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Oklo e Standard Nuclear vogliono riciclare il plutonio per nuovi reattori
Sempre più spesso negli USA vengono messe in atto strategie per valorizzare le scorie nucleari accumulate, che potrebbero così diventare una risorsa per la prossima generazione di reattori. Rema in questa direzione l'intesa raggiunta tra Oklo, azienda specializzata in tecnologie nucleari avanzate, e Standard Nuclear, produttore di combustibile TRISO, che hanno firmato un memorandum d'intesa per collaborare nel riciclo del combustibile esaurito, nella produzione avanzata e nell'utilizzo del plutonio in eccesso presente sul territorio americano.
L'accordo rappresenta un importante passo in avanti e arriva poco dopo la decisione del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti di selezionare entrambe le società tra le cinque aziende ammesse alle trattative avanzate del programma federale dedicato all'impiego del plutonio in surplus. Non c'è nessun carattere vincolante nell'intesa, ma per ora va a definire un quadro operativo per valutare aspetti tecnici e commerciali legati alla gestione dei materiali recuperati. E allora andiamo a vedere quali sono.
Uno dei punti centrali riguarda il futuro impianto di riciclo che Oklo intende realizzare a Oak Ridge, nel Tennessee, visto che da questa struttura arriveranno flussi di uranio riprocessato ottenuti dal combustibile nucleare usato. Queste materie prime potrebbero essere impiegate da Standard Nuclear per la produzione di combustibile TRISO, una soluzione particolarmente resistente e progettata per funzionare nei reattori avanzati ad alta temperatura.
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Irlanda, maxi impianto da 600 MW: lenergia del vento non andrà più sprecata
Le rinnovabili sono il futuro ma non sono perfette, e proprio la loro scarsa linearità di produzione energetica è al centro di tanti progetti. L’Irlanda ha una sua soluzione e punta a risolvere la questione con un’infrastruttura pensata per cambiare il modo in cui viene gestita l’elettricità prodotta da vento e sole.
Il progetto si chiama Rathrush Green Energy Park e prevede la realizzazione di un impianto di accumulo energetico di lunga durata da 600 MW nella contea di Carlow, a pochi chilometri da Rathoe. Con un investimento stimato di circa 2 miliardi di euro, l’iniziativa vorrebbe riuscire a recuperare l’energia che oggi viene spesso sprecata quando la produzione da fonti rinnovabili supera la domanda della rete elettrica.
Secondo i promotori di Net Zero Energy, il futuro impianto potrà fornire fino al 10% del fabbisogno energetico di picco dell’intero Paese. Il principio di funzionamento in questo caso è relativamente semplice, e al contrario di quanto si potrebbe immaginare, non si basa sugli accumulatori. In pratica nei momenti in cui vento e sole producono più elettricità di quella richiesta dai consumatori, l’energia in eccesso verrà utilizzata per separare l’idrogeno dall’acqua attraverso il processo di elettrolisi, generando così idrogeno verde.
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Boom di elettricità in Italia a maggio: la domanda vola e il fotovoltaico cresce
In Italia la domanda elettrica continua a crescere: il fabbisogno di 24,8TWh registrato a maggio rappresenta un incremento del 2,1% su base annua e del 3,8% rispetto al mese precedente. Oltre la metà (52,8%) è stata coperta dalle fonti rinnovabili. I dati Terna rivelano che la produzione fotovoltaica è aumentata del 19,3% in confronto a maggio 2025, trainata dai 2,6GW di nuova capacità installata dall'inizio dell'anno.
Il mese di maggio 2026 ha avuto un giorno lavorativo in meno (20 anziché 21) e una temperatura mensile simile a quella dello scorso anno per i primi 20 giorni. L'ultima decade ha riportato invece temperature medie fino a 6°C superiori che hanno portato ad un incremento della domanda energetica. Corretto dagli effetti di temperatura e calendario, il fabbisogno è dunque cresciuto di 2,6 punti percentuali.
- Nord: +1,4%
- Centro: +2,6%
- Sud e isole: +3,3%
CONSUMI
- consumi industriali: l'indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) è aumentato a maggio per il nono mese consecutivo (+2,2%). Da gennaio l'incremento è del 4,5% su base annua.
- su: cemento, calce e gesso, siderurgia, ceramiche e vetrarie, mezzi di trasporto
- giù: metalli non ferrosi, alimentare, chimica e meccanica
- stabile: cartaria
- consumi servizi: l'indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi) è cresciuto nei primi tre mesi dell'anno dell'1,3% (i dati sono aggiornati a marzo)
PRODUZIONE
La domanda elettrica è stata coperta per l'84,6% dalla produzione nazionale, per il 15,4% dal saldo dell'energia scambiata con l'estero.
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Indipendenza energetica domestica: Jackery svela la nuova gamma HomePower
Jackery espande il suo portfolio con i nuovi sistemi di backup HomePower per l'indipendenza energetica in ambito domestico. Assieme a FridgeGuard debuttano dunque sul mercato HomePower 3600 Pro Max, 2000 Plus v2 e 1000 v2, soluzioni diversificate per venire incontro alle diverse necessità degli utenti, che si tratti di esigenze di connettività ininterrotta o di protezione contro i blackout.
HOMEPOWER 3600 PRO MAX
Il top gamma HomePower 3600 Pro Max è stato realizzato per chi necessita di coprire più stanze: offre una capacità base di 3.584 Wh espandibile fino a 43 kWh per alimentare i principali elettrodomestici fino a 9 giorni. Ha una potenza nominale di 4.000 W distribuita su tre prese AC e due porte USB e supporta anche il funzionamento simultaneo a 120 e 240V. La commutazione avviene in soli 10ms, mentre il circuito di bypass interno da 9.600 W gestisce i flussi combinati di carica e scarica, garantendo la commutazione automatica di tutta l'abitazione.
É possibile ricaricare l'unità tramite ingresso AC fino a 4.000 W (80 minuti) oppure tramite ingresso CC fino a 1.200 W per la ricarica off-grid tramite energia solare. Grazie al sistema di programmazione a fasce orarie via app si può impostare la ricarica nelle ore non di punta, utilizzando l'energia accumulata quando i prezzi aumentano, con risparmi in bolletta fino a oltre 4.000 dollari all'anno. HomePower 3600 Pro Max ha una durata di circa 16 anni.
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Soaring solar and a surge in hydro push more coal off the US grid
Last year, the first few months of data from the US grid suggested that fears of a data-center-driven surge in demand were becoming a reality. Demand had risen by about 3 percent, triggering a surge in coal, interrupting what had been a long downward trend. But over the course of the year, both trends slowed considerably.
A year later, all of that seems to be in the past, as the US has returned to its normal pattern: slow growth, with renewables pushing coal off the grid. The one oddity is that hydroelectric production has surged without a corresponding increase in capacity, likely due to unusually warm weather in the western US causing the snowpack to melt early. That may have consequences later in the year.
Pushing fossil fuels out
Overall demand in the US grew by only 1.5 percent in the first quarter of 2026 compared to the same period the year before. Often, changes in demand during this part of the year are driven by weather-related heating demand. But the US had an unusual combination set of weather conditions to start 2026, with the western half baking in unseasonal warm temperatures, while the eastern half suffered a deep freeze. So we'll probably need data from more of the year before we read too much into the small rise in demand we've seen so far.


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