantage is gained from prostate cancer treatment. And there are recent studies linking COVID-19 vaccines to increased cancer risks, particularly prostate cancer.
A new study presents alarming findings linking mRNA COVID-19 vaccines to aggressive heart tumors, as plasmid DNA fragments from the vaccine were found in a 35-year-old patientβs cardiac tumor developed shortly after vaccination. This evidence prompts calls for the immediate removal of mRNA technology from global markets, challenging prior dismissals of "turbo cancer."