Troppo tempo online fa male alla salute: ne parla uno studio tedesco
Da molti anni, studi su modelli di utilizzo di Internet patologici o rischiosi mettono in evidenza l'impatto reale (e in alcuni casi "devastante") sul benessere psichico e sul funzionamento sociale degli utenti piΓΉ addicted. I giovani con dipendenza conclamata sperimentano cambiamenti nella chimica del cervello e β in generale β effetti biologici visibili, come un'aumentata attivitΓ in alcune aree cerebrali a riposo. Al tempo stesso, si registra una diminuzione della connettivitΓ funzionale nelle aree coinvolte nel pensiero attivo, ovvero la rete di controllo esecutivo responsabile della memoria e del processo decisionale. Di conseguenza, chi Γ¨ dipendente dallo scrolling (e dalla navigazione in generale) tende a sviluppare in parallelo altre dipendenze.
PiΓΉ che lo stress o l'umore in sΓ©, il problema Γ¨ l'impulso (e il controllo degli impulsi). E il circolo vizioso, per cui piΓΉ si usano le app come meccanismo di coping; piΓΉ questo comportamento verrΓ in automatico.
Un'ultima ricerca dell'Università di Duisburg-Essen, in Germania, rileva proprio che è la tentazione il principale fattore determinante per l'uso continuato di Internet, con le sensazioni di piacere e sollievo che emergono come fattori di rinforzo. Infatti, non sempre quando ci sentiamo frustrati ricorriamo allo smartphone, ma solo quando ne avvertiamo l'impulso "irrefrenabile" (segno che una forma più o meno grave di automatismo patologico è già stata sviluppata). Per uscirne, basterebbe semplicemente⦠resistere, ovvero aspettare qualche minuto prima di reagire, tenendo conto che quando l'impulso raggiunge il suo culmine di intensità , in seguito non può che cadere a picco. Basta resistere un certo numero di volte per riprogrammare il cervello ed eliminare la cattiva abitudine.