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TSMC investe altri 100 miliardi di dollari nelle fonderie statunitensi

TSMC ha annunciato nelle scorse ore di aver stanziato altri 100 miliardi per ampliare la sua capacità produttiva di chip negli Stati Uniti; secondo l'amministratore delegato C.C. Wei, il denaro verrà probabilmente usato per ampliare il complesso dell'Arizona, passando dalle 8 fabbriche attualmente pianificate o già in cantiere a 12. Al momento non ci sono tempistiche precise ma è chiaro che si tratta di un progetto nel medio / lungo termine; la fonderia ha confermato che i dettagli più precisi saranno decisi anche in base alle condizioni del mercato e delle esigenze dei suoi principali clienti.

È una delle operazioni più grandi e importanti di sempre per l’intero settore dei semiconduttori, e ovviamente posiziona molto bene gli Stati Uniti in quello che oggi è considerato uno dei mercati più importanti in assoluto a livello globale. Nel complesso, l’impegno finanziario del colosso taiwanese negli USA sale quindi a 265 miliardi di dollari. La corsa globale all’intelligenza artificiale è stata citata come una delle ragioni del nuovo investimento, che peraltro arriva in un momento particolarmente positivo per TSMC: nel solo Q2 2026 ha registrato un utile netto di ben 22 miliardi di dollari, il 77% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, soprattutto grazie alla fortissima domanda di GPU, i chip fondamentali per addestrare i modelli AI.

Possiamo dire che ormai da qualche anno TSMC non ha rivali dal punto di vista di raffinatezza, efficienza e sofisticazione dei nodi produttivi; in poche parole è il punto di riferimento per tutti i grandi protagonisti del settore. Questa posizione di leadership assoluta l'ha resa inevitabilmente molto forte in borsa, tanto da aver recentemente superato la soglia dei 2.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.


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L'Europa vuole ridurre la dipendenza su AI e cloud, ma nell'immediato bisogna scegliere

L’Europa vuole diventare più autonoma sul digitale, ma l’indipendenza totale da Stati Uniti e Cina, oggi, è ancora difficile da immaginare e ancor più da realizzare. La direzione più concreta nell’immediato è un’altra: scegliere dove la dipendenza è troppo rischiosa e intervenire lì.

Francia e Germania si stanno muovendo, riporta il Wall Street Journal. Parigi vuole sostituire Zoom e altri software americani con alternative nazionali, mentre il governo francese punta ad acquistare strumenti digitali da aziende locali. Berlino sta lavorando con Deutsche Telekom e SAP a una piattaforma AI governativa che possa funzionare senza appoggiarsi a tecnologie americane o cinesi. Il tema è ormai strategico. Cloud, AI, dati sensibili, cybersecurity e chip non sono solo settori industriali, ma potenzialmente delle “leve di potere”. Se l’accesso a un modello AI o a un’infrastruttura in cloud infatti può dipendere da una decisione presa a Washington o Pechino, il problema è serio e riguarda direttamente sia i governi che le imprese europee.

L’Europa qualche carta da giocare ce l’ha, per arrivare all’obiettivo. Ha ricerca, competenze industriali e aziende promettenti come Mistral AI. Il limite resta la capacità di finanziare e far crescere startup tecnologiche su scala globale. Troppo spesso infatti i capitali europei restano in investimenti gestiti con eccessiva prudenza, oppure le aziende più ambiziose finiscono per cercare crescita negli Stati Uniti. Per questo la sovranità digitale europea sarà selettiva, almeno per ora. Non sostituire tutto perché nell’immediato semplicemente non si può, ma costruire alternative credibili almeno nei settori più sensibili: dati pubblici, AI strategica, cloud, sicurezza, chip e infrastrutture critiche.


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NVIDIA, Sony e Honda assieme per l'AI Factory più potente del Giappone

NVIDIA si appresta a realizzare uno dei datacenter AI, o meglio una “AI Factory” come è stata definita ufficialmente, più avanzati di tutto il Giappone: sarò dedicato allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale multimodali e applicazioni di physical AI, ovvero sistemi capaci di interagire con il mondo reale attraverso robot, macchine autonome e dispositivi intelligenti. Il progetto è imponente: il datacenter dovrebbe essere costituito da qualcosa come 13.750 CPU Vera e 27.500 GPU Rubin, entrambe di Nvidia naturalmente, per una potenza assorbita totale di circa 140 MW a pieno carico.

Il centro sarà realizzato in partnership con Noetra, una società formata di recente con la partecipazione dei principali colossi tech del Paese, tra cui SoftBank, NEC, Honda e Sony, e che opera con il sostegno diretto del governo giapponese, che lo scorso marzo aveva presentato un più ampio piano di espansione tecnologica con l’obiettivo di raggiungere almeno il 30% di quote nel mercato globale della robotica basata sull’AI entro il 2040.

Japan is laying the foundation for the future of physical AI.

Partnering with Noetra and supported by METI, the NVIDIA Vera Rubin AI factory built on the NVIDIA DSX platform will bring world-class AI infrastructure to manufacturing, robotics, healthcare, and beyond.

✅ 27,500…


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New research shows how to expand the pool of tomorrow's leaders

Americans are dissatisfied with the state of leadership in the United States across several sectors—business, education, government and health care—a Harris poll showed in 2025. The survey raised a foundational question about developing the next generation of leaders: How can today's young people be encouraged to become CEOs, principals, directors and even presidents?

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China is funding African farmers but not food processing and storage: Why it's a problem

China has become one of Africa's largest development financiers. Since 2000, Chinese and other state-backed institutions have committed more than US$180 billion in loans to African countries. The money has been used to finance roads, railways, power stations, ports, water infrastructure and industrial projects. Agriculture has also become part of this expanding partnership. Food systems specialist Adrino Mazenda analyzed Chinese loans to African countries between 2000 and 2024 to find out about China's agricultural spending.

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George Lucas likens AI sceptics to luddites clinging to horses and carts

Star Wars director calls AI technology ‘the future’ of film-making and says ‘there’s nothing you can do about it’

The Star Wars director, George Lucas, has added his voice to the growing chorus of film-makers receptive to the rising use of AI tools in moviemaking.

Speaking in an interview with A Rabbit’s Foot, Lucas, 82, said: “Artificial intelligence means it’s much easier for us to make movies.”

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© Photograph: Angela Weiss/AFP/Getty Images

© Photograph: Angela Weiss/AFP/Getty Images

© Photograph: Angela Weiss/AFP/Getty Images

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New study analyzes how electronic trading is changing the retail investment market

The decades-long switch from human-centered to electronically-based trading has changed the way investors participate in and access financial markets. In a new article, researchers analyze how technology has shaped the retail investment market in the United States. While retail investors have seen dramatic drops in costs, hurdles remain in specific markets. The article addresses the implications of the changes for regulations and regulatory oversight.

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