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Claudio Di Russo, entomologo e speleologo affiliato alla Società Speleologi…

Claudio Di Russo, entomologo e speleologo affiliato alla Società Speleologica Italiana, ha guidato un’ispezione scientifica all’interno di un condotto artificiale profondo venticinque metri sull’isola di Alonnisos, nel Mar Egeo, scoprendo una nuova forma di vita specializzata per l’oscurità assoluta. Si tratta di una specie sconosciuta di grillo cavernicolo del genere Dolichopoda, individuata mentre si muoveva […]
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Riassunto: Se l'uomo dovesse scomparire a causa di guerre o crisi climatich…

Riassunto: Se l'uomo dovesse scomparire a causa di guerre o crisi climatiche, i primati subirebbero la stessa sorte, lasciando il cammino evolutivo libero ai cefalopodi. Grazie a un sistema nervoso decentralizzato, un'eccezionale destrezza nell'uso di strumenti e spiccate doti di problem-solving, i polpi potrebbero dare vita a una civiltà sottomarina avanzata nel corso di milioni di anni. L'unico grande ostacolo a questa egemonia resta la loro breve aspettativa di vita, che limita la trasmissione delle conoscenze tra generazioni.
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L’obiettivo elettronico ha squarciato il velo di mistero che avvolgeva la r…

L’obiettivo elettronico ha squarciato il velo di mistero che avvolgeva la riserva nazionale di Boni, nell‘est del Kenya, catturando l’immagine del cefalofo di Aders, l’antilope più rara dell’intera Africa. Una scoperta che porta la firma dello zoologo Rajan Amin, coordinatore del monitoraggio scientifico per conto della Zoological Society of London (ZSL), in collaborazione con i […]
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Uno studio ecologico dimostra come le piante di fagiolo (Phaseolus vulgaris…

Uno studio ecologico dimostra come le piante di fagiolo (Phaseolus vulgaris) si difendano dai parassiti sfruttando una precisa rete di segnalazione molecolare. Attraverso il recettore di superficie INR, le foglie riconoscono l'inceptina, un peptide rilasciato dalla saliva dei bruchi durante la masticazione. Questo contatto innesca una risposta immunitaria che libera composti volatili nell'aria, fungendo da richiamo per le vespe predatrici. Gli esperimenti condotti in laboratorio e sul campo confermano che le varianti genetiche prive di questo recettore subiscono danni strutturali maggiori, perdendo la capacità chimica di reclutare i propri difensori naturali.
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