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Alibaba lancia Qwen-Robot: l’AI che guida la nuova generazione di robot

Dopo averci lavorato per molto tempo, Alibaba ha infine presentato Qwen-Robot, una nuova famiglia di modelli progettata per consentire ai robot di comprendere l’ambiente circostante e agire in autonomia.

Parliamo in sostanza di intelligenza artificiale, ma strettamente specializzata a questo segmento, diversa quindi da quella che alimenta i chatbot di uso comune. Sviluppata dal Tongyi Lab e attualmente in fase di test con alcuni clienti aziendali di Alibaba Cloud, la suite Qwen-Robot è composta da tre modelli distinti, ognuno specializzato in un aspetto fondamentale dell’intelligenza fisica.

Grazie a essi si vuole permettere ai robot di interpretare istruzioni e comprendere ciò che vedono, ma anche di muoversi, interagire con gli oggetti e prevedere le conseguenze delle proprie azioni. I moderni modelli linguistici e multimodali possono descrivere come completare un’attività, ma trasformare quelle indicazioni in movimenti concreti richiede competenze molto diverse. Le soluzioni di Alibaba sono Qwen-RobotNav, dedicato alla navigazione e agli spostamenti, Qwen-RobotManip, focalizzato sulla manipolazione degli oggetti, e infine Qwen-RobotWorld, che funge da modello del mondo, prevedendo l’evoluzione degli ambienti e gli effetti delle azioni del robot.


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Nuove batterie polimeriche per il freddo estremo: la proposta USA

Tra i problemi delle batterie al litio c'è quello della perdita di efficienza con temperature inferiori allo zero, e questo è un problema quando di parla di veicoli elettrici in aree nordiche. Un accumulatore capace di funzionare dove le tradizionali celle al litio iniziano a mostrare i loro limiti potrebbe portare una maggior elettrificazione nei trasporti ma anche in settori come quello dell’esplorazione spaziale, dove le escursioni termiche sono ancora più elevate.

Il progetto di cui vi parliamo oggi non viene da qualche grande gruppo, ma da Jaybelle Pranada, dottoranda della Texas A&M University, che ha attirato l’attenzione del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti durante il Catalyzing Energy Education and Excellence Symposium, tenutosi ad aprile presso l’Arizona State University.

Tra quasi cento proposte provenienti da tutto il Paese, su nuove chimiche per batterie in grado di mantenere prestazioni affidabili anche in condizioni climatiche particolarmente severe, il lavoro della ricercatrice è riuscito a entrare nella top five.


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